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NELLA FORESTA DI ROKTHAN, un piccolo, insignificante villaggio come ce ne sono tanti, gli animali cominciano a sparire. Sorin, un cacciatore, cerca di comprenderne il motivo. Ma la diminuzione delle prede non è la sua unica preoccupazione: da un paio di giorni, infatti, suo figlio Jas è vittima di strane crisi di violenza. Intanto, un vecchio straniero dall'aspetto emaciato che si fa chiamare Maestro fa la sua comparsa nel paese, portandosi dietro una scia di sangue e di misteri. Per indagare, il capitano Swain è costretto a chiedere aiuto al conciliatore Neth Roven, un uomo distrutto dalla perdita della moglie. E mentre i due si mettono sulle tracce del Maestro, altri eventi inquietanti rompono la quiete di Rokthan: stanno per giungere i pacificatori, soldati della lontana Vanhorn. E sembra che abbiano intenzioni tutt'altro che buone. Cosa sta succedendo davvero? Che collegamento c'è tra le prede scomparse, le crisi del piccolo Jas e l'arrivo del Maestro? E perché un borgo dimenticato da tutti è diventato improvvisamente così importante?

432 pages, Kindle Edition

Published October 10, 2023

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About the author

Andrea Butini

6 books102 followers

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25 (6%)
1 star
7 (1%)
Displaying 1 - 30 of 118 reviews
Profile Image for Krell75.
435 reviews86 followers
July 8, 2025
Pensavo di leggere un grimdark per adulti e mi sono ritrovato Stranger Things...

Romanzo di esordio e primo di una trilogia per Andrea Butini questo "l'Occhio del Gufo" dalle tinte oscure che si avvicinano più all' horror che al grimdark e, come leggo dalla quarta di copertina, dal target adulto, eppure per gran parte del romanzo i protagonisti sono quasi tutti tredicenni e per un paio di adulti vengono mostrati flashback di quando erano bambini.

Il romanzo ha mostrato più volte il fianco con scene poco convincenti e dialoghi che, seppur adatti a personaggi di un piccolo paese di periferia, rimangono poco incisivi. La trama tende a fare mille capriole restando esattamente al punto di partenza e i protagonisti mi hanno dato la sensazione di agire in modo inutilmente complicato per risolvere situazioni semplici. Combattimenti di pagine intere e soliti superpoteri risvegliati dal nulla chiudono il cerchio del già visto. La magia è presente e merita di essere approfondita perché sembra un calderone in cui mettere di tutto. Insomma non male, ma nulla di veramente particolare.

È comunque una lettura scorrevole anche se non mi ha particolarmente entusiasmato, ci vuole altro per strapparmi l'applauso. Presenta qualche scena gratuitamente "eccessiva", un linguaggio scurrile ma semplice, misteri da svelare e provoca un profondo senso di aspettativa. La fatina della foresta però mi ha letteralmente distrutto.

Ps. Le note tra un paragrafo e l'altro hanno davvero attirato la mia attenzione e mi sono sembrate più interessanti della storia raccontata. Avrei tanto voluto leggere quella. (La frase in quarta di copertina inganna, faccio bene a non leggerle mai). Magari negli altri due romanzi della trilogia verrà sviluppata. Ci spero. Buon lavoro ad Andrea e non smettere mai di sognare.

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I thought I was reading a grimdark book for adults and I found Stranger Things...

Debut novel and first of a trilogy for Andrea Butini, this "Eye of the Owl" has dark tones that are closer to horror than to grimdark and, as I read from the back cover, to the adult target, yet for much of the In the novel, the protagonists are almost all thirteen-year-olds and flashbacks to when they were children are shown for a couple of adults.

The novel has shown its side several times with unconvincing scenes and dialogues which, although suitable for characters in a small suburban town, remain unincisive. The plot tends to do a thousand somersaults while remaining exactly at the starting point and the protagonists gave me the sensation of acting in a unnecessarily complicated way to resolve simple situations. Fights lasting entire pages and the usual superpowers awakened out of nowhere close the circle of what has already been seen. The magic is present and deserves to be explored further because it seems like a cauldron in which to put everything. Overall, not bad, but nothing really special.

It's still a smooth read even if it didn't particularly enthuse me, it takes more to get me applause. It features some gratuitously "excessive" scenes, foul but simple language, mysteries to be revealed and provokes a profound sense of expectation. However, the forest fairy literally destroyed me.

Ps. The notes between paragraphs really caught my attention and seemed more interesting than the story being told. I would have loved to read that. (The sentence on the back cover is misleading, I'm right to never read them). Maybe it will be developed in the other two novels of the trilogy. I hope so. Good job to Andrea and never stop dreaming.
Profile Image for Fabiano.
316 reviews120 followers
September 15, 2024
Oggi parliamo di un’uscita recente, “L’Occhio del Gufo” di Andrea Butini e suo libro d'esordio. Vi anticipo che mi è piaciuto tantissimo, ma andiamo con ordine.

L’abilità di Andrea nel prendere elementi da più filoni narrativi e mischiarli insieme è sorprendente, il risultato finale è un mix esplosivo che ho osato ribattezzare “WeirDark”. Da un lato abbiamo un’atmosfera curata maniacalmente, fatta da segreti occulti, ombre sinistre e paure striscianti, dall’altra troviamo dei protagonisti cinici e grigi, in piena tradizione Grim.

Una narrazione potente che ci permette di seguire più punti di vista, saltando da un presente brutale a un passato oscuro, segnato da guerra e morte. Lo scenario in cui si sviluppa la storia, come una fitta nebbia, avvolge il lettore e lo trascina in un vortice di frenesia e tensione. Andrea, come un abile enigmista, semina frammenti di indizi che, una volta svelati, approfondiscono un worldbuilding e un sistema magico interessanti e dal grande potenziale. Tra misteri inquietanti, incubi soprannaturali, colpi di scena e una sana dose di feroce violenza, “L’Occhio del Gufo” è un romanzo che si distingue.

Menzione d’onore per i personaggi che, mossi da ambizioni e scopi individuali, non esitano nel scegliere il male come unica strada. Sono dei chiaroscuri forti, dei chiaroscuri che parlano di perdita, sacrificio, vendetta e rinascita. Il cast che ci viene presentato dall’autore è variegato e ben caratterizzato, ogni pedina ha una personalità e un ruolo ben definiti. Dico solo: “Neth Roven mio fratello, mio padre e mio nonno”.

Lo stile dell’autore è pulito e scorrevole, contraddistinto da una forte componente descrittiva che garantisce spessore emotivo e visivo ad ambientazione e personaggi. Nel corso della lettura, tuttavia, ho riscontrato alcune descrizioni eccessive e superflue che potrebbero risultare ridondanti. Questo non toglie nulla a un testo e a una prosa che rimangono piacevoli dalla prima all’ultima pagina.

