Nel Regno delle Cinque Capitali regna la pace da oltre mille anni. Qui i Poeti, dispensatori di bellezza, creano opere d’arte capaci di incantare gli abitanti, al solo scopo di rendere l’esistenza più gradevole. Un esercito misterioso, però, minaccia i Poeti e i villaggi dove risiedono. Le Làoian, le spietate donne a capo dei soldati, vogliono catturare ogni membro della Casta, e per farlo sono disposte a tutto. Il giovane Poeta Auren, affiancato dal suo Sigillatore, Gylleal, e dall’impertinente figlia del capo villaggio, Iria, sarà costretto a un viaggio attraverso l’Evèria. Nel difendere i suoi amici, Auren scoprirà un potere nascosto nelle trame della sua magia, una forza di cui non conosceva l’esistenza. La magia dei Poeti non crea solo bellezza, ma può essere usata per altri scopi: perché nessuno, neanche il suo maestro, gliel’ha mai insegnato? Cosa si nasconde dietro il potere dei Poeti? Durante la fuga, i tre compagni scopriranno dell’esistenza di Vilènd’ara, la Città segreta dei Poeti, nuova meta da raggiungere prima che la Strega dell’Acqua metta fine all’esistenza della Casta. Prima che la verità sul suo potere venga persa per sempre.
Chiara Zanini Nata a Istanbul da genitori friulani, dopo aver vissuto in varie città italiane si laurea in Scienze Politiche e si stabilisce a Venezia.
Lettrice vorace da sempre, da qualche anno ha scoperto la passione per la scrittura. Le piace sperimentare, cimentandosi in ogni genere di narrazione, ma ama in particolare il fantasy, la fantascienza e i racconti di ambientazione storica.
Finalista in vari concorsi letterari, nel 2007 si è classificata al secondo posto nel concorso Parole in corsa – edizione di Venezia e nel 2009 nel concorso Utopia, organizzato dall’Associazione Culturale Il sentiero dei draghi. Diversi suoi racconti sono apparsi in antologie di autori vari, tra cui: Il Veneto del futuro edito dalla Casa Editrice Marsilio, Scrivere è viaggiare. Con trasporto, edizioni Full Color Sound, 365 racconti sulla fine del mondo di Delos Books edizioni, I brevissimi – II edizione Casa Editrice Freaks, Le prime volte Casa Editrice Mondoscrittura, I mondi del fantasy II Casa Editrice Limana Umanita e 365 racconti di Natale di Delos Books edizioni.
NON ringrazio Lumien Edizioni per avermi fornito la copia, perché ora dovrò attendere il secondo libro per chissà quanto tempo dopo quel finale TOTALMENTE ILLEGALE.
Il Regno delle Cinque Capitali è pacifico, tranquillo, ormai guerre e conflitti fanno parte del suo passato. La magia esiste, ma è utilizzata solamente dai Poeti e i loro Sigillatori: i primi, tramite la loro magia, utilizzano la natura, foglie, sabbia, per creare vere e proprie opere d’arte, donando meraviglia e leggerezza; i secondi, uniti ai loro Poeti attraverso un profondo legame, sigillano, bloccano e preservano queste opere. Il nostro protagonista, il giovane Poeta Auren, vede la sua esistenza pacifica venire improvvisamente sconvolta dall’attacco di una forza potentissima: sembra infatti che un esercito inarrestabile, che utilizza la magia con violenza, manipolando la natura per attaccare e distruggere, stia radendo al suolo interi villaggi per rapire i Poeti. Auren, quindi, insieme al suo Sigillatore Gylleal e all’intrepida Irea, decide di partire per una missione pericolosissima, nel tentativo di fermare questo esercito, avvisare gli altri villaggi e, nel mentre, capire i segreti che la sua magia nasconde.
Questo libro inizia MOLTO velocemente. Nel prologo non facciamo in tempo a conoscere il nostro protagonista che SBAM viene scelto per diventare Poeta, viene addestrato e conosce il suo Sigillatore. Da lì in poi, però, sono riuscita a immergermi meglio nella storia e a conoscere veramente i nostri protagonisti.
Questa è una storia dal sapore molto classico. Mi ha dato un senso di conforto incredibile: mi ricordava Fairy Oak, Eragon, Le Cronache del Mondo Emerso, e anche le atmosfere de Il Nome del Vento di Rothfuss. Nonostante il ritmo sia incalzante e la posta in gioco alta, ogni volta che aprivo il libro mi sentivo calma, sicura, tranquilla. La prosa è insieme leggera, fine e a tratti aulica: secondo me, perfetta per un libro che unisce il fantasy più classico a qualcosa di più moderno e “giovane”.
I personaggi sicuramente hanno contribuito tanto al mio amore per questo libro, soprattutto i personaggi principali. Anche qui, un elemento quasi tradizionale del fantasy: il trio di amici. Mi hanno ricordato tanto il trio di Colei-che-non-deve-essere-nominata, il trio dell’Ultimo dominatore dell’aria (Avatar, non quello con gli omini blu), Han Solo, Luke e Leia, solo per nominarne alcuni. Gylleal e Iria sono diventati i miei protetti, li adoro. Il loro leggerissimo accenno di romance è stato a-d-o-r-a-b-i-l-e, con tutta la dolcezza e l’imbarazzo dei primi amori. E il fatto che si ostinino a far finta di odiarsi…di nuovo, adorabili! Auren, invece, nonostante sia il protagonista, è il personaggio con cui sono riuscita a empatizzare di meno. È forse quello meno “umano”. In quanto Poeta, e visto anche il suo vissuto, è abituato a tenere un comportamento più distaccato, poco governato da emozioni travolgenti. Spero che nei prossimi libri possa sclerare un po’ di più. Un po’ come ho fatto io una volta concluso questo libro. COME SI FA A FAR FINIRE UN LIBRO COSÌ??
“Il volo del gheppio” è un volume introduttivo, e si sente: dobbiamo ancora scoprire tanto del worldbuilding, del sistema magico, degli antagonisti e del protagonista stesso. Ma riesce comunque a fare immergere il lettore in un mondo magico e fiabesco. Davvero consigliato soprattutto se volete risentire le atmosfere del fantasy più nostalgico.
Ho deciso di pubblicare questo libro perché è riuscito a farmi emozionare di nuovo davanti alla magia come hanno saputo fare i grandi classici della narrativa fantastica. È una lettura accogliente, calda e serena con un sistema magico unico e affascinante!
