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L'ombra del vulcano

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È un'estate torrida e alcolica, dopo la fine di un grande amore. Mentre intorno a lui la città si svuota, il traduttore combatte con un romanzo esplosivo e maledetto: Sotto il vulcano di Malcolm Lowry. In quei giorni immobili di agosto Milano sconfina nel Messico, e per non morire di ricordi il traduttore si perde tra le pagine a caccia del Console, il protagonista del libro, per incontrarlo, parlare e bere con lui. Perché tradurre, in fondo, è il modo migliore per non restare mai soli. Marco Rossari prende la sua estate del disamore e ne fa un racconto sentimentale, ossessivo e incandescente, in cui autobiografia e finzione si mescolano come la vita e l'alcol, di notte, in un bar di periferia.

176 pages, Hardcover

Published August 29, 2023

4 people are currently reading
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About the author

Marco Rossari

91 books29 followers
Ha lavorato come traduttore dall’inglese per Einaudi, Giunti, Isbn, Neri Pozza, Nutrimenti Mondadori e altri editori. Tra i tanti autori di cui si è occupato figurano Percival Everett, Stephen Fry, David Nicholls, John Niven, Mark Twain.

Dal 2009 al 2013 ha lavorato come lettore dall’inglese e dall’italiano per la casa editrice Adelphi.

Collabora con la rivista «Wired», con il «Corriere della Sera», con «IL» (magazine del «Sole24Ore»), con «pagina99» e con «Rivista Studio». In passato ha scritto anche per «Il Riformista» e «Liberazione».

Tra le sue pubblicazioni: Invano veritas (e/o, 2004), L’amore in bocca (Fernandel, 2007), L’unico scrittore buono è quello morto (e/o, 2012), Piccolo dizionario delle malattie letterarie (ItaloSvevo, 2016) e Le cento vite di nemesio (e/o, 2016).

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Profile Image for Orsodimondo.
2,460 reviews2,433 followers
August 22, 2025
LA MALINCONIA DEL TRADUTTORE


Il vulcano Popocatépetl, in Messico.

Raccontare la fine di una storia d’amore.
L’amore più lungo: dieci anni insieme (su quaranta di vita).
[Eppure, secondo me, gli amori a cui si ripensa di più sono quelli digeriti male, quelli durati troppo poco, quelli bruciati.]
Raccontare la fine di una storia d’amore e non essere banale come sono tutte i finali delle storie d’amore, che, appunto, finiscono, punto.
E anche nei momenti più ovvi e scontati, Marco Rossari sa imprimere un colpo di classe, alzare e spostare, trasformare e ricreare. Magari, ci riesce anche solo con il piccolo stratagemma del ‘tu’: quando ricorda episodi della storia, si rivolge direttamente a lei – e una scelta così per certi versi logica si trasforma in una bella invenzione.


El dia de los Muertos, il giorno in cui si svolge l’azione di “Sotto il vulcano”, qui in un’immagine tratta dal pirotecnico incipit di “Spectre”, 2015.

Non solo con l’ottima scrittura: ma, anche con la struttura geniale che adotta, incrociando la fine della sua storia d’amore con la sua vita di scrittore, e ancor più con quella di traduttore, che durante i mesi finali dell’amore, e quelli degli strascichi e dei ricordi e dei magoni e delle lacrime e della solitudine, si cimenta con una traduzione più che impegnativa, mastodontica: Under the Volcano di Malcolm Lowry, un romanzo-mondo, che in un’unità di tempo, il 2 novembre del 1938 - in Messico è el dia de los Muertos - racconta la fine di un amore, quello tra il Console e Yvonne, e la fine dello stesso Console, consumato e annegato nell’alcol.
Come nell’alcol annega l’io-narrante di questo bel romanzo in una torrida estate milanese dedicata alla titanica traduzione.


In copertina la foto di Ralph Gibson.

E quindi il percorso alcolico del protagonista rispecchia quello del protagonista dell’altro romanzo, quello celebre, quello che fa tremare le vene, il quale a sua volta rimanda alla storia di… alla storia di Marco, presumibilmente, e lei, che rimane senza nome per tutte le centosessanta pagine.
Marco: perché l’elemento autobiografico è facilmente percepibile in dosi massicce. Verrebbe da catalogare questo libro con l’etichetta di autofiction. Se non che Rossari dice in un’intervista
per me l’autofiction è una cosa molto intellettuale e molto fredda. Cerca di sfruttare il voyeurismo verso l’io per catapultare il lettore in qualcosa di perturbante – e parlo solo dei risultati migliori..
E allora vada per la definizione di romanzo autobiografico.


