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A questo serve il corpo. Viaggio nell'arte attraverso i corpi delle donne

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Il 10 marzo 1914, a Londra, la suffragetta Mary Richardson impugna un coltello e lo affonda nella schiena di una donna di divina bellezza, nuda e intenta a guardarsi allo è la Venere Rokeby di Diego Velázquez, conservata alla National Gallery. Quel gesto di una donna contro un’altra donna, sia pure dipinta, mira a colpire il simbolo della femminilità vista dai maschi, della bellezza tenuta lontana dalla storia. Anche a questo serve il a rispecchiarsi, a ribellarsi. Roberta Scorranese mette al centro della sua riflessione il corpo femminile e le rappresentazioni che ne hanno fatto i massimi artisti di tutti i tempi (tra le altre, la regalità popolana ritratta nella Madonna del Parto di Piero della Francesca, l’antimichelangiolesca pienezza della Woman Eating di Duane Hanson o il dolore monumentale di Diego e io di Frida Kahlo) ma anche la fisicità di donne a noi più vicine, ciascuna con il suo segreto e la sua unicità. Insieme a quella del corpo, emerge con chiarezza in queste pagine la centralità dello sguardo, che fruga le superfici in cerca di una verità più profonda. Fondamentale è saper guardare, saperci accostare all’arte con la stessa sete con cui ci avviciniamo a un corpo con turbamento ed emozione, disponibili a essere trasformati da ciò che vediamo e a lasciar scaturire da ogni incontro nuove storie. Perché a che cosa serve, questo nostro corpo, se non a essere la forma di una intima felicità? Le donne dipinte, le donne reali, le donne come visioni in questo libro ci dicono che felice è il corpo capace di cambiare, di non rimanere immobile, di essere guardato senza perdere il proprio mistero, di amarsi prima di essere amato, di farsi luce dentro una tela o voce dentro un racconto.

190 pages, Kindle Edition

Published September 6, 2023

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About the author

Roberta Scorranese

4 books1 follower

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Amaranta.
591 reviews266 followers
January 21, 2024
A questo serve il corpo:
mi tocchi o non mi tocchi,
mi abbracci o mi allontani.
Il resto è per i pazzi.
Patrizia Cavalli, da Pigre divinità e pigra sorte


Uno studio sul corpo visto attraverso vari modelli nell’arte. Si passa dalla Madonna del parto di Piero della Francesca, alla Maddalena penitente e l’omnia vincit amor di Caravaggio, alla Madonna che allatta di Previati, Atalanta e Ippomene di Guido Reni, al compleanno di Chagall, o Picasso, Manet con intervalli che vagano anche sulla fotografia e sulla letteratura.
A cosa serve il corpo? Un corpo sempre uguale e eppure in ogni respiro sempre diverso. Una finestra sul mondo, una difesa dal mondo, un modo per esprimere se stessi nei gesti, nel linguaggio, nell’abbigliamento. Una caratterizzazione dell’anima che non si ferma all’etere, ma che si concretizza in un unicum.
Il libro ha una buona struttura. I capitoli dedicati allo studio di opere d’arte si alternano ad altri che prendono il nome da donne e che raccontano in qualche modo il rapporto che esse hanno con il loro corpo: ninfe e custodi di se stesse, come nell’antica Grecia, ne accettano limiti e li espandono in un continuo divenire.
Ho trovato una scrittura piacevole e colta. In alcuni tratti ho colto però una presenza ingombrante della scrittrice che si espone con giudizi troppo soggettivi sulle opere e che a volte ne disturbano la lettura. Nel complesso una lettura molto interessante.





103 reviews
September 30, 2024
Libro piacevole, analizza come artisti e artiste hanno affrontato la rappresentazione del corpo femminile.

Il viaggio nell'arte viene intervallato con racconti brevi, frammenti di vita sempre coerenti con l'argomento trattato: la donna e il suo ruolo.

Stampo femminista molto presente.
Profile Image for Sacha Rosel.
Author 12 books78 followers
July 30, 2024
Un libro delizioso. In bilico fra saggio e narrativa, ricorda sia negli intenti che nello stile Rebecca Solnit, con quella sua speciale mescolanza fra ricordi personali, descrizioni letterarie/artistiche e riflessioni esistenziali. Ai capitoli dedicati ad alcune opere pittoriche e al corpo che ne costituisce il centro, Scorranese alterna piccoli racconti che fungono da eco al quadro di volta in volta scelto, creando microcosmi che ruotano attorno a tipologie di donne (e in un caso di persona nonbinary) sempre diverse. Chi dice che il libro ha come difetto una presunta "intrusione" dell'autrice non ne ha capito il senso, che e' quello di tracciare delle possibili traiettorie attorno e dentro alcuni quadri e alle donne che li abitano, per poi farle uscire dalla cornice pittorica e sconfinare in un'identità altra e ulteriore, indossando la veste di un racconto. Ogni libro che si rispetti nasconde (o palesa) delle scelte arbitrarie e personali, come i quadri che Scorranese ha deciso di raccontarci, che sono quelli, e solo quelli e non altri, perché é lei ad averlo deciso. Che ne dia una sua versione interpretativa con una voce sua distinta e distintiva non e' a mio avviso intrusivo, ma fa semplicemente parte di quella particolare forma di creazione artistica chiamata scrittura. Non capirlo vuol dire non accettare di entrare dentro l'universo che l'autrice ci sta donando. Perché, va ricordato, ogni libro che si rispetti é un dono, e "A questo serve il corpo" é un dono generoso, in grado di sorprendere e dare nuova luce al mondo. Che é quello che tutti i libri dovrebbero saper fare.
Profile Image for Magnolitaz.
375 reviews13 followers
July 15, 2024
“La Venere Rokeby di Diego Velázquez, un olio che risale agli anni tra il 1647 e il 1651 e che si trova alla National Gallery di Londra, è una raffigurazione essenziale: il viso femminile è sobrio e l'aspetto è addirittura leggermente spettinato, non ci sono gioielli o abiti sontuosi come nella versione tizianesca custodita alla National Gallery di Washington, c'è solo un misero nastro che abbellisce lo specchio. Persino le lenzuola sembrano di seconda mano, spiegazzate, e a ricordarci che siamo davanti alla dea della bellezza è solo la perfezione della sua schiena così bianca. Così esposta, verrebbe da dire.
Così facile alla ferita. E, infatti, venne ferita. Accadde nel 1914, un periodo segnato dalle sempre più dure rivendicazioni sociali da parte delle donne. In Inghilterra il movimento guidato da Emmeline Pankhurst e da sua figlia Christabel chiede che arrivi, e possibilmente presto, ‘Il tempo in cui ogni bambina venuta al mondo abbia le stesse possibilità dei suoi fratelli’. Ma il governo fa finta di nulla, Pankhurst - ormai cinquantenne - viene più volte incarcerata e si presenta al mondo smunta e deperita a causa dei continui scioperi della fame. La mattina del 10 marzo la suffragetta Mary Richardson fa il suo ingresso nella National Gallery nascondendo un grosso coltello da macellaio nella borsa. Si avvicina alla Venere e, all'improvviso, si scaglia contro quella schiena nuda, infliggendole numerosi fendenti che la feriscono profondamente. Dirà in seguito: ‘Ho tentato di distruggere il dipinto della donna più bella della mitologia per protestare contro il governo che sta distruggendo la signora Pankhurst, la più bella figura della storia moderna.’”
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