Guardare al domani attraverso le lenti della partendo dai dati dell’oggi, consapevoli di dove eravamo ieri. Così dovremmo prendere le decisioni più importanti per costruire un futuro sostenibile per la nostra società.Questo libro presenta un approccio basato sulle persone e sul tempo, e propone alcune risposte alle grandi sfide che l’Italia sta affrontando. Le lente e pur prevedibili transizioni demografi che non sono, infatti, solo destino, dalle nascite che calano ai talenti che sbocciano (oppure no, a causa di un sistema scolastico che guarda troppo al passato), dall’invecchiamento che avanza a una società che non pensa abbastanza ai giovani. La nostra rotta può cambiare velocemente verso acque migliori o verso la burrasca, a seconda di come gestiremo le sfidee le opportunità dell’immigrazione e dell’integrazione delle primee seconde generazioni, della rivoluzione digitale e delle minaccedi nuovi Cavalieri dell’Apocalisse che possono assumere le sembianze di una pandemia o di una guerra alle porte di casa, di acuti disagi sociali o di un ambiente ormai fragile. In un mondo sempre piùin «permaemergenza» dobbiamo imparare a leggere e governareil cambiamento sia lento sia veloce, attraverso adeguati aggiustamenti o fondamentali riforme in materia di istruzione, immigrazione e mercato delle abitazioni per i giovani. Il tempo sul nostro orologio passa anche quando non lo tocchiamo. Possiamo però agire, spostando le oggi abbiamo molti buoni motivi per farlo.
Che il rettore della Bocconi si impegni a scrivere un breve e leggibilissimo saggio sulla sua materia è già solo questo un ottimo segno. Voglio dire che l’accademia per antonomasia si apra cerando di spiegarsi e di riassumere il succo delle proprie competenze non è cosa poi così comune per l’università italiana. Ben venga allora questo saggio di estrema utilità per chi tiene ad informarsi da fonti sicure e non si accontenta dei soli media o dei social. Dopo averlo letto questo libro immagino che l’autore, come tutti gli autori si augura di essere letto da quante più persone possibili, ma amerebbe particolarmente che se lo leggessero ,o meglio studiassero i politici e sopratutto quelli al governo. Perchè la demografia, che per il nostro paese significa andamento demografico negativo, è un problema dei più seri e se non affrontato è destinato a peggiorare. Per ragioni non facili da spiegarsi, questo problema è affrontato in modo marginale e occasionale, anche perchè non è sostanzialmente compreso nella sua gravità a livello di opinione pubblica. Le abitudini mentali consolidate sono difficili da scuotere. Leggi di più : https://gmaldif-pantarei.blogspot.com...
Il rettore della Bocconi, professore ordinario di Demografia, consegna a chiunque abbia la pazienza di leggere con attenzione questo piccolo volume - neppure 140 pagine - un’analisi dell’oggi, che ci dice dove eravamo ieri e dove stiamo andando ma soprattutto come è possibile - e quanto sia necessario - modificare la rotta della nave che è l’Italia, per guardare con più serenità al futuro. Da leggere e rileggere le pagine dedicate alla scuola e a quanto sia obsoleta la sua impostazione, all’invecchiamento della nostra popolazione, alle migrazioni come risorse di fronte al brusco calo della natalità. Una lettura preziosa.
Libro molto interessante, pieno di dati e fonti. Fornisce una fotografia dell'Italia attuale e futura su cui riflettere e, soprattutto, azioni concrete da intraprendere.
Un libro breve, ma molto intenso e denso di spunti di riflessione. Francesco Billari è un demografo che ha ricoperto ruoli molto importanti in ambito accademico ed è oggi Rettore dell’Università Bocconi. Il suo saggio spiega innanzitutto come esistano diverse chiavi di lettura per guardare al passato e (soprattutto) al presente e al futuro. Una di queste è quella della demografia. Essa che viene utilizzata per riflettere su alcune tematiche chiave sulle quali si misura la capacità di dare una prospettiva di sviluppo all’Italia nei prossimi anni: scuola, università, diritto all’abitare, immigrazione, invecchiamento. Supportato da dati presentati in modo chiaro ed efficace, Billari spiega perché dal suo punto di vista è arrivato il momento non più rinviabile degli investimenti e del ripensamento delle politiche educative, abitative e di gestione dell’immigrazione. Altrimenti, il futuro dell’Italia sarà molto grigio.