Milena è una piccola balena grigia in una famiglia di balene azzurre. Durante una migrazione si perde e comincia il suo viaggio per ritrovare casa. Ogni tappa è un incontro straordinario, lo scambio di un dono intangibile e preziosissimo. Ogni tappa lascia il segno di lei sull'altro e dell'altro su di lei. Ogni tappa la spinge più lontana da casa, e paradossalmente più vicina. Una storia lieve e commovente sulla diversità, l'accettazione e i grandi misteri della vita, primo fra tutti la strada verso la Felicità.
Ciao! Questa pagina ora ha il mio nome e cognome, ma prima era Labibliotecadidaphne. Su TikTok, Instagram e Twitch mi trovate ancora con il mio nick!
Questo è un profilo dedicato alle recensioni dei libri che leggo e di cui parlo sui miei canali; so che non è il massimo dato che le due cose si sono fuse, ma sono sempre io e penso che, nel bene e nel male, l'impressione che avreste di me non cambierebbe.
Mi (ri)presento... Mi chiamo Meg, ho 30 anni e vivo in Trentino con mio marito e il mio cane. Amo il fantasy e il romance, meglio se insieme, e scrivo avventure per Piccoli (ma anche per tutti i Grandi che hanno voglia di fare un passo indietro nel tempo). Benvenut3!
È difficile essere completamente oggettiva davanti a un'opera che hai visto nascere, crescere e poi presentarsi nel tuo iPad pronta per essere presentata al pubblico, ma cercherò di farcela. Milena insegnami la felicità è l'opera d'esordio dell'autrice Megi Bulla (brividi) e narra la storia di una balena grigia dalla pancia bianca in un mare di balene blu. Durante LA migrazione Milena si perde e finisce catapultata in un'avventura che la porta a conoscere tantissimi nuovi amici.
È una storia per bambini, anagrafici o cresciuti. È un modo di stringersi in un abbraccio per qualche ora. È un libro in cui trovare un dubbio, una riflessione o una Paura che ci appartiene e che ci fa sentire "sbagliati". Può aiutare a perdonarci e a essere un po' più gentili con noi stessi.
Si può piangere per delle illustrazioni? Onestamente, si. Io l'ho fatto. Grazie al talento con il quale Eleonora De Pieri ha arricchito queste pagine.
Grazie a Meg per averci dato questa storia. Sarebbe un onore vederti fiorire da lontano, io ho la fortuna di crescere nel vaso vicino al tuo ed è tanto bello.
Non pensavo di poter mai dire una cosa del genere eppure eccoci qua: il libro di Poesie di Giorgia Soleri in confronto a questo libro è il Canzoniere di Petrarca.
Questa cosiddetta fiaba d'autore, o come si vuole definire, farebbe venire una sincope ad Hans Christian Andersen per quanto è scritta male.
Una storia talmente insulsa e con una trama talmente banale che possono essere battuti solo da una morale scadente e che non insegna nulla.
Non sono riuscita a terminare il libro perché ho troppo rispetto nei confronti della mia persona e non voglio sprecare altro tempo dedicandomi alla lettura di tale libro.
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A distanza di due giorni mi sento di confermare ciò che ho scritto leggendo nuovamente questo libro, questa volta dall'inizio alla fine anche perché "la fine è solo un inizio guardato a testa in giù".
Se possibile ho trovato il libro anche peggio di ciò che pensassi.
Vi dirò, non leggerei Milena Insegnami la felicità a mio nipote. Ho letto Milena, l'ho anche riletto prima di scrivere queste parole e ammetto che, dispiace anche a me dirlo, non mi ha trasmesso nulla. Non ho pianto, non ho sorriso, non mi sono emozionata. È stata una lettura piatta. Io in primis sono sconvolta dalle mie parole. Io sono una dalla lacrima facile, ma solo quando si parla di animali. Piango, piango come una fontana quando nei film o nei libri muoiono degli animali. Piango di brutto. Con Milena insegnami la felicità, niente. Ed è per questo che ho riletto il libro due volte, la seconda con più attenzione, isolandomi e dandogli la giusta attenzione che magari non avevo concesso alla prima lettura. Nulla. Io sono sicura, se mai dovessi leggere questa storia a mio nipote, rimarrebbe molto più affascinato dai disegni che dalla storia. Le illustrazioni sono bellissime, nulla da dire al riguardo. So che sono fatte una per una a mano con acquarello, e si nota.
