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Pelleossa (Nichel)

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Sicilia, 1943. Paolino Rasura ha sette anni. Per sfuggire alle prepotenze di un gruppo di ragazzini, accetta di fare una prova di entrare nel Giardino di Filippu, un uomo che vive isolato su una collina e passa il tempo a scolpire teste. Il Giardino è un posto incantato, dove migliaia di teste di pietra convivono fra gli ulivi, testimoni del tempo e delle stagioni. Paolino e Filippu così si conosceranno, e il vecchio diventerà per il bambino amico e consigliere negli anni complessi che vanno dallo sbarco degli americani fino alle prime lotte per le terre. Intorno a loro si muove il paese di Santafarra, un’intera comunità fatta di antichi segreti, rivalità, spinte al cambiamento e riti sempre uguali. Nei quattro anni che lo trasformano da bambino a ragazzo, Paolino, sempre in bilico fra viltà e desiderio di riscatto, conoscerà il tradimento, la morte, l’amore.Con una lingua che mescola italiano e dialetto a creare un nuovo impasto, plastico e mimetico alla trama, Veronica Galletta ci racconta un periodo della storia siciliana che è meno lontano di quanto appaia, con riferimenti alla tradizione letteraria isolana, nel solco dell’ambiguità fra reale e fantastico che ha già caratterizzato i suoi romanzi precedenti.

Kindle Edition

Published October 17, 2023

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Veronica Galletta

10 books3 followers

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Displaying 1 - 11 of 11 reviews
Profile Image for Deborah Marino.
43 reviews2 followers
February 15, 2024
Un libro dolce amaro in cui ho trovato e ritrovato tanto.

È la Sicilia del 1943, e attraverso gli occhi di Paolino, un bambino di 7 anni - soprannominato Ncantesimo perché viaggia spesso con la fantasia - assistiamo ai macro e micro eventi che coinvolgono Santafarra, un paese fittizio simile ai tanti altri della Sicilia (mi ha ricordato molto il mio).

Pelleossa racconta storie nella Storia. C'è lo sbarco in Sicilia, la liberazione d'Italia, la nascita della Repubblica e, in modo tanto poetico vi leggiamo pure l'attesa.
Quella di una madre che attende il figlio dalla guerra.
C'è il ricordo di un amore breve ma intenso, e poi ancora Paolino che cresce e si interfaccia con le tradizioni, le superstizioni e i soprannomi, quest'ultimi pesanti come condanne. Ci sono fatti taciuti, teste che parlano e personaggi indimenticabili a cui vorrete bene.

Un libro che trasuda sicilianita e realismo magico dalla prima all'ultima pagina.
La scelta del dialetto intrinseco all'italiano l'ho trovata stupefacente. Rende di più, molto di più.
Non leggevo un libro così sentito, così magico, così vero, da tanto tempo.

Leggetelo, andate a conoscere Paolino, non ve ne pentirete.
Profile Image for LaCiociara.
53 reviews
August 19, 2025
«Quella sera di luglio del 1943, quando questa storia accuminciò, Paolino aveva sette anni e quattro mesi, che a pensarci bene nun sù accussì picca per afferrare certe cose del mondo, come quelle che sarebbero accadute. Il cuculo cantava da iorna, e il vento di mare portava lamento di cani e ruomore d’ossa.»

È la terra natia il luogo in cui ci riporta Veronica Galletta con “Pelleossa”, terzo romanzo nonché secondo edito per Minimum Fax, che si snoda in un tempo sospeso tra passato e futuro, trasformazione e ricordo. Siamo in Sicilia a Santafarra, è il 1943 quando il racconto ha inizio tra desiderio di liberazione e riscatto.

Protagonista di queste pagine è Paolo Rasura, un bambino che è ancora nell’età della giovinezza ma che si accinge a diventare adulto in un’epoca in bilico, un momento storico che è un limbo tra ciò che è stato e ciò che sarà. È all’età di sette anni che fa il primo incontro con il Giardino di Filippu, luogo misterioso gestito da un uomo che si dedica da una vita e per tutta la vita alla scultura di teste di pietre. Quest’ultimo abita in collina, in solitudine e sarà mentore di questo bambino che da lui imparerà l’arte scultorea e le leggi dure e ferree della vita e della morte, della guerra e della pace, dall’amore e dell’amicizia, ma anche del doversela vedere con nemici inaspettati. Filippu sa essere mentore, guida spirituale e maestro. Lascia che il giovane apprenda non tanto con lezioni dirette, quanto con l’esperienza pura e semplice del vivere. Il Giardino è ancora rifugio, un centro dove concreto e fantastico, paura e speranza si uniscono e fondono. Siamo nel periodo storico dello sbarco degli alleati e pian piano assistiamo, ancora, al termine della guerra, alle prime lotte sindacali, a situazioni di ricerca di giustizia, omertà e ricerca di libertà.

