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Une année d'école

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Edda Marty, una muchacha osada, vive en Trieste desde hace solo dos años pero ella quisiera regresar a Viena, a una ciudad de veras en la que las mujeres pueden tratar de igual a igual a los hombres, fumar e ir al café. Harta del ambiente mezquino de las mujeres, víctima de la falta de libertad, decide hacer el último curso de bachillerato en el instituto masculino.

96 pages, Pocket Book

Published February 1, 2024

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About the author

Giani Stuparich

30 books3 followers
Scrittore italiano (Trieste 1891 - Roma 1961). Dopo aver partecipato, come il fratello Carlo, alla prima guerra mondiale, si dedicò all'attività letteraria attraverso diverse forme espressive, dal colloquio intimo, come in Colloqui con mio fratello (1925) al racconto, su tutti si ricorda L'isola (1942), ai saggi e ai libri di memorie, tra cui Ricordi istriani (1961).

VITA
Compiuti gli studî classici si trasferì a Firenze, dove collaborò alla Voce e nel 1915 si laureò in lettere; scoppiata la guerra, si arruolò volontario, insieme al fratello Carlo. Ferito e fatto prigioniero dagli Austriaci (1916), fu decorato con la medaglia d'oro. Fu per molti anni professore di liceo a Trieste.

OPERE
Stuparich, oltre che ai vociani, si riallaccia a quegli scrittori giuliani (Scipio Slataper, Carlo Michelstaedter, Italo Svevo) che hanno rappresentato con varietà e sottigliezza di analisi il contrasto romantico fra vita morale e vita dei sensi, fra volontà e istinto. Contrasto che in Stuparich si configura come vagheggiamento della donna e dell'amore quali mezzi di evasione dalla severità della legge morale, e, insieme, come nostalgia di questa legge, quale remora alle pericolose avventure del senso e del sentimento; trovando espressione in forme dapprima fra critiche e autobiografiche, di diario o di intimo colloquio (oltre a Colloqui con mio fratello, Scipio Slataper, 1922, n. ed. 1950, e Guerra del '15, 1931) e poi narrative (Racconti, 1929, n. ed. col tit. Notte sul porto, 1942; Donne nella vita di Stefano Premuda, 1932; Nuovi racconti, 1935; Ritorneranno, 1941; Simone, 1953 e L'isola).

Scrisse anche saggi (La nazione czeca, 1915), versi (Poesie. 1944-1947, 1955) e tra i libri di memorie Trieste nei miei ricordi (1948). Curò la pubblicazione degli scritti del fratello Carlo e di quelli di Scipio Slataper.

http://www.treccani.it/enciclopedia/g...

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1 (<1%)
Displaying 1 - 12 of 12 reviews
Profile Image for Sergio.
1,350 reviews133 followers
December 25, 2023
E’ la prima opera che leggo dello scrittore triestino Giani Stuparich [1891-1961] e il giudizio è ampiamente positivo grazie all’abilità descrittiva e introspettiva che lo scrittore ha saputo infondere in questa composizione.

A Trieste per la prima volta, siamo nel 1909, una ragazza dopo aver superato gli esami da privatista, viene ammessa all’ultimo anno del liceo classico cittadino suscitando interesse e interrogativi nei nuovi compagni che tuttavia, grazie anche allo spirito comunicativo ed emancipato di Edda Marty, ragazza moderna e disinvolta, non tarderanno ad esserle amici e alcuni di loro, tra i più emotivi e romantici, ad accendersi di sentimenti amorosi nei suoi confronti, ma nessuno di loro perderà di vista l’esame finale di maturità, il trampolino di lancio verso nuove scelte, verso l’età adulta.
Profile Image for julieta.
1,333 reviews42.6k followers
July 21, 2020
Una historia cortita, sobre una chica que entra en un colegio solo de hombres. Super bonita y triste historia sobre la amistad, la adolescencia, el amor, y la imposibilidad de ver a las personas sin prejuicios, más en una época en donde las mujeres no estaban en todos los espacios. Precioso libro. Me encanta el tono italiano, no se, porque la historia es triste, pero tiene un tono super ligero y te da algo más bien como melancolía bonita.
Profile Image for Malacorda.
601 reviews289 followers
August 26, 2025
Un racconto di adolescenti/adolescenza che rivela portamento ed eleganza sin dalle prime righe.
Come spesso accade per le opere di una certa qualità, la trama è del tutto ondivaga, ondeggiante e inconsistente e impalpabile, consta tutta nei piccoli episodi e nel saliscendi dell'umore dei protagonisti, e poi improvvisamente esplodono svolte e finali da tragedia greca.
Invero mi pareva una trama un po' da operetta, con innamoramenti ed esaurimenti e tentativi di suicidio e saliscendi emozionali; e invece poi leggendo la postfazione ho scoperto che tutto l'impianto è assolutamente autobiografico e solo appena un poco rimaneggiato.
Ottima protagonista femminile, precorre tutti i tempi - in modo e in senso assolutamente positivo (oltre che realistico).
Bisogna poi notare che la narrazione ha un ritmo lentissimo, pur essendoci pochissimi passi descrittivi; e anzi qui aggiungo che l'ambientazione triestina meritava descrizioni più ampie e approfondite, sia in quantità che in qualità. Media matematica dei pregi e dei difetti tre stelle e mezzo.
Profile Image for Val Lattanzio.
54 reviews23 followers
November 22, 2017
È stato di recente pubblicato da Quodlibet in edizione curatissima questo meraviglioso racconto di Giani Stuparich, “Un anno di scuola”. Racconto già amato da Montale, che ritrovava in quelle parole la più grande tradizione letteraria triestina, da Svevo a Slataper.