Foto di Ralph Gibson.

I momenti deboli, se tali posso definirli, sono quando Rossari cerca la gag comica, perché non è necessaria. Altrimenti, senza perdere mai un buon mordente ironico, sa trattare materia incandescente e sensibile, andando dall’amore al dolore, dalla nostalgia al rimpianto, dalle frustrazioni alla solitudine.
Di tutti i vari fili che intreccia per me il più interessante è quello delle traduzioni. E al tradurre sono rivolte le due citazioni che seguono:
La traduzione, pensavo allora, era un più ampio ragionamento intorno al nostro rapporto con il mondo e con la nostra collocazione all’interno del tempo. Tradurre non era solo tecnica, letteratura, metrica, tradizione e via dicendo. Era prima di tutto una scelta intima, un continuo dialogo interiore – si traduce il pensiero, si traducono i sentimenti – con la vita. Era una cura volta a riannodare un discorso: con sé stessi, con la memoria, con la Storia. E allora forse tradurre voleva dire non stare mai soli: in quella solitudine io parlavo con la moltitudine degli spiriti.


Foto di Ralph Gibson.

A me, in fondo, era sempre sembrata un’arte mite. Non era solo riuscire a restituire un testo in italiano, era soprattutto una lenta meditazione sulle parole. Stare lì nell’ingranaggio, sotto il motore, con le mani sporche di unto come un meccanico. Essere un monaco che riflette su Dio attraverso i lavori manuali. Bisognava avere pazienza, umiltà, dedizione. Nessuno conosce gli anfratti della scrittura come i traduttori.

PS
Un altro grazie alla mia “consigliori” letteraria.


Foto di Ralph Gibson.
Profile Image for Laura Gotti.
591 reviews610 followers
April 29, 2025
Grazie, Marco Rossari, per avermi frantumato il cuore. Hai scritto un libro splendido, letterario e romantico, mai retorico e con gli occhi di un uomo che avrei voluto incontrare nella vita. Abbiamo bevuto insieme, durante questa lettura, pianto, qualche volta, tradotto insieme (no, io non Lowry e - davvero - non ti invidio quella fatica enorme, infinita, senza vie d'uscita eppure le vie d'uscita le hai dovute trovare), e riso, anche, e odiato gli idraulici che non si presentano e poi quando arrivano bisogna litigare.

Ho sottolineato pagine intere del tuo libro, perché dio come scrivi, quanta poca retorica e quanta verità non voluta. Quante parole, quanta letteratura, quanta fatica nel cercare una svolta, nel non volerla trovare, nel perdersi nel lavoro e nell'alcol (io andavo poco sui Navigli, non li reggevo quelli che andavano sui navigli e pure qui ho sbagliato, perché quell'estate caldissima, la mia estate di dolore e di lavoro, forse ti avrei incontrato e ci saremmo persi dentro a un gin tonic e dentro l'odore di quelle roventi notti milanesi che puzzavano sì di alcol, ma soprattutto di dolore, quanto dolore).

Faceva caldo nel tuo libro, come in questa fine d'estate che non se ne vuole andare, come nell'estate in cui è finito l'amore e come sotto al vulcano di quell'altro, a cui dovevi trovare della parole nuove per far comprendere una storia vecchia. E sei stato bravo, quanto, quanto, a mettere insieme questi dolori, a saperli raccontare senza filtri e senza paura, a una come me che, della paura, ne ha fatto uno scudo, una scusa e un alibi sempre pronto.

'In fondo non è successo niente di tremendo. Sono vivo. Sono morto solo per un po', ogni volta, solo un pochino. Alla fine di ogni sbornia, alla fine di ogni amore.' p. 139

