Una lettura interessante, che ero curiosa di affrontare dopo aver letto "Io sono Giorgia". Affronto sempre questo tipo di letture con apertura mentale e curiosità, senza pregiudizio, altrimenti si corre il rischio di non leggere davvero, di non voler nemmeno provare a capire un messaggio o un concetto. Qui, di concetti, ne sono affrontati tanti, che sono cari al presidente del Consiglio e ne parla appassionatamente come nella sua autobiografia (ovviamente, sempre riservando stoccate qua e là rivolte all'opposizione, specialmente nel mettere a confronto i due operati nei vari campi): il concetto di patria e patriottismo, l'amore verso la nazione e la difesa delle radici giudaico-cristiane. Ma anche il tema dell'immigrazione, dell'Europa, del lavoro in Italia, le sue condizioni e ipotesi di miglioramento, l'ambiente (una parte che mi è piaciuta molto, ammetto), l'agricoltura e l'importanza delle infrastrutture. Sallusti pone domande e quesiti a cui seguono risposte dirette e concise, ed altre più aperte, da cui si approfondiscono concetti. È un libro-intervista, la chiave ed il ritmo di lettura sono proprio questi: una chiacchierata, svoltasi nell'arco di diverse settimane e in diverse sedi, in cui il giornalista cerca di mettere un po' più in luce la figura della prima presidente del Consiglio italiano, poche settimane dopo la sua investitura, e verso la quale, è evidente per sua stessa ammissione, che provi stima e fiducia. Ma ci sono anche lati più umani che Sallusti cerca di mostrarci, e che la Meloni stessa aveva cercato di far conoscere. Perché, oltre alla figura politica, c'è anche un sistema di vita familiare con abitudini e routine che inevitabilmente vengono stravolti e richiedono rinunce. In particolare questo è il tema della figlia Ginevra, e sono stata colpita nel leggere che, al di là del senso del dovere che la sua carica le impone, non le piace come sia cambiata la sua vita dopo la sua ascesa politica e come le manchino le cose più semplici. Tutto sommato, per me, una lettura interessante.