È necessario fare un disclaimer, era da tanto che non ne facevo uno, ma in questo caso è doveroso. La mia è un'opinione personale, è come tale va rispettata. Non tutti hanno le stesse reazioni, ergo un libro può piacere o meno. Le emozioni sono soggettive, altrimenti sai che noia un mondo tutto uguale?! Nel momento in cui Meg, che tra l'altro apprezzo tantissimo per il lavoro che svolge sui social, ha deciso di pubblicare un libro, esponendosi, sin da subito è stata consapevole che ci sarebbero state recensioni positive e recensioni negative. La mia è una via di mezzo, perché comunque trovo il libro un'ottima favola della buonanotte. Capisco che molti di voi sono affezionati a Meg, ma commentare le recensioni negative lo trovo di cattivo gusto e irrispettoso nei confronti della persona a cui il libro non è piaciuto, così come trovo di cattivo gusto e irrispettose le persone che deridono i lettori il cui libro è piaciuto ed hanno pianto.
Vorrei dire che ho pianto, come il 99% delle persone che ha letto questo libro, ma sinceramente la lettura non mi ha smosso un bel niente.
La storia di Milena è praticamente quella di Nemo, ma versione balena. La protagonista è la stessa di un qualsiasi libro di melma: emarginata ma "graziosa, amabile e dolce", sempre in versione balena, e soprattutto è una fangirl amante dei libri, cosa che strizza l'occhio al booktok.
Il libro dovrebbe essere una favola della buona notte destinata a grandi e piccini, Milena incontra tanti animali e di fatto la struttura di ogni capitolo è rivolta ai bambini che possono imparare a conoscere le caratteristiche principali di tutti i pesci con cui Milena fa amicizia. Inoltre, tutto il romanzo dovrebbe essere un pretesto per parlare di discriminazione.
I problemi sono diversi. Il linguaggio a volte è estremamente banale, altre volte invece il registro si alza senza una ragione. Alcuni passaggi sono esageratamente didascalici: se sono una persona adulta e leggo una favola, posso capire da sola il sottotesto, e se invece a leggerla sono i bambini, non è comunque necessario esplicitare che Milena parla in realtà di discriminazione. Anche perché NON È VERO, si parla di discriminazione a inizio e a fine libro, durante i vari incontri di Milena ci si dimentica quasi che lei è "una balena bianca in mezzo a un mondo di balene blu" Nelle battute finali della storia, si ritorna sul tema principale quando si svela quello che viene trattato come il grande mistero del libro, di cui a me, onestamente, proprio non interessava. Trovavo molto più interessante sapere se Milena avrebbe ritrovato la sua famiglia e a tal proposito mi aspettavo una riflessione più approfondita sull'inquinamento degli oceani (anche questo tema in realtà viene appena sfiorato).
Ho inoltre trovato alcuni punti poco logici, con discorsi che si contraddicevano dopo alcune pagine. Ma soprattutto ci sono TANTISSIME ripetizioni... ritornano le stesse frasi, come formule, posso capirlo in un racconto per bambini, in una favola. Il problema è che tornano le stesse frasi, le stesse parole ripetute infinite volte nella stessa pagina. Mi sono chiesta se qualcuno abbia riletto il libro prima di pubblicarlo perché in alcuni punti la scrittura risulta proprio carente.
Ciliegina sulla torta: un riferimento queer totalmente a caso "chissà se papà Ettore e mamma Viola si completavano come Ines e Bertha".
In conclusione, no, non ho apprezzato Milena. Tanti accenni a temi importanti, che davvero sarebbero stati adatti a una favola per bambini e adulti, ma nessuno sviluppo, nemmeno la trama in realtà è approfondita perché il finale è troncato di netto con una conclusione sbrigativa e retorica. Una nota positiva per le illustrazioni che alzano la valutazione a 2⭐.
