Scoperto casualmente in un mercatino di libri usati, rinnegati e di troppo, un tanto al kilo per capirsi, l'avevo abbandonato al destino degli scaffali ancora prima di dargli possibilità. E invece scopro l'opera di un autore (a me) sconosciuto, che bazzicava tra lettere e televisione, in un'Italia in fermento creativo. Sagace e ironico, il racconto volutamente caricaturale della vicenda di un mediocre politicante in preda al provincialismo senza orizzonte è quanto mai attuale se pensiamo alla piccolezza dei politici di oggi. Cercherò dell'altro Domina, forse reperibile solo in biblioteca, ormai, come spesso capita ai minori, tali sempre per etichetta altrui.