Questo libro era là in lista che mi chiamava da un bel po' di tempo e finalmente il suo momento è giunto fra le letture iniziali di questo 2025. Il pugnale dei poeti - Il volo del gheppio è un fantasy italiano nato dalla penna di Chiara Zanini e si è rivelato un vero gioiellino, perfetto per gli amanti di questo genere. Si tratta di un'opera che strizza l'occhio agli high fantasy classici, stile Il signore degli anelli per intenderci, ma che al contempo si tinge di sfumature che virano al cozy, poiché tende a soffermarsi su quei momenti intimi e quotidiani che costellano le avventure dei personaggi, senza contare un ritmo più pacato nella narrazione. Devo ammettere che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo titolo, sebbene presenti tutte le caratteristiche tipiche di un primo libro, e perciò nel complesso risulti molto introduttivo. Pian piano, l'autrice accompagna il lettore nel suo mondo narrativo, introducendolo al worldbuilding e agli interessanti personaggi. Il risultato è un libro leggero e piacevole, un po' lento nella parte iniziale, ma che nella seconda metà ingrana tantissimo, lasciandoci dopo l'epilogo pieni di dubbi e domande in vista del prossimo volume. Ma procediamo con ordine. Fin dalle prime pagine, l'aspetto che più mi ha affascinato e fatto innamorare de Il pugnale dei poeti è stata la scrittura dell'autrice. Chiara ha una penna davvero magica e delicata, capace di trasportare il lettore nel suo mondo ricco di magia e bellezza. Grazie ad una scrittura curata ed evocativa, riesce a rendere le sue descrizioni fortemente immersive, dando quasi l'impressione che le sue ambientazioni siano vive. Mentre leggevo, ho proprio avvertito la sensazione di camminare assieme a Auren, Gylleal e Iria in mezzo a prati verdeggianti, boschi fitti e città brulicanti di vita, ho respirato l'aria fresca delle montagne e sentito il brivido freddo delle acque del fiume sulla pelle. Trovo che lo stile dell'autrice si addica molto all'impronta quasi malinconica dell'opera, un racconto smarrito nel tempo e rievocato adesso tra le pagine. Accanto allo stile, un altro punto positivo a favore di questo libro a mio avviso sono i personaggi. Ne Il pugnale dei poeti seguiamo il giovane Auren, membro della Casta dei Poeti e perciò figura da sempre rispettata in modo quasi reverenziale, nel viaggio che sarà costretto ad intraprendere assieme al suo Sigillatore Gylleal e alla giovane Iria. I tre ragazzi, inseguiti da un pericolosissimo esercito che dà la caccia proprio ai Poeti, cercheranno a tutti i costi di raggiungere un luogo sicuro dove rifugiarsi, ma le cose non andranno secondo i piani. Già dalla trama, con il tema del viaggio e la presenza di nemici insidiosi che minacciano la quiete del mondo, avvertiamo il sapore dei fantasy classici. Sarebbe pertanto facile credere che anche i personaggi seguano un po' quelle caratteristiche, divisi nettamente in buoni e cattivi. Nulla di più sbagliato, poiché ne Il pugnale dei poeti i personaggi sono tutti sfaccettati e tridimensionali, molto più pieni di difetti e vulnerabilità di quanto sembri, e questo ci porta ad empatizzare facilmente con loro. La stessa distinzione fra bene e male, fra giusto e sbagliato, assume contorni quanto mai indefiniti, aspetto dell'opera che ho assolutamente adorato. Il mio personaggio preferito è stato proprio Auren, un ragazzo taciturno dal passato tormentato, che da un giorno all'altro scopre di possedere la magia dei Poeti. Auren è un protagonista particolare, lo potremmo quasi definire un antieroe. Il suo obiettivo è sopravvivere alla minaccia che ha stravolto la sua vita, non è intenzionato, almeno per ora, a compiere chissà quali grandi gesta. Eppure si troverà a fare i conti con un potere misterioso e sconvolgente, diverso da quello di un semplice Poeta. Durante il viaggio, vediamo Auren affrontare le conseguenze della paura che infetta i cuori dei cittadini del regno, mentre deve imparare a convivere con il potere che si manifesta in lui e con un corpo troppo fragile per contenerlo. È un ragazzo con un carattere difficile, abituato ad esigere il rispetto dovuto ad un membro della Casta e perciò talvolta brusco e prepotente, costretto a prendere scelte complicate e spesso moralmente non corrette, ma anche restio a mostrare le proprie vulnerabilità al mondo e pronto a tutto per difendere coloro a cui tiene. Ho amato il rapporto che si crea fra Auren e i suoi amici, una bellissima found family che mi ha davvero scaldato il cuore in alcuni momenti. Ho adorato Iria e la sua irruenza, il suo coraggio e la sua voglia di mettersi sempre in gioco, anche se questo la porta ad essere decisamente troppo impulsiva. E ho apprezzato tanto Gylleal, all'apparenza un ragazzo pigro e svogliato, ma che dimostra invece un'enorme sensibilità e una grande forza d'animo. Come il suo ruolo prevede di sigillare le opere del suo poeta, bloccandole nel tempo e nello spazio, così Gylleal diventa un punto fermo per Auren, impedendo all'amico di volare via e di perdersi nella sua magia e negli incubi che lo tormentano. Dolcissimo è anche il rapporto fra Gylleal e Iria, il loro legame è davvero tenero e delicato. Se da un lato, quindi, troviamo Auren, un personaggio positivo ma che non sempre sceglie di intraprendere la strada moralmente più salda per poter proteggere sé stesso e i propri amici, dall'altro ci sono i nemici del Poeta, gli invasori del regno delle Cinque Capitali. L'esercito spietato è guidato dalle Làoian, donne misteriose con il potere di controllare l'acqua. Non sappiamo ancora molto di loro, ma le vediamo passare da gesti crudeli di massacri e uccisioni, a momenti quotidiani assieme agli uomini e alle donne dell'esercito. Ho apprezzato la scelta di mostrare come anche i nemici abbiano delle vite, amicizie e legami come tutti, e non siano semplici antagonisti da eliminare. Tutto ciò rende appunto più difficile parlare di bene e male, ma piuttosto di differenti forze che si incontrano in una vicenda della quale sappiamo ancora troppo poco. A tal proposito, questo è un punto importante del libro. Come dicevo anche in precedenza, Il pugnale dei poeti è un libro introduttivo e l'impressione che si ha leggendolo è proprio quella di avere tra le mani un primo volume, che ci avvia alle vicende dei protagonisti, mettendo su un castello di domande, alle quali però non troviamo risposta. Ben poche sono le certezze che il libro ci lascia alla sua conclusione. Non sappiamo quali segreti siano celati dietro la magia dei Poeti, né cosa vogliano davvero le Làoian e il loro esercito. Nonostante questo, la trama risulta comunque scorrevole, momenti tranquilli si alternano a scene più dinamiche e ricche di tensione. Ci sono alcuni capitoli davvero intensi, sia per l'emotività contenuta che per i risvolti angoscianti della storia. Volendo trovare un difetto al libro, direi forse la lentezza della parte iniziale. Nei primi capitoli ho faticato un po' ad entrare in sintonia con i personaggi, complice anche una serie di eventi poco avvincenti; tuttavia, superata la metà del libro, la storia ha preso un piega completamte diversa, catapultando il lettore in vicende dinamiche e piene di emozioni differenti. Fino ad arrivare ad un finale che ci lascia carichi di domande e soprattutto preoccupati per quello che capiterà ai protagonisti. Per ultimo, voglio parlare del worldbuilding. Ho già detto quanto abbia apprezzato l'ambientazione, tanto semplice quanto suggestiva grazie alla scrittura coinvolgente dell'autrice, che ha saputo imprimere bellezza ogni descrizione. Mi ha ricordato un po' l'anime di Frieren, sia a livello di paesaggi che anche degli stessi personaggi e delle tematiche trattate. Ad ogni modo, in questo primo volume esploriamo solo una piccolissima parte del regno delle Cinque Capitali, ma confido che nei prossimi volumi espanderemo decisamente questi confini. Riguardo il sistema magico, ho apprezzato tanto l'idea della figura dei Poeti, persone dotate di poteri magici che usano la magia per creare bellezza, trasformando materiali come sabbia, foglie o terra in autentiche opere d'arte. Interessante anche il modo in cui viene descritto il potere del controllo dell'acqua esercitato dalle Làoian. In generale, sembra che la magia ruoti attorno agli elementi naturali, di cui peraltro si parla nel libro. Tuttavia, al momento non sappiamo molto sui veri poteri di Auren e su cosa si nasconda dietro la magia dei Poeti, per cui sono curiosissima di leggere il secondo libro della saga, in cui immagino che capiremo qualcosa in più del funzionamento del sistema magico. In conclusione, Il pugnale dei poeti è stata una lettura davvero suggestiva e affascinante, nonostante qualche difetto, un fantasy dal sapore classico ma al tempo stesso ricco di elementi caratteristici. Lo consiglio a tutti coloro che amano questo genere, in particolare nelle sue sfumature high e cozy fantasy. Se cercate una storia piena di magia, antiche leggende, viaggi nella natura e segreti che devono essere svelati, allora questo libro potrebbe fare assolutamente al caso vostro! In ogni caso, io aspetto con ansia il seguito, perché non vedo l'ora di ottenere qualche risposta alle mille domande che questo volume ha lasciato, inoltre ho l'impressione che la trama sia pronta per entrare nel vivo e sorprenderci. Speriamo di poter leggere presto il secondo volume!
