"Azadi! Azadi! Azadi!", "Libertà! Libertà! Libertà!": è questo il grido che ogni giorno si leva nei corridoi della prigione di Evin a spezzare per un attimo il muro di pianti e lamenti che risuona incessante. Evin 209 è il settore del carcere di Teheran in cui vengono rinchiusi gli oppositori del governo iraniano ed è lì che il 28 settembre 2022 Alessia Piperno viene incarcerata. Alessia sta viaggiando in Iran quando scoppiano le proteste per la morte della giovane Mahsa Amini. La situazione precipita e, senza conoscerne il motivo, si ritrova imprigionata in una cella insieme ad altre sette donne, con le luci al neon sempre accese e solo una coperta come letto. In quel luogo senza speranza, Alessia non può che aggrapparsi all'amore per la sua famiglia e al ricordo dei suoi viaggi per il mondo, grazie ai quali ha imparato ad abbracciare la bellezza della vita. In quella cella spoglia, in cui sarà rinchiusa per 45 lunghissimi giorni, Alessia troverà un briciolo di quella bellezza nella solidarietà delle sue compagne, donne dal cuore grande e dalle speranze tradite che non si rassegnano al loro destino: "Cantare Bella ciao è illegale in Iran, ma non ci importa. Io canto in italiano, loro in farsi. Gridiamo per la libertà che ci è stata sottratta, per la nostra dignità, per la giustizia che ci è negata. Gridiamo per l'amore che ci manca, per la famiglia che abbiamo lasciato. Gridiamo per la paura che ci pervade, per la sofferenza che ci distrugge. Gridiamo per i nostri sogni spezzati, per il presente che ci è stato rubato. Gridiamo, noi tutte, anche se le nostre voci rimarranno inascoltate, noi urliamo, per ricordare a noi stesse che sì, noi esistiamo". "Azadi!" è una storia di grande coraggio, un manifesto del potere salvifico del viaggio, un racconto appassionato che ci ricorda che la libertà che noi diamo per scontata così scontata non è.
L'incubo della prigionia e la vita da travel blogger si mescolano in un racconto di una delicatezza unica. Alessia riesce a toccare il cuore di chi legge quasi fosse un'amica, tornata a casa. Non sono una lettrice rapida in genere, eppure ho letto le 500 pagine in meno di 3 giorni. Consiglio la lettura soprattutto a chi ha vissuto (o vive ancora) una vita da fuori sede
Un romanzo che conquista il cuore e rapisce l’anima. Certi passaggi del libro fanno tanto male ed è come se ricevessi un pugno allo stomaco, ma sono del parere che bisogna conoscere. La conoscenza e l’informazione sono le uniche armi contro l’ignoranza e la crudeltà umana. Grazie Alessia per aver condiviso la tua storia.
Alessia non racconta solo le sue avventure di viaggio e la sua esperienza da prigioniera ma mette in luce l assurda verità di come il posto in cui si nasce possa segnare il proprio destino. Ammirevole come nonostante tutte le sofferenze Alessia abbia trovato la forza di non rinunciare ai propri ideali. In un posto che è come l’inferno lei ha vissuto di speranza. Fa riflettere!
E' un libro forte che fa fermare il lettore a riflettere su quanto sia fortunato a poter vivere dalla parte giusta del mondo. Mi sono ritrovta ad empatizzare con la protagonista al punto da avere le lacrime agli occhi durante la lettura. Mi sono ritrovata ad apprezzare la bellezza dell'alternarsi dei ricordi del viaggio tra Pakistan ed Iran, ed alcuni autobiografici che ci spiegano il suo percorso, con la descrizione dei momenti crudi della prigionia. Purtroppo mi sono ritrovata a non sopportare se non quasi odiare alcune delle altre prigioniere, a trovare assurdo quanto sia marcata la differenza tra i paesaggi e il modo di fare delle persone normali, con il modo di porsi delle figure di legge. Trovo inoltre assurdo che certe realtà esistano ancora e che nessuno si muova per poter mettere fine tutto questo. Rimane un racconto crudo ma molto appassionante.
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Ho "conosciuto" Alessia nei video di viaggi di Angela e Paolo di Beyond the Trip e subito mi ha affascinato. Scambiandoci due parole sui social ho "incontrato" una ragazza estremamente simpatica, molto dolce, formata da innumerevoli viaggi ed esperienze pazzesche in tutto il mondo. Alessia ha viaggiato in Iran (come in tanti altri luoghi) da sola, e non nego che all' inizio ero un po' preoccupata di sapere una donna sola, straniera, viaggiare attraverso una terra che ho sempre letto essere ostile, soprattutto nei confronti del genere femminile, dalla fondazione del regime teocratico in poi. Eppure Alessia è riuscita a farmi viaggiare oltre il pregiudizio, portandomi con sé nei suoi post e nei suoi video esilaranti ed emozionanti. Fino al giorno del suo arresto, quando ogni mia paura è diventata realtà. In questo libro estremamente intimo e personale Alessia racconta della sua prigionia nel carcere di Evin a Teheran, ma soprattutto racconta di come è riuscita a sopravvivere, curando le ferite con il ricordo dei suoi viaggi e delle persone a lei care. Alessia racconta di tutte quelle donne che, dopo l'efferato assassinio di Mahsa Amini, hanno deciso di parlare, cantare, urlare, manifestare, pagando spesso con la vita il prezzo della loro libertà. Alessia è stata liberata, ma la popolazione iraniana lotta e muore ancora.