No Marco, non è successo niente. Abbiamo ricominciato a respirare, è arrivato l'autunno e poi l'inverno, il caldo è scomparsa- almeno fino alla prossima estate - e la letteratura non salva, no, ma a quelli come noi un po' di respiro lo concede. Grazie per avermi frantumato il cuore, a rimetterne insieme i pezzi ho quasi imparato.
Profile Image for Tittirossa.
1,062 reviews335 followers
April 30, 2024
C’è questo gruppo su Gr dove un amico ex-anobiano (come tutti gli amori travolgenti e finiti male, le esperienze passate definiscono per sempre le esperienze future, e si continua a riferirsi al presente che perdura da anni con le categorie che ci hanno formato in un periodo infinitamente più breve, vale per il Console e vale per me) tutti gli anni ci convince meritoriamente a seguire lo Strega. Meritoriamente perché non ci leggiamo la cinquina finalista (spesso priva di valore, o meglio, espressione di un valore che poco ha a che fare con la letteratura e molto con l’editoria e i giochi di potere connessi), ma prendiamo l’elencone (sempre più bulimico), lo compulsiamo alla ricerca della perla rara, e proviamo a esperire qualche titolo. A volte va bene, a volte va male 😊. L’anno scorso è andato alla grande, Trellini e Griffi.
Quest’anno è partito così così, ha avuto il merito di farmi leggere – dopo 30 anni di wishlist – Sotto il vulcano di Lowry), ma il demerito di leggere questo agile libretto del traduttore Rossari (che ha tradotto diverse cose che ho letto megli ultimi anni).
L’inizio non è travolgente. Ahimè, le storie d'amore in prima persona devi proprio essere tanto ma tanto ma tanto bravo. Altrimenti è una sfilata di io ho detto-lei ha fatto – allora ho risposto – e lei se ne è andata – io ho detto – e si riparte.
Comunque il romanzo, presumo auto-fiction, è la somma di due situazioni: una storia d’amore finita e l’incarico di tradurre Sotto il vulcano.
Mi aspettavo un innervamento di traduzione/amoreperduto. E invece ho avuto un bel po’ di descrizioni di bevute, da solo, con piccolo Console, con autori a presentazioni, con gente raccattata qua e là. Ma la somma delle bevute non fa un buon libro, se non sei Lowry.
Sarà stata anche la situazione (l’ho letto in due ore di fila per entrare a palazzo Labia a Venezia – sede RAI posta in vendita, aperta per le giornate Fai, e lasciatemi dire che il Fai esprime la peggior capacità organizzativa mondiale, fatta di meravigliosi e preparatissimi volontari privi però di qualsiasi capacità pianificatoria), sarà stato che il confronto con l’originale è impietoso, sarà che gli ombelical-italici li aborro, ma giunta alla fine ho pensato che le ex di Rossari sono state fortunate a essere ex (e spero che nessuna di loro si riconosca, se fossi Cerchi-di-grano, gli spezzerei una bottiglia di vodka sulla testa), e che cercherò la traduzione precedente ….
Profile Image for Marcello S.
647 reviews291 followers
August 31, 2023
Sotto il vulcano è un’opera complessa, frastornante, modernista, che si identifica nell’autodistruzione alcolica del suo protagonista e nella sua incapacità di amare. Un grumo di stile e forza, ridondante, da fiume in piena. Marco Rossari lo ha ri-tradotto pochi anni fa e qui racconta quell’esperienza fatidica, combaciata con la fine di una storia d'amore importante. Nel mezzo parla di viaggi, medici, amicizia, sesso e solitudine; del sopravvivere in una Milano semideserta sentendosi spesso vicino al punto di crollare, tra la canicola pomeridiana e le bevute serali in un baracchino con vista sulla tangenziale. In testa la febbre di macinare parole giorno dopo giorno, nel tempo immobile.
Letto in due lunghe nottate, mi è sembrato un mix davvero riuscito di (1) autofiction, (2) riflessioni su letteratura e lavoro di traduzione, (3) ambizione/presunzione di poter scrivere il Grande Romanzo, con le conseguenti prese di coscienza, (4) flashback, reali o fittizi e (5) parentesi distensive che fanno sorridere, il tutto con un’immedesimazione alcolica da metodo Stanislavskij livello avanzato. Quasi che per cercare di capire il presente, e se stessi, il viaggio da fare sia inevitabilmente in fondo alla notte, o in fondo al nulla. L'ultimo capitolo è un monologo struggente che vorrei ascoltare letto a voce alta in una libreria piena di gente col bicchiere in mano e lo sguardo un po' perso, prima a tentare di tenere dentro i lacrimoni, poi a ridere e sbronzarsi al bancone. 
Per me un bianco ghiacciato frizzante, grazie. 

