Questa è la storia di due amici, di due madri, di due mogli. Siamo fra Sciacca e Pertuso Piccione, nella Sicilia occidentale. Giovanni e Santino hanno sognato entrambi un dolce riscatto, fra il volo di Gagarin, il cinema americano e la bellezza del paese in cui vivono. Giovanni deve soddisfare le ambizioni sociali della madre Cettina, Santino vuole salvare la madre Assunta dal destino equivoco al quale si è esposta per mantenere la famiglia.
Cosa ci succederà da grandi? E cosa vuol dire diventare grandi? Che masculi saremo? Non hanno tempo di darsi delle sono assorbiti progressivamente da accordi chiusi sopra le loro teste. Santino diventa un principe del calcestruzzo, che accetta commesse sempre più ricche e sempre più manovrate. Giovanni, avvocato, raccomandato da personaggi ambigui e potenti, mette la sua abilità di uomo di legge al servizio di chi la legge la usa per nascondere il vantaggio di pochi contro il bisogno di molti. Fanno entrambi ottimi matrimoni e trionfano nei cupi anni Ottanta, gli anni terribili delle guerre di mafia.
Anna, avvocatessa impegnata, specializzata nel diritto delle acque, vorrebbe "salvare" Giovanni, sposato alla ricca Veronica. Margherita, moglie devota, assicura a Santino una vita famigliare che sembra al riparo dal sangue e dalla violenza. Ma l'edilizia, pubblica e privata, non consente trasparenze né giustizia e i due amici vengono risucchiati in una spirale senza scampo. Resistono solo i barbagli dell'adolescenza e la smagliante bellezza di Assunta, incarnazioni di una Sicilia sognata, che non smette di sognare il proprio bene.
Quello di Simonetta Agnello Hornby non è solo un romanzo su una mafia che magari non spara ma governa l'economia dell'isola, è soprattutto una storia sul potere feroce della famiglia e sul desiderio struggente di tornare alla terra in cui sono radicate identità e speranza.
Simonetta Agnello Hornby è nata a Palermo nel 1945. Cittadina italiana e britannica, vive dal 1972 a Londra, dove ha svolto la professione di avvocato dei minori ed è stata presidente dello Special Educational Needs and Disability Tribunal. Ha esordito con La Mennulara (Feltrinelli, 2002, nuova edizione arricchita e graphic novel a cura di Massimo Fenati, 2019). Fra i suoi titoli più celebri, La zia marchesa, Boccamurata, Vento scomposto, La monaca, Il veleno dell'oleandro, Caffè amaro, Nessuno può volare, Piano nobile, Punto pieno (tutti Feltrinelli), Un filo d'olio (Sellerio) e La mia Londra (Giunti). Ha scritto con il figlio George il racconto per ragazzi Rosie e gli scoiattoli di St. James (Giunti). Con Mimmo Cuticchio ha scritto Siamo Palermo (Mondadori, 2019) e, con Costanza Gravina, La cuntintizza. Piccole ragioni della bellezza del vivere (Mondadori, 2022). Nel 2018 il presidente della Repubblica le ha conferito l'onorificenza dell'Ordine della Stella d'Italia nel grado di Grande Ufficiale.
Simonetta Agnello Hornby is an Italian lawyer and writer born in Palermo in 1945, who later acquired British citizenship. She left Sicily at the age of 21 to get married in England. Simonetta Agnello Hornby studied English at Cambridge before returning to her native Sicily to complete a law degree. Armed with a Fullbright grant she moved to America for a year to furthered her studies. She returned to the UK to begin a legal career and to live and later marry the Englishman she had met in Cambridge with whom she had two children. She has been living in London since 1972, and is the President of the Special Education Needs and Disabilities Court.