“Pelleossa” di Veronica Galletta è un vero e proprio romanzo di formazione, un romanzo corale, un romanzo storico, un testo che ci riporta anche alla letteratura siciliana con autori quali Sciascia, Verga, Calvino, Pirandello. D’altra parte, “A ciascuno il suo”.

«Il tempo gli pareva allungarsi e poi satàre, come n’elastico, e l’avvenimenti addivintari prima piccoli e poi enormi, come il sole davanti a loro, che aveva diviso il mare in tre parti. Quella più alta sciolta dentro al cielo, e dopo il chiarore in menzo, una scura di pece, vicino a loro.»

Grande merito dell’autrice è sicuramente quello di ricostruire in modo magistrale luoghi, tradizioni, vite. Ella riesce a riportarci senza difficoltà nel contesto storico e di riferimento, gli abitanti sono vividi e pulsanti, nel loro bene e nel loro male. Non mancano neanche le caratterizzazioni negative individuate nelle ingiurie. Basti pensare che lo stesso titolo, “Pellerossa”, trae origine da una ingiuria data alla famiglia di Paolino; una parola che ti marchia e ti descrive per il semplice fatto di essere nato in una famiglia che annulla la singolarità dell’individuo. Quest’ultimo non esiste più come persona ma solo come membro appartenente a quel determinato nucleo familiare.

Notevole anche la caratterizzazione dei personaggi, in primo luogo di Paolino che odia andare di sali, odia la pesca. Lo terrorizza. È un bambino sensibile a cui piace immaginare e lasciarsi andare alla fantasia. È visto e sentito in modo vivido dal lettore che ne respira ogni sfumatura.

Ulteriore carattere che arricchisce la narrazione è l’uso di uno stile narrativo magnetico che mixa siciliano e italiano tanto da permettere una completa e totale immedesimazione.

“Pelleossa” di Veronica Galletta è un testo che sa fondere tradizione, magnetismo, libertà, riscatto, emozione, forza, sogni e tanto tanto altro ancora. È un libro che chiede di essere letto e gustato, un poco alla volta. È un romanzo che lascia il segno e che sorprende il lettore per la sua naturalezza e genuinità. Da leggere.
Profile Image for Anto_s1977.
799 reviews36 followers
April 21, 2025
“Pelleossa” è un romanzo della scrittrice siciliana Veronica Galletta, pubblicato dalla casa editrice Minimum fax nel 2023.

La vicenda narrata è ambientata nel piccolo paese di Santafarra a partire dal 1943, quando il protagonista, Paolino Rasura, ha sette anni.
Santafarra è una località immaginaria, un paese di pescatori e contadini che sorge sul mare nella provincia agrigentina.
Paolino è l’ultimogenito dei Rasura, il cui destino è quello di gettare le reti in mare ogni mattina, così come fanno il padre e il fratello Pascali. Ma Paolino odia stare sulla barca e, soprattutto, l’odore del sangue dei pesci, quello che rimane attaccato addosso come qualcosa di maligno.
Il bambino è curioso, ama stare in giro, anche se non ha più amici, da quando Giacinto si è unito ai bulli del paese e questi tentano di fargli superare una prova di coraggio.
Seppur di malavoglia, Paolino li accontenta e si avvicina a Filippu di li Testi, uno scultore emarginato da tutti, poiché considerato “tanticchia originale”.
È grazie alla frequentazione di Filippu e dell’invalido Zu Ntoni che Paolino impara a conoscere i paesani, a scoprire i segreti che vengono sussurrati a mezza voce, ma soprattutto impara a conoscere se stesso, mostrando un animo delicato e profondo.

“È che mi pare che a Santafarra sono tutti senz’aricchi, come li Testi, e senza ucca magari”.

