Kaizen è una parola giapponese che ne mette insieme due: kai, che sta per “cambiare”, e zen, che vuol dire “migliore”. Significa quindi cambiamento in meglio o ancora, aggiungendo una sfumatura intraducibile che indica lo sforzo costante, miglioramento continuo. Oggi più che mai sappiamo come le circostanze possono cambiare e anche repentinamente. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle quanto sia complesso adattarsi a un grande cambiamento. Per la maggior parte di noi affrontare una nuova realtà è faticoso, stressante, a volte semplicemente impossibile. In Giappone, all'indomani della Seconda guerra mondiale, ha preso corpo una filosofia che ci viene ora in aiuto: quella del cambiamento continuo a piccoli passi, verso una condizione migliore. Si tratta di un metodo che consente, attraverso quattro fasi, di sbloccare una situazione di stallo e definire con gradualità degli obiettivi, verificando e perfezionando sempre più l'intero processo, in modo da riuscire a raggiungere un risultato. Applicato alla vita di tutti i giorni, il kaizen ci permetterà di compiere poco alla volta, con perseveranza, anche su una via impervia un lungo percorso e ci farà scoprire di cosa siamo incredibilmente capaci.
NON COMPRATE NÉ LEGGETE QUESTO LIBRO e risparmiate tempo e denaro per qualcosa di più utile (o più piacevole).
L’ho preso tempo fa pensando di avere un manuale leggero sulla filosofia Kaizen, oltretutto mi aspettavo qualcosa più legato al business (mea culpa: copertina rosa=no business). La delusione è state veramente grande e sento di aver letteralmente perso qualche ora di vita che non riavrò più, peccato non si possa mettere 0 stelle, se no l’avrei fatto.
In tre punti ecco qui perché questo libro è da evitare: 1. Se intitoli un libro “kaizen” mi aspetto che parli di kaizen, non solo di PDCA, liquidandomi con “ah beh, parlo di PDCA perché è kaizen” in due righe nell’introduzione del libro. Già a quel punto avrei voluto chiedere il rimborso. 2. Se compro un saggio, non voglio leggere principalmente dei fatti tuoi e delle tue emozioni. Se hai bisogno di sfogarti, chiama qualcuno che ti ascolti, ma riempire un manuale sul cambiamento con “io, io, io” non mi sembra un’idea geniale. Soprattutto perché non so chi sei e non sono particolarmente interessata ai tuoi problemi con la tua famiglia quando vai in vacanza. 3. Giusto per non farci mancare nulla: perché non ci buttiamo dentro anche citazioni di chiunque? Chiamiamo in causa altre persone sconosciute come se io dovessi sapere chi sono? E poi buttiamoci dentro anche un po’ di religione.. eh si perché compro un libro che dice di parlare di filosofia giapponese e l’autrice parla più spesso di angeli e Gesù, non fa una piega 🙄
Se state cercando un libro sulla filosofia giapponese del kaizen, guardare altrove. Se volete uno di quei mille manualetti tutti uguali che ti dicono cosa fare passo passo per cambiare nella vita, questo è uno dei tanti che potete leggere.
Worst book I've ever read, there are good inspirational quotes inside it (from other authors), but when it's the writers' turn to say something meaningful, it sounds like it was written by a child. I don't know if the book was meant to be helpful, but coming from a clearly privileged person it sounds pointless to say the least. I'm just glad I didn't pay to read it
Ho impiegato diverso tempo a leggere questo libro su suggerimento della stessa autrice. Non è stata una lettura difficile, ma ammetto di essermi spesso persa a pensare agli affari della Vanbremeersch piuttosto che al testo in sé, forse perché lei stessa spinge il lettore a entrare nella sua vita privata e analizzarla. Senza volerlo, e con non poca vergogna, a volte mi sono trovata persino a giudicarla.
Non me la sento di “recensire” questo saggio, per il momento — in alcuni momenti l’ho apprezzato, in altri avrei voluto abbandonarlo e in altre occasioni ancora mi sono addirittura sentita annoiata da quello che stavo leggendo.
L’unica cosa che posso dire con certezza è che è una lettura senza pretese — come dice Christie stessa, “non bisogna crederci perché funzioni” — e che in alcune istanze può dare spunti utili per migliorare la propria vita, o comunque sviluppare un pensiero differente (o in più) su una questione che prima ritenevamo comune. Non è stata, quindi, una totale perdita di tempo, e anzi lo consiglio a chi vuole “staccare” un po’.
Un libro di self-help controverso: probabilmente il percorso narrativo non rispecchia le aspettative di approfondimento sul Kaizen con una declinazione orientale così come proposto nel titolo ma alla fine fornisce elementi, con un tono molto personali, per un percorso di cambiamento e crescita personale. La parte più corposa è incentrata sulla metodologia PDCA — Plan, Do, Check, Act che diventa Pianificare, Dare Vita, Controllare, Adattare — con spunti per gestire un processo di cambiamento. Spunti interessanti, declinati sull'esperienza personale dell'autrice, non un metodo formale vero e proprio. Interessanti gli ultimi capitoli sulle 5S e il Just in Time del metodo Toyota. Anche in questo caso informazioni basilari ma adeguate per una loro applicazione iniziale.
Non sapevo bene cosa aspettarmi da questo libro, ma speravo di trovare spunti pratici per applicare il kaizen: qualche cenno storico o magari esempi concreti di come sia stato usato in Giappone quando il concetto è nato; strumenti utili per l'utilizzo del kaizen nella vita quotidiana, nella finanza personale (e non), etc. Invece, come accade a molti libri di questo genere, il testo si riduce a ripetere sempre le stesse idee, arricchite più che altro da episodi di vita quotidiana dell’autrice e da continui rimandi alla religione cristiana a mio avviso fuori luogo. Un libro che può forse piacere a chi desidera un racconto leggero e motivazionale (o a chi vuole conoscere la vita dell'autrice...), ma non a chi cerca approfondimento o strumenti concreti.
Si scrive "kaizen di C. Vanbremeersch" si legge "ti racconto nel modo più noioso e meno ispirante possibile la mia vita, così che tu non apprenda niente di kaizen e io mi sono sfogata come fossi dallo psicologo". Suggerisco all'autrice non solo di organizzare la sua vita ma se vuoi rendere interessante un libro di impiegare più tempo di una giornata a capitolo, davvero questo pressapochismo si intuisce alla grande leggendo. Un'altro conto è se l'autrice voleva fare due soldi in più su un prodotto ben impaginato, su questo non ho da dire niente.
Voi però non compratelo, scaricatelo illegalmente se proprio volete sapere cosa fa questa signora nella sua quotidianità
Libro interessante per chi si approccia per la prima volta a questi temi, a me è piaciuto per vari motivi e la parte iniziale mi è piaciuta perché con leggerezza e semplicità racconta bene e introduce al tema.
Ci sono alcuni momenti autoreferenziali, però non è un manuale definitivo e il costo anche è relativamente basso.
Ci sono alcuni punti da rivedere ma ci sono vari spunti interessanti che a me hanno aiutato molto (pdca)
Niente di eccezionale o rivelatorio. Una lettura leggera, con qualche spunto che può tornare utile in mezzo a pagine totalmente off-topic. Può andare bene come lettura da viaggio non impegnativa.