Sono rimasto piacevolmente sorpreso da questo secondo romanzo di Maddalena Marcarini.
Ci troviamo in Islanda e tutto inizia col tentativo di suicidio della protagonista, Erlen, una giovane ragazza con un passato particolare che la tormenta. Il vuoto che sente dentro è così desolante, talmente impossibile da riempire, che decide di raggiungere il paese di sua madre e sparire definitivamente senza lasciare traccia. Il suo proposito però non va a buon fine e viene salvata da uno strano personaggio, uno sciamano di mezza età di nome Ottar, fumatore incallito e coppola sempre in testa. Perché Ottar si trovava lì proprio in quel momento? Perché si è gettato nel gelido oceano per salvarla? Leggendo il libro si scoprirà il perché, coi nodi oscuri del passato di Erlen che poco alla volta si scioglieranno, conducendo il lettore per mano, dentro un mondo a volte reale e a volte onirico, col piano materiale che si confonde e interseca con quello spirituale. Leggendo la storia infatti ci addentriamo in un mondo intriso di esoterismo, mitologia e folclore, spiritismo e religione, sviluppato in modo ottimale dall'autrice, esperta e studiosa della materia.
Molto affascinante l'ambientazione, un'Islanda selvaggia, gelida, desolata e desolante, eppure, mi ripeto, estremamente affascinante.
Romanzo davvero consigliato, senza alcun dubbio, ma da lettore devo evidenziare delle piccole cose, delle piccole imperfezioni secondo il mio gusto.
L'alternanza dei nomi dei protagonisti, quelli di battesimo e quelli "spirituali", sfruttata per avere dei "sinonimi" in più a disposizione non mi è piaciuta molto.
Erlin/Qussuk, Ottar/Terianniaq, Gudrun/Qimmeq, dopo un pò ti abitui a fare le associazioni, ma io probabilmente avrei preferito una scelta più netta, più sostanziale, dalla seconda parte in poi del libro avrei privilegiato l'appellativo sciamanico.
Poi le descrizioni, in alcuni casi le ho trovate superflue. Soprattutto il continuo rimando alla luce grigiastra, al cielo coperto di nubi, l'orizzonte nebuloso, alla pupilla dilatata che ricopre quasi per intero l'iride, sono parti della narrazione che se abusate tendono a disturbare il filo della narrazione, sono un di più che non serve.
Ma ripeto, queste sono minuzie, aspetti che da lettore e scrittore in erba ho evidenziato per una ricerca di perfezionismo.
Il romanzo è consigliato e Maddalena è davvero brava.