Mi ha lasciata perplessa. L'autrice si è dilungata sulla giovinezza dei protagonisti per poi buttare via in un attimo l'età adulta, decisamente più complessa. Secondo me, non è riuscita a caratterizzare bene i personaggi, non riuscivo ad affezionarmi a nessuno e, ancora a metà libro, confondevo i ragazzi, le madri e le rispettive storie. Dalla Hornby mi aspettavo qualcosa di più
La scrittura della Hornby ha il potere di trasformare un racconto in poesia. La storia di un'amicizia che ha per sfondo la Sicilia in un avvicendarsi di gioie, ambizioni e dolori
Con una scrittura pulita, scorrevole, l'autrice ci porta nella Sicilia degli anni cinquanta fino agli anni novanta. Regione incantevole per la bellezza dei territori e per il patrimonio lasciato dai popoli che l'hanno abitata, ma anche terra sofferente per eventi naturali e per mano dell'uomo. Quelli raccontati sono anni difficili che realmente hanno conosciuto la tragicità delle cosche mafiose, delle collusioni, della lotta Stato-mafia. Il tema non è nuovo neppure per l'autrice, ma il libro è gradevole. Ben delineati i personaggi che incarnano l'anima della Sicilia, con le loro auree di mistero, le asperita' del carattere. Ben risalta la forza delle donne, madri che tengono in pugno i figli, austere o passionali, ma che non smettono di combattere per quello in cui credono. I protagonisti sono due amici con i loro sogni e le loro fantasie di adolescenti, ma negli anni le loro ambizioni e la voglia di affermarsi li porta a intrecciare legami pericolosi. Frequentano scuole e città diverse, uno diventerà costruttore e l'altro avvocato, un rapporto di amizia e di collaborazione fino a quando i fatti precipitano. Nel finale le vicende si ricompongono perché "la vita è passata su di loro come un treno in corsa", ma almeno si possa dire che erano bravi ragazzi.
Bellissimo libro, devo dire che la Hornby non delude mai le mie aspettative.
La storia, come tutti i suoi libri, si ambienta in Sicilia, tra il capoluogo e i paesi di Sciacca e Pertuso Piccione, quest'ultimo un paese inventato... forse perché è una sorta di "paradiso" che tutti noi vorremmo avere, un paese calmo affacciato sul mare dove la freneticità della vita non esiste e i problemi appaiono lontani.
Eppure questo paese inizialmente viene mal visto dai personaggi principali, perché come tutti i piccoli paesi sono tristi, retrogradi e poco aperti alle possibilità che la vita mette a disposizione. "E' piccione di nome e di fatto, impicciata sulla collina come gli uccelli nel vischio delle trappole. Chi ce la fa a volarsene via di qui?"
Giovanni Canetti e Santino Niscemi sono i due veri protagonisti della storia, si sono conosciuti a Sciacca dove il primo aveva la madre e il secondo la famiglia intera.
Giovanni viveva con i nonni di Pertuso Piccione fin da quando era bambino. Là aveva due amici: Sergio e Luigi ed insieme si definivano: "Noi tre siamo una società segreta, e non ci tradiremo mai". Erano ragazzi pieni di aspettative e di voglia di fare... ma quando la mamma del protagonista in questione, Cettina, decide di vietargli Pertuso per focalizzarsi sugli studi nel rigoroso collegio di Palermo, i tre si perderanno di vista... per sempre. Più avanti verranno definiti "Perduti sono!".
Santino era un amico di infanzia di Giovanni, illusorio per la prima parte di vita di Giovanni, fondamentale nella successiva. Anche'esso figlio di una ricca famiglia, caduta in disgrazia però dopo il fallimento dell'azienda di tessuti familiare. La mamma Assunta, una vera "donna siciliana", non si è afflitta e ha dato tutto per assicurare all'unico figlio un futuro onorevole. Santino riuscirà a studiare e in contemporanea a farsi conoscere nel mondo del lavoro. Il mondo delle costruzioni.
Tutti noi sappiamo per fatti di cronaca indelebili del nostro Paese, come l'impresa edilizia tiri avanti in Sicilia e questo, nella storia, dovrebbe già essere un campanellino di allarme sul prosieguo del racconto.
Entrambi i protagonisti studieranno, si sposeranno, saranno contenti e la loro solida amicizia continua a prosperare. Santino imprenditore e Giovanni avvocato. Due professioni di tutto rispetto... in un mondo "normale".
Santino si unisce a Margherita con cui faranno due figli, Rachele e Giuseppe; mentre Giovanni si sposerà con Veronica, una ricca del Nord con cui non avrà figli e con cui l'amore non nascerà mai. Sì, perché Giovanni è da sempre innamorato di una sua collega, conosciuta durante gli studi, Anna. Una faccia tosta potremmo dire che però in più occasioni tenta di salvarlo dall'irrecuperabile.
Le prime minaccie mafiose arrivano a Santino come dei semplici esempi, il collega cementificato, un altro morto... avvertimenti telefonici e il suo avvocato Giovanni, dopo aver ricevuto anch'esso delle minacce, cerca di invogliarlo a lasciare l'isola per del tempo. Santino non ne vuole sapere.