È molto difficile tradurre ciò che provo in questo momento, dopo aver appena finito Milena, in parole.
È una storia che ti fa scavare nel profondo di te stessə, ti distrugge, ti ricompone, ti fa piangere (e non poco, papà Ettore non scherza), ti fa ridere, ti fa divertire, ma soprattutto ti fa riflettere.
Carlo non ti stressare così tanto, prendi le cose con più calma, sei bravissimo a fare ciò che fai, ricordati che è importante trovare un po' di tranquillità ogni giorno. Caro Rey, so che è difficile chiedere aiuto, ma mi raccomando fallo più spesso da ora in poi, ne sarai grato! Selly cara, anche io sono un po' scorbutico come te, ma vedrai che Dura sarà per te quell'amica con cui puoi confidare tutto, mi raccomando non perderla mai.
E cara Meg, cuoricino bello, dedico parte di questa recensione anche a te perché sì, perché anche tu sei parte di questa piccola, grande, coccola. Ho sentito la tua emotività, il tuo interessarti delle persone, il tuo cuore grande grande. Ho sentito proprio te, in ogni parola, e ti ho rivista e percepita in ogni pagina. Non riuscirò mai a ringraziarti abbastanza per averci donato questa balena grigia dalla pancia bianca. 💕🐋
P.S. Da leggere tutto d'un fiato, con un bel piantone continuo, se no la terapia non funziona.
Grazie Meg! Grazie di essere apparsa nei miei per te e grazie di avermi invitato a sedere lì vicino a te nella tua libreria, mi hai ridato la gioia di leggere e di perdermi nelle pagine di un libro! Per me sei “HECO” ❤️ Grazie per avermi presentato Milena e la sua amica Dura! Meraviglia pura🫶
Vorrei poter dire di aver comprato questo libro perché vedendolo in libreria, su uno scaffale, mi è venuta voglia di leggerlo. La verità è che l'ho comprato perché l'ha scritto Meg.
Il mio primo pensiero, solo dal titolo e la copertina, è stato che mi avrebbe portato sicuramente tanta gioia e Felicità. Adesso che ho finito di leggerlo posso dire tranquillamente che sì, mi ha portato gioia e Felicità, ma mi ha portato anche consapevolezza, malinconia, tristezza e tante altre cose. Questo libro è letteralmente una terapia, ti smonta e ti rimonta in 3 righe precise ed io, per questo, ho dato il merito alla scrittura. Lo stile rende il libro una sorta di dialogo tra il te adulto, consapevole di se stesso e delle sue scelte, ed il te bambino, che invece ha bisogno di qualcuno che gli dica "non preoccuparti, vai bene così, non è per forza una brutta cosa essere diversi dagli altri".
Milena ha anche un padre che parla attraverso i suoi ricordi e ti fa commuovere se pensi che proprio quelle parole, almeno nel mio caso, sono esattamente quelle di cui avrei avuto bisogno io qualche anno fa, ma che nessuno mi ha mai detto.
Sono fiera ed orgogliosa di aver comprato questo libro per ben due volte e di sostenere Meg, che con il suo carattere dolce ma deciso è riuscita a ricavarsi un posticino per lei e Milena nel mio cuore. Grazie Meg per essere te stessa, sii brillante. 🩶
P.S. perdonatemi se non ho scritto nel migliore dei modi, ma la scrittura non è esattamente una mia arte 🙃
non so valutare numericamente questo libro. è una storia dolce, un’avventura che sa tener compagnia, ma non posso dire di averla apprezzata fino in fondo.
trovo che manchi di editing, ma soprattutto che le tematiche affrontate siano “un po’ troppo” per un libro che viene venduto per bambini. alzerei l’asticella e lo consiglierei almeno dai dieci anni in su, ci vuole coscienza per saperlo comprendere.