[78/100]

Frasario minimo/

∞ Il romanzo fatale sul Messico, la sbornia come lucida indagine sulla condizione umana, eccetera. Uno dei capolavori illeggibili del Novecento, o si ama o si odia. Tutte stronzate. 
∞ Il progetto era di finire tutto nella quiete illusoria di un agosto dilatato, infinito, verticale. 
∞ Rileggevo la scena in cui il console affonda il viso contro la spalla di Yvonne. Mi avvicinavo al brano ripetendomi: Sei un professionista, un traduttore coi fiocchi, (...) sei gelido, sei intoccabile, hai scadenze e notule da compilare. Poi arrivavo al brano in cui il Console crolla. E crollavo anch'io. 
∞ - E nel libro che succede? - Niente. - Bene. 
∞ I medici non sanno parlare, non si rivolgono mai ai pazienti, si ingobbiscono sulla scrivania o si protendono verso una lastra, borbottano qualcosa (...). Usano lunghi giri di parole, spossano il linguaggio, disarticolano i concetti. Sono esistenzialisti improvvisati. 
∞ Mettere tutto in un libro. Mettercela tutta. Credere nella letteratura come se fosse l'unica ragione di vita. Oggi è ancora possibile?
∞ Tanto per cambiare, bevevo troppo e stavo diventando sempre più paranoico: in giro per la città deserta in preda ai postumi a volte avevo la sensazione di essere pedinato. 
∞ I russi sono insopportabili, ho pensato in un ultimo sussurro di lucidità. I russi che ci credono, i russi in preda alla febbre, i russi oscenamente innamorati e devastati dal mondo. 
∞ Alla luce dei lampioni il vento scuoteva gli alberi e faceva cadere una pioggia di foglie che sembrava eccessiva, tumultuosa, cinematografica. 
∞ Viviamo negli scampoli. Di dieci anni insieme ti restano immagini minime (...). Il centro della vita si trova ai margini. 
∞ Non è facile descrivere la sensazione di una persona sconosciuta che sale in macchina. La semplice presenza. 
∞ Credersi immortali come coppia, credere che la coppia non sia poi così importante. 
Profile Image for Evi *.
395 reviews308 followers
February 23, 2024
IL TRADUTTORE UNO SCRITTORE MANCATO
Credo che il merito di questo libro, gradevole ma senza eccessi, sia restituire con grande credibilità cosa significhi essere un traduttore.
E in questo Marco Rossari riesce bene perché instilla il desiderio di diventare traduttore anche solo per un giorno, altresì instilla il desiderio di leggere Sotto il vulcano di Malcolm Lowry che in questo romanzo autobiografico è il testo che Rossari ri-traduce per Feltrinelli, narrando al lettore la sua esperienza.
Il traduttore che scrive di sé stesso
mentre traduce Sotto il vulcano di Malcolm Lowry.
Il traduttore, figura cui si fa generalmente poca attenzione....
Il traduttore uno scrittore mancato.

E quanta umiltà mi regalava la traduzione: si dedicarsi, cancellarsi, aderire a qualcosa di diverso e distante da te, mettere il tuo talento al servizio di quello altrui, cancellarsi elidersi.
E allo stesso tempo - naturalmente - esaltarsi, sostituirsi all'autore, strabordare con il proprio ego, riscrivere (alla lettera) parola per parola un capolavoro della letteratura che uscirà condizionato dal tuo bagaglio lessicale, trapelato dalla tua mente. Il traduttore è una nullità e insieme l'unico tramite per far rivivere un libro, è uno schiavo e un Dio, ama una lingua e la cancella la reinventa.


Personalmente anni fa ho abbandonato Sotto il vulcano definito la Divina Commedia ubriaca... ritenuto uno dei capolavori illeggibili del Novecento, ma Rossari è capace perché quasi mi fa pentire della mia rinuncia riuscendo a trasmettermi una bellezza che forse non avevo visto, non avevo colto o semplicemente non avevo voluto vedere.
Guardare significa cercare, e cercare costa sempre fatica.

Accade che libri che non abbiamo amato diventino più belli solo dopo e, grazie alla mediazione di interpretazioni critiche altrui che si sostituiscono al nostro giudizio correggendo l'idea che del tal libro ci si è fatti.
Non è un delitto di lesa maestà verso se stessi.
Valutare un'opera solo sull'onda del proprio ombelico - di pancia appunto - non è sempre l'atteggiamento migliore, a volte ci vuole l'umiltà di affidarsi a chi ne sa di più, non deve essere una regola ferra e si potrà valutare caso per caso, comunque il nostro ego ne sopravvivererà.
Anche qui su Annobi a volte sembra che le recensioni superino in bellezza i libri che intendono commentare.
La storia della crisi di coppia e della descrizione di una Milano agostana, afosa e deserta che fa da cornice all'esperienza di traduzione del romanzo di Lowry da parte di Rossari (l'unica cosa che fondamentalmente gli stava a cuore) francamente mi ha detto poco, rappresenta una guarnizione per rendere un romanzo qualcosa che in realtà non doveva esserlo..
Profile Image for Nood-Lesse.
427 reviews324 followers
October 7, 2023
Non è al Messico, naturalmente l'inferno, ma nel cuore

