1938. L’Europa è sull’orlo della Seconda Guerra mondiale. La pittrice Tamara de Lempicka sta per sbarcare negli Stati Uniti. Il capo dell’FBI, J. Edgar Hoover, temendo possa essere una spia al soldo del Servizio segreto russo, affida un’indagine sotto copertura a Clare Bryce, una brillante giornalista newyorkese.
Attraversando l’Europa nel biennio che precede l’inizio delle ostilità, Clare intervista molti personaggi dell’entourage della baronessa per smascherarne i veri intenti. Dall’infanzia dorata alla corte degli zar, al matrimonio da favola, dalla fuga rocambolesca a Parigi, ai difficili inizi come artista, dagli amori saffici, alla difficile relazione con d’Annunzio al secondo matrimonio, in un girotondo tra mondanità e arte.
Spetterà a Clare il compito di dipanare gli eventi tra menzogna e verità, senza rimanere invischiata nelle trame di malìa della pittrice e dei suoi dipinti.
“Diva d’acciaio” è una biografia romanzata dell’artista Tamara de Lempicka, scritta da Valentina Casarotto e pubblicata dalla casa editrice Gaspari nel 2023.
Artista eccentrica di origine polacca, Tamara de Lempicka raggiunse grande notorietà negli anni Venti del Novecento, non solo grazie alle sue opere, ma anche grazie al mito che “lei stessa alimentò e costruì, con notevole audacia, nel corso della sua vita lunga e avventurosa”.
Non si tratta di una biografia canonica che riporta i fatti in ordine cronologico, bensì di una ricostruzione che si serve dell'espediente narrativo dell’intervista giornalistica.
La voce narrante è, infatti, quella di Clare Bryce, personaggio fittizio ispirato alla figura di Clare Boothe Luce, redattrice, saggista, corrispondente di guerra e prima ambasciatrice americana nella sede di Roma. Clare viene convocata inaspettatamente dal capo dell’FBI Hoover nell’agosto 1938. L’uomo incarica la giornalista di recarsi in Europa per intervistare persone vicine a Tamara de Lempicka, in modo da accertare, senza destare troppo clamore, se la nota artista sia una spia russa.
“Per acciuffare i criminali borderline, i più trasformisti e insidiosi, abbiamo affinato i nostri sistemi investigativi, grazie alla collaborazione con lo psicanalista Walter Charles Langer [...] ha elaborato un nuovo sistema di indagine, che sta dando buoni risultati: ha dimostrato che si può delineare la personalità di un individuo e prevedere con ragionevole attendibilità i suoi comportamenti futuri attraverso l’analisi comparata delle testimonianze di persone a lui vicine nelle varie fasi della vita”.
Inizia così un viaggio a più tappe con incontri interessanti, che rivelano retroscena inediti su Tamara de Lempicka, permettendo così di approfondirne la personalità. Viene fuori il ritratto di una bambina irrequieta e testarda, che si è trasformata in una donna ambiziosa, spregiudicata, affascinante, camaleontica, mondana e individualista.
Moglie dell'avvocato Lempicki prima, del Barone Kuffner poi, e madre anaffettiva di Kizette, Tamara deve fuggire dalla Russia durante la Rivoluzione d’ottobre del 1917. In Francia ha inizio una nuova ascesa sociale, che la conduce anche nei migliori salotti parigini e all’affermazione in ambito artistico, grazie alla gallerista Colette Weil, che ne ha riconosciuto il talento.
“Lo stile di quell'artista emergente, secondo la gallerista, miscelava in modo spregiudicato vecchio e nuovo, accademia e avanguardia, interpretava le sensibili odalische di Ingres su sfondi di città futuriste; scompaginava l’immagine in fotogrammi verticali percorsi da fasci di lame metalliche. Una maniera che seduceva, al pari dell’artista”.
Il punto di vista interno permette al lettore non solo di interessarsi alla figura della pittrice e al fermento del mondo artistico, ma anche di ripercorrere i momenti appena precedenti lo scoppio del secondo conflitto mondiale e di percepire le inquietudini diffuse tra i più, delle quali Clare si fa portavoce.
Un romanzo che si rivela particolarmente interessante per la struttura originale e la prosa impeccabile, nel quale si intrecciano ricostruzione storica e fantasia, seduzione e passione per l’arte, famiglia e abnegazione al lavoro, affermazione e decadenza.
Una storia tutta al femminile che attraversa l' Europa dalla rivoluzione bolscevica allo scoppio della seconda guerra mondiale. Un racconto che appassiona un po' per volta, man mano che ci rende intimi di questa artista stravagante, innovativa e estremamente glamour. Peccato che lo stile narrativo, per quanto piacevole, risulti un po' troppo monocorde.