la lunghezza, inoltre, mi sembra non renda giustizia a quello che si vuole raccontare: i problemi che vengono messi in campo sono seri e in quanto tali hanno bisogno di essere affrontati con il giusto tempo, invece che essere buttati allo sbaraglio e risolti in cinque o sei pagine. so che meg sta già lavorando al prossimo, mi auguro che con quello la situazione migliori un po’.
in linea di massima non ho trovato “milena insegnami la felicità” un brutto libro, anzi, credo rientri abbastanza nella media. mi ha tenuto compagnia in una giornata difficile e mi ha alleggerita parecchio.
ho percepito molto di meg in queste pagine e sono riuscita a leggerlo proprio con la sua voce, apprezzo molto il fatto che con le sue parole si sia messa a nudo davanti ai suoi fan e lettori. il sentimento che c’è dietro alla storia di milena è riuscito comunque a toccarmi il cuore. ❤️🩹
È di una dolcezza disarmante. Non sono brava con le parole e dopo aver finito un libro ne ho ancora meno (soprattutto se il libro mi è entrato dentro e fatto emozionare così tanto).
Ma voglio dire questo: Grazie Milena, non hai idea del bene che fai. Ho seguito il tuo viaggio con il cuore che si riempiva di quella Felicità che forse avevo un pochino dimenticato. Ho riso insieme a te ed è stato bello conoscere insieme a te tutti i tuoi nuovi amici, soprattutto Selly. Devi sapere, cara Milena che io sono un po' come Selly, sono la Selly ancora prima di incontrarti. Ma non disperare, ce la sto mettendo tutta per raggiungere quel sogno (sapere che non sono sola aiuta tantissimo).
Detto ciò, se sei qui, personcina carina, in cerca di motivi per poter leggere Milena sappi questo: regalati una coccola, prenditi un momento solo per te e lasciati trasportare dalla corrente. Milena faranno il resto❤️
Non sono il tipo che si emoziona e piange, davanti alla tv o leggendo un libro. Sento le emozioni certo ma non mi viene di piangere. Mi ha molto sorpresa che tra le piccole e grandi emozioni che racconta questo libro, io mi sono trovata il fatidico groppo in gola leggendo quell’incontro tra due creature provenienti da mondi diversi. La penna di Meg è dolce, avvolgente. Una coccola.
"Se un ostacolo è troppo grande, tu giragli intorno. Chi ha detto che devi imparare a saltare piú in alto è folle. Sii brillante, Milena"
E con ancora le lacrime agli occhi che sto scrivendo la recensione di Milena. Questo libro è una coccola assurda, ma al tempo stesso fa riflettere moltissimo. Probabilmente se lo avessi avuto tempo fa avrei affrontato la perdita in modo differente, ma sono contenta di averlo adesso Milena, perchè l'ho compreso sicuramente di piú. Quindi grazie a Meg per averlo scritto, grazie a Giuliano che una sera ha chiesto a Meg di raccontargli una storia e grazie a Milena che mi ha insegnato molto in poche pagine
Questo libro me lo rileggerò ogni sera prima di andare a letto. Questo libro è la coccola al cuore che mi serviva in questi giorni dove mi sento persa, sbagliata. Milena mi ha dato tantissimo in così poche pagine. Ho pianto per i ringraziamenti perché sono parole meravigliose. Grazie Milena. Grazie di avermi ricordato che ogni strada vale la pena essere percorsa. Grazie di aver ricordato che ogni sforzo porta a qualcosa, che le difficoltà vanno affrontate, che c'è sempre tempo. Milena, mi hai ricordato che la felicità è nelle piccole cose, e che ogni passo verso di essa è un dono. Grazie Meg. Grazie.
É una favola per bambini? Si. Parla agli adulti? Non saprei dire quanto. Ho pianto per ogni singolo capitolo, per ogni incontro che, come c’era da aspettarselo, ha preso una mia insicurezza e l’ha abbracciata, coccolata, dicendole che sarebbe andato tutto bene. Meg non ha scritto solo un libro, ma una cura per l’anima. Che prima un po’ ti spezza, ma poi ti regala tanta gioia e serenità. Bellissimo.
