Che cos’è un ricordo? È la traccia che la vita lascia dietro di noi quando passa. Genetica dei ricordi prende forma a partire da questa idea essenziale, indagando i segmenti della memoria e il modo in cui il passato torna a essere presente.
Utilizzando i luoghi e le parole del viaggiare, Andrea Levi fa luce sul legame tra la parte più immateriale di noi, la memoria, e quella più infinitesimale, le nostre cellule. Sotto la lente d’ingrandimento della neurobiologia, si rivela così la vita segreta della rimembranza e dell’oblio, fatta di neuroni parlanti, dimenticanze, memorie che sopravvivono e altre che si ereditano. Dal paziente H.M. all’Orlando furioso, dall’epigenetica all’arte di saltare nelle pozzanghere: parole di scienza e frammenti di vita concorrono a far luce sulla liquida materialità di quel che si dimentica e non si dimentica.
Perché se è vero che siamo la nostra storia, per conoscere noi stessi dobbiamo prima conoscere la nostra memoria.
Andrea Levi firma un libro che ha il raro merito di rendere familiare il linguaggio scientifico e, in questo caso particolare, una delle funzioni più complesse e non ancora del tutto svelate: la memoria, spiegandone i meccanismi, con una chiarezza che rende l’argomento alla portata di tutti. Levi guida il lettore attraverso plasticità sinaptica, engrammi, ruolo del DNA e dell’epigenetica, e tecniche moderne, dall’optogenetica alle manipolazioni molecolari, con una prosa fuori dal linguaggio ultraspecialistico e di nicchia, seppur senza perdere in precisione e correttezza. Quando Levi racconta gli esperimenti chiave della fisiologia come quelli condotti sull’aplysia, sui topi, cercando di capire le basi dell’apprendimento e dell’immagazzinamento delle informazioni, lo fa narrandoli: il testo diventa quasi più vicino a un romanzo da cui non si può non essere affascinati. Il libro è pensato per il lettore curioso: include esempi clinici, aneddoti storici e riferimenti che permettono di collocare le scoperte in un orizzonte più ampio. Credo che questo libro sia un esempio divulgazione di qualità: rigorosa, umana, capace di restituire al lettore non solo nozioni, ma fascino per l’argomento, pagine scritte da una penna capace di rendere accessibile un campo che rischia di restare di nicchia, per la prosa chiara e per le metafore che rimangono come chiavi di lettura. Un libro da leggere con attenzione e da tenere come riferimento quando si vuole capire come siamo fatti, come e perché ricordiamo.
Abbastanza tecnico, in alcune parti adatto a chi è competente in materia (biologia, biochimica, neuroscienze), ma molto interessante sui processi che regolano formazione, richiamo, consolidamento, editing della memoria. Ci sta anche un po di poesia.
Sometimes gets lots into strange and out of context narratives, I mean: just tell how the stuff works, no need for fantasy. Overall it's a great introductory book to the topic, and I say that as someone knowing little to nothing about neurons and their biological aspects.