Primo libro di una saga high fantasy davvero suggestiva e piena di magia che ha saputo attrarmi pagina dopo pagina. 🗡✨️
Una storia particolare e soprattutto originale, in cui mi sono sentita accolta e coccolata 🥹🩵 L'autrice ha tutta la mia stima per lo stile di scrittura senza dubbio immersivo e scorrevole, ma soprattutto per la creazione del world-building che si anima e ci fa sentire parte di questo mondo. Questo perché vi è una grande attenzione ai particolari sia nei confronti dell'ambientazione, sia per quel che riguarda la caratterizzazione dei personaggi.
Infatti conosciamo Auren sin dall'infanzia ed è così anche per i due personaggi che lo affiancheranno nel suo percorso all'interno della storia: Gylleal e Iria. È stato molto semplice prendere confidenza con questo trio, contraddistinto da caratteri molto diversi tra loro, ma che insieme risultano vincenti.
Auren rimane quello apparentemente più riflessivo e meno espansivo, ma in realtà dimostra a più riprese di avere un cuore puro e buono.
Il personaggio con cui si è creato fin da subito un gran feeling è stato quello di Gyllean, un amico fidato di cui tutti avremo bisogno! Ma non posso non spendere due parole per Iria: un fuoco che arde di passione per la vita, si è stata una vera forza della natura! ❤️
Ciò che più ho amato è senza dubbio il sisistema magico, il quale è particolare e raffinato poiché è espressione anche di una volontà artistica che va a soddisfare un bisogno di bellezza e armonia con il mondo. ✨️ Non vedo l'ora di saperne di più nei seguiti!
Concudendo, in generale rimane sicuramente un libro introduttivo, e quindi che ci permette di conoscere tutto ciò che occorre per farci entrare nel vivo della storia. Incuriosisce e tiene alta l'attenzione fin quando si arriva al finale, il quale va a dare un taglio netto ad una scena importante e questo è uno dei motivi per cui ho assolutamente bisogno di proseguire con la lettura!
Ovviamente si è ben capito quanto mi sia piaciuto e non mi rimane che consigliarlo di cuore! 🩵
Ho adorato la scorrevolezza di Chiara Zanini. Ti fa incollare alle pagine, catturato da un flusso di eventi che procede leggero. Mai spensierato, ma sempre tenero. Una deriva che porta lontano. Verso un fiume in piena. Dove la corrente incalza e la vicenda si fa torbida. Le sensazioni più forti, i tempi difficili.
E ti lascia così, in attesa di un seguito, a meditare sui personaggi che hanno saputo guadagnarsi un posticino nel cuore. Ora voglio sapere! Ecco, mi siedo sulla sponda e aspetto.
Finita la lettura di questo ennesimo gioiello della Lumien. Appena riesco a fare una foto carina posto la recensione 💛 L'unico commento che vi lascio adesso è: sono contenta che Chiara abbia già scritto il seguito, il finale è una bomba!
3½/5🌟 Il primo volume della serie del Pugnale dei Poeti è stata la lettura giusta al momento giusto dopo un lungo blocco del lettore: una lettura semplice, un po' cozy, un fantasy classico senza infamia e senza lode, con una piccola nota positiva. È stato bello immergersi in questo mondo e iniziare a scoprire il misterioso sistema magico che sta alla base dell'avventura e del viaggio che Auren, Iria e Gylleal hanno iniziato.
Il Volo del Gheppio è solo l'inizio di questo viaggio, eppure getta delle basi abbastanza interessanti per suscitare curiosità per il seguito di questa classica avventura. Una pecca che mi duole evidenziare è la discreta caratterizzazione dei personaggi, molto stereotipati e che rappresentano il classico trio di un fantasy YA già visto e rivisto. Ma in fondo non ne sono rimasto troppo disturbato, proprio perché mi aspettavo un fantasy di stampo classico e questo ho trovato. Ciò che più mi ha affascinato è il mistero che si cela dietro la magia dei Poeti, che sembra alludere a qualcosa di più cupo e oscuro, elemento estremamente accattivante e che più mi ha incuriosito durante la lettura, e ciò che in fondo mi invoglia a proseguire con la lettura della saga.
Non vedo l'ora di leggere il seguito e scoprire il proseguimento dell'avventura di Auren✨
Ho appena terminato questa meraviglia edita Lumien e sono in difficoltà con le parole. È una storia di una delicatezza e intensità da avermi tolto il fiato, oltre ad essere scritta in modo incredibile! Lo stile è fluido e un poco aulico, come nella migliore tradizione di un fantasy classico, ma senza mai essere pesante. È una penna leggiadra, quella di Chiara Zanini, capace di trasportare il lettore in un fiume di sensazioni, odori, colori, in un mondo lontano dal nostro ma con dinamiche così simili. E narra la storia di Auren, Poeta. Auren crea opere d'arte con ciò che la natura offre (ed è un pensiero così bello da farmi luccicare gli occhi), sa vedere oltre l'apparenza di foglie, sassi, sabbia. Ha sofferto, Auren, e continua a farlo lungo tutto il libro, in bilico su un baratro tra la bellezza e il bisogno. La storia dei Poeti, dei loro Sigillatori e del mondo in cui si muovono racconta la diversità in mille sfaccettature, quando essere diversi è un pregio e un onore ma anche quando è una maledizione. È stata una lettura onirica, immersiva e incredibilmente piacevole. Non vedo l'ora di continuare questo viaggio 🥰 Questo è il primo libro di una tetrogia che si merita un posto accanto alle migliori saghe fantasy!
Ho dato 3.5 stelline perché, sebbene ci siano tutte le premesse per piacermi, qualcosa non è andata per il verso giusto.
La scrittura della Zanini mi è piaciuta e anche la vicenda aveva molti elementi di mio gusto come l'avventura verso un luogo ignoto, un trio di amici e un sistema magico originale eppure... l'ho trovato fangoso e poco coinvolgente. Non so perché la storia scorra così lentamente. Ci sono parecchie scene d'azione ma si ha l'impressione di fare un passo avanti e uno indietro per tutto il libro. Anche il finale, non è un epilogo vero e proprio che condurrà verso un'altra fase della storia ma solo una momentanea sospensione verso qualcosa che probabilmente il lettore ha già sperimentato nella lettura.
Auren, il protagonista, è il cosiddetto chosen one (ecco un trope che non mi fa impazzire) ma il suo ruolo è poco vivido, ripetitivo. Nonostante i suoi sforzi, sviene in continuazione a causa della fatica dovuta all'uso della magia e il lettore ha costantemente l'impressione di non riuscire a conoscerlo fino in fondo. Anche gli altri personaggi (Iria e Gylleal), sono definiti psicologicamente ma più come tipi che persone dalle varie sfaccettature. Non ho percepito la tridimensionalità dei personaggi pertanto non ho sviluppato empatia con nessuno di loro. Solitamente quando questo avviene, sono il ritmo e le vibrazioni della storia che mi portano avanti ma in questo caso la combinazione di lentezza e di personaggi poco vividi ha contribuito ad un giudizio finale più basso.
Non voglio essere completamente negativa, ho anche comprato il secondo volume da poco uscito, nel libro c'è un sistema magico molto interessante, la figura del Poeta stesso è innovativa e la scrittura è buona però, secondo me, manca il ritmo e il cuore. Il lettore deve partecipare altrimenti è tutto vano, ti leggi una bella storia e fine, niente di più. Spero che nel secondo volume si vada migliorando. Resto comunque un pochino con l'amaro in bocca, dal momento che, aveva il potenziale per accostarsi a alle storie della Hobb (giusto per usare un esempio di mio gusto, ma andava bene anche la Rowling o Grossman) ma ha finito per discostarsene profondamente.
Suggerisco lo stesso la lettura perché non è affatto di scarsa qualità e magari qualcuno lo troverà più nelle proprie corde. Resta che si poteva fare di più con questi ottimi elementi narrativi.
Sapevo che saprebbe successo, più mi avvicinavo alla fine più mi rendevo conto che sul più bello tutto sarebbe finito e così è avvenuto ed ora come si aspetta il seguito?