Non pensavo che la storia di una balena grigia con la pancia bianca in un mare di balene blu potesse toccarmi così tanto. Milena è arrivata nella mia vita nel momento giusto, mi sono rivista nella luce perduta di Rey, nelle insicurezze di Selly e nel dolore e nel panico di Milena. Non avrei mai pensato che un libro per bambini potesse toccarmi così a fondo, ma questa storia ha toccato tanti dei miei nervi scoperti, mi ha fatta piangere e mi ha fatto riflettere. Grazie Meg per aver scritto questa storia, grazie Milena per avermi insegnato la felicità. Porterò per sempre nel mio cuore questa tua grande avventura, come terrò sempre un posto libero dentro di me per Rey, Selly e papà Ettore <3
“E cos’è una Fine, se non un Inizio guardato a testa in giù?”
Se Alla ricerca di Nemo avesse incontrato il Piccolo Principe sarebbe nato Milena. Io l’ho trovato commovente e delicato. Bisogna sapere cosa si sta per leggere ovviamente (una storia per bambini) e quale sia l’obiettivo della storia. Certo, con Milena ci sarà appena il tempo di fare un respiro profondo per dimenticarsi la frenetica quotidianità prima di girare l’ultima pagina, ma mi sembra già una grande cosa
"Milena insegnami la felicità" non è stata una lettura diretta ma un ascolto delle parole pronunciate da qualcun altro e che mi hanno accompagnata in quei momenti di vuoto che sono abituata a passare in silenzio.
"E cos'è una Fine se non un Inizio guardato a testa in giù?"
Milena è una balena grigia con la pancia bianca in un mondo di balene blu. A distinguerla dalle altre non è il colore ma il suo modo di essere, di relazionarsi, di vivere e vedere il mondo. Durante una migrazione, però, si perde e il viaggio che si ritroverà ad affrontare per ritornare a casa sarà pieno di nuovi incontri. Ciascuna storia avrà qualcosa da insegnarle e regalerà al lettore un posto in cui riconoscersi, delle parole su cui riflettere. Uno scambio equo con questa piccola balenottera capace di portare il suo punto di vista e arricchire la vita degli altri nella semplicità e nell'impegno disinteressato di chi vuole solo che siano felici.
"I ricordi funzionano così: a volte sono speciali per il solo fatto di esistere, altre volte sono speciali per il modo in cui sono diventati ricordi."
La storia di Milena è un viaggio concesso al lettore nella bellezza dell'animo, quello di una balena che fa della gentilezza la sua felicità.
Milena è un libro per bambini e su questo non c’è dubbio: la forma, il linguaggio e la narrazione sono perfettamente coerenti con il pubblico a cui si rivolge. Ma Milena è anche un libro che sa toccare il cuore degli adulti seppur con semplicità e forse un po’ di banalità. È un libro che parla di salute mentale, di diversità, di amore e di amicizia e lo fa in un modo che riesce ad arrivare a tutti. Sono profondamente convinta che un buon libro debba lasciare qualcosa a lettura ultimata, ed è esattamente quello che Milena riesce a fare. Mi sono sentita profondamente toccata da questo libro e credo che ognuno di noi possa trovare al suo interno una piccola parte di sé.
È difficile scrivere una recensione di quello che mi ha trasmesso Milena perché l'ho letto in 1 ora e 20 minuti e durante questo lasso di tempo ho vissuto moltissime emozioni. Come aveva detto Meg questa è proprio una fiaba per adulti mascherata da fiaba per bambini, si leggerei questo libro ai miei figli ma glielo farei rileggere anche da grandi, perché è proprio in quel momento che si capiscono varie sfaccettature che l'ingenuità dei bimbi non coglie. Ci sono molti consigli ed insegnamenti per i bimbi per poter vivere al meglio le loro emozioni e come comportarsi in modo gentile (non a caso) con il prossimo, fa capire che ognuno è diverso ed è speciale per questo. Ma poi lo leggi da grande, quando certe situazioni le hai già vissute e magari ti ritrovi in un personaggio e guarda caso è proprio una sogliola... magari lo leggi da grande quando ricordi degli avvenimenti del passato e come avresti dovuto reagire e invece non lo hai fatto. Lo leggi da grande quando capisci a pieno cosa significa la mancanza di una persona cara ma che ti accompagna sempre con quello che ti ha lasciato e con la sua anima, perché quella... non muore mai.
