* Non esistono regole rigide e routine validate scientificamente per garantire risultati mirabolanti e spesso e volentieri gli ingredienti utilizzati hanno di innovativo solo il racconto che ne viene fatto.
* Le ceramidi hanno il compito, tra le altre cose, di formare una patina che funge da isolante e rallenta l'evaporazione dell'acqua, mantenendo l’umidità della pelle.
* La categoria dei petrolati non esiste, esiste un ingrediente che ha come nome INCI “Petrolatum” che corrisponde alla vaselina ed è molto usato nella formulazione dei cosmetici perché ha delle proprietà ottime di riduzione della TEWL. Inoltre è pressoché inerte, non dà problemi di compatibilità con la pelle, nemmeno con quelle più sensibili, tanto che viene usato per le pomate medicinali.
* L’acido ialuronico, così come pressoché tutti gli ingredienti cosmetici, non penetra in profondità e svolge la sua azione dall’esterno.
* Se si parla di cosmetici non si parla di medicinali. Il fatto che abbiano lo stesso aspetto non significa che lavorino allo stesso modo. Le pomate medicinali sono formulate per far penetrare i principi attivi alla profondità necessaria (e comunque non è facile nemmeno in quel caso), ma la parte cosmetica di una pomata medicinale si comporta esattamente come le creme cosmetiche, cioè in parte evapora e in parte si deposita.
* Farsi una maschera è spesso un’esperienza piacevole, più piacevole del mettersi una crema, perché rimanda a un periodo di rilassamento che può avere dei benefici di per sé. Trattandosi di cosmetici e non di farmaci salvavita, la componente del piacere non è da trascurare.
* A forza di sorridere, prendere il sole e, in generale, vivere, le pieghe temporanee diventano sempre più permanenti, fino al momento in cui le chiamiamo con il loro vero nome: rughe.
* Personaggi come Helena Rubinstein ed Elizabeth Arden, che operavano in quegli stessi anni, hanno costruito degli imperi sul senso di inadeguatezza delle donne e sulla necessità di lavorare duramente per mantenersi belle.
* L’essenza del make-up è questa. I trucchi non cercano di far leva sul senso di inadeguatezza, non prendono la deriva della medicalizzazione e delle routine da seguire come fossero protocolli di laboratorio. L’obiettivo dei trucchi è di farci sentire delle dive. E scusate se è poco.
* Il nostro Paese produce, da solo, il 60% di tutto il make-up mondiale e lo fa all’interno di aziende che progettano e sviluppano i prodotti per poi venderli ai brand, quelli che tutti conosciamo.
* I fondotinta, come i vestiti, vanno provati per capire se quella sensazione che danno e quel tipo di finitura possano fare al caso nostro.
* Se c’è umidità, per esempio, la piega dura poco.
* Nessuno shampoo può evitare la caduta di un capello che deve cadere.
* I raggi ultravioletti del sole rompono la molecola della melanina facendole perdere il colore. Quando succede nella pelle, i melanociti sono stimolati a produrne di nuova per creare una barriera protettiva.
* Quando i raggi ultravioletti colpiscono i capelli distruggono la melanina allo stesso modo, ma trattandosi di fibre morte, senza strumenti per comunicare con i melanociti nel bulbo, l’attacco dei raggi UV si traduce in un semplice schiarimento dei capelli.
* Il lawsone, per la sua struttura chimica, è genotossico, che significa che può provocare mutazioni nel DNA.
* Quello che ci sembra più sicuro perché “naturale” è in realtà sottoposto a molti meno vincoli di sicurezza del suo corrispettivo “chimico”.
* C’è poco da fare con i peli biondi, rossi o grigi: né il laser, né la luce pulsata possono eliminarli.
* I raggi ultravioletti che arrivano a noi sono per il 90% quelli di tipo A e per il 10% quelli di tipo B, anche se noi ci accorgiamo prevalentemente di questi ultimi perché sono quelli che ci fanno scottare.