“L’Occhio del Gufo” è il primo libro della Trilogia del Sole Pallido e io non vedo l'ora di leggere il seguito. Abbiamo una nuova e forte voce nel panorama del Fantastico Italiano.
Profile Image for Llona ❤️ "Così tanti libri, così poco tempo.".
640 reviews42 followers
April 5, 2024
rimando da una decina di giorni questa valutazione perché mi dispiace davvero tanto per la stroncatura
concordo con il sostenere il fantasy italiano ma questo libro è uno scempio: anatema su chiunque abbia messo due (o più!!?!!!?!!) stelle
metà della responsabilità l'attribuisco cmq ai bottegai della Mondadori; se non ci fosse una citazione specifica al riguardo nei ringraziamenti avrei giurato sulla totale mancanza di editing!

alcuni stralci per spiegare cosa intendo:

"accrescitivi" "peggiorativi" e AGGETTIVI : (seminarli a sparaglio appesantisce il testo e rende il tutto ridondante, non a caso molti affermati scrittori, da S. King a Umberto Eco, da Robin Hobb a Ursula K. Le Guin consigliano parsimonia)

‹‹ Luin scavalcò chiazze GIALLOGNOLE che impregnavano le assi del pavimento e appoggiò il vassoio sul "tavolaccio" FRADICIO tra le scodelle e i boccali VUOTI. I due mercanti erano sbracati contro gli schienali delle sedie, con le mani incrociate sulle pance GONFIE e i menti riversi sulle pieghe dei colli GRASSI. Muco VERDASTRO colava dal naso a RONCOLA di quello più vicino. l'altro, con la barba SUDICIA di sugo, russava facendo vibrare i "baffoni" BIONDI.
<> Luin si strinse nelle spalle e sventolò la mano davanti a quei BRUTTI musi.
L'uomo sussultò e ruttò una zaffata ACIDA, che si aggiunse alla puzza di fumo e sudore RANCIDO che permeava la locanda. Luin storse la bocca in un sorriso . Le labbra ebbero un tremito. Naso a Roncola sbatté le palpebre e sogghignò.
[...]
Luin spostò il peso da una gamba all'altra e si strofinò le braccia SCHELETRICHE con le mani (con cosa se non con le mani??)
Premette la punta della lingua contro gli incisivi per costringersi a non replicare. Barthold sbadigliò e richiuse di scatto la bocca, si stiracchiò la schiena e lo squadrò dai piedi in su. Rilassò le labbra SOTTILI sotto ai "baffoni" in un "sorrisetto" di scherno che gli tagliò in due le guance FLOSCE

gestualità (abusarne non descrive meglio i personaggi, li rende nevrotici pieni di tic):

-si strinse nelle spalle
-sventolò la mano
-sussultò
-storse la bocca
-Le labbra ebbero un tremito.
-sbatté le palpebre
-sogghignò.
-spostò il peso da una gamba all'altra
-si strofinò le braccia
-Premette la punta della lingua contro gli incisivi
-sbadigliò
-richiuse di scatto la bocca,
-si stiracchiò
-lo squadrò
-Rilassò le labbra

il libro continua così fino all'ultima pagina.

a questo stile rigurgitante aggiungete personaggi piatti, monotematici e monomaniacali.
per finire aggiungiamo pure un sistema magico superficiale




essendo una trilogia penso che ci sia cmq del potenziale ma non sarà l'editoria italiana a farlo venire fuori, peccato
Le note a inizio capitolo (stralci di diario) sono ottime e fanno sperare in un approfondimento
Profile Image for Elena Rodríguez.
1,206 reviews492 followers
March 3, 2024
ESPAÑOL/ITALIANO

La terra puzza di sangue.
Marciamo in ranghi ridotti, stremati e feriti, verso l’ennesima battaglia.
Mi chiedo quale sia lo scopo di questa guerra.
Va avanti da troppo tempo, per rammentarlo.
Forse neppure gli uomini che uccideremo domani sapranno perché sono morti.


Reseña breve

Quiero ser sincera:

Este es el libro más largo que he leído en italiano por ahora pero no me ha gustado la novela. Me he sentido incómoda con el argumento y no lo he disfrutado. Ha sido demasiado oscuro para mí.
Sin embargo, desde un punto de vista objetivo, el libro está bien escrito y creo que el autor tiene potencial. Por este motivo, quiero ponerle cuatro estrellas.

***

Piccola recensione

Voglio essere sincera:

Questo è stato il libro più lungo che ho letto finora in italiano, ma non mi è piaciuto il romanzo. Mi sono sentita scomoda con l’argomento e non l’ho apprezzato. È stato troppo scuro per me.
Tuttavia, da un punto di vista obiettivo, il libro sta scritto bene e credo che l’autore abbia potenziale. Per questo motivo, voglio valutarlo con quattro stelline.
Profile Image for Amarilli 73 .
2,736 reviews91 followers
October 10, 2023
Ci lasciamo alle spalle campi di cadaveri, laghi di sangue, cieli oscurati da corvi.
E odore di ferro nell'aria.


Un epic fantasy italiano che mi è piaciuto moltissimo.
Cominciamo dalla struttura narrativa particolare: anziché procedere lungo una semplice linea cronologica e con uno sguardo uniforme, Butini salta avanti e indietro nel tempo, affidandosi a più voci. Si parte da un giovane sguattero nella lurida taverna di un villaggio, che, in una una sera anonima, si trova a servire uno strano vecchio ciarliero che mischia verità a frasi folli; si passa poi ad alcuni cacciatori e a un gruppo di ragazzini, tutti alle prese con strani segni e scoperte inquietanti nella vicina foresta.
L'unico fatto certo è che qualcosa sta arrivando a Rokthan, sinora un punto semisconosciuto sulla mappa geografica, mai interessato dalle trame politiche di Vanhorn e dell'Alto, il suo governante-tiranno.
Sta per verificarsi qualcosa di temibile, di brutale, per cui l'intero villaggio innocente dovrà pagare, al contempo gruppo da offrire in sacrificio e testimone scomodo da eliminare.

E mentre le ombre si allungano e il vecchio Maestro inizia a rivelare frammenti d'incubo, il cacciatore Sorin, alla ricerca del figlio, rivive sprazzi del proprio strano passato.
Perché molte pedine sono state già mosse da tempo e alcuni abitanti si trovano lì per uno scopo: porte nascoste potrebbero aprirsi e far passare cose da oltre il Velo, linee di sangue perdute potrebbero aver tramandato i poteri della deleomanzia.

Non è un autoconclusivo, ma il primo capitolo di una saga promettente.
I personaggi non sono esclusivamente buoni o cattivi, gli scenari sono aperti, i colpi di scena non mancano e, udite udite, c'è un manipolo di donne più che interessanti, che potrebbero muoversi sia sul fronte nemico che alleato. Ho apprezzato molto il ritmo frenetico, la tensione, la malvagità strisciante e le scene di azione con guerrieri umani e no.
Bello e ancora bello. Da provare.
Profile Image for Andrea Butini.
Author 6 books102 followers
November 6, 2023
L’Occhio del Gufo è il primo atto della Trilogia del Sole Pallido.
È una storia che comprende le vicende, i traumi e le speranze di più punti di vista.
Troverete temi come l’ambizione, il lutto, la vendetta, il riscatto, l’amicizia, il sacrificio, l’amore, la giustizia e molti altri.
Ma devo essere sincero: non vi aspetta un viaggio piacevole.
Pioverà. Farà buio. Sarà freddo.
E molti di voi verranno distrutti.
Author 3 books27 followers
January 26, 2024
Se frequentate la mia pagina Odio il Fantasy, allora sapete che, oltre a parlar male di libri fantasy, li scrivo anche. Una delle critiche che mi viene rivolta più spesso è che i miei libri sono troppo brevi.

