La notte delle beghine di Aline Kiner - Ed. Neri Pozza - 299 pagine
“Parigi, 1310. Nel quartiere del Marais, sorge un’istituzione unica in Francia: il grande beghinaggio. Fondato da Luigi IX, l’edificio ospita una comunità di donne inclassificabili, sfuggenti a qualunque definizione: sono le beghine che hanno scelto la vita monastica ma senza i voti. Il claustro dove lavorano, studiano e vivono affrancate dall’autorità degli uomini, è un’oasi all’interno della città, un’isola ben protetta dal mondo esterno”.
Sullo sfondo della Parigi medievale scorrono le storie delle beghine, delle loro vite private che si intrecciano alla storia dell’istituzione, che di lì a pochi anni verrà condannata e vietata dai decreti di Vienne.
L’ombra di tempi bui sta per abbattersi sul cielo di Parigi.
Il processo ai Templari, accusati dei crimini più nefandi, accende l’animo di molti in città, e lo spettro dell’eresia e della stregoneria si aggira nel Regno a seguito dell’arresto di una beghina proveniente da Valenciennes, Marguerite Porete, colpevole di aver scritto un libro, Lo specchio delle anime semplici, in cui si prende la libertà di criticare chierici e teologi.
Tra un rogo dell’Inquisizione e una pubblica gogna, mentre la Storia scorre e l’ordine dei Templari viene sciolto, incontriamo Ysabel, vecchia beghina, vedova, responsabile dell’ospedale e della produzione di medicamenti a base di erbe, Agnes, che la aiuta e alterna ammirazione e invidia, e Ade, anch'essa vedova, che fa scuola alle più giovani. Le loro abitudini vengono sconvolte dall’arrivo di Maheut la rossa, una ragazzina in fuga dal marito violento, prostrata, spaventata, inseguita da un inquietante frate francescano.
Scelgono di difenderla per difendere, insieme, la propria indipendenza e libertà.
Dal momento in cui la accolgono, la linearità delle loro vite verrà scompaginata e un susseguirsi di fatti, silenzi, verità occultate e ricatti le porterà - tutte quante - a vivere esperienze che mai avrebbero immaginato.
Un romanzo storico erudito, ma dalla prosa elegante, con uno stile vivace e fluido.
Neri Pozza non sbaglia un colpo, almeno per il mio gusto. Romanzi davvero interessanti, trame ben costruite, ottime traduzioni, testi di livello e ricerca storica esaustiva. Completamente appaganti, non manca nulla! Sono restata incollata alle pagine non sapendo cosa aspettarmi come conclusione.
“… come gli strarti delle cipolle, i momenti della vita non scompaiono, ma si depositano, gli uni sugli altri. Al centro della pianta che cresce, si arrotonda e si deforma, il germoglio, che ne determina la natura, resta lo stesso”.
In un momento storico cruciale, eroine solidali e sovversive non esitano a fare propria la battaglia contro l’oscurantismo e per la libertà delle donne.