Il romanzo di Veronica Galletta è un romanzo di formazione e familiare allo stesso tempo, inquadrato in uno specifico contesto storico nel quale le idee socialiste e comuniste cercano di affermarsi, a dispetto degli atteggiamenti violenti e omertosi dei grandi proprietari terrieri, che difendono a spada tratta i loro secolari privilegi.
È una storia di amicizia e di scoperta in cui troviamo un pizzico di realismo magico, che contribuisce a conferire al racconto, insieme alle espressioni dialettali, una piacevole briosità, che fa da contrappunto ai drammi e alle tematiche importanti.
Troviamo infine un bellissimo e commovente personaggio nel nonno di Paolino, uomo saggio e pragmatico di grande sostegno per la famiglia e un’attenzione per gli animali, che mi ha ricordato per certi versi l’eccellente Elsa Morante.
Forse sono di parte, poiché da siciliana, mi piace leggere storie ambientate nella mia terra e con una presenza massiccia del mio dialetto, ma questo romanzo è stato per me una piacevole scoperta e sono curiosa di perdermi tra le pagine del suo seguito, “Malotempo”.
Profile Image for Amanda Rosso.
337 reviews29 followers
March 28, 2025
Veronica Galletta è una di quelle scrittrici con un talento così raro per le parole, che riesce ad ammaliare, far riflettere e stimolare sempre una riflessione più profonda del quotidiano anche in semplici post sui social media.

Da "Le Isole di Norman" a "Nina sull'Argine" fino a questo incredibile romanzo, "Pelleossa", che l'autrice sembra aver custodito per anni, accarezzato e vezzeggiato, Galletta prosegue nell'affinare le qualità evidenti della sua scrittura e la vibrazione sempre più intonata della sua vice.
Mi sentirei di dire che questo romanzo è il risultato della (finora) combinazione più felice fra forma e contenuto, messaggio e mezzo, lingua e afflato narrativo.

L'attenzione verso il linguaggio, il gusto sontuoso per la narrazione, l'immaginazione sconfinata, la malinconia, la magia dello sguardo, la vocazione fortemente politica e la prospettiva obliqua, tenera ma implacabile per la sua natìa Sicilia, fanno di Veronica Galletta una delle scrittrici più interessanti e sublimi del panorama contemporaneo - non solo italiano.
Profile Image for Anna Russo.
122 reviews7 followers
April 9, 2024
Pelleossa di Veronica Galletta è un romanzo di formazione che ti aggancia sin dall'inizio e cresce. Lo si apprezza nella sua struttura complessa solo arrivando fino in fondo quando tutte le tessere del mosaico si ricompongono.

E no, non è un romanzo facile.
L'impasto linguistico tra dialetto e italiano rallenta la lettura ma ne accresce il valore, perché ti costringe a dare peso a ogni parola, a squadrarla da ogni lato. E se amate la letteratura siciliana come la amo io, questo romanzo omaggia nel suo DNA profondo Bufalino e Vittorini e anche Sciascia.

All'inizio ha il sapore dei racconti d'infanzia in cui la storia che abbiamo studiato dai libri - con lo sbarco degli Americani in Sicilia, la Liberazione, la questione della terra - si intreccia alla scoperta individuale, al meraviglioso delle fiabe, alle vicende di paesani e famiglie che nascondono segreti. Poi diventa una ferita più profonda, necessaria. È il prezzo che richiede la maturità.

Ma non finisce qui. I luoghi parlano, sono vivi. E pure i personaggi con i loro nomi: Paolino detto Ncantesimo, il protagonista curioso e sensibile, lo strambo Filippo, omaggio allo scultore Bentivegna e le sue teste di pietra, il sordo-cieco 'Ntoni e tutti i componenti del paese di Santafarra e della famiglia Rasura che mostrano le infinite sfumature dell'umano (dalla crudeltà alla purezza, dal coraggio alla meschinità, fino alla sconfitta). E infine Calogero e Angelo Foglia, anime belle del sindacato.
Sono felice di aver ritrovato in una storia robusta, dolorosa e coraggiosa al contempo, una scrittrice che ho amato fin dal primo suo racconto letto.
"Paolino lo ascoltava, senza fiatare, chiedendosi com'era questa storia della Sicilia, che ogni volta qualcuno la doveva liberare, prima Garibaldi, poi l'Americani, ma soprattutto com'era che poi si imprigionava di nuovo, senza saperlo"
Profile Image for Sara maria Serafini.
Author 8 books41 followers
July 31, 2025
Lamento di cani, rumore di ossa, sangue di pisci, aria che trema sciolta dal fuoco di luglio. I rumori che fa la paura per cui non basta smettere l'aricchi, e la speranza, che se uno ci s'abbandona, rende poco accorti. Genti di Terragni e genti di Sali, ognuno con la sua ingiuria, ognuno con lu profumu suu.
Profile Image for Maria Calabrese.
124 reviews4 followers
November 29, 2024
Una storia coinvolgente e ben scritta ambientata in un periodo storico importante per la Sicilia.
La particolarità che lo rende davvero interessante è che è scritto quasi del tutto in dialetto siciliano!
11 reviews
January 1, 2026
Spaccato di una Sicilia di quel perido, mix di italainao e siciliano che hanno sempre una certa attrazione
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