Ora capisco che, per il cultore medio del fantasy, un libro possa ritenersi degno di tale nome solo a partire dalle 400 pagine in su, tuttavia, penso si possa discutere sul fatto che la brevità debba per forza essere considerata un difetto. Per me, la brevità dei miei libri is not a bug, it’s a feature.
E ho anche una scusa. Sono un lettore onnivoro da sempre, leggo fantasy, orrore, fantascienza, ma anche tante altre cose che esulano dalla narrativa di genere, fino ad arrivare a roba che di fantastico non ha nulla, come Carver, per dirne uno che considero un maestro. Credo che questo eclettismo letterario sia la causa principale del mio avere una scrittura concisa, insieme a un’insofferenza spiccata per i trucchetti letterari che mi porto dietro da sempre. Per trucchetti intendo barocchismi, invenzioni, giochetti di parole, similitudini elaborate, insomma tutto l’armamentario di chi cerca a tutti i costi l’effetto wow o, se dobbiamo dirla tutta, scrive con una mano sola nudo davanti allo specchio mandando dei lussuriosi bacini al suo riflesso.

La mia regola d'oro da scrittore è che la scrittura deve dire soprattutto con le parole che non stanno scritte sulla pagina. Può sembrare un paradosso, ma non lo è, anzi, è il concetto che sta alla base dello Show Don't Tell (quello buono, almeno). L’autore che riesce a convogliare ciò che vuole dire in poche ma efficaci parole, per me ha raggiunto il decimo dan.

Per sua natura, il mondo del fantasy è ostile a questo modo di scrivere. Un mondo fantastico possiede regole, biologia, filosofia, antropologia, eccetera spesso completamente inventate da zero, e che quindi hanno bisogno di lunghe descrizioni, lunghe pagine di infodump (mai letto in vita mia un libro fantasy privo di infodump al 100%) mappe, note a piè pagina, schede e quant’altro. E questo richiede parecchie pagine. Se poi aggiungiamo anche il fatto che la scrittura moderna esige lo show don’t tell, da sempre croce e delizia di noi scrittori, che è una tecnica narrativa che può richiedere a sua volta tante, tante parole, poi è ovvio che il libro fantasy medio sia solitamente straripante rispetto alle sue controparti di altri generi letterari.

Quindi, che vuoi dirci con questo, caro OilF?

Voglio dire che, nel mio piccolo, molto, molto modestamente, ho l’aspirazione, forse anche velleitaria, per carità, di fare del fantasy una volta tanto diverso, discostandomi dalle solite formule e cercando strade nuove senza prendere facili scorciatoie. Se poi alla fine della fiera ci sarò riuscito, lo deciderà chi avrà letto la mia roba.

E questo L’occhio del gufo, invece, vuoi dirci com’è?

L’occhio del gufo è un libro senz’altro conforme ai canoni classici del fantasy (ben inteso: questo per me non è un difetto, anzi). Primo di una trilogia, è un bel tomo di 500 pagine e rotti.
La prima caratteristica che risalta alla lettura è che è stato scritto seguendo le regole della sedicente scuola “immersiva”, che ormai dilaga tra molti giovani autori italiani e che, mio parere personale, sta facendo più danni di El Niño in Cina nel 1876.

PdV granitico, gerundi ridotti al minimo, nessun avverbio in -mente, costruzione della frase quasi sempre molto semplice (soggetto-verbo-complemento e via), quintali di aggettivi, tonnellate di similitudini, nessun “disse” e beat che escono dalle fottute pareti. Povero Dante.
È naturalmente presente una "sorta" di show don’t tell che io definirei Show & Tell, visto che molto spesso, oltre allo show, Butini vede bene di aggiungere anche un bel po’ di tell (Alcuni esempi: "Luin allungò le mani come a volerlo bloccare", "e appoggiò le reni contro il bancone, come a sorreggersi"...), ma andiamo per gradi.

Dico subito che, se dovessi giudicare questo testo unicamente dallo stile utilizzato, darei senza ombra di dubbio 1/5.

Chiarisco qui la mia opinione sulla scrittura immersiva per chi non vuole andare a cercarsela nelle mie precedenti recensioni: per come la vedo io, questo modo di scrivere è una colossale stronzata. Non si capisce perché un semplice “disse” a fine dialogo dovrebbe distrarmi dalla lettura mentre uno dei miliardi di beat infilati a valanga ogni due righe avrebbe invece il magico potere di farmi sentire coinvolto, ma immagino di non saperlo perché non ho ancora sborsato i 643€ del corsetto del cazzo di turno. Accorrete numerosi, mi raccomando, sono giusto gli ultimi posti liberi… ma va cagher, va.

Anyway. Ho già detto che le similitudini sono veramente tante, ma uno ci passerebbe anche sopra se solo non fossero per la maggior parte prive di ispirazione e spesso anche intrise di cringe fino al midollo, come, per esempio:
Una voce femminile iniziò a cantare in una lingua incomprensibile. Aveva un’intensità che sapeva d’antico, ma allo stesso tempo era leggera come un sussurro di ragazza portato dalla brezza
(Che poi, se una ragazza ha la voce come un sussurro di ragazza, anche un po’ di grazie al cazzo potremmo senz’altro mettercelo, che ne dici?)

Sempre a proposito di similitudini, a un certo punto l’autore impazzisce, e in meno di dieci righe ne appioppa ben sei in rapida successione. Se volete cringiare fortissimo date un’occhiata allo screenshot che ho aggiunto nella mia pagina.

Veniamo a trama, world building e personaggi. Per via del modo assurdo in cui è scritto questo romanzo, la quantità di parole necessarie per descrivere ogni scena diventa torrenziale, e questo ha fatto inevitabilmente lievitare le dimensioni di un libro la cui struttura è in verità molto semplice e lineare.

A causa dell’uso parossistico che viene fatto dei beat, i personaggi soffrono di ADHD all’ultimo stadio e di conseguenza quando qualcuno parla è un continuo toccare questo, accarezzare quello, stropicciarsi i capelli, assumere l’espressione X, quella Y, muoversi, grattarsi, ballare la tarantella, sogghignare, piangere… insomma: vi giuro che viene l’ansia, cazzo.

La trama sarebbe anche interessante… se si fosse trattato di un libro di 150-200 pagine. Fino a circa il 50% e passa succede davvero ben poco e il lettore è costretto ad attraversare una palude di situazioni troncate sul nascere. Non c’è molto da raccontarvi senza fare spoiler, ad ogni modo immaginate una specie di stranger things in salsa fantasy con il solito pizzico di intrighi e tradimenYAWN...

Penso che il punto peggiore di tutto il libro sia proprio la lunga scena introduttiva all’interno della locanda, un maldestro tentativo di buttarla nel “grimdark” ignorante con dettagli truculenti e personaggi che si vorrebbe dipingere come disgustosi e riprovevoli ma che risultano solo grotteschi e artefatti. È una scena che non convince perché si smonta in modo molto semplice, ma non voglio tediarvi con troppi dettagli, pertanto andiamo avanti.

Il ritmo è la prima vittima dello SdT immersivo: spesso Butini si avventura in vere e proprie liste della spesa di descrizioni ridondanti e fini a sé stesse, e alcune scene sono talmente tirate per le lunghe che durano svariati capitoli e vengono perfino interrotte da flashback e quant’altro, giusto per non farsi mancare niente.

Il world building è sostanzialmente non pervenuto: uno degli enormi difetti di questo modo di scrivere è che non consente di avere ampie vedute sul mondo che circonda i personaggi (proprio per l'impossibilità di descrivere qualcosa al di fuori di quello che pensa o fa il PdV di turno), di conseguenza dobbiamo accontentarci di qualche sprazzo di informazione rimediata qui e là. In ogni caso, non aspettatevi niente di trascendentale: ci troviamo davanti al solito mondo vanilla pseudo medievaleggiante un po’ lercio pieno dei soliti straccioni con qualche nome esotico buttato a casaccio (“mhawshi” mi ha fatto ridere) e nulla più. Ci sono persone di etnia orientale, arabeggiante… se trovate tutto questo noioso, è perché lo è.