Racconto lirico, delicato. Ci troviamo a Trieste, nello storico liceo Dante Alighieri. Qui, un gruppo di ragazzi è pronto per l’ottavo anno di ginnasio e il relativo esame.

Finché non arriva lei. Edda Marty.

“Edda Marty parlava vivacemente con tutti, si muoveva fra i suoi nuovi compagni come se li avesse conosciuti da anni, e li trasformava.”

Edda era Maria Prebil, nella vita di Stuparich, suo giovanile amore (come tutti gli amori giovanili, serissimo e disperato).

Edda Marty arriva, e tutti s’innamorano di lei. Ognuno a modo suo. Chi scherzosamente, chi in modo scoraggiato, chi sicuro di sé. Qualcuno, per lei, morirebbe persino. Nessuno riesce a restare indifferente alla sua presenza.

Edda è una ragazza con un coraggio non da poco, per l’epoca in cui vive. S’iscrive, tutta sola, in un liceo maschile, sostiene e supera l’esame d’ingresso.

“Edda Marty camminava leggera nel mondo.”

Cammina leggera, sì, ma con il suo tumulto di fantasmi ogni sera, quando si affaccia alla finestra della sua camera e di nascosto si mette a fumare. Edda che ha voglia di tagliarsi i capelli corti e indossare i pantaloni. Edda col suo passo “ostentatamente d’uomo”. Edda che quando le chiedono la mano risponde – un ombrello in una mano, dei libri in un’altra – di non avere, al momento, mani libere da offrire.

Edda che perde sua sorella per sempre, sua sorella che ama, che vive a Vienna, sua sorella Hedwig (i nomi richiamano Ibsen, ancora e ancora). Sua sorella che le dice: Non fidarti del mondo, e soprattutto non fidarti mai degli uomini. Edda che al funerale porta uno sconveniente cappotto maschile, bianco. Il nero sarebbe stato omologazione, rassegnazione, accondiscendenza.

Edda amata da tutti, venerata. Persino suo padre non chiede altro che una sua parola, una carezza. I suoi professori.

“Non m’avete capita. Io volli essere semplicemente un vostro compagno, e voi m’avete sempre ricacciato nel mio sesso”

Edda che è un’eroina classica, una sorta di nuova Antigone.

E poi Antero, uno dei personaggi più autobiografici in cui sia possibile imbattersi. Antero è Stuparich, ragazzo dolorosamente impacciato. E tumultuosamente felice nello scoprire l’amore della ragazza, sullo sfondo di una Trieste sempre più bella, il cui orizzonte si perde tra il mare e il Carso.

I due s’innamorano, due solitudini unite.

Eros e Thanatos.

“Questa volta si fissarono. Le pupille di lei erano d’una luminosità solare, e per la sua bocca scorrevano i sentimenti come ombre morbide sui prati. Antero naufragò in tutta quella luce e per un attimo ebbe la sensazione che sarebbe stato forse meglio non esistere, perché doleva troppo; e la guardò come se implorasse la morte da lei.”

E intanto tentano di nascondere il loro amore – perché non sia sconveniente, perché non si distrugga tutto.

“Parlavano poco e mai del loro amore, ma di cose indifferenti, lontane.”

E poi neppure riescono a parlare – ci sono solo i baci, che non sembrano avere una fine.

Tutto è perfetto, idilliaco, quasi vivessero all’improvviso in una poesia.

“Se il vento se li fosse portati in alto e li avesse scaraventati in mare, così chiusi là dentro, sarebbero stati felici.”

Ma il vento non li porta via. Anzi, li scaraventa a terra con la forza della bora triestina.

Un ragazzo tenta il suicidio per amore di lei. E tutto, improvvisamente, crolla.

“Se Edda avesse sollevato un attimo solo la testa, se avesse parlato, egli era salvo, lei era salva, tutto avrebbe riacquistato le proporzioni naturali, tutto sarebbe stato come prima, come sempre.”

