Dettate al telefono a uno dei suoi più cari amici, le poesie di Nel cerchio di un pensiero di Alda Merini sono la testimonianza in versi della sincerità di una delle voci più amate della poesia italiana, una voce che non ha mai tradito la sua meraviglia. Uscita per la prima volta alla fine del 2005, questa raccolta di 53 liriche nasce dal cuore della vicenda biografica della poetessa dei Navigli, in particolare dall'incontro con un giovane uomo, la sua indifferenza e il tradimento. I componimenti, tra gli ultimi di Merini, si muovono lungo una linea cronologica scandita dalla passione e dalla disperazione, toccando gli estremi della potenza e del cedimento, fino a che Dio stesso sarà chiamato come testimone contro l'amante infedele. Con un tono spontaneo e insieme carico di mistero - enfatizzato dalla scelta di non inserire segni di interpunzione tra e nei versi - Merini si inginocchia davanti al suo amante e alla poesia, l'unica in grado di restituire la potenza del suo sentire. Poesia, Amore e Dolore si uniscono dunque in una danza leggera, dando vita a parole pronunciate attraverso una cornetta ancora prima di imprimersi sulla carta, così da invertire il naturale ciclo dell'atto creativo e finendo per abitare, con la loro portata emotiva e spirituale, tutti i livelli della realtà.
In questa breve raccolta di 53 liriche, composte dal 2002 fino al 2004 e dettate telefonicamente a un caro amico, è presente l’essenza viva e pulsante di Alda Merini. Sono liriche palpabili, dense, vischiose, in cui l’amore — un amore disperato, sacro, malato, spirituale, fatto di assenze, malintesi e cumuli di rose — si insinua nella carne e diventa astrazione. Liriche in cui l’Assoluto cessa di essere trascendente e diventa concreto. Dio è un polmone che dà ristoro e si fa testimone di un intricato amore, che sconvolge, e il quale è un intero universo fatto di baci ardenti, peccati carnali, canti di uccelli, gigli, viole, rose, testamenti indecifrabili e montagne da valicare. Poesie che bruciano come tizzoni ardenti di un fuoco implacabile; la lingua della Merini alimenta questo imperituro falò dell’amore e dell’intimità, e insieme lenisce come un sacro unguento corroborante.
Se tu non vieni qui sento che la terra si sfalda e non mi dà più luce c'era un tempo lontano in cui tutto era letizia e forse era candore e forse non era niente
il tempo in cui ero felice ma adesso che tu ci sei è un rumore così tremendo il battito del cuore in un muro è un battito di mille mani che applaudono applaudono in continuazione un pianto senza speranza
"Come hai fatto a credere che io non fossi materia e fossi soltanto spirito viva di solo pensiero come hai fatto a non pensare che potevo morire per te e scendere nel buio dell'Ade senza neanche una acrima per vincere il sentimento occorrono mille tuoni e per raffreddare la carne a mano della morte in fondo questo commento storico quest'alba maltrattata questa tenebra atroce merita un'altra tomba che non sia il tuo solo corpo meritano il mio corpo gli uccelli e tutti i voli del cielo e forse uno sguardo di Dio che piange un figlio distrutto perché ha sbagliato uomo."