Mediterraneo Orientale, 1558. Sulla galea che lo conduce a Istanbul, lo schiavo Melchiorre Guilandino entra nelle grazie del potente ammiraglio Uluch Alì guarendolo dalla tigna, impresa in cui nessun luminare era mai riuscito. Melchiorre, infatti, è un brillante medico che i turchi hanno fatto prigioniero mentre era in cerca di erbe curative per la sua preziosa collezione. Giunto nella capitale, in virtù delle sue competenze evita la prigionia e viene condotto alla corte del più grande sovrano dell’epoca, Solimano il Magnifico, che lo destina a una sorte ancora più provvedere all’evirazione degli eunuchi per l’harem imperiale. Melchiorre, ribelle e idealista, non può né vuole piegare la sua arte medica a un compito così terribile, e chiede a Uluch Alì di aiutarlo a fuggire a Padova dalla persona che ama, il collega Gabriele Falloppio. Lo spietato e astuto ammiraglio, però, esige in cambio un prezzo Melchiorre dovrà giacere in gran segreto con la figlia di Alì, Mariam, e farle concepire un bambino che lei possa poi spacciare per il figlio dell’anziano marito. Il rischio dell’impresa è enorme, Melchiorre non vuole tradire Falloppio ma è costretto a mettersi in gioco per riprendere in mano le redini della sua vita. In questo turbinio di eventi si intrecciano le vicende, le passioni e i destini del serraglio. Sullo sfondo di una Istanbul magnifica e crudele, Francesca Thellung di Courtelary dà vita a una storia d’amore e morte che sorprende, appassiona e coinvolge fino all’ultima riga.
2,5*. Libro tutto sommato piacevole, di facile lettura e di intrattenimento. Mi ha salvato dal blocco dopo la lettura del Trono di Spade. Leggero e carino.
Molto interessante dal punto di vista storico e delle varie "finestre" sulla società di Costantinopoli dell'epoca che ci vengono proposte. Anche la storia procede in modo scorrevole. Tuttavia ci sono alcuni espedienti narrativi e deus ex che fanno un po' storcere il naso, non rovinando comunque l'esperienza generale della lettura.
Il libro tutto sommato è scritto bene ed è accattivante, si legge con molta scorrevolezza, tuttavia metto solo tre stelle perché l’ho trovato troppo romanzato sino a sembrare quasi irrealistico. Sembra che l’autrice abbia voluto finirlo il prima possibile, una storia un po’ raccontata di fretta.
1558, fatto schiavo dagli ottomani il medico padovano Melchiorre Guilandino riesce ad entrare nelle grazie del potente ammiraglio Uluch Alì riuscendo a guarirlo dalla tigna (nessuno prima ci era riuscito). Melchiorre inizia così un percorso che lo porterà ad Istambul alla corte del più grande sovrano dell'epoca Solimano il Magnifico, con l'obiettivo di tornare a Padova della persona che ama, il medico Gabriele Falloppio. Il dottore passerà attraverso avventure di tutti i tipi, incontri con persone malvagie, o altre bisognose di affetto e si scontrerà con la cultura degli schiavi e della violenza su questi.(gli verrà chiesto di utilizzare la sua arte x rendere gli schiavi eunuchi di corte), intreccerà rapporti coi potenti e con i più deboli. Melchiorre sarà sempre corretto, rispettoso dell'amicizia e del giuramento di Ippocrate x i medici. Inoltre sarà paladino della medicina moderna, contro la crudele e sbrigativa medicina antica. Un ottimo libro, dove l'autrice utilizza personaggi realmente esistiti, ma con avvenimenti di fantasia. Un bellissimo affresco dell'epoca ottomana con descrizioni colorate e delicate, anche quando l'argomento è scomodo (l'omosessualità o lo schiavismo più crudele). In particolare ne raccomando la lettura a chi vuole entrare nel mondo arabo degli harem e degli eunuchi, delle conquiste ottomane e di una stupenda Istambul, leggendo una storia bellissima.
È un peccato che non sia un bel libro, perché la sinossi era accattivante. Lo svolgersi vero e proprio della trama è di una banalità imbarazzante e come se questo non bastasse il libro è scritto malissimo. Sembra di leggere una bozza. Il libro è pieno di head hopping, al punto che mi chiedo se l'autrice sappia o no che si tratta di un errore. Ci sono poi molti altri elementi - per mancanza di una parola migliore - bizzarri che non faccio che meravigliarmi di come questo libro sia passato incolume sotto gli editori: ad esempio, un personaggio nero è descritto come simile a una scimmia, e quando sembra per un paio di righe che il protagonista debba morire, si compiace che la sua "pelle bianca" verrà rovinata. Questa dovrebbe essere il genere di cosa che anche se non intesa in senso razzista, decisamente non dovrebbe essere nel prodotto finale. È sempre brutto dare una recensione negativa a un esordio, ma questo esordio non ha fatto capolino da una casa editrice di un paesino sperduto di montagna che per lo più pubblica libri sul giardinaggio, ma da Giunti, una delle più grosse case editrici italiane, che quindi di controlli sulla qualità dovrebbe averne un po' di più. Se non altro questo libro è una grande speranza per tutti voi aspiranti scrittori. La seconda stella è lì solo perché a onor del vero il libro non sono riuscita a finirlo.
Questo romanzo storico mi ha catturato e rapito, non da uno dei corsari della storia ma da molti dei personaggi. Interessante il lavoro storico effettuato a cui sono state inserite tutte le trame che l’autrice ha sviluppato. Molto interessate a mio parere la resa della maschilista, violenta e razzista società ottomana di Istambul del tempo. L’autrice la rende con immagini, dialoghi e frasario in maniera oserei dice sottile e tagliente. A tratti la violenza di alcune descrizioni è piuttosto forte ma mai oltraggiosa o inutile. Ottima opera prima, interessante e conturbante. L’autrice sa dosare bene la poeticità e la crudezza di quello che descrive. Ottimo lavoro.
La mia valutazione sarebbe 3,5. La scrittura è molto scorrevole e coinvolgente, si lascia leggere molto facilmente. Ho adorato i cenni storici, ma credo che la trama potesse essere sviluppata meglio. Mi dispiace che sia stata poco affrontata la tematica riguardo i sentimenti contrastanti di Melchiorre per l'innamoramento di Mariam ai "danni" di Falloppio. Sarebbe stato un ottimo spunto per una caratterizzazione più approfondita del personaggio.
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I’ve decided to drop it for now. It took me months just to get through two chapters, and honestly, it bored me more than I expected. It just didn’t click with me, and I don’t think it’s what I need to be reading at this moment. Maybe I’ll come back to it another time when it feels like a better fit.
La cosa che ho apprezzato di questo romanzo è l’accuratezza storica. Alla fine del romanzo sono presentati i vari personaggi ed è indicato storicamente cos’è reale e cos’è frutto della fantasia. Romanzo molto scorrevole.