Genio irriverente, Piero Manzoni attraversò come una meteora le avanguardie europee del Secondo dopoguerra, lasciandoci linee da srotolare, sculture gonfiabili o commestibili, i celebri Achrome e soprattutto la pratica di un’arte totale che non distingue tra opera e vita. Paolo Bacilieri ricompone la traiettoria di questa bruciante parabola umana, incrociando documenti ed evocando con minuziosa passione le architetture della sua città. Una Milano comica, malinconica e tragica, rinata dalle macerie e lanciata verso il boom economico, “corrotta fino allo spasimo” eppure ribollente di creatività.
Paolo Bacilieri è nato a Verona nel 1965. Diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, lavora nel mondo dei comics dal1982. Tra i suoi lavori Barokko, Durasagra-Venezia uber alles e The Supermaso Attitude. Ha creato le avventure di Zeno Porno, sceneggiatore di fumetti Disney ex-agente della Cia, le cui vicende oniriche ambientate nell’Italia del nord-est sono state raccolte nei due volumi Zeno Porno (2005) e La magnifica desolazione (2007). Ha lavorato per le testate Napoleone e Jan Dix dell’editore Sergio Bonelli. Il work in progress del graphic novel Sweet Salgari si può seguire sul blog di Paolo Bacilieri
Aneddotico, e stringato, asciuttissimo nei testi che spesso prende in prestito dalla ricca bibliografia, Manzoni esce come un personaggio dotato di intuito e vitalità nel mondo ombroso della Milano del boom economico. Come al solito, i disegni meravigliosi di quella città che ormai non c'è più valgono da solo il prezzo del biglietto per questo viaggio forse amaro nella vita di uno dei più importanti artisti della seconda metà del Novecento.
La parabola umana e professionale di Piero Manzoni fu intensa ma di breve durata. L’artista morì d’infarto nel 1963, a soli 29 anni, e "Basta a ciascun giorno la sua pena" parte proprio da qui per ripercorrere i turbamenti interiori dell'artista. Lo stesso accadeva grossomodo in "Sweet Salgari", dove Bacilieri mostrava il disagio del creatore di Sandokan nell’attenersi ai contratti capestro con le case editrici. Le tappe cruciali della vita di Salgari scorrevano in parallelo alla messa in scena del suo suicidio, ma il sottotesto rimaneva fanciullesco e ironico, e il darsi la morte diventava sinonimo di liberazione da tutti i mali.
Alla dimensione dell’infanzia rimanda anche la vita di questo Piero Manzoni, che per la maggior parte del libro perde tempo al bar, legge, va al cinema, fa le ore piccole passeggiando per le strade di Milano, e ovviamente osserva con curiosità tutto ciò che lo circonda.
Aprendo ogni sezione del volume con la riproduzione di un’opera dell’artista, Bacilieri confeziona un vero e proprio catalogo emozionale, un grande “contenitore di memorie” perfettamente in linea con i suoi lavori precedenti, che parte dalla propria città-feticcio e ne attraversa i simboli, senza rinunciare alle sfumature ironiche e dissacranti che una riuscita biografia su Manzoni richiedeva, come minimo.
Mettendo al centro Piero Manzoni, Bacilieri ricostruisce con il suo tratto non solo una biografia e un'arte ma un'intera epoca, sfruttando appieno la dimensione spaziale e temporale della pagina su cui disegna e aggiungendovi anche stimoli che si allargano, oltre la vista, agli altri sensi.