Ma ciò che s’incrina è impossibile da ricostruire. Il palazzo crolla con le fondamenta. Vengono a galla i dubbi, le incertezze, il bisogno d’indipendenza, le ombre dei tradimenti, gli obiettivi di una vita tanto distanti l’uno dall’altro, l’inesperienza della giovinezza.

“Egli era tanto sensibile e mite, ch’ella trovava un riposo nelle sue parole e nei suoi sguardi; era forse il solo che capisse la sua interna tristezza.”

E le loro tristezze, ecco, si separano di nuovo. Torna, ancora una volta, quell’implacabile e dolorosa certezza che ognuno si porta addosso il suo fardello di male senza poterlo dividere, senza che la condivisione possa renderlo più leggero. Almeno, non troppo a lungo. La consapevolezza che, come diceva Nietzsche, a guardare troppo nell’abisso se ne diventi parte.

Dopotutto, è solo il racconto di un anno di scuola.

Un anno di scuola che finirà. Tutti costruiranno la loro vita futura. Tutti andranno avanti, sceglieranno strade, diranno parole. Tutti diventeranno adulti. Tutti, forse, col tempo, riusciranno a dimenticare.

Dopotutto, è solo il racconto di un anno di scuola.

Che come ogni anno di scuola cambia tutti, irrimediabilmente.

http://www.armadillofurioso.it/un-ann...
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Ángel.
Author 28 books31 followers
April 30, 2013
Esperaba más de este libro después de la magistral "La isla". Quizá, de haber leído este texto en mi adolescencia, me hubiera dejado marcado. Hoy, mi contexto y el contexto de esta obra, me hacen sentir, que a pesar del magistral oficio de Stuparich, el conflicto de una mujer que busca adaptarse a un grupo de hombres, podía haber sido tratado mejor. Lástima.
Profile Image for Tiffany Starling.
84 reviews40 followers
April 10, 2024
Une année d'école raconte l'histoire d'une adolescente, Edda Marty, qui rejoint un lycée de Trieste pour son année de terminale, en 1909... dans une classe où elle est la seule fille.
Entourée de garçons, Edda va tenter d'être une simple camarade, mais sera constamment ramenée au fait d'être une fille.
Si je reconnais à Giani Stuparich un style très poétique que j'ai apprécié, la première difficulté que j'ai rencontré est la description d'Edda. J'ai trouvé qu'elle était décrite d'une manière qui manque de reflief. C'est une gamine studieuse et audacieuse, qui ne se laisse pas marcher sur les pieds, intelligente, du genre qui n'en fait qu'à sa tête, et ça nous est rappelé un peu trop souvent, d'une façon à en faire des qualités presque exceptionnelles chez une fille, comme si ça la distinguait de toutes les autres filles. Cela manque de nuance et participe à construire un personnage unidimensionnel je trouve.
Ensuite, pendant une bonne partie du livre, Edda est présentée comme responsable de tous les maux (elle sera perçue comme responsable de la tentative de suicide d'un garçon, la mère d'un autre reprochera à Edda le mal être de son fils...). La façon dont c'est dépeint, est, je pense, pour l'auteur une manière de nous montrer que peu importe son envie d'intégrer la classe au même titre que n'importe quel garçon, elle ne peut échapper à un traitement différent, et j'ai trouvé ça intelligemment amené la plupart du temps, mais j'ai été dérangé lorsque, vers la fin du livre, lorsque le personnage de Pasini l'embrasse. Ce passage est peu décrit mais les pensées d'Edda sont complètement absentes à ce moment là, on ne s'intéresse pas à son envie à elle, et elle finit par être décrite dans les passages suivants comme "se laissant embrasser". Je pense que l'idée était de montrer un personnage féminin qui n'existe qu'à travers ce que les garçons font peser sur elle, mais ici, j'ai trouvé que le récit était trop léger et gardait un ton poétique pour décrire une adolescente qui se sent obligée d'être avec ce garçon par chantage affectif.

Malgré ces points négatifs, j'ai su apprécier ce qui m'a semblé être un hymne à l'adolescence, où tout est à vif et aux personnages ardents.
Profile Image for Aurelio.
585 reviews30 followers
May 25, 2024
Piscolabis literario antes de afrontar otras lecturas más potentes
Profile Image for Soobie is expired.
7,183 reviews134 followers
October 11, 2017
Detesto riscrivere le recensioni dopo che si sono perse perché internet si è bloccato... GRRR! OK, colpa mia: troppe finestre aperte. Ma sto organizzando Lucca 2017... ^__^

Vediamo se mi ricordo cos'ho scritto.

Beh, questa è stata una sorpresa. L'ho comprato perché... non so neanch'io, ad essere onesta. Non so dove l'ho visto per la prima volta. Se un suggerimento di Amazon o di GR. Però l'autore l'avevo sentito nominare spesso sul Gazzettino. Si tratta pur sempre di uno scrittore appartenente alla regione Friuli-Venezia Giulia. Complice la brevità del libretto l'ho comprato. E mi è piaciuto molto.

