Fin dal volo degli uccelli in cui gli antichi scrutavano il futuro o dalle fiere che Dante incontra avventurandosi per la selva oscura, gli animali sono affascinanti allegorie del nostro vivere, ma “nella loro grande famiglia a cui anche noi umani apparteniamo, ci sono quelli che sentiamo più simili a noi”, scrive Bianca Pitzorno: ed è proprio un sentimento di profonda affinità a percorrere queste pagine in cui creature della terra, dell’aria, dell’acqua intrecciano le loro esistenze con sorprendente naturalezza. L’autrice di questo memoir è nata e cresciuta in una Sardegna dove campagna e città, terra e mare sono ancora un continuum e una bambina curiosa può passeggiare in piazza all’ora dello struscio accompagnata dal germano reale Quaquarone, tenere sotto il banco di scuola la tartaruga Andrea o covare sotto l’ascella un uovo di canarino convinta di vederne nascere un pulcino. Ma il racconto non si ferma nel frinire della campagna sassarese, segue la sua protagonista umana negli anni dell’università a Cagliari, in quelli milanesi – dove a topi e pipistrelli si sostituiscono felini capaci di rispondere al telefono e rane dal meraviglioso color verde smeraldo – e nei viaggi in paesi più o meno lontani dove s’incontrano vipere francesi, galline eritree, coccodrilli cubani. I colori, le abitudini, i misteriosi linguaggi della folla di creature con cui la protagonista vive incredibili avventure sono evocati con rispetto, quasi che Bianca Pitzorno si consideri un’extraterrestre alla pari desiderosa di fare amicizia con i veri abitanti del pianeta su cui trova ospitalità. "A chi smeraldi e a chi rane" è un’autobiografia intellettuale antiretorica, commovente e spassosissima che ci fa riflettere in modo profondo sul nostro essere umani.
Bianca Pitzorno (Sassari, 1942) è una scrittrice, autrice televisiva e traduttrice italiana. Celebre soprattutto come autrice di romanzi per ragazzi, dal 2000 è anche ambasciatrice UNICEF.
Born in 1942, she's an Italian writer and screenwriter specialized in children literature.
She graduated in Classic Literature, with a thesis on Prehistoric Archeology. For seven years she worked as a responsible for cultural children’s television programmes for the Italian public television (RAI). She also worked as an archeologist, theatre writer, screenwriter, lyricist and teacher.
From 1970 to 2011 she published many assays and novels, for both kids and adults, translated in many countries all over Europe, America and Asia. She translated Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Enrique Perez Diaz, Töve Jansson, Soledad Cruz Guerra e Mariela Castro Espìn.
She lives in Milan. She doesn’t love traveling but visits Cuba often and collaborates with the local cultural institutions. Since 2004 she stopped writing for younger readers, concentrating only on adult books. Her most popular works are: La bambina col falcone 1982; Vita di Eleonora d'Arborea, 1984 e 2010; Ascolta il mio cuore, 1991; Tornatras, 2000; La bambinaia francese, 2004; GIUNI RUSSO, da Un'Estate al Mare al Carmelo, 2009. La vita sessuale dei nostri antenati (spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi) 2015.
Una raccolta di racconti che mescola elementi dolci e crudeli, storie di affetto e di spietata violenza, tanto da ricordare le fiabe dei fratelli Grimm. Nelle pagine si rispecchiano le sensibilità di persone diverse e sono poste domande sul nostro rapporto con le varie specie, frutto della lunga e a volte bizzarra esperienza di Bianca Pitzorno con gli animali. Tra le righe si scorgono frammenti della storia italiana, veri e propri ritagli di vita quotidiana che mettono in luce quanto le sensibilità siano cambiate nel tempo, non solo in fatto di animali.
Adoro Bianca Pitzorno e questo memoir, incentrato sui tanti animali che ha incontrato nella sua vita, è un ulteriore tassello per conoscerla e apprezzarla. Qui emerge la persona e non solo la scrittrice, con tanta sensibilità, sincerità, un bagaglio di cultura vastissima, l'amore e il rispetto per il mondo naturale che ci circonda. Dai diversi episodi narrati, da quando bimba di tre anni difende un topo fino alle considerazioni adulte sul valore della libertà per tutti gli esseri viventi, emerge il desiderio di comunicare con il lettore in maniera diretta, senza affettazione e dimostrando quella propensione ad aiutare i più deboli che ha trasmesso a tanti suoi personaggi su carta. Come sempre è riuscita a farmi sorridere, commuovere e riflettere. Mi sono così affezionata alla gatta Prunilde, a tutte le tartarughe, al germano reale e all'uccellino Silver.