Il lungo viaggio che mi ha portato al libro di Rossari è iniziato nel 1995 dentro il libro di un altro scrittore italiano: Edoardo Nesi

— Come si chiama quel libro, Sotto il vulcano? Edizioni...?
Marty si è messo a leggere Sotto il vulcano e contro ogni pronostico se l’è divorato.

Una traccia come questa dentro un libro che ti sta piacendo non può essere ignorata; io non la ignorai e mi procurai il libro di Malcom Lowry
L’ombra del titolo in questo romanzo è ancora una volta quella del Popocatepetl che si trova in Messico nella regione di Puebla.
Feltrinelli commissionò a Rossari una nuova traduzione del Vulcano e lui adesso racconta la calda estate milanese in cui vi si dedicò, sovrapponendo le proprie pene amorose a quelle del console Geoffrey Firmin (il protagonista)

Nel momento peggiore della crisi mi hai scritto una lettera […]
Nei mesi successivi mi avresti rimproverato.
– Non ti sei mai degnato di rispondere.
Con una delle mie battute sceme, ti ho detto: – Per risponderti, dovrei scrivere un libro.
Forse è questo.


È sicuramente questo, un romanzo in cui la letteratura diventa vita e le delusioni della vita vengono stemperate con la letteratura. Se vi piace leggere non rimarrete indifferenti all’amore per i libri di chi scrive. È molto bello quando qualcuno senza che gli venga chiesto ti porta ai romanzi decisivi della sua vita. Potevo ignorare questa nuova traccia?

Ho iniziato a scrivere in un momento preciso. A scuola, in terza media, il mio professore di italiano ha deciso di leggerci Il cuore rivelatore di Edgar Allan Poe ad alta voce.
https://www.youtube.com/watch?v=9MSik...

Da Nesi a Lowry, da Lowry a Rossari, da Rossari a Poe, la letteratura è un domino dove è sempre possibile attaccare una tessera a quella precedente.
Pur essendo un romanzo breve, pieno di letteratura e alcool e amore (cosa avrei potuto chiedere di più?) ho faticato più del dovuto a terminarlo. Mi sembrava di aver sempre qualcosa di meglio da fare che non sorbirmi il racconto di una disperazione amorosa che non era la mia, un po’ come un adulterio, che quando non è il proprio risulta solo patetico. Quando mi assopivo erano gli agganci al libro di Lowry che mi destavano; su tutti:

un giro di frase, poi un altro, poi un altro ancora – come un eterno giro di bevute – e poi approdare ogni volta alla frase ghigliottina, una frase come questa, che chiude forse uno dei paragrafi piú belli di ogni tempo: «Ed è cosí che a volte mi vedo, un grande esploratore che ha scoperto chissà quale terra straordinaria da cui non potrà mai fare ritorno per raccontarla al mondo e il nome di quella terra è inferno».

Accidenti, questa è la frase con cui ho commentato il romanzo quindici anni dopo averlo letto, iscrivendomi ad Anobii. La prelevai dalle sottolineature fatte al libro. Il fatto è che dalla traduzione più sbilenca di Giorgio Monicelli io ho ritagliato una frase in più ed è soprattutto essa, grazie alla proposizione articolata in luogo di quella semplice, che rende la citazione memorabile
.. Ed è così che talvolta penso a me stesso, come a un grande esploratore che abbia scoperto una terra straordinaria dalla quale non possa mai ritornare per darne contezza al mondo: ma il nome di questa terra è inferno. Non è al Messico, naturalmente l'inferno, ma nel cuore

E poi c’è la sindrome della prima volta, quando di un brano per prima hai ascoltato la versione originale, difficilmente apprezzerai le cover che ti vengono proposte
https://www.youtube.com/watch?v=fCV9o...

