Sono una grande appassionata di danza: l'ho praticata per molti anni (con pessimi risultati), e quando finalmente ho capito che il mio posto è fra gli spettatori, la mia passione non ha fatto altro che aumentare. E quindi sì, mi piace molto fare da spettatrice a un balletto, ma mi piace anche moltissimo fare da spettatrice a opere narrative che abbiano la danza al centro, che si tratti di film o , perché no, di libri. Appena trovo un libro che parla di danza, mi ci fiondo (e spesso resto delusa, perché ho la sensazione che la danza sia solo uno sfondo estetico in cui ambientare vicende poco verosibili, mettendo in fila approssimazioni e castronerie).
Quando mi è capitato per le mani questo libro, dunque, mi ci sono prevedibilmente tuffata. E, almeno da questo punto di vista, non sono rimasta delusa, perché l'ambiente della danza mi è sembrato comunque ritratto in maniera fedele e verosimile.
Quello che mi ha lasciata un po' più confusa è la scelta stilistica alla base di questo romanzo: che è un romanzo, ma in fondo non sono sicura che sia in prosa. Che non è composto da poesie, ma non è nemmeno in prosa. Che ha dei flussi di coscienza che potrebbero essere delle pagine di diario solo immaginate, ma non del tutto. Insomma, è un approccio che ho trovato molto interessante, e che per certi versi ho anche apprezzato, ma che mi lascia con qualche nota stonata. Funziona, ma non del tutto: ad un certo punto ho avuto l'impressione di essere proprio davanti a un esperimento, e non ho potuto fare a meno di domandarmi se davvero questa fosse una scelta necessaria. Se questa scelta fosse intrinseca e necessaria per il racconto, o se invece una narrazione più tradizionale non sarebbe stata più funzionale. Non che in questo modo il racconto non funzioni: funziona, funziona perfettamente, eppure qualcosa mi dice che non sarebbe stato necessario farlo funzionare in questo modo.
Quello che però è certo è che, forse, di esperimenti del genere si sente un gran bisogno. Perché è bello pensare che un romanzo possa essere scritto anche partendo da un'altra prospettiva, e che una prospettiva del genere possa essere proposta proprio a dei lettori più giovani: mi piacerebbe davvero tanto conoscere l'opinione dei ragazzi su un romanzo del genere, perché mi incuriosisce molto quello che potrebbe essere il loro riscontro.