Da un lato mi ricorda Goethe e il suo Werther: quell'amore che fa perdere la ragione e uccidersi. Edda e Antero si innamorano e non sono mai stanchi di stare insieme, anche se fanno finta di essere solo due compagni di classe.

Però siamo a Trieste, nell'anno scolastico 1909-1910. La città giuliana ha un cuore italiano ma appartiene all'impero Austro-ungarico. A settembre, la tranquilla vita dell'equivalente di una terza ginnasio odierna viene scombussolata dall'arrivo di Edda Marty, la prima ragazza ad iscriversi al liceo perché voleva andare all'uni. L'arrivo della ragazza cambia completamente gli equilibri che si erano stabiliti e parecchi s'innamorano di lei.

È una ragazza moderna, Edda. Il curatore ricorda come il suo nome sia un nome ibseniano (cfr. Hedda Gabler e con le donne del grande drammaturgo danese, Edda condivide un senso di libertà e di decisione - ma anche una forza interiore - che non è comune alle protagoniste dei romanzi dell'epoca. Vuol far parte del gruppo ma non perché è una ragazza, ma i ragazzi non gliene permetteranno. Come dice lei verso la fine:
«No, voi non mi avete mai, neanche tu Momi, presa per il mio verso. Non m'avete capita. Io volli essere semplicemente un vostro compagno, e voi m'avete sempre respinto e ricacciato nel mio sesso, mi avete costretto a restar donna perché vi facessi male.»
Il male arriva: uno dei loro compagni cerca di uccidersi ed Edda si sente in colpa tanto che lei e Antero non riescono più a parlare tra di loro e si lasciano in un modo molto triste, anche se veritiero.

Edda è anche un simbolo di Trieste, forse. Padre tedesco, madre slava ma cuore italiano, in quel miscuglio di etnie che hanno attirato perfino James Joyce, che nella Trieste del primo Novecento ha vissuto parecchio.

C'è un altro passaggio che mi è rimasto impresso. Edda ha una sorella che sta morendo di TBC e proprio mentre è a letto dice alla sorellina:
«Mantieni la tua libertà di coscienza e d'azione, è preziosa e noi ce la siamo conquistata a duro prezzo. Ma sappila usare, meglio di me che l'ho sprecata. Non fidarti del mondo. L'altro pericolo che abbiamo noi è d'illuderci facilmente, di credere a tutto. No, non credere agli uomini se prima non t'abbiano dato una grande prova. Non fidarti del loro amore, della loro bontà apparente, essi sono buoni fin che hanno ottenuto il loro scopo; essi, i maschi, t'attornieranno perché non sei una donna comune, ti cercheranno perché hai una coscienza libera; ma appena potranno, se tu cedessi loro, essi ti torranno la tua libertà.»
Soobie, avresti dovuto ascoltare e imparare anche tu...

Beh, adesso vado a recuperare gli altri romanzi di Stupàrich.
Profile Image for Chiara.
82 reviews
January 6, 2022
*3.5*
Ho letto questo libro per scuola e la storia è carina, Edda Marty è la prima ragazza ammessa a frequentare l'ottava classe e successivamente ad andare all'università. Edda è mezza tedesca mezza slava e da Vienna si trasferisce a Trieste dove dovrà affrontare la morte della sorella Hedwing e problemi amorosi con diversi compagni che rimangono stregati dalla sua bellezza e dalla sua semplicità.
Alla fine del testo trionfa l'amicizia che lei è riuscita a costruire con i ragazzi che frequentano il suo corso e viene descritto il futuro di ciascuno che prenderà strade diverse.
This entire review has been hidden because of spoilers.
524 reviews1 follower
July 12, 2023
Racconto che mi ha catturata subito e vista la brevità ho letto velocemente.

"Trieste, 1909. Una ragazza ottiene, per la prima volta, l'accesso all'ottavo anno del ginnasio, passaggio obbligato per accedere agli studi universitari e conquistarsi un futuro di libertà e indipendenza. Sola femmina tra venti allievi maschi, catalizza inevitabilmente le attenzioni e le emozioni di tutti: ognuno, a suo modo, si innamorerà di lei, di quella figurina che vorrebbe essere nulla più che una compagna di studi e di scherzi spensierati, una voce nel coro concorde della classe."
Profile Image for Fabrizia.
64 reviews1 follower
December 13, 2019
Forse avrei dovuto leggerlo al liceo (infatti è una lettura che my son deve fare per le vacanze) - perché l'ho trovato scontato (storia e personaggi) e vecchio. E finisce così di botto, ho girato pagina e la successiva era bianca. Due stelle solo per qualche immagine interessante.
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