Dall’autrice del podcast di successo Camposanto, un grand tour noir che conduce alla scoperta di tombe e luoghi di sepoltura illustri o dimenticati, seguendo la traccia di misteri, leggende, delitti e delle infinite storie grandi e piccole impresse sulle lapidi.
«Tombe e lapidi possono essere una sterminata fonte di storie. Lo dimostra Camposanto di Giulia Depentor.»- Corriere della Sera
Visitare i campisanti, leggere le lapidi, osservare le foto dei defunti sono attività piene di sorprese e un modo per conoscere culture e popoli. "In questo libro, una sorta di atlante cimiteriale, vi porterò con me in giro per l’Italia a visitare cimiteri e luoghi legati alla morte, e ve ne racconterò storie, misteri, aneddoti e tradizioni. Andremo di fronte alle tombe di personaggi famosi, esploreremo cimiteri abbandonati su cui circolano strane leggende, ripercorreremo eventi della storia italiana, indagheremo su delitti rimasti senza colpevoli e racconteremo vicende quasi dimenticate". Se è vero, come dice qualcuno, che i cimiteri sono luoghi fatti dai vivi per i vivi e dove i morti in realtà c’entrano poco, è anche vero che tutte le storie, anche quelle apparentemente insignificanti, meritano di essere raccontate. E le storie, nei cimiteri, non finiscono mai.
Giulia Depentor è una scrittrice italiana. Ha vissuto a Parigi, Barcellona, Berlino, Auckland e Milano. È anche l’autrice del podcast Camposanto, dedicato agli amanti dei cimiteri, e del podcast "Microfilm" che racconta i grandi eventi della storia dal punto di vista di chi non è finito in prima pagina.
Non bastano entusiasmo e buona volontà. Non aiuta scopiazzare da Wikipedia, tanto meno aiuta lo stile temino di terza media per ogni capitolo. Di cimiteri qui ce ne sono pochi, si parla per lo più di sepolcri, selezionati senza un filo logico e dalle storie nemmeno così interessanti, a prescindere dall'umana pietas. Il dilettantismo quasi mai paga, nemmeno se si viene definiti "influencer dei cimiteri" (seriamente?) ma poi non si è nemmeno in grado di fare un semplice ricerca online - Wikipedia a parte, naturalmente.
Un libro che, con semplicità e grande umanità, ci ricorda quanto sono belle le storie, quanto ogni vita abbia un valore e come la morte non esista, ma esista solo l’oblio. Depentor ama passeggiare nei cimiteri e riesce a comunicarne il fascino tutt’altro che macabro, ma ricco di vita e ricordi. Come dico sempre, i campisanti sono qui per noi che restiamo, per consolare, ma anche per non dimenticare. Ringrazio l’autrice per questo bel viaggio.
No, no e ancora no! Uno spreco di carta e inchiostro, frutto di una riuscita operazione di marketing. Non conosco l'autrice, i suoi social né i suoi progetti, quindi mi sono avvicinata a questo libro incuriosita dall'argomento principale, che mi affascina da sempre, e dalla volontà di dedicare qualche serata a un libro leggero ma importante, una rassegna di storia italiana e di personaggi celebri e non ormai dimenticati nei cimiteri. Se il principio guida per l'organizzazione di questi stralci, come sottolineato dall'autrice nelle Conclusioni, è puramente quello di "lasciarmi guidare dal caso", ecco che l'intero libro segue lo stesso principio, anche a livello stilistico, narrativo e morfosintattico. Il risultato è di una sciatteria estrema: frasi fatte, sovrabbondanza di ripetizioni, uso screanzato delle virgolette per mettere in evidenza parole o costrutti, ricorso improprio ad aggettivi e sostantivi ricercati che vogliono risultare dei tecnicismi ma hanno il sapore di sfoggio di cultura non necessario... Sullo stile potrei andare avanti (con numerosi esempi, aprendo a caso una pagina) fino a domani mattina, ma mi placo un attimo lasciando una domanda nell'aria: dov'era l'editor? E una seconda domanda, che mi sorge spontanea: l'autrice o chiunque altro si è dato la pena di rileggere le bozze almeno una volta prima di mandarle in stampa? Dedico ora un momento al contenuto: avvicinandomi a questo volume, ero intrigata principalmente dalla promessa di incontrare le storie dimenticate di uomini e di donne sepolti da tempo nei cimiteri. Non pensavo di dover tollerare le vicissitudini e le circostanze fortuite che hanno portato Giulia Depentor a trovarsi proprio vicino a quella tomba. Né, tanto meno, avrei immaginato di dover scorrere descrizioni insipide dell'architettura e della conformazion di tali tombe, tranne forse nel caso del mausoleo dei coniugi Brion o nelle varie strutture ipogee di cui è costellato il nostro Paese. Alle storie umane, invece, è dedicato uno spazio ridotto, quasi risibile. Per concludere, un ridicolo Glossario cimiteriale, non necessario e non richiesto, a meno che il pubblico di lettori sia straniero e non conosca il significato di parole come condoglianze, defunto, fu, morte, camposanto. Io spero che questo libro non venga mai ristampato né tradotto. Statene alla larga, o voi che ancora potete!