In questo romanzo Rossari ha rischiato di lasciarci il cuore.
Profile Image for Sabrinaderrico.
50 reviews33 followers
September 5, 2023
Fotografare una cosa che ti potrebbe piacere e non avere il coraggio di mandartela.
Profile Image for Tina.
88 reviews2 followers
March 21, 2024
L’ho comprato per l’incipit. Era un secolo che non mi capitava di essere colpita da un inizio così, convinta che sarei rimasta delusa con l’andare delle pagine. E invece, m’ha preso il cuor, è proprio il caso di dirlo. Un libro che del cuore, come pianeta, e come organo, ne fa il punto di forza.
(Che bello, forse per me che sono del mestiere, la descrizione del pericardio!)
Comunque, un libro che ha dentro un altro libro, che ho letto qualche anno fa, e nel quale mi sono un po’ persa -dovrei forse, a questo punto, leggere la traduzione di Rossari?- ma di cui ricordo stralci bellissimi. Un libro che ha dentro una Milano quasi simpatica, sarà perché i numerosi bar, sono un po’ più autentici di quelli instagrammabili e da fighetti a cui siamo abituati?
E soprattutto un libro che ha dentro una bella sofferenza (maschile), di cui secondo me, ci ricorderemo a lungo.
Chissà perché mi ha ricordato Hemingway… sarà per tutto l’alcol che scorre tra le pagine?
Per concludere direi che se l’inizio mi ha colpito, l’ultimo capitolo mi ha affondato. Ed è lì che vince tutto. Che bella questa sofferenza in cui perdersi!

.
‘Forse viaggiamo per le attese, i tragitti, il contorno. Non per i luoghi, i monumenti, il pezzo forte. E lo stesso valeva per l’amore. Viviamo negli scampoli. Di dieci anni insieme ti restano immagini minime: non la roboante dichiarazione d’amore, ma il biglietto con la spesa lasciato dentro un libro. Il centro della vita si trova ai margini.’
Profile Image for Darik14.
50 reviews
November 4, 2023
Un libro che nel parlare del dolore di lasciarsi da un’altra persona riesce a parlare di tutto, con l’alcool come chiave di lettura e filo conduttore. Possiamo trovare tanti momenti in queste pagine attraversando diversi livelli di complessità. Rossari riesce ad essere comico, intimo, poetico, autodistruttivo, filosofo.
Ho trovato un autore molto capace con le parole che ha scritto un libro moderno.
Profile Image for Titti Scimè.
135 reviews9 followers
May 30, 2024
Ho scoperto uno scrittore colto, che scrive bene e senza retorica. In un romanzo di questo tipo è facile cadere nel didascalico, eppure resta sempre un pò "sussurrato", sofferente ma reale. Davvero bello, spero entri in cinquina al premio strega.
Profile Image for Bianca Boretti.
15 reviews1 follower
October 13, 2024
Questo libro è come correre i 400 metri, il giro della morte. Parti forte perché una gara di velocità ma non abbastanza breve per non rischiare di perdere il fiato e le gambe. La scrittura è davvero molto buona, alcune frasi sono fitte al petto. Sicuramente non un romanzo ma il racconto di un’estate torrida a Milano dove l’autore si perde tra i ricordi di una storia appena finita e la traduzione impossibile di Sotto il vulcano, l’Ulysses messicano. Non so, ho l’impressione come se manchi qualcosa per cui ci sarebbe stato ancora spazio, a discapito degli episodi dedicati alle sbronze che forse alla lunga ho trovato eccessivi anche se coerenti.
Profile Image for Irene.
18 reviews
November 18, 2025
Di questo libro mi sono piaciute tante cose: l’autoironia (per me tratto irresistibile) del protagonista; la descrizione sincera di un amore e della sua fine (da un uomo peraltro!); Piccolo Console (specialmente gli episodi con il suo tremendo cane), che assomiglia ad alcuni miei amici che vivono senza farsi troppe domande e quindi hanno sempre qualche assurda avventura da raccontare, e poi dispensano perle come “La gente troppo sensibile diventa insensibile. Narcisisti”.
Profile Image for Lorenzo.
189 reviews3 followers
November 12, 2023
È un libro che cattura, in maniera progressiva ma inesorabile. La storia si dibatte tra un amore finito, l'alcol che lenisce quella ferita e anche le altre inflitte dal mondo e Sotto il vulcano di Malcolm Lowry un libro "illeggibile "con cui c'è un parallelismo. Alcune espressioni sono bellissime, il racconto non è organico, sono pennellate di parole, ma che insieme formano un bel quadro.
Profile Image for EMILIO SCUTTI.
240 reviews22 followers
May 8, 2024
La storia di un’ossessione per un libro culto come SOTTO IL VULCANO chi la scrive è il suo traduttore, che diventa un alter ego del protagonista e dell’autore e la vita del primo è risucchiata dentro al libro ed alla traduzione. È un racconto sofferto perché l’autore accetterà la sfida delle sfide ossia tradurre il libro di Lowry proprio quando la sua vita intima, la sua storia d’amore arriva al capolinea quindi si crea un cortocircuito tra opera e vita, vasi comunicanti indistinguibili. Il risultato è che la traduzione acquista forza magia ed una bella dose di sofferenza. Sarà fiction? auto fiction ? Chi se ne frega d’altronde si legge si scrive si fa letteratura perché il centro della vita è ai margini come dice in un passaggio drammatico l’autore.
Profile Image for Pino Sabatelli.
594 reviews67 followers
September 26, 2023
Quando un libro è, manifestamente, molto più importante per chi lo ha scritto che per chi lo legge, difficilmente si tratta di un gran libro.
Questo caso non fa eccezione.
Profile Image for Arianna.
43 reviews
October 11, 2023
"A Granada l'Alhambra incombeva sopra la nostra camera d'albergo, dalla finestra spalancata, mentre parlavamo nel buio. E' lì che il Console chiede a Yvonne di sposarlo. Illuminata ancora a tarda notte, sembrava un'arca enorme e noi la guardavamo rapiti. Poi ad un tratto s'è spenta ed è svanita come per magia." p. 112