L’elemento fantastico è comunque presente, grazie al cielo. C’è una creatura misteriosa e temibile (quella della copertina, NdR), c’è la magia (la deleomanzia, immagino dal latino deleo, distruggere) che però ha regole che mi hanno lasciato piuttosto perplesso (sacrifichi parti del tuo corpo per ottenere l’effetto X - sinceramente questa cosa che adesso la magia debba avere delle regole a tutti i costi ha abbastanza rotto i cabbasisi).

Ah, a un certo punto c’è una bucolica scena con una specie di madre natura che fa molto Miyazaki del discount.

I personaggi sono, come al solito per questo tipo di libri, numerosissimi. Alcuni (il Maestro) sono meglio riusciti di altri, manca però a mio avviso un vero e proprio protagonista carismatico, e certi personaggi sono talmente bidimensionali da essere difficilmente distinguibili tra loro (le ragazze, per dirne una), mentre altri ancora sono dimenticabili (Marcus, Victor). In ogni caso spesso si ha l'impressione che i personaggi si comportino in modo piuttosto contorto apposta per seguire gli sviluppi della trama così come li ha previsti l'autore. Salutiamo con la manina la sospensione dell'incredulità.

Una cosa, in particolare, ho trovato davvero insopportabile: ogni singolo personaggio tartaglia di continuo. È tutto un “c-cos?”, “S-signore!”, “C-che significa?” e via dicendo. Non posso davvero pensare che non esistano modi migliori di esprimere un personaggio impacciato.

In definitiva, la sensazione che ho avuto leggendo è che questo libro non sia stato editato quanto avrebbe avuto bisogno. Interi paragrafi, se non capitoli, urlano "CANCELLAMI DALLA FACCIA DELLA TERRA!" a squarciagola, per non parlare di numerosissimi periodi che avrebbero bisogno di una cura dimagrante. Asciuga, Butini, asciuga. Non sei Hemingway, Abercrombie, e nemmeno Sanderson.

Insomma, in questa prima opera affiorano tutti i difetti oggettivi dell'autore esordiente. Alla fine della lettura onestamente non mi è rimasta la voglia di continuare la lettura dei prossimi capitoli. Purtroppo mi tocca registrare che ci troviamo di fronte all'ennesima occasione sprecata per il fantasy italiano di fare il salto di qualità.

Voto: 2.5/5
Profile Image for Matteo.
119 reviews38 followers
Read
June 17, 2024
Con molto dispiacere mi trovo ad abbandonare questo libro poco oltre la sua metà. Non sono riuscito a entrare in empatia con la storia (che partiva, in realtà, con ottime premesse) per via di una narrazione che non mi ha coinvolto.
I personaggi, in particolare, hanno cercato di trovare una voce senza riuscirvi: troppe domande retoriche, troppi pensieri che ho trovato (spesso) poco incisivi e innaturali.

Il ritmo è anche buono, e in alcuni punti suscita interesse, ma non abbastanza da spingermi a volerne sapere ancora di più.
Uno di quei casi in cui, purtroppo, il libro non fa per me.
Profile Image for Marco Landi.
628 reviews40 followers
October 23, 2023
Davvero un dark fantasy notevole con una scrittura da autore navigato, altro che debutto!!
Devo essere sincero, inizialmente mi piaceva ma non mi faceva impazzire..
Un po' troppe descrizioni, poca azione, alcune digressioni un filo troppo lunghe..
Ma fin dall'inizio la cosa che mi piaceva era il senso di inquietudine che aleggiava su tutto..
Poi i pezzi hanno iniziato a filare, tutto è diventato frenetico, ma in modo intelligente e coerente.. e c'erano cose sempre più interessanti.. perché parte come una "quest" locale, ma si apre poi a un contesto molto più ampio e epico..
A questo proposito in questo primo volume si fa riferimento a tanti scenari, poteri, culture, abilità e tipologie di guerrieri ecc.. Spero tanto che nei prossimi due volumi siano approfonditi e non pronunciati solo a creare colore..
Anche perché il sistema magico è davvero originale, affascinante e nella parte finale da adito a scene davvero grafiche e cinematografiche.. c'è davvero tanto che si può fare con questo materiale!!
La cosa che più mi è piaciuta è che le cose vanno male, diventano oscure e sanguinose e non si fanno sconti a protagonisti o comprimari..
Un debutto con una Major come Mondadori che non pubblica molti italiani al momento, degno di nomi notevoli nel panorama fantasy internazionale che hanno firmato debutti con Orbit, Tor o Gollanzc.. questo non sfigura al loro fianco!!
Peccato solo per il materiale dell'edizione, con una costola della cover che basta aprire per vedere rovinata da pieghe e crepe 😔 avrebbe meritato una qualità maggiore... Ma vabbè, grazie che lo abbiano pubblicato.. Aspetto i seguiti con brama.. ☺️
Profile Image for Debora.
173 reviews8 followers
May 5, 2024
Una storia oscura, cupa e sanguinante che vive di una scrittura trasparente, scorrevole e capace di dipingere scene realistiche nella mente. I personaggi sono convincenti, si capisce bene cosa desiderano e nascondono tutti ombre e luci come nella realtà. Ho apprezzato tanto anche l'unità di spazio e l'unità di tempo che fa svolgere tutto in un periodo ristretto intrecciando diversi punti di vista.
Questa storia è come l'anticamera buia ma piena di gemme che annuncia un palazzo... un "palazzo del sole pallido" che leggerò di sicuro!
Profile Image for zetatl.
83 reviews7 followers
November 26, 2025
DNF
Mamma mia... un'accozzaglia di banalità messe insieme iniziate con un “grassona” e continuate all'infinito (con estrema ripetitività)
Profile Image for Maurizio Ferrero.
Author 25 books38 followers
March 17, 2024
Voglio essere del tutto sincero: ero scettico da morire.
Il primo volume di una trilogia dark fantasy pubblicato da un esordiente assoluto direttamente con Mondadori? C'era qualcosa che non mi tornava.

E invece non sono mai stato così contento di essermi sbagliato. In quest'opera prima c'è della Qualità. E non intendo la solita frase "è un bel romanzo per essere un esordio". Questo Occhio del Gufo è un bel romanzo e basta.
Scritto con stile da narratore esperto, ben conscio delle proprie capacità e dell'effetto che vuole suscitare nei lettori. Ottimi personaggi, ben delineati. Buona storia con alcune scene decisamente di effetto, "da pugni nei reni". Worldbuilding un po' fumoso, ma ben suggerito, e comunque è il primo di una trilogia e sono sicuro che verrà espanso nei volumi successivi.

Ottimo lavoro Andrea Butini. Sono proprio contento di averlo letto.
Profile Image for Anima Monroe.
2 reviews
October 12, 2023
letto in un giorno, non potevo fermarmi...infatti per per curiosità ho scaricato l'estratto e poi l'ho dovuto comprare per sapere come finiva ... una corsa fino all'ultima pagina, appassionante e ricco di particolari, talmente ricco che -mannaia li morti-, mi ha fatto schifare veramente con tutte quelle descrizioni purulente e talmente specifiche che la mia mente non ha potuto non ricrearle. complimenti, davvero, muoviti a fare uscire il resto!

