Raccolta che profuma di sottobosco, selci, terra, fiume. Letta sotto una volta splendente di fronde verdi, a contatto con la corteccia e il muschio, ogni tanto con lo scorrere infinito dell'acqua accanto. Tutto quello che è già vita prende vita. In questi versi si percepiscono le sfaccettature dell'animo umano, in scambievole simbiosi col bosco, o una sua metamorfosi invisibile.
Di seguito alcune poesie:
Non inghiotto piú carboni ardenti
come fossero sorsi d'acqua pura,
ho imparato ad andarmene
prima di bruciare viva,
io qui sto in una comunità di alberi
che mi precede nel silenzio,
e so di un luogo dentro ognuno di noi
piú piccolo della capocchia di uno spillo
disarmato e solo, franabile
ma dove quando hai perso tutti,
come in una nevicata, posata la neve,
non c'è nient'altro che la sorpresa,
il nuovo mondo vuoto e sereno
le mani inoperose la schiena leggera,
e benedetta sia la scoperchiatura che fa la gioia.
Questo alfabeto celeste
delle tue variazioni
da cui lontana è la ragione
un po' meno il torto
che sa alloggiare la coscienza.
Seduta sulla panca dura
in ascolto allungato
di quello che le corde
fanno pronunciare all’aria:
benedetto il costante urtare
contro una porta aperta.
Le parole stanno zitte
le sento nascoste sotto la pelle
muoversi confusamente
ma non si pronunciano.
Sono acerbe forse
o forse sono assordata
da voci imperiose.
Le parole non mi chiamano
hanno la gioia in gola
limpida scintilla in ogni cosa.
Tra le mani contadine
bagliore raccogli-mondo
presto vieni.