«Una notte ho sognato un demone che mangiava i libri di casa mia.» E al risveglio, questo sogno diventa per l’autore un un ipotetico demone come sceglierebbe i titoli da aggredire? E quali sarebbe necessario salvare? Comincia così un percorso di riscoperta di storie e autori che hanno accompagnato una vita, e che forse oggi possono permettere di capirla. I libri, infatti, scandiscono il tempo che ci è da studenti magari ci appassioniamo a Rimbaud e ai Decadenti, immaginandoci anarchici e maledetti come loro, mentre più tardi ci lasciamo sedurre dalle teorie dei grandi filosofi e Popper diventa il nostro mito. Un periodo di disoccupazione o pausa forzata, con le sue frustrazioni, può consentirci una scorpacciata di romanzi impegnativi, come Moby Dick. E se un viaggio ci porta in America ci pare già di conoscerla, dai romanzi di mille autori, da Philip Roth a Edith Wharton. Ma la cosa più importante che fanno i classici è renderci la vita insieme più intensa e più semplice, insegnandoci senza averne l’aria lezioni cos’è l’identità, cos’è la politica, come si forma la coscienza di un popolo – e come esplode la sua ribellione. Tutto sotto il mantello delle con leggerezza, come suggeriva Calvino. Floris, che confessa di non essere «un lettore naturale», condivide con semplicità in queste pagine ciò che ha ricavato assecondando il suo bisogno di leggere, un bisogno che, magari misconosciuto, appartiene a tutti. Perché la vita è fatta della stessa materia di cui sono fatti i libri e queste pagine ce lo senza pretese, con un tratto scanzonato e insieme appassionato, allestiscono uno scaffale ideale a cui ognuno potrà attingere le proprie ispirazioni.
E' un racconto avvincente, autobiografico, in cui si capisce come la lettura dei libri è stata fondamentale nella vita di Giovanni Floris, consentendogli di migliorare e di vivere con saggezza nel mondo acquisendo un bagaglio di esperienza che poi gli è servito nel lavoro. La lezione da trarre da questo bel libro è che ci sono volumi che ci lasciano qualcosa, ci formano, ci insegnano a vivere. L'importanza della lettura è fondamentale perché contribuisce in modo decisivo a cambiare la nostra vita e ad illuminarci nel cammino dell'esistenza.
Catalogo minimo e molto personale delle letture dell'autore nel corso della sua vita. Gli incastri fra vita personale e vita "di lettore" a volte sono sorprendenti, Similitudini oppure attività intensa (di lettura) mentre si è in pausa forzata con la vita lavorativa. Oppure l'opportunità di scoprire nuove letterature mentre si vive in altre città o altri continenti. Molto carino ma dall'interesse limitato, si legge velocemente e può dare qualche spunto per letture mai frequentate o poco conosciute.
"«Leggerezza» è una parola molto bistrattata. Dimentichiamo spesso che è il contrario di «pesantezza», non di «profondità». Leggerezza non è non avere un bagaglio culturale, è non trattare la cultura come un bagaglio." Queste parole tratte dal libro ritraggono bene lo stile appunto “leggero” che caratterizza il testo. Un libro che si legge bene e offre dei bei suggerimenti di letture. Versione cartacea di un ipotetico video di youtube “I 20 libri che mi hanno cambiato la vita - by Floris”
Non l'ho trovato un libro essenziale. Sembra scritto nei mesi della quarantena obbligatoria perché non aveva di meglio da fare. Senza nulla togliere al miglior conduttore di talk show che abbiamo in Italia.
Un'autobiografia culturale, molto meno ambiziosa di quella con lo stesso nome redatta anni fa da Attali. Floris confessa di non essere un "lettore naturale": se vede.