Merged review:

letto in un giorno, non potevo fermarmi...infatti per per curiosità ho scaricato l'estratto e poi l'ho dovuto comprare per sapere come finiva ... una corsa fino all'ultima pagina, appassionante e ricco di particolari, talmente ricco che -mannaia li morti-, mi ha fatto schifare veramente con tutte quelle descrizioni purulente e talmente specifiche che la mia mente non ha potuto non ricrearle. complimenti, davvero, muoviti a fare uscire il resto!
Profile Image for LaTatZer.
67 reviews7 followers
November 16, 2023
Ho letto questo libro sapendo sin dall’inizio che non era il mio genere, ed è ovvio che questo dato influisca in parte sulla mia valutazione. D’altro canto la curiosità era alle stelle perché è rarissimo vedere nomi non noti e italiani accostati a una big come Mondadori, per cui non ho resistito. Penso sia il libro più disgustoso e disturbante che abbia mai letto, e probabilmente l’autore prenderebbe l’aggettivo “disgustoso” come un complimento, perché capisco che potrebbe rientrare tra gli obiettivi della storia. Però a parer mio sembra che creare questo mondo sudicio sia il principale scopo, e così ci ritroviamo vomito, fluidi vari, caccole, denti marci, oggetti preziosi (non dico cosa nello specifico perché sarebbe spoiler) infilati nelle vagine di cadaveri, ed è solo l’inizio. Quest’insistenza su un’atmosfera sporca per me è andata a scapito della caratterizzazione dei personaggi che sono tanti sì, ma identificabili principalmente perché ognuno ha un’unica ossessione e sono così presi a ripetere “Peste!” in ogni pensiero e frase da suonare come delle caricature di sé stessi. Sono grigi, sì, ma per assurdo in queste loro devianze vi ho visto bidimensionalità e non spessore, al punto che mi è sembrato che molti di loro fossero stati inventati più per un gioco di ruolo che per un romanzo. È vero che si tratta del primo volume di una serie che non intendo assolutamente continuare, ma non sono riuscita a empatizzare con nessuno di loro, eccetto forse le due bambine rapite, perché con i fatti di cronaca che si sentono è impossibile non simpatizzare. Per il resto, non mi è importato nulla di Luin, Sorin, Neth, del Maestro e di tutti gli altri.
Fin qui sono gusti personali. Sono la prima a capire che tutti gli elementi che non sono piaciuti a me potrebbero essere apprezzati da altri. Ciò che però mi ha lasciata maggiormente perplessa è stato lo stile di scrittura acerbo e ripetitivo, con un’ossessione quasi didascalica per lo show frammentato e poco scorrevole. Per me “L’occhio del gufo” è un libro che fa il compitino. Vengono applicate le regole di scrittura creativa e fine lì, niente guizzi, niente cifre personali, niente complessità di pensiero che è la logica conseguenza di uno stile variegato. So che esiste un gruppo di scrittori convinti che lo show sia una massima divinità da venerare e che il tell sia la nemesi della scrittura, ma quando ti leggi 400 pagine di frasi costruite tutte alla stessa maniera a me subentra la noia, nonché un certo senso di alienazione. È uno stile freddo, fatto di elenchi di azioni ed elenchi di gesti descrittivi. Quando si cerca di inserire una riflessione, subentrano gli elenchi di domande. Interi e interi paragrafi di domande che si potevano introdurre in modo più armonioso evitando tutta questa ridondanza. E poi c’è l’abuso di aggettivi giusto per far capire che queste persone e il posto dove vivono fa davvero schifo (ma lo avevamo già capito, grazie), nei pov dei più giovani (v. Jas o le analessi di Sorin) ci troviamo pure l’eccesso dei tre puntini di sospensione. Capisco che lo show sia indispensabile per l’immersività della storia e io stessa in genere lo apprezzo, ma per me questo è l’esempio lampante di come gli estremismi in narrativa siano un’arma a doppio taglio e di come per scrivere – ma scrivere davvero – non ci si possa limitare ad applicare in maniera pedissequa le regole di un manuale o di un corso di scrittura. Abbiamo tante strutture grammaticali nella nostra lingua che è limitativo ridurre ogni frase a: soggetto (spesso sottinteso), verbo ed eventuale complemento. Anche i dialoghi non brillano. I personaggi non hanno una loro voce e parlano tutti nello stesso modo. Spesso, nelle loro battute, non sembra esserci nemmeno un punto di arrivo. È tutto un girare intorno in maniera involuta alle stesse dinamiche per giungere a un mistero che non mi è sembrato nulla di innovativo. Do la seconda stella solo perché il lessico è comunque buono e perché sono consapevole di come il mio gusto personale mi abbia impedito di apprezzare certe scelte narrative (v. la visione saffica e febbricitante tramite sabbia che sembra la realizzazione di una fantasia repressa e che ho trovato cringe più di tanti romanzetti rosa che vanno di moda).
1 review
November 1, 2023
Non è mai facile esprimere un "giudizio", ma spero per chi arriverà in fondo alla recensione di essere stato di aiuto. Comunque sia consiglio CALDAMENTE la lettura di questo libro e rimango in trepida attesa per i SUCCESSIVI. 

Parto subito dicendo che ho apprezzato molto il lessico del libro: molto variegato e preciso che permette di immaginarsi in maniera chiara e veloce  quello che l autore vuole comunicare e mai ripetitivo. Modi di dire ed espressioni particolari che si nota l attenzione sopraffina del narratore nella costruzione delle vicende. 

Personaggi ben costruiti! sia per le scelte prese che nelle interazioni create tra di loro. Menzione d onore al personaggio di Mali che, come un fulmine, appare per pochissimo in confronto ai primari ma brilla di qualità per le emozioni che mi ha trasmesso. 

Il sistema magico funziona con regole precise anche se poco approfondito, ma credo che sia voluto visto che è il primo libro e rimango molto curioso di scoprire cosa ci riserveranno i seguiti. 

L ambientazione della storia è molto semplice: dentro e nei pressi di una foresta, ma attenzione non banale, che grazie ad alcuni accorgimenti narrativi la eleveranno a "qualcosa" di più.

L occhio del gufo si fa leggere; nel senso che scorre molto bene, però il ritmo non è sempre perfetto:a mio avviso un po' troppo veloce all inizio, il che non mi ha permesso di immergermi completamente negli anfratti boschivi o "cittadini" . 

Su alcune scene avrei voluto una descrizione più forte che coinvolgessero non solo tutti i sensi ma anche un qualcosa di extrasensoriale se mi è concesso dirlo (come il momento del primo approccio alla creatura e la scena dell anima alla veglia funebre che in realtà è comunque una delle mie preferite); attenzione però…  Perché con questo non voglio dire che l autore non ne sia capace poiché di scene o qualche azione come queste arrivano, è solo che mi è dispiaciuto che quelle precedentemente menzionate non abbiamo ricevuto un attenzione in più in quanto scene uniche all interno di questa esperienza. 

Invece ho trovato gli scontri con il mostro, specialmente il primo, un po' troppo diluito per via delle ripetute azioni di: attacchi della creatura, schivata, attacco della creatura, schivata, corsa, attacco ecc. 

Dall altra parte della bilancia invece ci sono combattimenti all arma bianca e magica molto ben coreografati senza scene troppo ripetute (vedi la lotta contro la spadaccina magica).

Il Mistero è una parte importante di questa storia senza mai abusarne, rischiando di annoiare, ed i colpi di scena arrivano a dare l effetto desiderato non sfociando nella banalità.
 
