Autrice di racconti, saggi, poesie, attivista per i diritti civili, «pacifista combattiva» (secondo la sua stessa definizione), Grace Paley è stata una delle figure intellettuali più originali degli Stati Uniti del secondo Novecento; vissuta sempre ai margini dell’establishment letterario, è oggi considerata un classico.
Quest’antologia raccoglie una cinquantina di poesie – pubblicate fra gli anni Ottanta e Novanta – in cui si distilla perfettamente la sua sensibilità di scrittrice capace di trasformare il personale in politico, di far risuonare nella sfera intima e familiare il pulsare di un mondo condiviso. Grace Paley fa poesia portando i bambini al parco, ascoltando le chiacchiere dei vicini, camminando per il quartiere, raccontando storie di famiglia. La cultura ebraica, la New York working class e multilingue, i ricordi di infanzia si mescolano in versi che celebrano senza retorica, ma con la cura sottile dell’artista, la faticosa bellezza del vivere insieme: fra generazioni, specie, generi e tradizioni diverse.
Non c'è libertà senza paura e senza coraggio non c'è libertà a meno che la terra e l'aria e l'acqua non continuino e continuino anche i bambini È responsabilità del poeta essere donna tenere d'occhio questo mondo e gridare come Cassandra, ma stavolta farsi ascoltare