Questo primo volume dimostra che anche in Italia, nonostante il genere fantasy venga bistrattato, lo sappiamo scrivere.
Questo è un primo volume di una saga introduttivo che strizza l'occhio al classico high fantasy dove sono appunto presenti i canoni tipici di questa tipologia di romanzi, un terzetto di amici, improponibile, che affronta un viaggio per sfuggire da una cattura ma che durante il viaggio stesso fa scoperte che li portano a fare delle scelte diverse da quello che si erano prefissati in principio.
I protagonisti li scopriamo all'inizio singolarmente per poi vederli riuniti in una situazione di pace che dura ben poco, sono loro a mio avviso il punto di forza di questa storia, con tutti è 3 è impossibile non empatizzare tanto che durante la lettura mi sono trovata a ridere, fare il tifo, arrabbiarmi e angosciarmi tutto nel giro di poche pagine.
Spero tanto che la storia continui, al più presto, sullo stesso percorso perché questo volume introduttivo ha posto delle buonissime basi per far si che la storia diventi epica.
Essere in grado di far emozionare, di produrre opere d'arte fatte di aria, foglie, acqua, sabbia e altri elementi, che scaldano gli animi. Sentirsi in armonia con la natura e la sua vitalità. Vedere e creare bellezza con le cose più semplici. Portare calore nei cuori di dure persone di paese. Questi sono i poeti, figure nobili d'animo e rispettate dai più, accompagnate dai fedeli sigillatori, compagni in grado di bloccare nel tempo le loro opere.
"Il pugnale dei poeti" inizia seguendo la crescita di uno di loro, Auren, il cui destino avrà in serbo sorprese fuori dal comune. I poeti sono da sempre rispettati, ma una minaccia sotto forma d'esercito li bracca, e la fuga è l'unica scelta. E così ha inizio l'avventura di Auren, Gyllean, il suo sigillatore, e Iris, una ragazza con il "fuoco" dentro e una lealtà di ferro. Il giovane trio sarà messo a dura prova e attraversando il regno delle cinque capitali, tra borghi medioevali e foreste, impareranno a fidarsi l'uno dell'altro, a sostenersi a vicenda, anche quando il dubbio inizierà a germogliare nei loro cuori.
Un sistema magico innovativo si lega al fantasy classico, il tutto condito con ottimi protagonisti e un mistero che porta il lettore a divorare il libro, grazie anche alla fluidità della scrittura di Chiara Zanini. È l'introduzione ad una storia che sono sicura saprà conquistarmi come poche altre. Insomma, un fantasy italiano tutto da scoprire, che non ha nulla da invidiare a quelli esteri. Il finale lascia presagire "l'esplosione" che avverrà nel seguito, e io non vedo l'ora di poter continuare questa storia!
DNF 50% Ci ho provato, ma non mi ha mai presa, dall'inizio Non per la scrittura, su quella nulla da dire, ma per me mancano due cose fondamentali: pathos nella narrazione e costruzione di un background solido dei personaggi Non mi sono arrivati, quindi non ho legato con loro e con le vicende Peccato, perchè l'idea dei Poeti era molto originale e carina
"Il pugnale dei poeti" è il primo libro di una saga fantasy di Chiara Zanini, pubblicata ad ottobre 2023 da Lumien Edizioni.
Ho già letto diversi libri di questa casa editrice e, pur se tutti di generi diversi, posso assicurarvi che la qualità non si discute. Anche questa volta nulla è lasciato al caso e tutto è curato nei minimi particolari: dalla veste grafica alla qualità del testo.
Lumien non ne sbaglia una e con le sue pubblicazioni sta davvero sbalordendo tutti!
Nei primi capitoli conosciamo i personaggi principali di questa storia, hanno tutti un'introduzione separata e ho apprezzato molto questa scelta perché permette di conoscerlo tutti pian piano. Abbiamo modo di conoscere da subito il loro passato, cosa che mi è piaciuta moltissimo, fino ad arrivare ai momenti della vera azione. Su alcuni personaggi mi sarebbe piaciuto saperne molto di più ma sono certa che tutto ciò che è rimasto oscuro sarà argomento per i prossimi libri della saga.
Nelle prime pagine conosciamo Auren, che da orfano in una situazione difficile si ritrova ad essere istruito per diventare un Poeta e cambiare vita.
Poi conosciamo anche Gylleal, membro di una famiglia numerosa e abbastanza distratto, che diverrà invece il suo Siggilatore.
Il sistema magico di questo libro è un qualcosa di davvero spettacolare e mai visto prima, ne sono rimasta totalmente affascinata.
Nonostante tutte le novità di un sistema magico mai visto la sua spiegazione non mi è sembrata pesante, le informazioni a riguardo sono ben distribuite e di sicuro non vi annoieranno.
Solo alla fine della lettura mi sono accorta che l'autrice ha già pubblicato diversi libri e se devo essere onesta la cosa si sente! Leggendo si percepisce che c'è molta esperienza e molta conoscenza del genere scelto.
Prima di quanto me lo aspettassi la storia ha preso una piega d'azione che mi ha incuriosita moltissimo e tenuta attaccata alle pagine. Il Poeta e il suo Siggilatore sono costretti a scappare a causa di un esercito minaccioso che è sulle tracce di tutti i Poeti del continente. Cosa vorrà il loro capo dai Poeti? Cosa spera di ottenere catturandoli tutti e seminando morte e distruzione?
Il finale mi ha sopresa tantissimo perché mai me lo sarei aspettata così aperto, negli ultimi fantasy che ho letto alla fine mi ritrovavo sempre con qualche porta chiusa e qualcuno aperta, ma in questo caso tutto è più spalancato che mai. L'epilogo è davvero illegale!
Ammetto che ho letto le ultime cento pagine tutto d'un fiato e non mi ero resa conto di essere arrivata alla fine [io convintissima ci fossero almeno altri due capitoli da leggere] e quindi l'epilogo è stata una vera sorpresa, in tutti i sensi.
Noi poveri lettori possiamo solo sperare di avere presto notizie sul seguito, sono davvero curiosissima di sapere come la storia di Auren andrà avanti.
Mi sono affezionata tantissimo ai personaggi ed è stato molto facile empatizzare con loro, diciamo che su questo punto il passato tragico ha fatto il suo dovere e tutto è stato gestito come si deve.
A questo punto non posso che ringraziare Chiara Zanini e Lumien Edizioni per avermi donato un'altra lettura a cinque stelle che va, insieme ai tanti libri di quest'anno, a brillare in un cielo di letture meravigliose.
Mi sono goduta questa lettura con una playlist autunnale di sottofondo e anche in un periodo stressante come quello degli esami [povera me] ha saputo donarmi una tranquillità che non potete immaginare.
Inoltre non riesco ad individuarne bene il motivo [di sicuro le atmosfere pazzesche che il libro trasmette e il periodo in cui l'ho letto] ma questo libro mi ha fatto sentire come quando quasi dieci anni fa lessi "Il Signore degli Anelli", è un romanzo che dà davvero le stesse vibes di avventura e curiosità che ogni tanto servono.
Oltre alla storia in sé gli argomenti che sono riuscita ad estrarre da queste pagine meravigliose mi hanno emozionata davvero moltissimo. L'autrice è riuscita a trasmettermi quanto sia importante avere un amico vicino nei momenti più difficili e quanto sia di conforto avere qualcuno che ci guarda le spalle quando siamo privi di forze.
Allo stesso tempo però, anche nei momenti più difficili, è importante continuare a coltivare questi rapporti e fare del proprio meglio per stare vicino agli altri. Qualcosa di bello che facciamo per una persona a noi vicina torna sempre indietro.
Pensandoci, Auren e Gylleal mi hanno ricordato un po' Frodo e Sam.