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142 reviews
October 20, 2023
Non avevo mai letto un dark fantasy ma mi ha conquistata.
Andrea ha uno stile di scrittura scorrevole ed è in grado di dipingere con le parole scene vivide che sembrano uscire dalla pagina.
Trattandosi di un dark fantasy vi troverete davanti a situazioni piuttosto crude ma non lasciatevi spaventare.

La storia vi terrà con il naso incollato alle pagine perchè vorrete sapere cosa sta succedendo nella foresta intorno al villaggio di Rokthan. Un piccolo abitato in cui si muovono figure ciniche e grigie che nascondono numerosi segreti.
Vediamo il mondo con gli occhi di diversi personaggi, conosciamo i loro demoni e veniamo coinvolti nelle loro vicende attraverso una narrazione che alterna il presente al ricordo del passato.
Profile Image for Giovanni Casula.
85 reviews4 followers
July 8, 2025
Questo romanzo,opera prima del giovane Andrea Butini mi ha colpito molto, è scritto bene, non fa troppi giri di parole e anche in alcune situazioni in cui ho temuto in una svolta "Marvel" mi ha stupito positivamente.
Se amate il dark fantasy mi sento di consigliarvelo. Ora aspetto il secondo sperando in una conferma.
Profile Image for Jack Roland.
8 reviews3 followers
July 2, 2024
Con imperdonabile ritardo scrivo la mia a proposito di un libro su cui ho sentito dire di tutto e di più.
Di solito, tendo a non farmi influenzare prima di aver letto, e sapete una cosa? Ho fatto bene.
Il primo volume della Trilogia del Sole Pallido di Andrea Butini mi è piaciuto parecchio!
Sono un grande fan del dark fantasy, quindi sapevo che avrei trovato pane per i miei denti.
Non sono altrettanto fan dello stile di scrittura immersivo ma, francamente, la storia mi ha preso per i capelli e mi ha trascinato nella foresta di Rokthan insieme ai suoi protagonisti.
La trama è ben architettata, l'autore è stato molto bravo nel nascondere le informazioni, nel creare mistero, nel darti sempre un nuovo pungolo che ti spinge a girare pagina, a saperne di più, ancora e ancora. Il worldbuilding resta ammantato dal mistero e incuriosisce; vuoi conoscere altri luoghi, vuoi capire meglio cosa stia accadendo nella corte dell'Alto, dove potentati non troppo diversi dai nostri governanti decidono le sorti del mondo, sacrificando le vite della gente in un gioco in cui loro saranno gli unici vincitori. Ogni tanto, per fortuna, la gente semplice si incazza (almeno nei libri) e infatti sono molto curioso di sapere cosa accadrà nei prossimi volumi. L'elemento magico che, per darti potere, ti mangia da dentro in una sorta di autocannibalismo mistico è davvero una bella idea. Ho amato le atmosfere, gli omaggi a Stephen King e le citazioni a Stranger Things, serie che ho adorato. Più di tutto, però, ho amato l'umanità dei protagonisti. C'è sofferenza, reale, tangibile. Hanno dubbi, paure, fragilità. Amano, soffrono, sbagliano, muoiono. Queste sono le componenti che, a mio avviso, rendono il libro molto valido, perché lo strumento fantasy si fa veicolo di un'emotività che trascende ogni genere, che rende un'opera degna di essere letta e vissuta in quanto Letteratura.
Nota di fondo da scribacchino, il Signor Butini è classe 1991. Questo esordio è del 2023. Quando pubblicai il mio romanzo d'esordio, nel lontano 2015, avevo giusto un paio d'anni meno di lui e il mio romanzo valeva meno della metà del suo.
Quindi, se lui ha esordito con Mondadori... un motivo c'è, ecco.
Spero vivamente che Andrea Butini sia stato un coraggioso battistrada per far sì che i romanzi adult fantasy siano presi in considerazione anche in Italia come opere di serie A e pubblicati da case editrici Big.
Se ancora non avete dato una chance a questa trilogia... fatelo!
Profile Image for Acciaio Aldo.
18 reviews
October 3, 2025
Un bell'esordio. Piaciuto. Scrittura scorrevole , mi sono appassionato fin da subito. Forse a trequarti libro perde un po' la spinta iniziale, ma chiude con un buon finale che prepara il lettore ai seguiti. Leggerò sicuramente anche gli altri. Bravo Andrea.
Profile Image for Lucametal Brixia.
22 reviews
October 30, 2023
Ottima scrittura.
I personaggi principali sono ben descritti e ogni punto di vista è sempre molto interessante.
Non vedo l'ora di leggere i prossimi volumi
Profile Image for Maria Laura.
1 review
October 24, 2023
Una perla di dark fantasy che mancava ed era necessaria nel panorama letterario italiano, da leggere tutto d’un fiato. Forti emozioni, personaggi sfaccettati, un ritmo narrativo travolgente e un world building ancora tutto da scoprire, ma che già si mostra ben articolato, sono gli ingredienti di questo libro. Consigliatissimo a chi è in cerca di un fantasy di qualità.
Profile Image for Elena.
173 reviews7 followers
November 21, 2023
Se si considera questo primo romanzo come un enorme preambolo e antefatto a quello che verrà dopo, si riescono a digerire le 500 pagine in cui, all'effettivo, non accade nulla.
La trama, infatti, è molto semplice e lineare, ma ha uno sviluppo molto lento, ai limiti del noioso, soprattutto all'inizio; da metà in poi, il ritmo si fa più sostenuto, ma senza che accada mai nulla di eclatante. Si dà una grande (forse troppa) attenzione all'introspezione sia con uno stile di scrittura che spesso ricalca i pensieri e il modo di fare dei personaggi, ma anche con un continuo riportare i pensieri degli stessi; l'ho trovato molto fastidioso, soprattutto perché non aggiungono molto altro alla trama o ai personaggi e secondo me, il romanzo sarebbe funzionato anche senza.
Lo stile stesso di scrittura mi è sembrato confuso, con una commistione di toni e registri e un narratore sia esterno sia interiore che, appunto, ricalcava l'interiorità del personaggio di cui si aveva il punto di vista. La commistione tra grimdark e weird alla Lovecraft poteva essere molto interessante, ma quello che doveva essere l'elemento "strano" non ha avuto un grandissimo spessore, se non limitarsi a fare danni e anche tutta la parte di spiegazione è stata piuttosto deludente (con la soluzione di affidarla a un'incarnazione della Foresta che ho trovato piuttosto banalotta).
L'ambientazione è abbastanza canonica, ma ci vuole un po' per orientarsi tra varie regioni, popoli e gerarchia perché non tutto viene spiegato, si va a intuito, e nell'ebook non ho trovato la mappa. Sicuramente è un'ambientazione tetra, cruda e violenta ma molto spesso ho trovato una ricerca quasi spasmodica di questo "dark", esagerando situazioni o descrivendole proprio per suscitare schifo e orrore al punto da risultare quasi forzate e macchinose: non c'è bisogno di nominare ogni possibile fluido corporeo esistente nelle prime quattro pagine per fare un grimdark o insistere sul fango e il sangue a ogni combattimento. Molte situazioni nel libro sono già intrinsecamente violente, orrende e schifose senza per forza dover creare l'orrore! Questa insistenza mi ha dato fastidio perché non ne ho trovato una motivazione valida e il romanzo poteva funzionare ugualmente.
Il sistema magico è un mistero: si intuisce qualcosa ma non viene spiegato esattamente come funzioni e, soprattutto, le diverse branche esistenti. Mi è piaciuto molto il fatto che l'utilizzo della magia non sia gratuito, ma anche qui, qualche spiegazione in più sarebbe stata gradita.
I personaggi sono sicuramente grigi ed egocentrici, non sono sicuramente eroi ma rimangono piatti e bidimensionali: sono caratterizzati da una pulsione, un pensiero fisso, un "valore" e non si schiodano da quello, agendo e pensando in funzione esattamente di quel "valore" e senza alcun tipo di sviluppo o profondità. Nonostante una grandissima introspezione, non si entra mai nel dettaglio e i personaggi rimangono bloccati nella loro caratterizzazione e a volte, hanno comportamenti che nemmeno comprendi (io, il senso di Luin lo devo ancora capire).
In generale è un romanzo con delle ottime idee, delle ottime premesse, ma che ha tanti difetti e che non riesce a prendere, coinvolgere e sconvolgere come dovrebbe: ho trovato molto più interessanti e accattivanti gli intramezzi tra un capitolo e l'altro. Spero che con i seguiti si riescano ad avere informazioni in più e un po' più di azione e coinvolgimento
Profile Image for WhiteSarti.
33 reviews1 follower
March 20, 2024
Che dire? Un esordio coi fiocchi per Andrea Butini.