Cercherò di essere più conciso possibile, anche se non sarà semplice visto che grazie a questo libro ho scoperto di essere "composanter". Purtroppo io vivo in comune della provincia di Bari, dove il cimitero è in uno stato di degrado, stato che d'altronde potrebbe rivelare soltanto il grado di inciviltà del paese in cui abito. Ma veniamo al libro, Immemòriam mi ha fatto conoscere storie e personaggi interessanti, alcuni non li conoscevo. Mi ha fatto conoscere pezzi della storia d'Italia, come il massacro Civitella. Ho visitato diverse tombe e catacombe nel vorso della mia vita ma ad esempio della Catacomba dei Cappuccini di Palermo non conoscevo alcuni aneddoti. Non sapevo nemmeno ( purtroppo) che a pochi metri c'era la Tomba di Tomasi di Lampedusa, tra i miei scrittori preferiti in assoluto. Ho vissuto a Reggio Emilia diversi anni e ho visitato Cavriago e il monumento a Lenin, ma non ho avuto tempi di poter visitare il cimitero degli "eretici". Davvero interessanti, invece, le storie del cimitero delle Fontanelle e delle 366 fosse. Quindi, forse, non sono un vero camposanter, ma uno a cui piacciono le storie provenienti dal passato, specie se inedite o aneddotiche così come sono raccontate da questa autrice. Insomma, IMMEMORIAM è un lavoro davvero ben fatto. Un libro argomentativo che suscita curiosità e stuzzica il lato "dark" di noi amanti dei cimiteri e, quindi, amanti della storia. Commovente il proposito di dare nome e ricordo a personaggi sconosciuti che meritano di essere tramandati ai posteri. Consiglio senz'altro a tutti di leggerlo e di lasciarsi coinvolgere dall'intenzione di arrestare la forza centripeta dell'oblio. Spero vivamente in un secondo libro con altre storie, magari, anche provenienti da altri paesi.
Giulia ci porta in un modo profondo e delicato gironzando fra le lapidi più famose e non. Lo stile inconfondibile è da sempre la chiave vincente di questa autrice che cattura e rapisce. Sembra di essere al suo fianco mentre ci si ferma su una panchina a riflettere o al cospetto di una storia di una lapide poco conosciuta . Un libro veramente riuscito. Per i camposanter di vecchia data un bellissimo testo pieno di informazioni utili che portano ad approfondire un argomento o storie o personaggi; per i neofiti un modo interessante e intelligente per approcciarsi ad un mondo che molto spesso è ancora taboo e ancorato a un clima di buio nero, invece di pensarli come grandi città ricche di storie, architettura e tradizioni. I cimiteri, dopotutto, sono luoghi fatti dai vivi per i vivi. Parola di Giulia.
Storie di cimiteri ed i loro abitanti, raccontate con la delicatezza e la poesia che gli amanti del podcast Camposanto dell'autrice ben conoscono. La narrazione di Giulia Depentor ti porta in modo tangibile assieme a lei attraverso le lapidi ed i racconti che custodiscono.
