La periferia è un luogo di depositi, dove i resti di vite danneggiate si sedimentano tra le carcasse di palazzoni cadenti. In questo soffocante oceano di cemento armato, due vite disperate cercano di non affogare: Martina, studentessa delle scuole medie schiacciata da una famiglia disfunzionale, e Umberto, spacciatore trentenne che si arrabatta come può per sopravvivere. Il rapporto che nasce fra loro è un edificio pericolante, che oscilla in bilico fra innocenza e desiderio, morbosità e manipolazione, amore e disprezzo.
192 pagine nere. Si sfiorano tante tematiche forti dall'autolesionismo alla pedofilia. Qual è il momento esatto in cui una vittima diventa carnefice? C'è davvero una vittima? E il carnefice chi è? Chi agisce o chi sta zitto pur vedendo? Il finale tragico è l'epilogo adatto a questa storia da brividi
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Oscuro e sorprendente. JiokE non delude mai quando si tratta di scavare nell'inquietudine. Un'opera che gioca magistralmente con la tensione del lettore e lo stile grafico accompagna perfettamente il tema del racconto. La narrazione ti trascina dentro velocemente, il finale l'ho trovato assolutamente spiazzante. Ormai ho un debole per lui.
Il fatto che io non senta parlare più spesso di questo autore mi sciocca e destabilizza, quasi quanto lo fanno le sue storie. - "Voglio il tuo cuore" parla del rapporto morboso e tossico tra Martina, studentessa delle medie con alle spalle una famiglia disfunzionale e instabile, e Umberto, uno spacciatore molto più grande della protagonista femminile. L'amicizia nata tra i due è complessa, torbida, ambigua, eppure i due sembrano non poter fare a meno l'uno dell'altra, complice l'incapacità di entrambi di relazionarsi con il resto del mondo. - Jioke, con il suo stile cupo e graffiante, racconta una storia cruda, violenta, una storia che tratta tematiche forti come abusi, dipendenza emotiva e bullismo. Non penso che ci si debba approcciare a questa graphic novel (ma a qualsiasi sua opera in generale) con leggerezza, perché tutto è trattato in maniera estremamente realistica e brutale, le sue opere non possono essere considerate intrattenimento, bensì una pura e "semplice" rappresentazione della realtà, di un mondo che nasconde molte insidie, le quali il più delle volte sono destinate a rimanere nascoste. Perchè diciamocelo, per un caso di cronaca nera, conosciuto, mediatico, quanti altri casi passano inosservanti, quante tragedie si consumano in silenzio? Personalmente ho percepito questa storia proprio in questo modo, come una tragedia che si è svolta lontano dagli sguardi altrui, ma non per questo meno devastante. Anzi, penso che possa far accrescere la consapevolezza che, in silenzio, molte persone hanno alle spalle realtà conturbanti, abusi e violenze delle quali magari non vogliono parlare. Questo dovrebbe essere un monito per ricordare a tutti di essere gentili o almeno di non dispensare cattiveria gratuita, perché non possiamo sapere cosa l'altro stia passando. - Spendo solo due righe per dire che questa volta, rispetto alle storie precedenti, il finale è stato molto più prevedibile, ma ciò non toglie la potenza che questo racconto porta con sé. Di conseguenza lo consiglio davvero caldamente, ma state in allerta per tutti i trigger warning presenti, ovvero praticamente qualsiasi cosa.