Amor ch’a nullo amato amar perdona: come non ricordare i versi di Dante che hanno reso immortale l’amore tragico di Paolo e Francesca? Ma chi conosce davvero i protagonisti di questa storia diventata leggenda? Quanti giorni di passione e quali azioni hanno alimentato questo profondo sentimento? Saranno proprio i due sfortunati amanti a raccontare come la potente e spietata famiglia Malatesta abbia stretto un'alleanza strategica con Guido Da Polenta per espandere il proprio dominio su Ravenna e su tutta la Romagna. A sigillare questo accordo, un matrimonio tra il secondo figlio dei Malatesta e Francesca, la figlia quattordicenne di Guido. È un matrimonio per procura, come consuetudine all'epoca, e il fratello minore di Paolo viene inviato a sottoscrivere il contratto nuziale. Questo è il primo intoppo del destino... perché Paolo, già famoso per le sue gesta come condottiero e per la sua straordinaria bellezza, si fa passare per lo sposo promesso a Francesca senza che nessuno abbia il coraggio di svelare la verità alla giovane. Durante il viaggio dalla sua casa d'origine alla nuova dimora, Francesca vive una fiaba d'amore, incantata da un uomo capace di accendere i suoi sentimenti e la sua passione. E nemmeno Paolo rimane immune alla sua sfolgorante, seppur ancora acerba, bellezza. Ma il velo dell'illusione cade troppo presto, rivelando un crudele inganno: il vero marito di Francesca, Gianciotto, è un uomo insensibile e feroce, che non le risparmierà umiliazioni e soprusi. Amor condusse noi ad una morte: sarà irrimediabilmente così? O riuscirà Francesca, intelligente e colta, a trovare il coraggio di riscrivere un finale inedito e pieno di speranza per la propria esistenza?
"Pietà del nostro mal perverso" di Andelon Curse. Ho conosciuto questo romanzo "in divenire", ho conosciuto l'autrice che tra l'altro ha vinto due premi "Io scrittore e Premio letterario "Amori sui generis" nella città di Grosseto nel 2022. Conosciamo più o meno tutti la storia di Paolo e Francesca e l'epilogo dell'amore che li ha uniti. Quando ho iniziato questo libro è stata una scoperta: l'autrice ha saputo, con il suo stile, pensare, interpretare e ricostruire una storia che Dante ha reso immortale. Visto da un punto di vista "moderno" il loro amore non soccombe, lotta per affermarsi. Ma ciò che sorprende è l'emozione che strugge il lettore, il peccato sembra sfuggire, chi legge ama quegli amanti e il desiderio che nasce, la scintilla che incendia l'impossibile. La paura, il rischio, tutto svanisce di fronte alla loro passione. Andeloncurse traduce l'inganno, trasforma gli eventi, stravolgendo i sogni e le aspettative con conflitti interiori degni di una grande storia d'amore. I capitoli scorrono in uno stile che avvolge, abbraccia, fa sognare. È un inizio impegnativo e soddisfacente di questa scrittrice che sorprenderà pagina dopo pagina chi legge, con la sua abilità nel rendere vere le emozioni, la distanza che fa soffrire, l'amore impaziente che sfida ogni ostacolo. Leggetelo, ha il fascino dell'antico in versione moderna.. un connubio incredibile!
4 stelle per questo romanzo storico che ha vinto Io Scrittore. Non posso che parlare bene di questa storia: Paolo e Francesca sono stati la mia prima scelta all'esame di letteratura italiana all'università ed ho sempre trovato ingiusta la loro fine. L'autrice la pensa evidentemente come me ed ha creato un piccolo capolavoro. Lo stile descrittivo é magistralmente evocativo: davvero, BRAVA! Una piccola forzatura con Dante Alighieri (ma é solo un'opinione personale) e qualche refuso sulla versione Kindle, nulla che comprometta il fatto di averlo eletto a primo libro indimenticabile nel mio 2024! Scrivi ancora di storia, Andelon, abbiamo bisogno di più romanzi scritti da te in Italia 💜
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Paolo e Francesca: sono sicura che questi nomi vi richiamano immediatamente alla memoria il meraviglioso V Canto dell’Inferno di Dante.
“Amor, ch'a nullo amato amar perdona, mi prese del costui piacer sì forte, che, come vedi, ancor non m'abbandona.”
Andelon Curse si è immersa in questi versi e ha voluto portare in superficie ogni dettaglio della storia di Paolo e Francesca, gli “starcrossed lovers” per eccellenza.
Ci racconta tutto, dal primo sguardo al primo tocco, dal primo dolore alla prima gioia. Vediamo sbocciare l’amore, lo viviamo sulla nostra pelle, è reale. Il linguaggio utilizzato è studiato, è armonico, è credibile e aggiunge alla vicenda quella parte di veridicità storica necessaria per renderla il più realistica possibile.
Meraviglioso l’inserimento di un personaggio in particolare nella storia, che non mi aspettavo e che ho apprezzato molto: non vi dico di chi si tratta perché vorrei viveste la sorpresa come l’ho vissuta io.