Coniugare passione e lavoro è un mantra in cui spesso mi imbatto spesso. “Immemoriam” di Lucia Depentor è l’esempio perfetto di chi è riuscito a coniugare le due parole. Il libro tratta un argomento un po' particolare, che l’autrice ha mirabilmente affrontato: i cimiteri e le storie che li abitano. L’autrice è sempre stata attratta da questo mondo sconosciuto, e ne ha fatto la sua attività, tenendo anche seguitissimo podcast (Camposanto) “Visitare i campisanti, leggere le lapidi, osservare le foto dei defunti sono attività piene di sorprese e un modo per conoscere culture e popoli” così l’autrice ci introduce in questo viaggio fra aneddoti e storie ignote, fra nomi famosi e illustri sconosciuti. Che cosa hanno in comune i Joy Division di Ian Curtis, Brionvega e Crispi D’Adda, Dante, Garibaldi e Tomasi di Lapedusa? Esiste un filo conduttore fra tutti quanti e ce lo racconta in maniera mirabile, senza alcuna morbosità, né con orrore o peggio, l’autrice, che al contrario ci introduce negli aspetti architettonici, la storia dietro a scelte particolari, all’arte, alla morte, ma soprattutto alla vita e agli avvenimenti dei protagonisti. Va ricordato che molti cimiteri sono veri scrigni di tesori, soprattutto i monumentali o e le parti antiche delle certose, o anche semplici cimiteri di campagna, con statue meravigliose, gruppi scultorei, come gli angeli o momenti di vita del defunto. Staglieno, il monumentale di Milano, il cimitero dei Nobili di Palermo, sono i luoghi che Lucia Depentor ha visitato, spesso con delle guide, e in questo racconto ci vuole restituire, contrariamente a ciò che si pensa, la vita delle persone e non la loro morte, tramite aneddoti e storie spesso sconosciute. Il famoso angelo che si trova a Staglieno sulla Tomba Ribaudo, fu scelto come copertina del singolo “Love will tear us apart” dei Joy Division, così come il gruppo scultoreo sulla Tomba Appiani (sempre a Staglieno), rappresenterà la copertina dell’ultimo album “Closer” prima che Ian Curtis morisse. Interessante è la storia dei coniugi Brion, fondatori della Brionvega (viene narrata la storia di questa coppia decisamente moderna e innovatrice) che decisero di affidare ad un architetto famosissimo, Scarpa, la loro ultima dimora ad Altivole: un luogo zen dove gli elementi quali luce e acqua sono altrettanto importanti al pari di calcestruzzo e mattoni Sono davvero tantissimi i racconti, dal Vajont, al Titanic, la strage di Bologna, il cimitero delle Fontanelle di Napoli e le sue anime “pezzentelle”, si parla di Pasolini, di Eleonora Duse, di Tomasi Lampedusa, dei Florio, delle mummie, e tanti altri, ma in tutti i casi sempre con molto rispetto e con grande tatto, raccontandoci la vita attraverso la morte di tante persone, anche anonimi e dimenticati, da un punto di vista sicuramente particolare e differente. Ultima nota “Il cimitero delle 366 fosse, fondato ufficialmente nel 1763, regala a Napoli diversi primati: si tratta del primo cimitero pubblico europeo, del primo cimitero riservato ai poveri, e del primo cimitero costruito al di fuori delle mura cittadine.” (Lucia Dependor) NB In copertina è ritratta la tomba di Ilka Scarneo (star dei teatri negli anni ’20) al Cimitero Monumentale di Milano.
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I libri degli influencer non si smentiscono mai: passione tanta, capacità di portarla sulla carta scarsa.
La mia mamma non vuole andare in cimitero da sola, per cui c'è sempre qualcuno che doveva accompagnarla. E allora io andavo in giro per la parte più antica del cimitero mentre lei sistemava le tombe.
E quindi...
Di questo libro ne avevo sentito parlare ma, non avendo a che fare con l'autrice, avevo temporeggiato. Poi, per caso, Google mi aveva presentato un suo articolo scritto per una qualche testate online che avevo letto avidamente. E mi era sembrato molto interessante. Però, poi aveva aggiunto una postilla all'articolo che non era una conclusione, non era nulla e mi aveva un po' indisposto. Senza quella, sarebbe stato un gran bell'articolo. Però, mi son decisa a comprare i suoi libri.
E... Più che cimiteri, son sepolcri e tombe singole. E non riuscivo a immaginarmi i luoghi che l'autrice ha visitato: l'apparato fotografico è molto scarso. Sembra ci sia un criterio geografico nella scelta dei capitoli, ma sembrano buttati lì a caso, senza un minimo di collegamento tra uno e l'altro. Tanti aneddoti personali e si parla dell'editto di Napoleone sui cimiteri in quasi tutti i capitoli, come se il lettore tipo non fosse in grado di ricordare quest'informazione tra un capitolo e l'altro.