"- Devo uscire da me. 'Uscire da me', hai detto proprio queste parole. E anche io mi sono preparato ad uscire da me, a entrare nel libro che dovevo tradurre, e a passare l'estate a Milano, a macerarmi nel disamore." p. 19

"Traducevo dalla mattina alla sera, e nel tempo libero il nuovo romanzo dell'ennesimo geniale scrittore mi pareva muto e vuoto. Mi annoiavano i personaggi, lo svolgimento, i dialoghi, i trucchi da scuola di scrittura, la scrittura in sé (chiese, rispose), le ambizioni onnicomprensive quando poi il mondo va sempre e comunque dove pare a lui." p. 20

"A volte bastava una luce obliqua che tagliava il palazzo davanti a casa, ed ecco che la vita - la vita con te, la vita senza di te - mi sembrava un miraggio, un sogno mai vissuto e ripercorso tante volte, strenuamente, per il terrore che svanisse dalla memoria, finchè i dettagli non diventavano sempre più saldi perchè nella realtà erano sempre più vaghi, e allora stringevo in mano una storia che non era più vera. Tracciare due volte: vivere, scrivere; scrivere, tradurre." p. 25

"Mi piaceva muovermi tra due poli, due lingue, una di partenza e l'altra di approdo, come per segnare e seguire l'itinerario di un viaggio. Bilanciare, sostenere: scegliere. Stare a mollo nelle lettere e nella sintassi, fermarsi e ripartire, sprofondare in un mondo sommerso, adeguarsi agli abiti altrui, abitare una casa sconosciuta, perdersi nell'identità di un estraneo per poi lentamente riemergere, ritrovarsi. Era come innamorarsi. Non era solo capire l'altro, era anche capire sé stessi, le proprie potenzialità, i propri limiti. Mutare." p. 26

"Eppure se provavo a chiudere gli occhi per qualche minuto mi sentivo come sprofondare, con la sensazione che ogni battito fosse più fiacco, che potesse davvero essere l'ultimo stremato esemplare di quella sfilza scombinata di emozioni che mi portavo nel petto." p. 47

"Così mi sembrava di impedire alla vita di scorrere, di mettere un bastone nell'ingranaggio." p. 59

"I russi sono insopportabili, ho pensato in un ultimo sussulto di lucidità. I russi che ci credono, i russi in preda alla febbre, i russi oscenamente innamorati e devastati dal mondo, i russi con la loro placida luce e la loro primaverile dolcezza. I russi che ti dicono: il cuore è un mistero." p. 87

"Forse viaggiamo per le attese, i tragitti, il contorno. Non per i luoghi, i monumenti, il pezzo forte. E lo stesso valeva per l'amore. Viviamo negli scampoli. Di dieci anni insieme ti restano immagini minime: non la roboante dichiarazione d'amore, ma il biglietto con la spesa lasciato dentro un libro. Il centro della vita si trova ai margini." p. 93