Molto interessante l’idea di un mondo dove la magia viene praticata solo per creazioni artistiche. I Poeti sono una casta che usa la magia per combinare elementi naturali e dare loro forme straordinarie. Sono portatori di bellezza nelle comunità che hanno l’onore di ospitarne uno. Indispensabili alla loro arte sono i Sigillatori, il cui compito è vivere accanto al Poeta a cui sono stati assegnati e fissare la forma delle sue opere, altrimenti effimere. Auren è un ragazzo dal passato misterioso. Di lui sappiamo che è rimasto orfano da bambino e poco altro. È diventato Poeta all’età di dieci anni, ora ne ha diciassette e vive in un piccolo villaggio con il coetaneo Gylleal, il suo Sigillatore. Sulla loro serena vita quotidiana si abbatte la notizia che un esercito sanguinario sta invadendo il regno per dare la caccia ai Poeti. I resoconti sono terribili: interi villaggi sono stati distrutti, gli abitanti massacrati.
Così inizia la lunga fuga di Auren e Gylleal, accompagnati da Iria, sedicenne figlia del capo villaggio, una ragazzina ribelle a cui piace atteggiarsi a guerriera. L’angoscia per la loro sorte pervade l’intero romanzo e aumenta pagina dopo pagina, man mano che seguiamo le vicissitudini dei tre ragazzi. L’autrice punta molto sull’approfondimento psicologico e sull’evoluzione dei protagonisti. Sono adolescenti che si trovano ad affrontare problemi più grandi di loro, davanti ai quali anche gli adulti si trovano impreparati. Ognuno dei tre dovrà imparare cose nuove su sé stesso, trovare una forza d’animo mai sospettata, fare i conti con il coraggio e la violenza, mettere da parte l’irruenza e scoprire la strategia. Diventare adulti significa assumersi responsabilità, tenere a bada i sensi di colpa, prendere decisioni difficili. I nemici sono determinati e crudeli, esitare può costare la vita. Avere pietà non è una scelta saggia, ma non è facile uccidere per difendersi se non hai mai avuto bisogno di farlo. A poco a poco, l’ansia si trasforma in disperazione e il pericolo da affrontare si rivela immenso, eppure nessuno di loro rinuncerà.
Trattandosi del primo episodio di una trilogia, il finale ci lascia con il fiato sospeso e rimanda gli eventuali sviluppi alle prossime puntate. Un ottimo romanzo, dove risalta il notevole lavoro fatto dall’autrice per costruire il percorso psicologico dei protagonisti. A dire il vero, la storia è un po’ troppo young adult per i miei gusti, ma i personaggi si fanno apprezzare e la trama, basata sulla ricerca di un oggetto misterioso, cavalca uno degli archetipi più classici del fantasy in maniera fresca e interessante. Chiara Zanini si dimostra un’autrice dalla prosa avvolgente, scorrevole, attenta alle sfumature. La scelta di una struttura che mescola in maniera molto equilibrata eventi e lunghi momenti di riflessione dimostra una sicurezza narrativa che ci fa ben sperare per i futuri volumi. Non ci resta che attendere. Cinque stelline. Copia acquistata. FERNANDA ROMANI
Ho puntato questo libro da quando la casa editrice lo ha annunciato su instagram. Dalla trama sembrava essere simile a uno dei libri che ho in cantiere (fortunatamente non è stato così), quindi mi ha proprio attirato come le farfalle sono attirate dalle lampadine. Mi ha ricordato un po’ Avatar: The Last Airbender in compenso… E altri libri che ho letto. Nulla che mi faccia dire che è copiato, parliamo solo di vibes. La storia parla di Auren, un Poeta che si occupa di creare opere d’arte con il suo potere. Si ferma con il suo maestro in un villaggio dove trova il suo sigillatore, Gylleal, e da questo villaggio partirà molti anni dopo, accompagnato da Gylleal e da Iria, la figlia del capovillaggio. Viene cacciato, in realtà, perché c’è un esercito in arrivo che cerca i poeti, e distruggeranno i villaggi in cui li trovano. E così inizia la storia. Questo libro porta una storia semplice e in parte quasi prevedibile. La trama non è particolarmente complessa e piena di intrighi, il che va benissimo (anche se forse mi aspettavo qualcosa di più complesso). I protagonisti come detto sono tre: Auren, il Poeta, Gylleal, il Sigillatore, e Iria, la ragazza testarda che li ha seguiti. Auren è un tesoro, anche se vuole sempre farsi carico di tutto e lo schiaffeggerei per questo. Ha anche paura di sé stesso, il che è assolutamente comprensibile. Unica cosa che gli contesto è che sarebbe probabilmente dovuto già essere morto tipo dieci volte (il problema è il suo potere usa le sue energie e se lo usa troppo arriva al limite. Almeno, Auren dice ogni volta di essere al limite, e nonostante questo va comunque oltre di nuovo e non ne risente nemmeno più di tanto. Something's not right). Gylleal è il suo Sigillatore ed è tipo la metà di Auren, io mi scioglievo a vedere quanto potere calmantebavesse su Auren. È cocciuto e fuori dal suo elemento per quasi tutto il libro e preferisce il cibo a qualunque compagnia umana e mi fa morire dal ridere. Iria invece è ancora più testarda di Gylleal e non perde mai l'occasione per litigarci… eppure tiene a lui e ad Auren abbastanza da seguirli fuori dal villaggio e proteggere entrambi al meglio che può. Mi ha dato quasi un po’ fastidio l’aspetto… romance del suo pov, ma quelli sono gusti miei, sono solo stanca dei romance in generale lol. (Manifestando che si concluda in relazione poli, anche se sento che la dinamica è praticamente quella di Harry, Ron ed Hermione di HP) La cattiva invece mi dà fastidio, potente quanto vuoi ma è proprio… cattiva e basta. Senza un motivo evidente (cioè, okay, ha un obiettivo, ma come si comporta… non mi va giù). Vedremo nel secondo libro che succede. Quindi sì, bene ma non benissimo. Sono comunque curiosa di sapere che accadrà dopo.
Questo libro è il primo di una serie che ritengo abbia molte potenzialità. A colpirmi in primo luogo è stata la scrittura estremamente scorrevole e leggera. Inoltre, l' idea di avere una magia che non serve solo durante i combattimenti, ma anche per scopi positivi come creare opere d'arte e il fatto che chi la usa non sia onnipotente, ma abbia dei limiti e necessiti di un sigillatore è geniale. Tutti i personaggi a meno dei "nemici" (almeno per ora) vengono presentati con i loro pregi e difetti. Auren, Gylleal e Iria sono il trio di amici di cui avrei sempre voluto fare parte: ognuno cerca di dare il massimo per gli altri nonostante le difficoltà. Non vedo l'ora di leggere il seguito.
Sulla prima pagina di questo libro ho la dedica della strepitosa autrice e dice così: “Grazie di cuore per essere entrata nel Mondo dei Poeti” ecco, io ringrazio lei di aver creato questo Mondo pazzesco! Poeti e Sigillatori, ma è un qualcosa di troppo originale. A questa originilità ed alla trama super ispirante, uniamo il fatto che l’autrice scrive meravigliosamente. Scorrevole e coinvolgente, in un crescendo costante, fino ad arrivare ad un epilogo che ti fa urlare per la curiosità di sapere come va a finire. I personaggi sono vivi, veri, li adoro tutti, pure la cattiva è estremamente affascinante!
3.5 anche se il sistema delle stelle è un po’ limitante a mio parere. Parto dalle cose più belle: questo romanzo per me appartiene all’elemento aria (giusto per citare gli elementi naturali, sempre presenti all’interno della storia). È uno di quei romanzi che ti riposano proprio l’anima, nel senso che se hai una brutta giornata e hai voglia di lasciarti tutto alle spalle e partire per un’avventura, tutto ciò che devi fare è lasciarti cullare dalle atmosfere soft dei Poeti. Dà respiro, per cui lo consiglio a chi vuole leggere qualcosa che richiami atmosfere familiari e che ti coccolano. La storia si legge con facilità, scorre bene anche nei punti un po’ più lenti; è comunque un romanzo che non ha fretta, per cui se volete l’azione nuda e cruda scegliete un’altra storia. Se invece volete perdervi nei meandri della magia, seguire tre protagonisti un po’ fuori dal comune ed esplorare la natura, questo è il libro che fa per voi. Detto questo, passo a una sezione intermedia della recensione e faccio alcune premesse: questo è un libro che parla secondo me ai ragazzi più giovani, visto che anche i protagonisti sono adolescenti, tuttavia ha un’atmosfera sognante che si lascia vivere anche dai più adulti.