3,5/5 ⭐️ Ero pronto all’idea di dover scrivere questa recensione tra le lacrime, ma non è successo.
Milena è un libro per bambini e come tale l’ho approcciato: non è un libro per bambini molto piccoli, infatti se non sbaglio Meg lo consiglia dai 6 anni in sù, ma secondo me anche qualcuno in più. La storia di per se è molto dolce e carina, Milena mi ha ricordato molto Alice che dice di sapersi dare ottimi consigli, ma che poi non sa seguirli; infatti la cosa che ho apprezzato di più di questo libro è che la nostra protagonista non è il classico personaggio che parte per un viaggio durante il quale imparerà qualcosa che non sapeva, lei sa molte cose grazie ai consigli del padre, semplicemente a volte dimentica di metterle in pratica.
Purtroppo però, per quanto abbia trovato il tutto molto dolce, non sono riuscito ad emozionarmi, per qualche motivo non sono riuscito ad empatizzare; forse perché non sono io il destinatario primario di questa storia.
Ho apprezzato veramente tanto invece le frasi del papà, molte delle quali sono delle vere perle secondo me.
Menzione finale alle bellissime illustrazioni che creano un’atmosfera perfetta, sembrano evocate direttamente dalle parole della storia.
Questo libro mi ha distrutta emotivamente e mentalmente e poi ha rimesso insieme i pezzi. Grazie Meg per questa piccola perla.
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A distanza di quattro giorni direi che sono pronta per una recensione vera.
Milena è una balena grigia in un mare di balene blu. Fin qua penso che ci siano arrivati pure i muri. Quello che non penso a cui siano arrivati pure i muri è la complessità dietro questo piccolo grande libricino.
Milena parla di inclusività, di empatia, di disturbi mentali, di insicurezze, di promesse e di tante altre cose.
Si, è un libro scritto in un linguaggio elementare, per bambini se a dir si voglia, ma trasmette così tanto che non me la sento di catalogarlo come libro per bambini.
L'illiccio del mio cuore si è acceso grazie a Milena facendomi sgorgare fiumi di lacrime, e continuo a dire grazie a Meg per averci regalato questo libro.
Milena è una carezza sul cuore. Quando l'ho comprato l'ho fatto soltanto perché è il libro di Meg. Non avevo capito quanto invece mi avrebbe segnata, non avevo capito quanto mi sarei emozionata. Non avevo capito niente. È un libro profondo, che contiene insegnamenti preziosi per tutte le età. È un libro da rileggere ogni volta che ci si sente persi. È un libro in cui, ad ogni personaggio, seppur compaia per una manciata di pagine, è affidato il delicato compito di capirti, di riconoscerti, di amarti. Ognuno di noi meriterebbe di incontrare almeno una volta nella vita un papà Ettore. Ognuno di noi almeno una volta si sarà sentito come Selly. Ognuno di noi ha dei sogni da perseguire e degli obiettivi da raggiungere come Dura. E Rey.. neanche ve lo racconto di come mi ha preso il cuoricino e lo ha stretto forte forte. Grazie Milena Grazie Megi Per avermi insegnato la felicità 🩶
Prima di procedere con la recensione di "Milena Insegnami la felicità", visto quanto successo sotto alcune recensioni su goodreads e anche se nessuno dovrebbe chiedere scusa se un libro non è piaciuto, mi sembra il caso di fare una precisazione: questo titolo non mi è piaciuto e ci sono motivi ben precisi e di conseguenza difetti che per me sono tali oggettivamente e soggettivamente. Le mie recensioni negative non hanno mai avuto lo scopo di minare il lavoro e l'esperienza di lettura di altre persone. Detto ciò, riassumiamo la trama. Milena è una balena grigia cresciuta in una famiglia di balene azzurre. Durante la migrazione causata da una catastrofe naturale, Milena viene separata dalla mamma e dalla nonna. Dovrà contare su se stessa, sugli insegnamenti del padre e sull’aiuto di altre