Pietro ne combina una a ogni respiro e quest'anno ha rischiato la bocciatura. D'altra parte le medie non gli vanno giù, con tutti quei compiti, poi! D'estate i suoi genitori lo spediscono a casa di una zia professoressa che, come se non bastasse, vive nel bel mezzo del nulla. Intorno ci sono solo boschi, animali spelacchiati ed erbe dagli odori strani e dai nomi impronunciabili. La sola ragazzina che abita lì vicino è Sara, che però è davvero fastidiosa e sa un mucchio di cose più di lui: sputare, correre veloce, i nomi delle piante, salire in cima alla casa sull'albero. E poi c'è il resto della banda, il Rosso, Giorgio, Federica, il Falco. Ragazzi strambi che per di più hanno deciso di sottoporlo a una prova di fedeltà per capire se farlo partecipare alla mitica battaglia dei maggiociondoli... Pietro dovrà mettercela tutta per integrarsi in questo nuovo mondo fatto di corse a perdifiato, boomerang e cibi mai assaggiati prima... Ma anche un bosco senza nome può nascondere una vita spassosissima. Ci potete credere?
Posso dire che i libri per bambin* e per ragazz* sono davvero sottovalutati?
Negli ultimi giorni ho letto La battaglia del bosco senza nome, rivolto a un pubblico dagli 8 anni in su. Io, che non solo ho 8 anni per gamba, ma a momenti anche per braccio, ho trovato questa lettura deliziosa.
Tra la spensieratezza del periodo estivo e la curiosità per gli abitanti di un piccolo paesino, Pietro conosce tanti nuovi lati di se stesso, a contatto con la natura (lui, topo di città) e stringendo amicizia anche con chi non avrebbe mai pensato.
Ciò che più mi ha colpita di questo libro è la leggerezza con cui si parla ; un tema tabù, spesso anche tra gli adulti. Ho riso (specie con le battute su Pokémon GO) e mi sono anche commossa. Quindi sì, non sarò il target di questo libro, ma a me la storia di Pietro è piaciuta proprio tanto.
Molto carino, una storia semplice raccontata con leggerezza che racconta come affrontare le difficoltà quotidiane, di un pre adolescente, senza drammi ed esagerazioni ma semplicemente, perché è normale e fa parte della vita. Per ə ragazzə è molto bello