-.-.-.-.-.-.-.-Sezione spoiler e un po’ più “accesa”-.-.-.-.-.-.-
Premetto che, e sono consapevole del fatto che mi attirerò un sacco di uova marce, per ora il Pugnale dei Poeti è il romanzo che mi è piaciuto di più di Lumien, a parte Affare che devo ancora leggere. Chiara ha una prosa che ho trovato molto musicale, da Poeta, mi è piaciuto molto immergermi in questo mondo ma ho comunque delle perplessità, e per questo non ho dato una valutazione molto alta. L’ambientazione è bella, ma sappiamo poco ancora del Regno delle Cinque Capitali, e se è vero che un primo volume introduce, dall’altro deve far venire voglia di qualcosa in più. Io credo che ci sia e che debba solo venire alla luce, per questo inizierò il secondo con molta fiducia. Per il resto, mi dispiace dirlo ma credo che il ritmo non sia stato gestito molto bene, nel senso che la prima parte incuriosisce molto, la seconda un po’ si perde, e recupera nel finale. Ho tante ma tante domande sui Poeti e sulla magia, alle quali non ho risposta. Se i Poeti sono in grado di usare la magia per la bellezza, e inizialmente sembrano gli unici in grado di utilizzarla, perché nessuno si stupisce del fatto che le Laoian la utilizzino in modo diverso? Per lo meno, non ho avvertito un conflitto così marcato tra la magia dei Poeti e quest’altra magia, come se tutti in effetti battessero ciglio più per il potere militare dell’esercito che si approssima, piuttosto che per il tipo di magia utilizzato dalle streghe. Poi, Auren utilizza e impara a utilizzare a suon di crisi (giustamente, non è abituato) i suoi poteri in modo molto diverso, ma anche qui perché nessuno prima di lui ci riesce o ci è riuscito? Sono tutte domande che credo abbiano delle risposte ben precise, ma alla fine del primo volume la sensazione che ho è di essere un pochino rimasta a bocca asciutta. E poi, del Pugnale dei Poetj ne veniamo a conoscenza solo a fine libro, se questo argomento fosse stato introdotto un po’ prima, secondo me avrebbe creato più suspence e curiosità.
Il Pugnale dei Poeti è stata una piacevole scoperta, un high fantasy a tratti cozy, ricco di dettagli e soprattutto, con un sistema magico molto particolare e affascinante. In questo mondo, i Poeti possiedono poteri magici che utilizzano per creare opere d’arte tramite materiali naturali. Accanto a loro lavorano i Sigillatori, maghi incaricati di fissare e stabilizzare le opere create. L’elemento della natura ha un ruolo fondamentale, non solo come base della magia, ma anche nei numerosi luoghi visitati dai personaggi, descritti in modo realistico e accurato. L’arte è sempre stata una parte importante della mia vita, la amo profondamente in tutte le sue forme. E possiamo dire che essa non si manifesta solo attraverso scultura o pittura, ma anche nella letteratura. I libri sono una forma d’arte, e questo romanzo ne è un magnifico esempio. Il concetto che più mi ha colpita è proprio questo: una visione della magia nuova, originale, che si fonde con la creazione artistica. Il worldbuilding viene introdotto gradualmente , quindi se all’inizio vi sentirete pieni di domande, non preoccupatevi, nel corso della lettura molte troveranno risposta. Le descrizioni sono immersive, e lo stile di scrittura di Chiara è scorrevole e delicato, proprio come lei. Ho avuto la fortuna di conoscerla di persona, e dopo aver letto il suo libro mi sono resa conto di quanto metta sé stessa in ciò che scrive. Per quanto riguarda I personaggi sono ben caratterizzati. La mia preferita è Iria, mi sono rivista molto in lei, anche se capisco che il suo carattere ribelle possa risultare “fastidioso” a qualcuno. Anche il rapporto di amicizia che si sviluppa tra i protagonisti è bellissimo. Quello tra Auren e Gylleal nasce come un legame tra Poeta e Sigillatore, ma cresce fino a diventare molto di più (no, non è un MM). Un altro aspetto che ho apprezzato moltissimo è la presenza di donne nell’esercito forti, spietate, eppure mai stereotipate. Vederle in ruoli di potere mi ha conquistata, perché troppo spesso nei libri, come nella realtà, le donne vengono sottovalutate. Perché lo definisco un cozy fantasy? La narrazione è lenta, non ha molti colpi di scena o momenti d'azione È riflessiva, e spesso si sofferma su scene di vita quotidiana, L'intero romanzo si sviluppa in modo graduale. Sul finale rimangono alcuni interrogativi, ma è normale si tratta del primo volume. Il seguito è già disponibile e io lo sto leggendo proprio ora... quindi non perdetevi la recensione in arrivo!
Sono partita benissimo con questo libro e dopo 100 pagine ero sicurissima che gli avrei dato 5 stelle. Stelle che poi sono calate a 4 per via di alcuni rapporti tra i personaggi poco originali e non abbastanza costruiti. Spesso e volentieri ti vengono presentati in un certo modo perché, solo per esigenze di trama, deve essere cosí ma non ti viene mostrata l'evoluzione del rapporto o un confronto effettivo (es. Innamorameto senza il motivo dietro a ciò). In realtà il rapporto tra Auren e Gylleal mi è piaciuto molto, specie nelle prime pagine l'ho sentito forte e profondo, ma è l'unico che mi ha appassionato davvero.
Sono poi scesa a 3 stelle per via del finale, o per meglio dire... Del non finale. Ogni storia dovrebbe avere un inizio e una fine, un punto di arrivo, un traguardo che ti faccia valere il viaggio. Questo vale sia per l'inizio che la fine di una saga, sia per i vari volumi intermedi. In questo caso in teoria lo scopo sarebbe raggiungere una città, poi seguita da un altra, ma i protagonisti non giungono mai al punto di arrivo, o proprio perché non c'è la fanno, o perché non possono fermarsi e dire che la propria missione è conclusa. Il primo volume non porta a nessuno punto che possa chiudere l'arco narrativo e, allo stesso tempo, non risponde neanche alle domande che pone. Ovviamente essendo una saga non avrebbe potuto rispondere a tutto, ma qui vengono aggiunte domande su domande senza mai risponderne a una. Un finale del genere sarebbe stato interessante come finale di "atto", se costruito meglio a livello di tempistiche, ma non di un libro.
Ovviamente andrò avanti a comprare e leggere la saga, perché, nonostante tutto, sono curiosa. Eh si perché comunque la storia è scritta bene e ti prende durante la lettura, Auren è un protagonista con cui MI è facile empatizzare e sono davvero curiosa degli sviluppi. Nota estremamente positiva poi è il word building, fresco e misterioso il cui scopo sarebbe venir scoperto tramite ciò che apprendono i protagonisti stessi.
Spero DAVVERO che questo problema della mancanza di risposte e di un vero finale possa venire corretto nel prossimo volume perché mi aspetto davvero molto!!