creature marine per ricongiungersi a loro e trovare la propria strada verso casa. Detto che la letteratura per ragazzi è un mio guilty pleasure, resto sempre affascinato quando un titolo che viene definito adatto principalmente ai più giovani si rivela capace di sussurrare anche al cuore dei lettori più navigati. Inizialmente non mi aspettavo potesse essere questo il caso e avevo settato le aspettative di conseguenza, ma durante la presentazione alla Mondadori di Duomo mi aveva solleticato il sottolineare che si trattasse di un titolo capace di colpire più la generazione dei millennial che non la Z. Di conseguenza ho aggiustato le mie aspettative su un nuovo livello, però per quanto mi riguarda non sono state incontrate. è sempre ammirevole quando con metafore anche semplici gli autori raccontano qualcosa di molto complesso come il disagio emozionale o una condizione psicologica invalidante. Ho trovato che l’intenzione c'è ma non è stata portata a casa. Penso che il problema sia da ricercare nel troppo poco spazio riservato a ognuna di queste tematiche che nella loro quantità hanno tolto spazio a un approfondimento di poche ma buone. Per quanto belli i messaggi disseminati in queste pagine, ho trovato che il loro contenuto fosse bellissimo ma consegnato al lettore in maniera non sempre convincente. Vi faccio un esempio: E cos'è una Fine se non un Inizio guardato a testa in giù? Frase ripresa più volte all’interno delle pagine e contenuta anche sul retro del libro. Mi comunica un modo diverso di guardare alla vita, una sorta di aforisma al “oggi è un dono, per questo si chiama presente”. Ma mentre in questo secondo caso tutto si basa su un gioco di parole che enfatizza il contenuto, in questo caso la mia attenzione è stata distolta dal messaggio perché troppo concentrato a capire se ci fosse dietro un gioco di parole o di concetto diverso dal semplice capovolgimento dei concetti di inizio/fine. In particolare poi non ho apprezzato il continuo rivolgersi al lettore. Trovo che sia un cliché meta narrativo che spezza troppo il ritmo di lettura. Ma al di là dei gusti personali, ho avuto l'impressione che il suo scopo fosse più quello di proteggere la sospensione dell'incredulità, un elemento imprescindibile in questo tipo di letteratura che però occorre non appesantire di troppe regole. Alla fine dei conti si sta leggendo la storia di una balena, in cui gli animali parlano fra loro e hanno un’etologia diversa da quella reale. Per questo motivo non c’è necessità di dare troppe spiegazioni che in alcuni casi rischiano di contrastarsi fra loro. Facendo un esempio, viene fatto presente che anche in fondo al mare esistono i libri e la voce narrante puntualizza che sono fatti di alghe, tuttavia viene anche raccontato un episodio in cui la protagonista appende un disegno ad "asciugare" pur trovandosi in fondo al mare. Un elemento che normalmente avrei lasciato andare ma che in questo caso, mi fa sospettare sulla reale necessità di alcune precisazioni piuttosto che di altre. Questo mi ha portato a chiedermi quanto sia stato approfondito il lavoro di editing, soprattutto alla luce di alcune stonature come ad esempio la descrizione di un pesce definito "stretto e largo". Due aggettivi che si annullano a vicenda e che quindi non rendono l'idea di quello di cui si sta parlando. Detto ciò, si tratta di un libro che sarei molto felice di leggere a mio nipote per discutere con lui di alcuni elementi che probabilmente è troppo piccolo per capire da solo ma che possono destare in lui un elemento di curiosità e fiducia se accompagnato dall’esperienza di un adulto. Da questo punto di vista, sono sicuro che questo titolo possa rappresentare una bella storia che può aprire la strada ad argomenti che altrimenti sarebbe difficile discutere con un bambino.
