Cosa rimane oggi dell’Iliade e dell’Odissea? È possibile raccontarle ancora? È questa la sfida di Eroi, il nuovo libro di Andrea Pennacchi, che stavolta accompagna i lettori e il pubblico alla scoperta di questi due classici, rileggendo l’epica omerica e arricchendo la narrazione di riflessioni, ricordi e fantasie. Così la guerra sotto le mura di Troia risuona nelle lance che battono sugli scudi degli eroi di un tempo; così il ritorno di Odisseo verso Itaca si popola di creature e di voci, mentre le onde si infrangono sul legno. Basta questo, allora: trovare un episodio, una storia in cui riecheggi la propria esperienza personale, e usarla come grimaldello per addentrarsi in questa fortezza piena di tesori, appena velati dal tempo, intimorito e umile di fronte alla bellezza degli antichi.
Laureato in Lingue e letterature straniere moderne presso l'Università degli Studi di Padova, Pennacchi inizia la sua formazione da attore con il Teatro popolare di ricerca - Centro universitario teatrale di Padova. Successivamente, grazie a una collaborazione con il regista Gigi Dall'Aglio in qualità di assistente, apprende i fondamenti della regia e della scrittura teatrale. Nel 2011 scrive e interpreta lo spettacolo Eroi, con la regia di Mirko Artuso, che si classifica tra i finalisti per il Premio Off del Teatro Stabile del Veneto. Nello stesso anno interpreta il ruolo di Sandro nel film Io sono Li di Andrea Segre.
Mentre prosegue la sua carriera di attore teatrale e drammaturgo con lo spettacolo Villan People, che debutta nel 2013 al Piccolo Teatro di Milano nell'ambito del Festival Tramedautore, Pennacchi inizia a lavorare anche in televisione prendendo parte alla miniserie Rai L'Oriana nel ruolo del direttore de L'Europeo e a diverse altre fiction tra cui Non uccidere, Don Matteo e 1994. Nel 2018 porta il monologo This is Racism - Ciao terroni a Propaganda Live e diventa poi ospite fisso della trasmissione con i monologhi del suo personaggio, il "Poiana".
Una sorta di compendio sull'Iliade e l'Odissea, pieno di amore per gli originali ma con tutta la rustica schiettezza e l'umorismo di Andrea Pennacchi. Autore e attore vero, amante dei classici e per questo in grado di trasformarli e arricchirli con il suo background personale. Eroi, con la sua epica in salsa veneta, si è rivelato una lettura alquanto breve (soprattutto considerando il prezzo), ma piacevolissima.
Eroi di Andrea Pennacchi l’ho “divorato” in mezza giornata in versione audiolibro. Non solo perché è breve, ma perché, secondo me, la sua scrittura dà il meglio proprio quando diventa voce: è un testo che nasce dal teatro e si sente. Il linguaggio è molto informale (L'introduzione inizia con "L’altra notte, che dormivo, ho incontrato Omero"), quasi una chiacchierata da osteria, ma dietro c’è un amore profondo per i classici e un’ironia che non scade mai nel banale. Il libro è una sorta di compendio “in salsa veneta” di Iliade e Odissea, pieno di umorismo e di rispetto per gli originali. Pennacchi rimescola Omero con il suo vissuto, la sua parlata, i suoi aneddoti personali, e riesce a far risuonare le storie più note come se fossero nuove, soprattutto quando insiste sull’importanza del racconto orale. Pur essendo una lettura molto breve, è piacevolissima per chi ama la mitologia e il tipico umorismo del Pojana. Si ride, ci si sorprende e ogni tanto arriva anche qualche riflessione più amara. In definitiva: leggero, divertente, intelligente. Ma, se posso dare un consiglio, da ascoltare più che da leggere.
Libro che può entrare nel genere retelling ma in salsa veneta. Si parla di Iliade, di Odissea, dell'importanza del raccontare e soprattutto del racconto orale. E'una trasposizione di uno spettacolo teatrale dove sono riportati anche i rumori e le musiche che accompagnano la scena. E nella lettura è facile "sentire" la parlata del Pojana che parla di Achille e di Odisseo. Pur essendo storie conosciute si ha la possibilità di leggere una chiave diversa delle storie, soprattutto l'origine Troiana dei Veneti...e chi l'avrebbe mai detto. Breve ma simpatico per lettori a cui piace la mitologia e il Pojana.
Lettura scorrevole, breve e piacevole. Un sunto ironico dei grandi classici di Omero, arricchito da episodi di storia personale dell'autore, e dalle sue considerazioni sui classici greci visti con occhio moderno. Lo stile è teatrale, sembra una sceneggiatura. E sarebbe uno spettacolo che andrei volentieri a vedere.
Ascoltato tutto di fila. Come a teatro. Un racconto classico, reso gradevolissimo dall'interpretazione dell'autore che rende il libro moderno, coinvolgente, simpatico.
"Così onorarono la sepoltura d'Ettore che entra in città...ma noi ora sappiamo che la caduta d'Ettore avrebbe dato gioia ai greci, la morte di Achille breve gioia ai troiani, la caduta della città breve a tutti noi. Perché è l'unica guerra mai terminata. E gli eroi nella tomba."