La storia procede e Santino non si renderà mai conto propriamente dei fatti fino a quando non viene arrestato per un ponte caduto, la scusante è la mancata restaurazione e solo allora il fedele amico Giovanni decide di "abbandonarlo"... forse perché anche lui è colluso dalla silenziosa Mafia Siciliana, senza prima aver ridotto la sua pena. Scrive una bellissima lettera a Santino e si ritira nella sua casa di Pertuso Piccione in attesa di decidere cosa fare di sè. La storia vi rivelerà il seguito!
Valuto questo libro con 5 stelle su 5, perché è una storia bellissima scritta divinamente. Bello che siano stati fatti i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
"Si tratta solo di stabilire dove andare, e a quel punto si va il più lontano possibile."
*2,5 Takový hodný kluk Má formou vyprávění, kdy jakoby hlavního hrdinu po celou dobu někdo doprovázel a mluvil o něm, jak ho vidí pro mne takovou divnou pozici, kdy si nevím, co o tom myslet. Je to takové divné. Kniha poukazuje na život na Sicílii, kdy začínáme v dětství, řešíme, život u babičky, přátelství, školu, rodinu, všechno je tak nějak předem nalajnováno a Giovanni nám jde přesně podle dané linky, nikde nevybočí... je to velká nuda a jediné, co je pro mně k něčemu je to druhotné sledování okolí a přirozeného života v dané oblasti. Jinak nic nepředvídatelného, nic, co bych už jinde ve více zábavné formě nečetla. Popravě, chtěla jsem z té knihy mít radost a bylo mi líto, že je na všech frontách tak špatně hodnocená, ale nakonec i pro mne byla takové vejdi a neuškoď... prošla a mám obavu, že za týden nebudu nic vědět. Nezískala si mne a ani jedna postava pro mne nebyla taková, že bych si ji oblíbila.
La scrittura di Simonetta Agnello Hornby è sempre chiara e semplice. In questo ultimo suo lavoro due adolescenti di un paesino siciliano, Santino e Giovanni, guidati dalle rispettive madri ( una sorta di matriarcato in cui le figure maschili sono in secondo piano) che nel tempo, dagli anni Cinquanta al 1990, prendono strade diverse per rincorrere il successo e la ricchezza raggiungibili solo grazie alla connivenza di personaggi mafiosi che fanno affari nel mondo degli appalti. La scrittrice quindi ripercorre la strada che porta alla cementificazione di città come Agrigento e Palermo e al mondo affaristico alimentato dal sottobosco mafioso. Tutto è dominato da una politica edilizia fatta di abusi e sopraffazioni, senza regole, che deturpa l’ambiente e il territorio. La fine quindi non può essere che tragica.
C'è tutta la Sicilia in questo romanzo: la bellezza dell'infanzia e dei legami che si instaurano, le scelte che si compiono per la propria crescita come esseri umani e ambiziosi professionisti e lo scontro di queste ambizioni con le brutture di un sistema di potere malato e corrotto. Si parla di mafia, di appalti, di scelte, di legami, sogni e rassegnazione. Mi aveva stupito la scelta di S.Agnello di protagonisti maschili, ma poi mi sono ricreduta scoprendo che anche qui le figure femminili fanno da burattinaie dietro le quinte muovendo i fili del racconto e delle vite degli uomini. Consigliato.
In questo libro si riscopre il grandissimo amore della scrittrice per la sua magnifica terra, la Sicilia. Con coraggio approfitta di questa storia e dei suoi protagonisti, per denunciare gli orrori e gli scempi edilizi, ambientali, economici della mafia, grande cancro che zavorra una terra speciale.
Siamo in Sicilia, la terra dell’autrice. È la storia di due ragazzi legati da una forte amicizia che arriveranno a scontrarsi. Un romanzo sulla mafia. La scrittura ti permette una lettura scorrevole ma con un linguaggio ricercato e mai banale.
Avevo letto un paio di romanzi di questa autrice e ne avevo un ricordo diverso: ho ritrovato la scrittura scorrevole, la capacità di farti immergere nella realtà descritta ma al contempo ho faticato a seguire il filo della storia. Per me troppo dispersiva, non lo consiglio.
Ho appena terminato di leggere l'ultimo libro di questa bravissima autrice e sono rimasta soddisfatta. Si legge bene e velocemente e racconta la storia di due amici Santino e Giovanni travolti dalla mafia siciliana.... Finale inaspettato.
La storia scorre, la scrittura di Hornby sicuramente aiuta, ma rimane un velo di superficialità e poco approfondimento sia per la trama affrontata che per i personaggi. Impossibile legarsi a uno dei protagonisti, mai caratterizzati a dovere e facilmente confondibili tra loro se non si presta attenzione; più e più volte mi sono dovuta fermare e fare mente locale per ricordarmi chi fosse madre di chi.