Leggo i libri della Pitzorno da quando faccio le elementari. Lo stile è quello e non tradisce. Mi ha fatto piacere vedere che la tartaruga di Prisca Puntoni di Ascolta il mio cuore è ispirata a una storia vera, e ho tifato molto per la pronta guarigione di Silver. Alcuni racconti sono crudi, gli animali muoiono, le mattanze nelle tonnare, le povere aragoste cubane, i pesci rossi... c'è tanta Sardegna e ci sono tante tartarughe, tante da farmi venire voglia di averne una in giardino, non fosse per la lotta per la libertà di Zafferana
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Raccolta di racconti, avanti e indietro nel tempo dall'infanzia sarda al trasferimento a Milano e ai viaggi in giro per il mondo, degli incontri/scontri dell'autrice con animali di ogni tipo, dai classici gatti a esseri più "esotici" come i tonni. Bello e ben scritto ma mi ha messo addosso una spaventosa malinconia. Più che l'amore e il rispetto per gli animali, come credevo, ne ho tratto solo una serie di ingiustizie e crudeltà verso gli indifesi animali.
I was fascinated by this book as I read many of her books as a child. It is an interesting and open window on the life in the 50s’ in Sardinia. It’s very easy to read, quite raw at points on violence on animals that I wasn’t expecting. Overall I would read it again but was hoping for extra depth in her story.
Bianca Pitzorno racconta in una simpatica autobiografia molto aneddoti sugli animali che l’hanno accompagnata durante la sua esistenza. Attraverso ricordi, memorie, a volte anche brutali, possiamo conoscere uno spezzato di vita dalla quale emerge anche una vivida descrizione della natura e della fauna sarda, della scuola, della famiglia e del lavoro. Bianca non ha avuto soltanto comuni animali domestici, ma anche topolini, salamandre, rane che danno perfino senso al titolo del libro. La prosa, ammaliante e divertente così come ci ha abituati, rende la biografia gradevole e interessante, tanto che il suo aneddoto sul polpo mi ha talmente incuriosita da cercare e guardare il documentario “Il mio amico in fondo il mare”, meraviglioso. Sia che scriva per l’infanzia, sia che scriva per l’età adulta, la Pitzorno sa come incantare e coinvolgere i suoi lettori.
Letto sotto l'ombrellone, ridendo, in qualche giorno. Un adorabile resoconto animalesco che si intreccia con la storia di Bianca e dell'Italia dal dopo guerra in avanti.
Io non sto riuscendo a finire questo libro. Per una persona sensibile e amante degli animali questo libro non è AFFATTO facile da leggere. Troppe morti, la maggior parte delle quali in una maniera più che crudele, racconti di ogni tipo di tortura sugli animali (strappare i denti alle bisce per “giocarci quanto si vuole”?????) Ma Pitzorno ama gli animali o li vede solo come giocattoli da sfruttare a suo piacimento?? Non riesco veramente a continuare, l’ho comprato sperando in un racconto spensierato e colmo d’amore, e mi sono ritrovata inorridita. Non so come facciano le persone che hanno recensito qui sotto a trovarlo spassoso e divertente.
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Leggere Pitzorno per chi, come me, è cresciuto con le sue pagine piene di eroine romantiche da dover assolutamente emulare, significa coccolarsi nei ricordi di un’infanzia felice (almeno dal punto di vista letterario). Il libro ha il sapore di favole della buona notte, la cui lettura risulta godibile per l’adulto nostalgico e il cui ascolto è d’invito a sogni avventurosi e innocenti per i più piccoli. Non si tratta, appunto, di un romanzo, ma di una raccolta di episodi la cui protagonista sembra una di quelle bambine col desiderio di fare la veterinaria da grande. L’ho finito per fedeltà a Pitzorno e per illudermi che si possa fare letteratura per adulti con tanto candore, servendosi di quella delicatezza nel sentire che ai grandi forse non appartiene più tanto. È quindi sì un libro per adulti, ma che non abbiano rinunciato a pensarsi con tenerezza.