Un viaggio dolorosissimo nella prigione di Evin, in Iran. Un diario di viaggio nel tormento, ma anche nella forza di centinaia di donne iraniane che lottano per la Libertà (Azadi). Alessia Piperno racconta un prima persona la sua esperienza come ostaggio in Iran ma anche come viaggiatrice nel mondo, facendoci immergere totalmente nella sua sofferenza e nella sua forza. Un libro che ci ricorda il valore dalla Libertà.
Un libro interessante, ma per quanto mi dispiaccia per l'autrice, non sono riuscita a sentirmi in sintonia con lei come personaggio. Stilisticamente, il libro non mi è piaciuto. Però apprezzo il messaggio e il fatto che l'autrice abbia voluto condividere la propria storia e quella delle altre ragazze prigioniere.
"Pensavo che viaggiare in terre lontane, raggiungere altri continenti stando distante da casa, mi facesse sentire un essere libero. Come se la libertà fosse solo una questione di spostamento. Ma solo ora realizzo di essermi sempre sbagliata. La libertà non è nell'atto di viaggiare, la libertà è questo stesso momento. E' il vento che accarezza il mio viso, i capelli che si agitano nell'aria, il pensiero della calorosa accoglienza che mi riserveranno la mia famiglia e i miei amici. E' il battito gioioso del mio cuore, il profumo del mondo, e il cielo, sì, il cielo che è tornato a essere infinito sopra di me."
Alessia Piperno è rimasta per 45 lunghi giorni nel settore 209 del carcere iraniano di Evin, riservato agli oppositori politici. Quarantacinque giorni con una coperta come letto, cinque minuti d'aria due volte a settimana, pillole, soprusi e violenze. E un grido incessante che risuona tra le mura: "Azadi!", "libertà" in lingua farsi. Ma questa non è solo una storia di prigionia. E' una storia di solidarietà femminile, di coraggio, di superamento delle barriere linguistiche, di condivisione, di resistenza.
Cinquecento pagine lette a rilento perchè, nonostante lo stile fresco e semplicissimo, questa storia è pesante come un macigno e merita d'esser letta con lentezza, come lento è stato il tempo di Alessia tra le mura di Evin. Arriva diretta e senza fronzoli ed è adatta a chi dà più peso al contenuto che alla forma. "Il cambiamento inizia con la consapevolezza" e leggere la storia di Alessia è diventarne custodi.
Ho deciso di leggere questo libro dopo l’arresto ingiustificato di Cecilia Sala. Ho iniziato a leggerlo ma mi sono subito persa nei viaggi di Alessia tant’è che ho iniziato a seguirla su Instagram e mi sono guardata tutti i suoi post. Nel suo libro Alessia Piperno alterna i ricordi dei suoi viaggi e dei suoi incontri con la crudeltà della sua detenzione ed io ho fatto lo stesso. Ad ogni suo ricordo di un viaggio, un incontro sono andata a spiare i suoi post, ed ho sorriso, mi sono commossa e mi sono riempita gli occhi di tanta bellezza. Ho usato queste pause dalle soffocanti violenze e prevaricazioni all’interno del carcere di Evin per respirare, e lo consiglio a tutti.
Non mi sorprende l’esistenza di carceri inumane e neanche che per certe dittature avere della merce di scambio è più che utile ma fa comunque male al cuore leggerle queste cose, doverle affrontare seppur solo leggendole.
Adesso è più importante che mai che la nostra Cecilia Sala torni a casa.
Era da tanto che volevo leggere questo libro, ho sempre rimandato in quanto avevo paura che mi angosciasse eccessivamente. Poi l'arresto di Cecilia Sala mi ha definitivamente convinta, volevo saperne di più sulla prigione di Evin e su quello che accade lì dentro. Una testimonianza molto toccante, mi ha tenuta incollata alle pagine fino alla fine, uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Grazie Alessia per questo racconto, grazie per essere stata così coraggiosa, grazie perché non hai mai perso la voglia di vivere, il tuo libro trasmette perfettamente tutta la paura dell'arresto, l'angoscia della prigionia e la gioia per la libertà ritrovata. Non posso fare altro che consigliarlo, non una lettura leggera, ma necessaria, affinché nessuno dimentichi cosa succede ogni giorno, sotto i nostri occhi, dall'altra parte del mondo.
Ho iniziato a leggere il libro senza aspettative, anzi, con un pregiudizio visto che era "l'influencer".
Eppure mi sono ricreduta già al 2' capitolo.
È una storia di vita, liberta e prigionia. Un libro forte, claustrofobico a tratti, che ti fa empatizzare in tutto e per tutto, che ti fa sentire fortunato di essere nato "nella parte giusta del mondo".