Young adult (parecchio young) che parla di un mondo in cui la magia (i cui utilizzatori vengono chiamati Poeti) serve solo a fare a fare opere d'arte (idea che mi è piaciuta parecchio.) Seguiamo le avventure di Auren (il Poeta), Gylleal e Iria che vedono la loro vita tranquilla stravolta dall'arrivo di un esercito che sembra voler catturare tutti i Poeti che trova per scopi ignoti. Auren scoprirà molto presto di poter utilizzare il proprio potere in maniera inusuale per un Poeta, prima e durante la fuga da questi misteriosi nemici. Pensieri sparsi: i protagonisti hanno 15, 17 e 17 anni. Sono adolescenti e quindi si comportano come tali. Io non sono esattamente il target di questo libro, comunque leggero. Auren respira/inspira/espira/perde il respiro/lo ripiglia molto spesso, ma almeno è motivato dalla natura del suo potere (e già così lo fa almeno un centinaio di volte in 320 pagine ed è dura dopo un po'.) La magia che viene usata solo per l'arti mi è piaciuta molto. La spiegazione del sistema magico, per quanto già vista (ATLA, per citare forse un esempio tra i più famosi), non sembra comunque essere troppo banale e potrebbe portare a risvolti interessanti nei prossimi libri. Il punto di vista salta un po' troppo spesso da un personaggio all'altro all'interno dello stesso capito, specie verso la fine. Mi è mancato molto vedere la parte di allenamento di Auren. Durante la lettura vengono riportare le cose che ha imparato in quell'anno (che pare poco, ma direi che possa starci per una buona base rispetto a quello che sappiamo i Poeti possono fare, specie se viene insegnato come imparare da soli); però a volte si sente la mancanza di una dimostrazione di ciò che è successo in quel periodo. Inoltre, ci sono scelte fatte da personaggi secondari che non hanno senso. Una su tutte: il trio arriva in una città il cui sindaco/capo sta facendo fare un mercato nonostante sappia del pericolo dato dall'esercito. Auren e il Poeta di stanza nell'abitato lo depongono -giustamente- (i Poeti sono considerati molto, molto importanti) e poi improvvisamene nessun adulto della città (nemmeno appartenenti al consiglio) sa come comportarsi in caso di attacco e fanno scegliere al diciassettenne cosa fare. Nemmeno al Poeta (adulto) della città. Al ragazzino appena arrivato. Sono tutt'ora confuso. Questo ciò che ricordo a memoria.
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Il Regno delle Cinque Capitali è scosso dal terrore. Un esercito nemico, sconosciuto, si sta abbattendo sulle città alla ricerca dei Poeti. Auren è uno di loro e per proteggere il paesino dove vive se ne allontana partendo per un viaggio dalla meta ignota, in compagnia del suo Sigillatore e di una ragazzina dal temperamento ardente.
📜 La storia inizia in maniera tranquilla e, nonostante alcuni salti temporali necessari che dapprima mi hanno confuso, procede scorrevole. Mi sono appassionata alla lettura nell'istante esatto in cui sono apparsi i cavalli, e da quel momento mi sono ritrovata a percorrere le strade dell'Evèria, nella speranza di trovare nel mondo accoglienza e di lasciarmi alle spalle l'umidità della nebbia scura. 🌿 Ho amato il personaggio di Gylleal, con il quale ho empatizzato molto, forse proprio per l'elemento terra al quale sono tanto legata. 🔥 L'indole ribelle di Iria me l'ha fatta apprezzare all'istante, il fuoco che brucia in lei è coinvolgente e la sua forza di volontà è ammirevole. 🪶 Auren, ci sono stati momenti in cui mi ha fatta arrabbiare, lo ammetto. I segreti che custodisce e che nemmeno lui conosce però hanno acceso in me la curiosità, assieme ad alcuni guizzi di apprensione per lui e i suoi compagni di viaggio. ⚔️ Ho apprezzato gli scorci del lato umano degli antagonisti, il fatto che venga mostrata anche la loro vita quotidiana, paragonabile a quella di qualsiasi personaggio normale. 🗡️ Curiosissima di sapere come proseguiranno le avventure di questo trio, vi invito a sostenere il fantasy italiano, che sta prendendo sempre più piede e che, al contrario di diffusi pregiudizi, è meraviglioso alla pari di quello estero.
Il Fantasy Italiano si sta arricchendo di titoli meravigliosi, dimostrando costantemente di non avere nulla da invidiare alla sua controparte straniera.
"Il Pugnale dei Poeti - Il volo del Gheppio" è un gioiellino in questo panorama fantasy. Pubblicato da Lumien e scritto da Chiara Zanini, e questo è il primo capitolo di una serie high fantasy che ci trascina in un mondo magico per seguire le avventure di Auren, Gylleal e Iria.
Leggere "Il pugnale dei Poeti" è stato come tornare a casa. Sin dalla prima pagina si viene avvolti da una sensazione accogliente e familiare. La narrazione intima e delicata mi ha ricordato i classici fantasy, le epic quest, facendomi tornare indietro nel tempo, con un po’ di nostalgia!
La storia, sebbene all'inizio possa sembrare piuttosto lineare, si arricchisce gradualmente di nuovi elementi che tengono incollati alle pagine, e non si può non rimanere incantati da questo mondo.
È proprio il sistema magico, che unisce arte e magia, a spiccare! I Poeti infatti creano vere e proprie opere d’arte con la magia, rendendo la vita degli abitanti più piacevole e speciale. Ma questa magia nasconde molto di più, sta proprio al nostro trio di eroi scoprire la verità…ma si sa, il potere porta con sé sangue e violenza, e la pace è assai fragile da mantenere.
La vita per i nostri tre personaggi infatti si tramuta ben presto in un viaggio per la sopravvivenza in cui i nemici si nascondono dietro ogni ombra. Ma come si dice: l’unione fa la forza!
Auren, Gylleal e Iria sono così diversi tra loro, eppure è proprio questa diversità che li fa funzionare alla perfezione. Un po’ ho faticato con Iria, la testa calda del gruppo, ma piano piano mi sono affezionata a tutti loro, apprezzando tantissimo il legame che nasce tra di loro, una vera e potente sinergia, in cui ognuno contribuisce con le proprie peculiarità, talenti e sfide personali, trasformando la loro unione in qualcosa di straordinario.
Il "Pugnale dei Poeti" è stata una lettura incantevole, un vero e proprio viaggio in una terra ricca di magia, avventura e segreti da svelare. Una storia coinvolgente e ora il problema è proprio aspettare il secondo volume per scoprire cosa riserverà il futuro ad Auren, Gylleal e Iria!. Grazie ancora a Lumien Edizioni per avermi inviato la copia e avermi permesso di immergermi nella bellezza della magia dei Poeti!
Comincio col dire che CI VOLEVA. Dopo tanto dark fantasy e grimdark che ora vanno molto di moda (e che io adoro, non mi fraintendete) ci voleva una storia classica, dolce e accogliente. Il mondo delle cinque capitali è rilassato e tutti vivono in pace. La magia è utilizzata dai poeti con l’unico scopo di creare opere d’arte che celebrano la bellezza l’amore l’eroismo la famiglia e quanto di buono c’è al mondo. I poeti sono legati ai loro sigillatori, in un legame che può ricordare vagamente quello tra le Aes sedai e i loro custodi. Ed è proprio insieme al suo sigillatore che il poeta Auren si troverà a fuggire, con l’aggiunta della giovane Iria, da un esercito comandato da donne guerriere e maghe (chiamate Laoiàn) che controllano l’acqua (se credete che l’acqua non possa essere spaventosa, vi ricrederete) e che non si fanno problemi a massacrare intere città pur di scovare i poeti, per motivi a noi ignoti. Ho apprezzato tantissimo il viaggio che i tre ragazzi si trovano a compiere, e come le informazioni sul mondo siano rivelate sapientemente attraverso i loro dialoghi e le vicende che si trovano a vivere. La fuga dalle “nuvole” è di quelle che ti fa stare col fiato in gola e Auren, spinto dalla pura necessità, scoprirà di avere poteri che vanno ben oltre quelli dei poeti. Scoprirà anche quanto possano essere meschine le persone, quando si troverà ad essere, da poeta rispettato e onorato, a reietto con cui nessuno vuole avere a che fare. Conosceremo anche molti personaggi affascinanti che non ho alcun dubbio torneranno nei volumi seguenti. Come dicevo il tono dell’opera è rilassato ma il pericolo si fa via via sempre più reale fino a un finale che ci lascia col fiato sospeso per il destino dei nostri eroi ma soprattutto con alcune domande che ci rimbombano in testa: Chi è il sommo poeta? Dov’è Vilend’ara? Dovè il pugnale dei poeti? E io non vedo l'ora che esca il seguito per sapere le risposte!
Primo libro della casa editrice Lumien che mi passa tra le mani.