Questo Fantasy dark narra le vicende di diversi personaggi in un arco temporale strettissimo, qualche giorno, durante il quale succedono mille cose riuscendo a lasciare il lettore attaccato alle sue 430 pagine. Io l'ho divorato in pochi giorni.

Attraverso l'utilizzo di una terza persona appoggiata conosceremo il villaggio di Rokthan, e le forze oscure che lo stanno minacciando. Assaporeremo un sistema magico che in questo primo libro viene solo introdotto ma che sembra riservare grande potenziale per i prossimi libri, così come la scoperta del mondo fuori dal villaggio che sembra essere ricco e diversificato, con una lore tramandata attraverso scritti a ogni inizio capitolo (un po' alla mistborn per intenderci).

È un libro che consiglio, nonostante sia il primo fantasy dark così sanguinoso che leggo. Questo perché Butini dimostra una grande abilità narrativa riuscendo a dare un ritmo al romanzo nonostante le vicende avvengano tutte in pochi giorni. 430 pagine per pochi giorni, non settimane, anni o ere. Giorni. Serve una grande abilità per non scadere nel tedioso e portare all'abbandono del libro. Butini ci riesce a meraviglia.

Unica grande, enorme, gigantesca e abissale pecca: MANCA UNA CRISTOSANTISSIMA MAPPA. Perché?

Mi sono spoilerato le pagine del secondo volume per capire se, magari, in linea con la storia dei personaggi e la loro scoperta del mondo, questa potesse essere presente lì ma Nada, nisba, nein. Questa cosa è atroce e vi prego di porre rimedio.
Profile Image for Marco Pirri.
Author 1 book2 followers
June 21, 2024
Ci sono molte recensioni dettagliate prima della mia, quindi non mi ripeterò. Purtroppo, a mio gusto, non è un buon libro, mi limito a dire che la scrittura dell'autore, palesemente artificiale, figlia delle "nuove" scuole di scrittura, risulta ridondante, ripetitiva fino allo stremo, con personaggi bidimensionali con una sola voce (non ci sono strati linguistici, parlano tutti allo stesso identico modo: dal ragazzino di 10 anni al guerriero navigato), similitudini da scuola elementare.
Sicuramente non andrò avanti nella lettura.
Profile Image for Lucia.
10 reviews
January 21, 2024
Acquistato subito perché è un raro fantasy italiano. Avevo grandi speranze, ma sono rimasta parzialmente delusa.
La trama è classica: magia oscura e misteriosa, entità assassine nutrite dalla malvagità umana, i buoni (popolani di periferia, alcuni dei quali segretamente speciali) e i cattivi (l'ordine costituito); il mondo è disgustoso, sudicio, perennemente immerso nell'oscurità e martellato dalla pioggia; il sistema magico c'è ma è trattato in modo superficiale, sbrigativo e tramite spiegoni da parte di personaggi che sanno qualcosa a personaggi che non ne sanno niente.
Nel complesso ci sono comunque degli spunti interessanti che portano la storia in direzioni inaspettate e per la maggior parte del tempo devo dire che mi sono divertita.
Nonostante i difetti della scrittura troppo grezza e inesperta, il romanzo è scorrevole e noioso solo in alcuni momenti (gli spiegoni menzionati sopra, oppure le scene in cui ci viene descritto in dettaglio cosa fa un personaggio per spostarsi da un punto all'altro).
Nelle ultime cinquanta pagine c'è un grande salto di qualità che mi ha fatto aumentare il voto finale di una stella. A partire dalla scena del cadavere che ho trovato disturbante come tutto il romanzo non era riuscito ad essere fino ad allora (nonostante i tentativi) e anche coraggiosa fino all'uccisone di Jas, altra scelta sorprendente.
Per quanto riguarda i personaggi, li trovo tutti insopportabili. Odio particolarmente Sorin, un protagonista per niente degno del suo ruolo, antipatico, poco razionale e troppo frignone. Non so se l'intento fosse quello di renderlo un personaggio grigio, ma si possono creare personaggi moralmente corrotti, che hanno a cuore solo il proprio tornaconto che siano comunque piacevoli.
Un altro personaggio che soffre della stessa condzione di Sorin è Neth, solo che lui è ancora più patetico e del tutto incapace. Non gliene va una buona e forse per questo lo odio un po' di meno.
Non mi piace neanche il Maestro, ma lui è uno dei pochi personaggi di cui sono chiari lo scopo e le intenzioni e anche se le descrizioni del suo corpo che marcisce mentre lui è ancora in vita mi hanno spesso infastidita, capisco che servivano a rendere evidenti gli effetti del tipo di magia che usa, quindi ritengo che sia un personaggio ben inserito nella storia e necessario al suo progredire.
Victor e Frey sono gli unici che mi hanno veramente interessata, anche se Victor parla poco e quando lo fa è come se fosse un mezzo per riassumere al lettore quello che sta succedendo e dargli una visione d'insieme (come anche la fatina dei boschi).
Degli altri personaggi mi importa poco e niente: ho apprezzato il conflitto di Mali, anche se era appena accennato e l'intervento di Elin nell'ultima scena in cui la vediamo. Mi sembra che entrambe abbiano buone possibilità per diventare personaggi migliori.
La finisco qui e dico solo che nel complesso il libro scorre veloce e nella sua fedeltà al genere mostra alcune idee originali.
Non ho ancora deciso se continuerò con il seguito.

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Profile Image for Marty Lodigiani.
203 reviews11 followers
Read
March 8, 2024
Recensione a cura della pagina instagram @attack_on_marty

Questo è un libro che mi lascia piuttosto perplessa. Talmente perplessa che non so che voto dargli.
Nonostante la gioia provata sapendo che una grande casa editrice come Mondadori si sia decisa a pubblicare la trilogia fantasy di un esordiente italiano ci sono delle cose che mi lasciano perplessa.
Partiamo da quelle che funzionano:
- la trama è accattivante. C’è da dire che ora come ora non so come potrebbe evolversi la questione ma non faccio spoiler per correttezza nei confronti di chi non l’ha ancora letto.
- Luin. Se, come vedremo, gli altri personaggi non mi hanno comunicato molto, Luin invece mi è piaciuto perché è l’unico ad avere un’evoluzione all’interno della storia. Parte da cameriere impacciato nella locanda gestita dal padre e dalla sorella e arriva a un punto finale del suo percorso.