Questo romanzo è un ottima prova di come storia, letteratura, leggenda e romance possano unirsi tra le stesse pagine: apprezzo sempre il connubio ben riuscito di generi.
«Davanti a noi sono spalancate le porte infernali ma, se ciò che ci lega non convertirà la nostra dannazione in redenzione, allora non sarà vero l’amore che ci lega.»
Ho adorato in particolare le donne dipinte in questo libro, così forti, assertive, aperte ad una sorellanza difficile ma necessaria. Francesca, ma anche Elione, Verdiana, Orabile Beatrice, Concordia, sono alcuni dei nomi che vi rimarranno nel cuore.
Menzione speciale alle ricette e alle curiosità riportate alla fine del libro, un’idea davvero carina!
Avevo letto la prima versione sulla piattaforma Wattpad, ma questa non è di certo la tipica storia Wattpad che si legge in libreria. Segno che purtroppo il mercato di ciò che esce da lì sembra essere focalizzato solo in una direzione. "Pietà del nostro mal perverso" meriterebbe una distribuzione capillare, ma forse se le persone cominciano ad accorgersi di questo titolo ce la possiamo fare. Ho comprato il cartaceo e l'ho riletto in due giorni perché la scrittura di Andelon Curse ti cattura dalla prima pagina e non ti molla più fino a che non arrivi alla fine.
I due amanti diventati immortali grazie ai versi di Dante Alighieri, qui li vediamo vivere e soffrire, fino a un finale inaspettato e non come tramanda la storia.
Paolo e Francesca, di cui leggiamo i pov alternati a ogni capitolo, sono ingabbiati dagli accordi famigliari che vogliono Francesca sposa di Gianciotto, fratello di Paolo (lui ha già moglie e figli). La normalità del 1200 voleva che appunto i matrimoni fossero un modo per accrescere domini e potere. Tutto questo, però, non tiene conto del fatto che Francesca si innamora di Paolo a prima vista e viceversa quando lui la sposa per procura, impersonando il fratello. Lui la inganna fino all'ultimo, privo di coraggio proprio perché ne è rimasto incantato e sa a cosa andrà incontro la poveretta: Gianciotto è un violento e ha un'amante che farà di tutto per mettere i bastoni tra le ruote a Francesca. Quando Francesca scopre chi è il suo vero marito sarà un colpo difficilissimo da incassare. Alla fine, però, l'amore sarà più forte di tutto.
Andelon Curse, con maestria e uno stile poetico, ci fa soffrire le pene dell'inferno insieme a Francesca: picchiata, vessata, trattata peggio di una bestia dal marito, dalla sua amante e anche dal medico di corte, che non accetta di essere superato in sapere e tecnica. Perché questa è una storia d'amore, sì, ancor più tormentata di Romeo e Giulietta visto che questa dura anni e non pochi giorni, ma è anche una storia di come a una donna non fosse permesso di superare l'uomo in studio, idee, intelligenza, intuizioni. Francesca ci riuscirà, sopportando l'indicibile.
Paolo fa quel che può nel cercar di proteggerla, in preda a un costante rimorso, fino a che Gianciotto non supererà ogni limite.
Vi scenderà qualche lacrima tra le pagine, ve lo assicuro. Bellissime le descrizioni delle emozioni quando i due innamorati hanno qualche momento per loro. La scrittura di Andelon Curse ti fa sanguinare il cuore, ma lo nutre, anche.
Ho adorato gli extra con le ricette e tutto il resto.
Spero che questa recensione possa invogliarvi a comprare questo libro, perché Andelon Curse se lo merita davvero.
Con "Pietà del nostro mal perverso", Andelon Curse ci offre un romanzo che riesce in un’impresa difficile: riportare alla luce una storia arcinota, quella di Paolo e Francesca, e farla vibrare di nuova forza emotiva, politica e umana. La celebre vicenda, resa immortale da Dante nel V canto dell’Inferno, qui si trasforma in qualcosa di più intimo, più radicale, ma anche profondamente moderno.
La narrazione parte da un evento storico ben documentato: Francesca da Polenta, figlia della nobiltà ravennate, viene data in sposa a Gianciotto Malatesta per sancire un’alleanza tra famiglie. Ma a rappresentare Gianciotto al momento delle nozze è il fratello Paolo, più giovane e affascinante, e tra i due nasce un’attrazione destinata a deflagrare. Tuttavia, la scelta narrativa non è quella di riscrivere un amore tragico fine a sé stesso. Francesca qui non è la vittima ingenua che la tradizione ci ha consegnato: è una donna viva, colta, consapevole. È costretta a muoversi in un mondo patriarcale e violento, ma non lo fa in silenzio. La cultura – la lettura, la scrittura, la riflessione – diventa per lei una via di salvezza e anche un’arma, nel tentativo di costruirsi un’identità autonoma all’interno di una società che le ha già assegnato un ruolo.