Ho fatto un po’ di fatica nelle prime pagine a comprendere i personaggi e cosa mi veniva raccontato, dopodiché ho cominciato ad essere sempre più curioso di capire come proseguisse la storia … insomma, superato lo scoglio iniziale, prende e si fa leggere bene.
Avete presente quelle serie tv appena uscite che vi prendono tantissimo e alla fine dell’ultima puntata della prima stagione é ancora tutto sospeso e non é finito niente? Come se mancasse l’ultima puntata? Ecco, Il volo del gheppio é questo. Non c’é una storia principale con una sottotrama che prosegue in tutti i libri (vedi stile Harry Potter), ma c’é un’unica linea che alla fine si interrompe bruscamente lasciandomi così, senza nulla in mano… Alla fine sono solo 300 pagine, avrei preferito un centinaio di pagine in più, ma ritrovare i protagonisti al sicuro in un punto definito del loro viaggio.
Quindi, per concludere, la storia é avvincente, prende, incuriosisce, ma consiglio di aspettare i prossimi volumi per iniziarlo, per evitare di rimanere a metà di una storia e non avere più le pagine che ne raccontano il resto.
“Il pugnale dei Poeti” ci porta nel Regno delle Cinque Capitali e seguiamo la storia di Auren, un giovane Poeta, costretto a lasciare il suo paese per colpa di spietate guerriere che stanno devastando i villaggi alla ricerca di Poeti come lui. Insieme al suo Sigillatore, Gylleal, e alla figlia del capo villaggio, Iria, Auren intraprenderà un viaggio difficile e pericoloso. I Poeti sono dispensatori di bellezza e i loro poteri servono per creare opere d’arte, ma forse c’è molto di più dietro al loro dono…
Ho divorato questo romanzo in pochissimo tempo. La trama è interessante e avvincente, lo stile dell’autrice scorrevole, ma anche poetico. Mi piace moltissimo il sistema magico e tutto ciò che ruota attorno ai Poeti e alle loro tradizioni. All’inizio troviamo un ritmo più lento e introduttivo, che ci permette di conoscere i luoghi e i personaggi; ma col procedere della storia, questo si fa man mano più intenso, fino ad arrivare alla parte finale che lascia a bocca aperta e col fiato sospeso. Io spero davvero che il secondo volume esca presto, perché sono molto curiosa di sapere come andrà avanti. Consigliato!!!!
Il pugnale dei poeti è solo l'inizio di quello che credo possa diventare una bellissima saga fantasy. Nelle primissime pagine succede tutto molto velocemente, Auren passa dall'essere un bambino adottato tanto infelice ad essere un poeta nel villaggio di Palin. Iniziamo a conoscere meglio i personaggi principali, che al momento sono tre: Auren, il Poeta e protagonista della storia, Gylleal, il suo Sigillatore, un pò lazy, sempre affamato ma completamente leale e devoto al suo amico, ed ultima troviamo Iria, testarda come bel caratterino ed è la figlia del capo del villaggio. Sono tutti e tre adolescenti, catapultati in situazioni difficili da sopportare. Non mancheranno i momenti di sconforto, liti e scontri, ma farebbero qualsiasi cosa per proteggersi a vicenda. Il worldbuilding è sempre in crescita, ma credo si possa fare qualcosa di più. Il fatto suspense tiene il lettore incollato alle pagine. Rimangono un bel pò ti cose irrisolte, che non vedo l'ora di riprendere quando uscirà il secondo volume. Diciamo che ho tante domande quante ne ha Auren.
Il Pugnale dei Poeti: Il volo del gheppio è il primo libro di una saga fantasy dal sapore classicheggiante e dalle atmosfere fiabesche.
Il libro è molto veloce nella parte iniziale, forse anche troppo, saltando a piè pari l'addestramento di Auren e la sua quotidianità da Poeta nella cittadina di Palin, per portarci subito al momento in cui la sua vita viene stravolta dalla minaccia di un misterioso esercito a caccia di Poeti.
Da qui inizia la fuga di Auren e dei suoi due compagni di viaggio, il suo Sigillatore e la giovane Iria.
Il sistema magico l'ho trovato davvero originale e molto interessante. Sicuramente quello che sappiamo al momento e che anche Auren sa, è solo una minima parte della realtà delle cose. La vicenda, infatti, porta il protagonista a interrogarsi sul suo potere e sulle sue effettive capacità. Anche l'arrivo del misterioso esercito e la loro ossessione per i Poeti è un chiaro indizio di un mistero ancora ben lontano dall'essere scoperto.
La narrazione l'ho trovata efficace e, per quanto si prenda del tempo nella parte centrale per introdurre il worldbuilding, non mi ha annoiata. Anzi, ho trovato gradevole questo andamento in parte cozy in contrasto con i ritmi molto serrati e talvolta "soffocanti" di altri romanzi del genere.
Ho anche gradito molto la figura di Auren, una personalità particolare e molto empatica, nonostante la sua maschera da Poeta. È un ragazzo che crede nell'appartenenza alla sua Casta, che cerca il bene in tutte le situazioni e che non ha paura di mostrarsi fragile di fronte a ciò che sfugge alla sua comprensione.
Anche Gylleal è un personaggio interessante, a volte semplice nel suo modo di pensare, ma dal cuore enorme e sempre pronto ad aiutare il suo Poeta. Iria potrebbe sembrare un personaggio contraddittorio, ma non va dimenticato che è solo una ragazzina che gioca a fare la guerriera, ma di fatto è ben lontana da comprendere come davvero funzionino le cose. Sono sicura che questi personaggi avranno un arco ancora da scoprire e spero che ci sorprenderà in positivo.
La nota che più mi ha stonato è il finale: avrei preferito che la vicenda si concludesse un po' prima (o eventualmente un po' dopo). Lo stacco è davvero troppo brusco e più che una separazione tra due libri, sembra una separazione tra due parti di uno stesso libro.
Aspetto comunque con ansia il secondo perché davvero troppe domande sono aperte. Sono curiosa di tornare nel mondo di Auren e scoprire insieme a lui le verità che si nascondono dietro agii straordinari poteri dei Poeti.
Inizio con il dire che ultimamente ho un brutto rapporto con il genere più puro del fantasy. Da mesi sono in blocco, fatico ad andare avanti con qualsiasi epic fantasy. Per questo motivo non avrei dovuto accettare questa collaborazione. Una parte di me mi suggeriva che avrei potuto iniziare "Il Pugnale dei Poeti" e non finirlo. Però c'era una vocina che mi sussurrava che questo poteva essere il libro giusto con cui sbloccarmi. Dopotutto la Lumien è il mio posticino "cozy" e quando ti propongono un "cozy fantasy" cosa fai? Dici di no? Figuriamoci. La prima sera mi sono divorata cento pagine. Il blocco del lettore sembrava essere svanito, messo da parte in favore di Auren e le sue avventure. Auren che crea meraviglie che ti fanno sognare. Capolavori descritti con una minuzia tale da renderli reali. Tra le pagine del romanzo era tutto REALE. Mi sembrava che il mondo fosse esploso in una combinazione accecante di colori. I capitoli si susseguivano pagina dopo pagina. L'ho finito in tempo record. Ho amato lo stile dell'autrice e nonostante io non sia una fan della terza persona, qui l'ho trovata terribilmente piacevole. Non ho sentito i personaggi distanti, sono precipitata nelle loro teste, mi sono immersa nelle loro storie ed emozioni. Il worldbuilding e il sistema magico sono da applausi. Ho faticato un po' prima di riuscire a comprendere bene il funzionamento della magia dei Poeti, lo ammetto. Questo perché è un'idea nuova, non ho mai letto niente del genere e in un mondo in cui i fantasy, purtroppo, si somigliano un po' tutti, è una rarità trovate una storia come questa e idee così originali. Il finale è illegale. Non voglio fare spoiler ma ho bisogno di sapere cosa succederà. Aspetto trepidante il secondo volume. Consiglio queso libro a tutti gli amanti del fantasy. Non potete perderlo!