Le cose che non funzionano sono invece uno stile troppo ridondante, descrizioni ripetitive e piene zeppe di puntini di sospensione, parole allungate (Jeeeees, “andiamo a caaaaaasaaaaa” e simili), i personaggi come ho già detto sono tutti dimenticabili, non hanno una personalità loro, non vengono sviluppati, sono come figure appena abbozzate sullo sfondo di un quadro ed è per questo che avrei trovato il libro molto più interessante se si fosse scelto di mantenere il protagonista unico anziché spezzettare la narrazione. Ed è questo un altro punto a sfavore di questo romanzo, ci sono troppe sottotrame che non servono a niente, allungano un sacco il brodo e servono soltanto a inserire delle scene di violenza #aggratis per creare uno di quei fantasy che vanno “di moda” in America. A proposito della violenza, ho sentito descrivere questo libro come “crudo”, poco adatto a chi è di stomaco debole, ma la verità è che le scene violente sono giusto due o tre sparse per l’intero romanzo è più che un libro violento lo fanno somigliare all’ennesima fan fiction di GOT
1 review
November 11, 2023
Non leggo molto, non leggo fantasy e non scrivo recensioni ma lo devo ad Andrea che conosco personalemente.

Opera prima che ho apprezzato e che mi ha tenuto incollato dalla prima all'ultima pagina.
Personaggi, mondo e sistema magico sono coerenti e coesi e niente è lasciato al caso.

I personaggi sono ben caratterizzati e hanno tutti una storia da raccontare, ognuno di loro ha uno scopo ben preciso.
Nessuno è buono e nessuno è cattivo, sta al lettore scegliere, in base alle loro azioni e alle loro storie chi è dalla parte del giusto e chi no, fidatevi che non è per niente semplice.

Il mondo è descitto in maniera maniacale, ogni dettaglio ti penetra nella mente.
Apprezzatissimo il funzionamento del sistema magico, è un dare e avere che non va preso sotto gamba, non è cosi centrale nel complesso della storia (almeno per questo primo capitolo) e viene introdotto in maniera graduale, c'è tanto potenziale anche sotto questo punto di vista.

Ringrazio ancora Andrea per avermi avviato a questo genere di letture che contiuero ad approfondire sicuramente con altre sue opere e con altri autori.
Profile Image for justanenbyclown.
3 reviews
August 11, 2024
dnf a pagina 283
premetto che mi dispiace tantissimo di non avere apprezzato né terminato questo libro, perché ci tenevo davvero a supportare un bel libro fantasy italiano. però cavoli, non riuscivo proprio a interessarmi di un singolo personaggio.
la trama in sé non è neanche malaccio, nulla di particolarmente sconvolgente ma avrebbe potuto funzionare. peccato davvero per lo stile e per i personaggi.

il problema principale del libro è, a mio parere, il fatto che nulla di quello che viene descritto risulti reale. e grazie, è un fantasy. ma intendo che tutti i personaggi e le esperienze e le emozioni che provano non hanno nulla di genuino. tutto risulta artificioso, superficiale e generico. non necessariamente irrealistico, solo molto molto generale.
per esempio a un certo punto della storia l’autore decide di descrivere una violenza sessuale dal punto di vista di due ragazze di 13 anni. ora, non voglio assumere nulla sull’autore, ma presumo che non abbia mai vissuto una violenza di questo genere (soprattutto perché dubito che butini sia mai stato una ragazzina di 13 anni). la reazione e le emozioni delle sue bambine descritte successivamente non hanno nulla di “sbagliato”, sono semplicemente stereotipi molto generali che userebbe una persona che non ha mai vissuto uno stupro per narrare una situazione simile.

per non parlare poi in modo più generale dei personaggi femminili di questo libro.
quella che dovrebbe essere (penso) l’antagonista, una certa shai, è ancora peggio dalla tipica “donna scritta da un uomo”: è una “donna autoritaria scritta da un uomo”. in pratica viene descritta tutto il tempo come una donna spaventosa e autorevole, ma oltre a comportarsi da stronza sinceramente non l’ho mai trovata un’”esecutrice” (così la chiamano) degna.
oltre al fatto che viene introdotta con una specie di lettura del futuro-sabbia (non ho capito) da parte di una sua serva e altre donne che vivono con lei ma che in pratica era letteralmente un’orgia lesbo. ora, apprezzo sempre rappresentazione saffica nei fantasy, ma penso di essere in grado di riconoscere quando è rappresentazione e quando invece un autore uomo si sentiva un po’ sbirulino e ha deciso di dare sfogo alle sue fantasie erotiche nel suo libro.

tutto questo ovviamente fa in modo che sia letteralmente impossibile affezionarsi ai personaggi. ho continuato a leggere oltre la metà del libro perché non è una lettura necessariamente spiacevole.
però se già la trama non offre nulla di nuovo, mi aspettavo che almeno ci fossero degli sviluppi interessanti con i personaggi.
Profile Image for Bianca.
147 reviews24 followers
April 15, 2024
La cosa bella di quando si approccia un libro con aspettative neutrali, forse addirittura con un po' di scetticismo, è che poi quando si rivela un buon libro è ancora più soddisfacente.

Sono felice di non aver ascoltato le voci (non quelle nella testa) e di aver dato comunque una possibilità a L'Occhio del Gufo, perché ne è valsa la pena. Se posso, provate ad andare un po' oltre il primo capitolo, che a me è sembrato più una sorta di avvertimento per il lettore, tipo un "sappi che nel libro troverai schifo, disgusto, cattiveria, maltrattamenti e tanti liquidi corporei", ma poi di fatto la storia non si ferma qui e non è superficiale.

C'è una trama molto più grande che scorre in sottofondo mentre si assiste al passare di appena uno, due giorni di vita in questo mondo a mala pena illuminato da un sole pallido. Ho apprezzato che di questo worldbuilding, in un primo volume di una trilogia, ci siano solo degli sprazzi, dei cenni e che non ci siano spiegoni lenti e noiosi. E a proposito di lentezza, la storia (quasi) non si ferma mai. La tensione è crescente in modo quasi esponenziale, arrivando alla seconda metà e poi all'ultimo terzo con sempre più curiosità.

Come molte altre recensioni prima della mia hanno sottolineato, ci sono molti pov diversi di altrettanto diversi personaggi, alcuni più detestabili di altri, alcuni un po' meno rilevanti per la storia. Ognuno si sta muovendo verso il suo obiettivo personale, a volte ignaro di ciò che di più grosso è celato in sottofondo.

Uniche due note critiche: a volte l'autore finisce con l'essere un po' troppo esplicito e didascalico, quasi come a volersi assicurare che il lettore abbia inteso bene ciò che intendeva dire e per alcuni personaggi forse abusa un po' del balbettio da paura (ma qui è gusto personale) e forse l'intera "subquest" della violenza sessuale era bypassabile, dato che finisce comunque per non essere rilevante. Nonostante questo, è stata trattata con tatto e con attenzione, senza mancare di rispetto alla personaggia. Quindi comunque non gravissimo.

P.S. la sottotrama che va avanti da un capitolo all'altro con poche frasi sulle pagine "bruciate" è troppo figa. Arrivare a capire chi (circa) potrebbe essere l'autore e poi rileggerla tutta insieme è un sacco soddisfacente!

Non vedo l'ora di andare avanti con la saga, ora che mi sento un po' più tranquilla sul fatto che mi piacerà di sicuro!
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