* L’abbronzatura è un meccanismo di difesa che il nostro corpo mette in atto per proteggersi dall’azione distruttiva dei raggi ultravioletti.
* Il vetro è uno scudo molto efficace nei confronti degli UVB. Questi raggi ultravioletti vengono infatti fermati da finestre e finestrini. Ma, attenzione, perché gli UVA, che riescono a superare indenni lo strato di ozono, superano anche la barriera data dal vetro. Quindi, è vero che dietro a una finestra non ci si scotta, ma gli effetti distruttivi degli UVA ci possono essere lo stesso.
* Per avere un effetto negativo con una crema solare bisognerebbe metterne cento volte la quantità che mettiamo normalmente a ogni applicazione.
* Con la protezione ci si abbronza più lentamente. L’abbronzatura è un meccanismo di difesa che la pelle mette in atto per proteggersi, quindi con una protezione esterna deve lavorare meno per produrre melanina. Però, visto che anche con le protezioni più alte una quota di raggi UV passa lo stesso, alla fine ci si abbronza comunque.
* L’ingrediente più famoso e storicamente più utilizzato a questo scopo è il gel di aloe, cioè la parte gelatinosa contenuta all’interno della foglia. C’è chi addirittura usa il gel puro direttamente sulle scottature. In realtà, dagli studi scientifici effettuati non sembra che l’uso del gel di aloe permetta di guarire lo scottature. L’effetto, in linea con l’uso del doposole, è di tipo rinfrescante e, appunto, lenitivo, quindi può aiutare a rendere meno dolorose le scottature, ma non le farà andare via più velocemente.
* La cellulite è una caratteristica fisiologica, cioè sana, di alcuni tessuti adiposi.
* Le persone senza cellulite hanno le fibre di collagene disposte a reticolo, con le cellule adipose distribuite tra un buco e l’altro della rete. In questo modo si crea una struttura molto elastica e “tesa”. Le persone che hanno la cellulite, invece, hanno le fibre di collagene disposte verticalmente come fossero pilastri, con una struttura molto più rigida che permette l’espansione solo in altezza.
* Partiamo dalla notizia brutta: la cellulite non si elimina. Lo so, fa male sentirselo dire, ma è così. Sia le creme, sia i trattamenti possono apportare qualche piccolo miglioramento estetico per un tempo relativamente breve. Si parla sempre di cambiamenti “estetici”, cioè nell’aspetto, e “temporanei”.
* Dagli esperimenti è emerso però un risultato curioso. Quando si chiedeva alle volontarie di spalmarsi su una coscia una crema con un certo numero di principi attivi e sull’altra coscia una crema “placebo”, cioè identica alla precedente per aspetto e consistenza, ma senza principi attivi, quello che si osservava nel tempo era un miglioramento dell’aspetto di entrambe le cosce. La nota di ottimismo sta tutta qui, perché ci dimostra che un effetto, per quanto estetico e temporaneo, c’è ed è molto probabilmente dovuto al massaggio più che alla composizione della crema.
* Meno cose si mettono sulla pelle dei bambini e meglio è.
* Cosmetico: «qualsiasi sostanza o miscela destinata a essere applicata sulle superfici esterne del corpo umano (epidermide, sistema pilifero e capelli, unghie, labbra, organi genitali esterni) oppure sui denti e sulle mucose della bocca allo scopo esclusivamente o prevalentemente di pulirli, profumarli, modificarne l’aspetto, proteggerli, mantenerli in buono stato o correggere gli odori corporei».
* A partire dal 2004, la sperimentazione animale sui prodotti cosmetici finiti è vietata su tutto il suolo europeo; un divieto che si è esteso nel 2009 anche ai singoli ingredienti, mentre nel 2013 è stato introdotto il marketing ban (il divieto di commercializzazione), che vieta la vendita di tutti i cosmetici testati su animali prodotti fuori dal suolo europeo.
* Il nichel è un ingrediente vietato, inserito nell’allegato II del regolamento 1223/2009. Quindi il claim “senza nichel” o “nickel-free” è vietato.