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La destra italiana: Da Guglielmo Giannini a Giorgia Meloni


Le elezioni del 2022, per la prima volta nella storia repubblicana, hanno dato a una formazione esplicitamente di destra la maggioranza relativa. Questo significa che l'Italia è diventata un paese di destra o magari lo è sempre stata? E cosa farà Giorgia Meloni di una simile chance? Indulgerà agli umori illiberali della tradizione neofascista? Coltiverà il populismo sovranista? O costruirà un partito conservatore di stampo liberale?



Quella della destra italiana dopo il fascismo è una storia tortuosa. Che, nei decenni del dopoguerra, va dai qualunquisti di Guglielmo Giannini agli orfani della monarchia, dal Movimento sociale italiano ai liberali di Giovanni Malagodi. E che poi, con la seconda Repubblica, approda al populismo liberale di Silvio Berlusconi, alle leghe nordiste, al tentativo di Gianfranco Fini di trasformare l'eredità neofascista in un moderno conservatorismo e, oggi, alla scommessa di Giorgia Meloni. Ma dietro le destre, c'è il paese al quale esse si rivolgono. E cioè una 'maggioranza silenziosa' che nel dopoguerra era stata estranea alla religione dell'antifascismo, tradizionalista, talvolta reazionaria, anticomunista e che finiva per votare 'turandosi il naso'. Un'opinione pubblica che porta fino ai giorni nostri la sua diffidenza nei confronti della politica e dei partiti, l'ostilità verso le élites, la permeabilità ai messaggi populisti. È facile cadere nella tentazione di giudicare questa parte del paese 'arretrata', incolta, umorale, senza capirne le ragioni, tanto più che ha sempre espresso un elettorato senza tessere e senza fedeltà ideologiche, dunque pronto a cambiare bandiera. Una mina vagante per la stabilità del paese o una sorta di sua coscienza critica? Un popolo da rieducare o da ascoltare? Giorgia Meloni, che da quel popolo trae non pochi consensi, dovrà fare le sue scelte.

162 pages, Kindle Edition

Published September 22, 2023

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About the author

Paolo Macry

21 books
Paolo Macry è professore emerito di Storia contemporanea all'Università di Napoli e, dal 2018, collaboratore de Il Mattino. Tra le sue opere, "Unità a Mezzogiorno. Come l'Italia ha messo assieme i pezzi", "Quando crolla lo Stato. Studi sull'Italia preunitaria".

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Profile Image for Federico Pani.
179 reviews10 followers
January 13, 2026
Nella storia della Repubblica italiana si contarono tre tipi di destre: neofascista, conservatrice e populista. Comprensibilmente, per molti anni dopo il 1945, quelle destre non ebbero vita facile: il mito fondatore della Repubblica, la Resistenza, fu «monopolio» della sinistra, che poté negare agli avversari, anche arbitrariamente, la patente di antifascismo. Dal canto loro, le destre si resero colpevoli di insanabili ambiguità: pur presente in Parlamento, il Movimento sociale italiano non seppe rinunciare alla nostalgia per il Fascismo (pagine interessanti sono dedicate alla «sconfitta di piazza» del 1960, che fece cadere il Governo Tambroni, formato coi voti decisivi dell’Msi). Sorte migliore non toccò al Partito liberale, le cui istanze non fecero mai breccia tra gli italiani e, al più, furono recepite dalla Democrazia cristiana. Proprio la Dc, la Balena bianca che tutto ingoiava (specie le istanze degli avversari), approfittò dello stallo al centro per governare ininterrottamente la Repubblica per oltre 40 anni; anche perché nemmeno il Pci avrebbe mai potuto formalmente governare (esistevano ancora la Cortina di ferro e il Muro di Berlino). Con la fine della Prima repubblica – caduta anche per la mancata alternanza al potere – si arriva alle promesse populiste e liberali di Berlusconi (che, fa notare acutamente Macry, seppe dire agli italiani che andavano benissimo com’erano, rovesciando il paradigma pedagogico della Prima repubblica); al mito regionalista e securitario della Lega Nord; alla fallita conversione moderata di Gianfranco Fini; al populismo movimentista grillino: grandi successi, sì, ma anche grandi delusioni (la fine del ventennio berlusconiano, la crisi elettorale del M5s, ecc). In ultima analisi, il libro certifica un fatto: l’Italia è stata, ed è tuttora, un Paese dove esiste una maggioranza conservatrice, non particolarmente ideologizzata, volubile ma non estremista: una maggioranza che sta dietro anche al successo elettorale del 2022 di Giorgia Meloni. La sfida di chi governerà, soprattutto da destra, sarà mantenere il consenso di questa parte maggioritaria del Paese.
Profile Image for Gabriele Coltorti.
24 reviews2 followers
July 15, 2024
Libro interessante: l’autore prende in esame la storia della destra italiana e parallelamente analizza con lo sguardo lungo dello storico attento alla complessità del reale quella vasta area di opinione pubblica italiana - non antifascista ma neppure fascista - che è sempre stata disposta a vivere sotto diversi regimi politici pur di salvaguardare i propri interessi e valori conservatori. Manca un’analisi del Partito repubblicano, che, come il partito liberale ma lievemente più a sinistra, cerco’ di riscuotere consensi anche nell’elettorato conservatore di destra.
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