Roberta, Emilia, Lea, Elvira, Ada e Carla sono le protagoniste dei sei pannelli che compongono questo romanzo di università e di amori. Sono state amiche e rivali, hanno studiato insieme – o comunque si sono incrociate –, hanno condiviso passioni, assemblee, seminari. Corpi e stanze. Dalla prossimità della giovinezza sono passate, senza forse rendersene conto, senza in fondo sceglierlo, alla vita adulta. Quando il romanzo comincia, sono passati trent’anni. Qualcuno è morto, come pure succede. Roberta, Emilia, Lea, Elvira, Ada e Carla, e i loro compagni Arturo – serio e impacciato – e Guido – enigmatico e affascinante –, si trovano a fronteggiare amori perduti, matrimoni falliti, conflitti professionali, rivalità familiari. Le illusioni del Sessantotto sono definitivamente smarrite, ma resta loro una tenace resistenza all’aspra indifferenza dell’età adulta.
Francesco Fiorentino, muovendosi in una struttura che scivola da La commedia umana di Balzac a Rashomon di Akutagawa, racconta le storie di una generazione di giovani che cercavano la propria vita e si ritrovano invece, dopo trent’anni, cambiati davanti a situazioni che non immaginavano di dover vivere.
Leggendo questo romanzo, l'ho definito di formazione visto che narra la vita universitaria ma non solo. Un romanzo che fa sognare ad occhi aperti questa vita, con i suoi alti e i suoi bassi, che personalmente a me manca già…! La trama narra la vita di sei studentesse universitarie (Roberta, Emilia, Lea, Elvira, Ada e Carla) mettendo in evidenza un prima e un dopo, il prima riguarda la vita giovanile e il periodo universitario fatto di fasi di ribellione, di crescita, di maturazione, di conflitto e anche di innamoramento… e il dopo, invece, riguarda la vita adulta trent’anni dopo fatta di nuove vite, lavori e creazione della famiglia. Accanto alle sei ragazze, non bisogna dimenticare i due protagonisti e studenti: Arturo e Guido. Il prima e il dopo sono due momenti della loro vita accomunati da amori passeggeri e nascosti, tradimenti d’amicizia e amorosi, misteri e bugie, città nuove e tanto altro…! Lo sfondo universitario è sempre presente e si sa, che nella maggior parte dei casi, questa fase è considerata una delle fasi più belle, difficili, particolari della vita di ogni studente, tra sorrisi, pianti, bocciature, successi, ore passate a studiare o in biblioteca, la sveglia che suona presto, nuove conoscenze e l’indipendenza nell’entrare nella vita adulta…chi ha vissuto l’università ricorderà sempre questi momenti, visto il bagaglio culturale e di vita che lascerà…
Scrittura estremamente sessista. Il risvolto promette una storia di donne mentre nella maggior parte dei casi si racconta il punto di vista dei personaggi maschili. Finito solo perché è breve e odio lasciare i libri a metà.
“Dopo qualche esitazione ha scelto un abito scollato e abbastanza aderente che valorizza le ore di fatica trascorse in palestra per contenere le sue forme di cinquantenne in menopausa”.
“Non ti mettere a piangere come una signorina sentimentale, cerca di farti ricordare col caz*o duro”.
Vado avanti?
Questo libro è imbarazzante, dall’inizio alla fine. “Roberta, Emilia, Lea, Elvira, Ada e Carla”, questo promette la sinossi: la storia di sei donne, amiche, conoscenti, dagli anni della giovinezza all’età adulta.
La realtà dei fatti è ben diversa: il punto di vista è sempre quello maschile, dei mariti o dei compagni o dei fidanzati. La voce di queste sei povere disgraziate? Non pervenuta.
Inutilmente volgare, arido, non ci sono esperienze, emozioni, non c’è vita, è tutto incentrato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE sul sesso, descritto pure nella maniera più rozza possibile.
Questo libro si inserisce allegramente tra quelli che mi fanno passare la voglia di leggere autori uomini. Dato che, come se non bastasse il chiodo fisso che diventa centrale nella trama, le donne in questo libro sono inconsistenti e considerate/descritte come oggetti.
Non date retta a chi per ADV lo ha definito “RAFFINATO”. Non lo è 🙂
Il primo capitolo prometteva davvero bene, mentre gli altri mettono in gioco un intreccio mal riuscito tra le vite dei personaggi presentati nelle prime pagine... Ne risulta che solo il personaggio di Arturo sia dotato di un vero spessore, mentre i capitoli dedicati agli altri personaggi sembrano stati scritti quasi frettolosamente
Il libro si compone di sei spezzoni di vita di altrettante protagoniste che, a partire dai tempi dell'università fino alla vita adulta, sono legate da un rapporto di conoscenza e, talvolta, di amicizia. Gli stravolgimenti delle aspettative dell'età giovanile vengono messi in evidenza attraverso questi sei racconti che testimoniano come la maturità porti innumerevoli sorprese nelle vite di ogni persona. E' un libro strutturalmente particolare, che alterna ricordi passati ad eventi presenti, legandoli tra loro sottoforma di racconti brevi ed episodi di vita. È una tipologia di forma strutturale che, purtroppo, non riesco personalmente ad apprezzare: tuttavia riconosco la bellezza dello stile di scrittura dell'autore che riesce ad esplicitare i tormenti delle protagoniste e ad incuriosire il lettore, che è in grado di creare un filo comune tra i personaggi e mettere in evidenza i cambiamenti dettati dalla vita e dalle circostanze. La narrazione risulta semplice e, allo stesso tempo, intricata, ma facilmente comprensibile e pulita; questo rende il libro molto interessante e apprezzabile per la forma stilistica imposta dall'autore.
Questa lettura mi ha lasciato un po' interdetta per molte cose. Mi è piaciuta però, per la sua scorrevolezza anche se dei personaggi a parte Arturo, non mi ha lasciato niente siccome i capitoli dedicati agli altri erano scarni oppure inesistenti (per esempio Ada). Sono indecisa tra 3 o 4 stelle, perciò opto per un 3,5.
Libro abbastanza vuoto, non ho empatizzato con nessuno dei personaggi tanto da confoderli ..non ne ho capito il senso. Veramente... piuttosto vuoto e sterile.