Un libro breve ma per me è stato davvero faticoso finirlo. Non capisco infatti chi dice che sia godibile anche da una persona adulta. Questo libro non è né carne né pesce: troppo retorico e propinando lezioni di vita che per un adulto risultano eccessivamente zuccherine e banali ma complesso in alcuni termini per dei bambini. E' un peccato perché se l'autrice si fosse concentrata sul vero target (bambini dai 6 anni se non erro) sarebbe venuta fuori una storia simpatica. Infatti le parti in cui non si cerca di elevare il messaggio ma ci si attiene a raccontare la natura, spiegare gli animali e mandare avanti la trama della ricerca con un tono buffo e che infrange la quarta parete, è un volumetto carino e che strappa un sorriso. Non sono infatti d'accordo con chi dice che la trama è banale: certo, è qualcosa di già visto MA, in un libro destinato ai bambini, questo è un vantaggio perché seguono meglio la storia riconoscendo meccanismi narrativi che già conoscono. Se avesse inoltre approfondito il tema dell'inquinamento dei mari, spiegandolo meglio, fosse anche in modo più didascalico, sarebbe stato un libro che avrei consigliato ai giovanissimi ma così com'è, proprio no. Mi pare di aver capito che si stia lavorando già al secondo volume ma temo che avrà gli stessi problemi di questo: un libro per bimbi che vuole parlare agli adulti ma è la cosa più difficile da fare. Un libro che azzecca questa combinazione ne esce uno ogni secolo.
Le illustrazioni sono davvero bellissime e danno qualcosa in più ma non bastano. E' un peccato.
Sono emozionata nello scrivere questa recensione, penso e ripenso alle parole giuste da dire. Prima che lettrice di Megi Bulla sono una sua fan, la seguo da tanto sui social e mi sono spesso affidata alle sue scelte letterarie. Ero curiosa di capire come una "lettrice forte" potesse approcciarsi alla scrittura di un libro. Ho letto "Milena insegnami la felicità" in pochissimo, poco più di due ore, tempo che sembrerà infinito per la lettura di un libro per bambini ma volevo godere pienamente della storia e delle sue meravigliose illustrazioni. Un libro per piccoli e grandi, dove la storia si dipana facilmente e scorrevolmente, senza intoppi e grandi difficoltà. Certamente mi ha lasciata tanta dolcezza e tenerezza ma allo stesso tempo avverto ancora una scrittura acerba e forse la storia poteva dipanarsi meglio ma non per questo priva di emozioni. Bisogna sempre ricordarsi verso chi è indirizzata la trama. Le illustrazioni sono meravigliose e accompagnano il lettore nel viaggio della piccola balena come anche la descrizione dei singoli animali, adatte per bambini che non conoscono certamente tutti gli abitanti del mare. Il libro è come la sua stessa autrice, una piccola bolla di emozioni.
Che cos'è una fine se non un inizio guardato a testa in giù? Letto in in un oretta non pensavo che un libro per bambini potesse essere così profondo... non nego che alla fine del viaggio di Milena abbia pianto. Meg mi ha stupita!! "Ti auguro che la tua felicità non si perda mai e , se dovesse succedere, ti auguro di trovare la forza e il coraggio di andarla a cercare"🐋
Molto bello devo dire! Una storia che parla ai grandi attraverso un linguaggio e una favola per bambini. Una storia che parla di migrazione, di cambiamenti importanti come lasciare la tua casa e quello che hai sempre conosciuto per iniziare da zero in un posto nuovo! Una storia che parla del come ci si può perdere, in se stesso, nel mondo, nei pensieri e nelle paure e di come con l’aiuto delle persone giuste ci si può uscire e scoprire che tanto male non si è in fondo. Una storia che parla di come le diversità non dovrebbero farci allontanare gli uni dagli altri ma avvicinarci. Ero partita prevenuta lo ammetto però tutta la storia io l’ho interpretata così, un viaggio attraverso l’animo e la mente di una persona (o balena) che scopre il mondo e se stessa.
Mmm no non ci siamo l’idea molto carina, ma sembra un incrocio tra la ricerca di nemo e un libro di Sepulveda , ma senza il risultato carino, con frasi banali.