Allo stesso tempo, quando si parlava effettivamente di cimiteri e morti, il libro ha risvegliato un minimo di interesse nella sottoscritta. Mi è piaciuta l'attenzione verso il mio Nord-Est, con i capitoli sul Vajont, Asolo, San Vito di Altivole e Casarsa. Però sì, in tanti di questi capitoli ci si perde in chiacchiere che servono a contestualizzare il tutto.
Visto che sono testarda, ho comprato anche l'altro suo libro. E leggerò anche quello.
Non è facile parlare di morte e dei luoghi ad essa dedicati: spesso si può correre il rischio di essere fraintesi o mal giudicati. Giulia riesce nell'intento di portarci con sé nei suoi viaggi straordinari, per cui il cimitero non è un luogo-tabù, ma un luogo dove le vite si intrecciano dando origine a miriadi di storie che aspettano solo di essere scoperte. Pagina dopo pagina, traspaiono la passione che ha guidato la meticolosa ricerca e la profonda umanità con cui ogni fatto viene raccontato. Per ragioni personali, ho trovato particolarmente toccante la parte dedicata ai cimiteri del Vajont: un grazie di cuore a Giulia per aver parlato di questa immane tragedia, con le usuali delicatezza e precisione che la contraddistinguono.
Fin da piccola sono sempre stata una frequentatrice di cimiteri, da prima con i genitori per far visita ai parenti deceduti e poi man mano che crescevo da sola o con mio marito per scoprire le storie delle persone che non ci sono più, esplorando cimitiri un pò ovunque nel mondo...trovo che il libro di Giulia sia davvero bellissimo, sono tanti racconti pieni di storia, di aneddoti e che ti fan venire voglia di prendere e partire alla scoperta di questi luoghi di pace e di serenità...ecco questo mi trasmette questo libro e la sua autrice, sempre tanta pace e tanta serenità...oltre a tanti bellissimi racconti a me sconosciuti. Libro assolutamente consigliato per gli appassionati e i neofiti!
Ascoltare Giulia Depentor nel podcast Camposanto è stata davvero una piacevole scoperta: ha un modo davvero personale di raccontare storie e sensazioni, facendo pensare alla vita piuttosto che alla morte. Ascoltandola, mi è capitato spesso di pensare: “che bello sarebbe leggere un suo libro che racconti altre di queste storie”… ho comprato e letto subito questo suo libro, e nelle pagine c’è di nuovo la sua voce (sembra proprio di sentirla) a guidare per i cimiteri italiani (e non solo) e raccontando storie con grande sensibilità (la mia preferita rimane quella legata a Bologna)
Se avete la passione un po’ inusuale dei cimiteri, subite il loro fascino e li visitate con piacere, questo “Immemoriam” è un libro molto ben scritto che vi porta a spasso per campisanti alla scoperta di storie e di personaggi sconosciuti o anche solo dimenticati dallo scorrere del tempo. Giulia Depentor ci consegna un opera mai noiosa e che personalmente ho letto tutto d’un fiato.
Un tema appassionante scritto e trattato in modo superficiale. A tratti, come accade spesso nel podcast dell'autrice, pare si parli più della stessa anziché dei defunti; gli aneddoti sono comprensibili e accettabili, ma la loro presenza a certi livelli stona con il supposto intento di raccontare le storie di chi non vive più.
Il libro tocca alcuni temi interessanti, anche se si sente (forse fin troppo) che l'autrice non è una scrittrice. Lo stile è abbastanza popolare, diciamo che sembra un libro scritto da chiunque di noi. Comunque l'ho letto molto volentieri, tre stelle e mezzo.
Carine le storie ma il libro è abbastanza superficiale. Si nota che è stato scritto in fretta e non tiene conto,a mio parere,di eventi e persone molto più significative ed importanti di quelle che sono descritte.
Ho scoperto quest'autrice tramite un podcast che parla di cimiteri. Questo libro è pieno di vita e rispetto per i morti, celebri e non. Ottima lettura.
Giulia ha una grande passione. E in questo libro ce la racconta, la descrive, e ci porta con lei ad esplorare cimiteri. Un lavoro delicato, fatto in punta di piedi e con grande rispetto.
Molto interessante e utile. Ottima guida anche per chi volesse andare a visitare i luoghi menzionati in questo libro, provvisto di schemi, disegni e anche qualche foto, davvero molto carino
Grazie Giulia per questa carrellata di esplorazioni cimiteriali con il tuo stile e le tue emozioni! Speriamo tu possa raggiungere ancora più pubblico per rendere più vive le città dei morti.