Il romanzo, quindi, non è solo una storia d’amore. È anche una riflessione sulla violenza domestica, sul controllo sociale, sull’oppressione delle donne, ma con una narrazione che non cade mai nella predica. Il punto di vista è immersivo e carico di tensione, e la scrittura è spesso poetica, evocativa, ma anche tagliente nei momenti giusti. Questo libro gioca abilmente con le identità di genere, le maschere imposte dalla società e i desideri proibiti. Parla in maniera diretta, ma mai forzata, della fluidità del desiderio, della dissonanza tra ciò che si è e ciò che si può essere, soprattutto in un mondo in cui la libertà affettiva è punita. È una scelta narrativa coraggiosa, che non cerca di attualizzare a forza il Medioevo, ma mostra come certe dinamiche di esclusione e di censura siano sempre esistite, solo declinate in forme diverse.
Lo stile di è elegante e intenso. C’è un ritmo studiato, una cura per le immagini, e soprattutto un tono che non tradisce mai la profondità delle emozioni dei protagonisti. La tensione narrativa è ben calibrata, e anche chi conosce già l’esito della storia si ritrova coinvolto fino all’ultima pagina.
È un testo che parla al cuore, ma anche alla mente, e che dimostra come le grandi tragedie del passato possano ancora dirci molto sul nostro presente.
La storia di Paolo e Francesca è sempre stata probabilmente la mia preferita dell’Inferno di Dante. Al trovare questo libro, non ho potuto non prenderlo, e sono felice di averlo fatto. Il modo in cui le emozioni dei personaggi erano descritte, con un tocco quasi poetico, mi è piaciuto tanto (così come i riferimenti all’inferno e alla condanna, molto adatti visto ciò a cui il libro si ispira). Anche i personaggi secondari come Elione, Fernando, Clorinda, anche Malatestino e persino Verdiana alla fine, li ho trovati interessanti e complessi in modo che almeno un po’ di empatia per loro la si poteva provare (eccetto per Gianciotto, quello dovrebbe proprio solo morire). La tensione data prima dal desiderio reciproco di Paolo e Francesca, che tuttavia lo pensavano irrealizzabile, e poi dalla relazione clandestina tra i due è stata avvincente anche quella. Unica cosa, non ho idea di come potessero pensare a tratti che l’altro non provasse gli stessi sentimenti dopo tutto quello che hanno passato. Adoro che alla fine ci sia stato anche un capitolo del punto di vista di Dante e che la storia finisca col passo della Commedia dove Francesca racconta il loro amore. Adoro altrettanto che in questa versione Paolo e Francesca siano riusciti a stare insieme (meno il fatto che la povera Concordia sia morta e così cruentemente tra l’altro… Non bastava ammazzarle i due figli più piccoli a Francesca? Dopo tutto quello che aveva già subito mi ha spezzato il cuore per lei 😭)
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"Pietà del nostro mal perverso" di Andelon Curse è un capolavoro che conferma il talento dell'autrice nel dar vita a personaggi così vividi e reali che sembrano prendere vita dalle pagine stesse. Dopo essere stata rapita dall'incanto di "Iridescente", non potevo fare a meno di lasciarmi trasportare in un'altra delle sue storie avvincenti.
Questa volta, la trama ci porta nel cuore della storia d’amore tra Paolo Malatesta e Francesca da Rimini, una vicenda intrisa di passione e desiderio. Ma a differenza del finale noto, questo è sorprendente e costruito in modo da sembrare più vero del reale. Ciò che mi ha colpito maggiormente è stata la profondità con cui l'autrice ha delineato i protagonisti, trasportandomi in un vortice di emozioni e sentimenti che ho sentito vibrare sotto la pelle.
Le pagine di questo romanzo sono intrise di tensione emotiva, suspense e dramma, mantenendo costantemente il mio interesse e coinvolgendomi fino all'ultima parola.
Dopo aver completato la lettura di "Pietà del nostro mal perverso", mi sono ritrovata desiderosa di ricominciare il libro da capo... E mi chiedo se l'autrice abbia già in serbo un altro romanzo altrettanto straordinario.
"La curiosità uccise il gatto" è uno dei miei detti preferiti ed è quello che mi calza meglio, soprattutto quando cado nel tranello della quarta di copertina. "Ci son cascato di nuovo...", canta Achille Lauro e io altrettanto. Ebbene, mi sono trovata davanti all'ennesimo "Poteva essere e non è stato". La storia è molto bella (chi non conosce gli star-crossed lovers per eccellenza!), ma lo stile dell'autrice non è riuscito a coinvolgermi nel tormento e nella passione dei protagonisti. "Freddo" e "asettico" sono i primi aggettivi che mi vengono in mente. Non mi è arrivato nulla di quello che mi aspettavo. Niente. Un vero peccato, perché le basi c'erano e pure abbastanza solide. Compito ben eseguito, scritto bene, anche se un po' alla Baricco (=quantità eccessiva di parole quando ne bastano poche) che però non ha lasciato il segno né emozioni.