"[...] ascoltare in un bar una canzone speciale e remota e chiedersi come sia possibile, fotografare una cosa che ti potrebbe piacere e non avere il coraggio di mandartela, esistere, andare avanti, pensare che troveremo qualcun altro, consolarsi con la pacata saggezza del tempo, abbracciarsi, volersi ancora bene, guardarti camminare fino a un angolo di strada e vederti girare un'ultima volta e fare ciao con la mano." p. 111
Profile Image for Gaglioz.
350 reviews13 followers
February 11, 2025
Più autofiction di così... un traduttore vorrebbe scrivere un immortale romanzo-mondo, ma resta impelagato nelle spire del romanzo impossibile che sta traducendo: vita e letteratura si travasano l'una nell'altra, tra snobismo, inerzia, rari momenti di esaltazione e frequentissimi di compiaciuto autolesionismo, nel ricordo di un grande amore o di un amore grande solo nel ricordo, occasionale e triste sesso svogliato, imbarazzanti problemi idraulici, chiacchiere ombelicali, qualche canna, tante notti alcoliche e l'eco dell'urlo scaramantico "moriremo tutti!".
L'azzardato duplice gemellaggio fra il Console e il protagonista, tra Lowry e il suo traduttore diventa quasi una competizione, una gara impossibile, nella quale fin dal principio si sa chi inevitabilmente rimarrà in secondo piano.
Le pagine più luminose sono le riflessioni sul mestiere.

p.s. ho tentato tre volte di leggere Sotto il Vulcano e tre volte mi sono arresa: rientro anch'io nella norma.



Profile Image for Francesca   kikkatnt 'Free Palestine, Stop Genocide'.
381 reviews18 followers
February 10, 2025
Ho finito proprio adesso e devo dire che non mi è dispiaciuto.
Un turbinio di sensazioni, sentimenti e impressioni: primo fra tutti caldo e sudore, seguendo poi capogiri da effluvi dell'alcol. Perché qui di alcol ne gira parecchio.. mi ha ricordato molto Bukowski da questo punto di vista. Bar di periferia, sesso occasionale, elucubrazioni nate da un amore finito.
Il leitmotiv è abbastanza scontato: sofferenza e solitudine, tormenti e rimorsi, pesantezza d'animo e torpore.
Caro il mio piccolo Console, sappi che anche Federico Fiumani lo cantava: non vale la pena ricominciare con questo caldo...

https://www.youtube.com/results?searc...
60 reviews
January 24, 2024
Libri che parlano di libri sono tra i miei preferiti. A questo poi va dato una menzione speciale per il discorso sulla traduzione.
3 ingredienti: ossessione, alcool (tanto), fine di una relazione; miscelare bene con una prosa asciutta e si ottiene una bel libro, molto originale che senza pretesa di universalità narra la fine della storia d’amore del protagonista che potrebbe essere la fine della storia d’amore di molti lettori che si accostano al libro. Apprezzabile lo snodarsi dei flashback avvicendati al lavoro di traduzione che vede impegnato l’autore stesso.
Profile Image for Marika Pinto.
201 reviews67 followers
February 8, 2024
4,5
Due storie parallele, quella del Console di Sotto il vulcano e quella del suo traduttore e della sua storia d'amore finita.
Molto, molto bello e ben scritto, sentimentale ma mai stucchevole.

"Rileggevo la scena in cui il Console affonda il viso contro la spalla di Yvonne. Mi avvicinavo al brano ripetendomi: Sei un professionista, un traduttore coi fiocchi, un artigiano asettico, levighi, pulisci, rivedi, sei gelido, sei intoccabile, hai scadenze e notule da compilare.
Poi arrivavo al brano in cui il Console crolla. E crollavo anch'io."
Profile Image for Paolo.
105 reviews13 followers
December 4, 2023
Trovo geniali libri di questo genere, in cui il romanzo dà spazio alla riflessione sul romanzo. In questo caso la riflessione metaletteraria si fa particolarmente interessante perché è incentrata su una traduzione. Non conoscevo l'autore. È stata una piacevole scoperta.
Profile Image for bene_pierf.
32 reviews
Read
December 9, 2023
A cosa dobbiamo resistere parlando d'amore? Al cinismo, prima di tutto. Ai libri, anche. Ai libri algidi, intendo. Quelli che non chiedono attenzione, che se ne stanno lì, distanti, convinti di saperne più di te. Quelli che sono l'opposto di questo: l'ombra del vulcano arroventa.
Profile Image for Catenario.
12 reviews
May 9, 2024
Libro bellissimo intriso di una tristezza ineluttabile ed insanabile.
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