Secondo libro sulle indagini del commissario Campani, protagonista dell’ucronia proposta da Luca Ongaro, che ci mostra una Storia diversa, nella quale l’Italia, vincitrice nella battaglia di Adua, completa la conquista del corno d’Africa e realizza una colonizzazione “all’italiana”.
Sono passati due anni dall’ultima indagine e qualcosa è cambiato. Campani è sposato, Mussolini è stato sostituito da un nuovo promettente ministro delle colonie, Sandro Pertini… e tutto sembra volgere al meglio nella colonia eritrea.
Finchè un crimine efferato colpisce la piccola comunità di Macallè: la vittima… il macellaio locale.
Fortunatamente non sono cambiate le persone che circondano Campani: il fido Araya, l’intelligente Emma (stavolta nella veste di moglie), l’antipatico procuratore Santon, l’inetto questore Liberace.
Ribadisco la mia simpatia per il commissario toscano, che nutre un profondo rispetto per l’Eritrea e parla perfettamente tigrino, ma che tifa fiorentina ed ha una smodata passione per il cibo...
...e attendo il prossimo libro. Lo stile di Luca Ongaro è così scorrevole che non ci si accorge nemmeno di essere arrivati alla fine.