Ci sono state pagine in cui, mancando il respiro ad Alessia, mancava anche a me. Pagine in cui solo la parola "cielo" ti faceva sentire la stessa sensazione dell'aria fresca di montagna sulle guance.
Un equilibrio perfetto fra ricordi, racconti di luoghi lontani e parole di disperazione.
Un canto infinito Un grido disperato: Zan, Zendegi,Azadi. Donna,vita,libertà.
Ricordo le proteste e provavo rabbia sgomento e ammirazione per le donne iraniane. Sono una lettrice lenta ma questo libro l'ho divorato in tre soli giorni. Mi ha portato con il cuore a condividere le esperienze vissute gli incontri con le persone. Ho visualizzato montagne fiumi e vallate che non vedrò mai. Ho conosciuto le donne iraniane che ammiro che nonostante la Mancanza di libertà vivono amano studiano E combattono il.potere senza arrendersi. Ancora una volta l'oppressione di un popolo, la democrazia e la libertà non sono nulla di scontato.
Libro letteralmente divorato in pochissimi giorni, posso senza dubbio affermare che fin'ora è il miglior libro letto quest'anno. Conoscevo poco la storia di Alessia e della sua esperienza di reclusione ad Evin, ma le sue parole ti entrano dentro lasciando un segno profondo. Più che una semplice lettura è stato un viaggio attraverso la riscoperta di quanto sia importante non dare per scontato la nostra libertà, e di come molte cose che ci sembrano assurde sono in realtà ancora la vita quotidiana in posti di cui, almeno io, conoscevo molto poco. Una lettura dura ma consigliatissima.
Questo non è un libro che parla di prigionia. Questo è un libro che parla di libertà. Libertà che troppo spesso diamo per scontata. È una promessa fatta da Alessia alle sue compagne di cella. È un libro incredibilmente potente, che mi ha fatto emozionare e commuovere più di una volta tanto da doverne interrompere la lettura. Ma è anche un libro che mi ha fatto venire voglia di viaggiare in Pakistan, Paese che non avevo mai preso in considerazione prima.
Un libro scritto molto bene, con uno stile semplice e scorrevole, che se si ama viaggiare vi conquisterà. Un libro che parla di avventura, con capitoli pieni di libertà e luce in cui Alessia parla dei suoi viaggi, e capitoli molto oscuri, in cui racconta i 45 giorni trascorsi in carcere in Iran. L’ho trovato un bellissimo libro, che ho accompagnato a ricerche su Google Maps per scoprire i bellissimi posti descritti dall’autrice.
La protagonista e autrice ci consegna un prezioso - e libero - documento sulla situazione politica e sociale iraniana e in particolare sul carcere politico di Evin. Oltre ad avermi insegnato moltissimo, quest'autobiografia mi ha coinvolto, sia per lo stile estremamente scorrevole sia per la sincerità con cui sono descritte le emozioni.
Un très beau témoignage de son expérience en prison en Iran.
J’ai bien aimé que les passages dans la prison et les conditions horribles s’alternent avec des passages de voyages dans le pays et d’expériences avec des personnes locales et autres touristes. J’ai aimé la mosaïque que ça a créé et cela montre bien la mentalité de l’autrice.
Letto in questi giorni di detenzione di Cecilia, è assurdo che in Iran ancora oggi ci sia una polizia religiosa con il potere di arrestare e detenere chiunque sulla base di flebili sospetti, senza la possibilità di farsi assistere da un avvocato. Dovrebbe essere la comunità internazionale a protestare e ad agire per far cambiare le cose
Ho divorato questo libro in soli 3 giorni e ho tentato in tutti i modi di non piangere, ma senza successo. Alessia mi ha condotta per mano in Australia, Pakistan, Iran e fino alla prigione di Evin, con lei e vicino a lei e alle sue compagne di cella. Una storia che, per fortuna, non dimenticherò mai. Grazie Alessia per averla raccontata.
*E ora che mi trovo in questo luogo privo di speranza, mi aggrappo a quei ricordi per non dimenticare che la vita è fatta di sorprese e di meraviglie, e che la libertà e la felicità non sono mai troppo lontane, se si sa dove cercarle. ** Libertà.
Alessia la seguo da tantissimi anni sui social, il suo libro mi ha davvero emozionata e tenuta incollata alle pagine. Un alternarsi tra tristissima prigionia con trattamento davvero disumano e suoi racconti di viaggio interessanti. Lo consiglierò a chiunque.
Una storia dolorosa raccontata bene da chi l'ha vissuta in prima persona. Mi sarebbe piaciuto un maggiore approfondimento sulla situazione Iraniana, ma questo libro è più un diario di un Viaggio dentro la terribile prigione di Evin.
Racconto molto crudo e ricco di dettagli, capace di coinvolgere profondamente: mi sono immedesimato nella vicenda di Alessia e ancora rabbrividisco al pensiero che nel mondo esista tanta malvagità
Bisognerebbe far leggere questo libro nelle scuole per educare e far conoscere la realtà Iraniana ai ragazzi. Alessia ha descritto alla perfezione anche il suo stato emotivo, fondamentale per comprendere a pieno quello che ha vissuto. Felice di averlo letto.