Riconosco all'autore l'impresa, ma ho trovato il libro noioso: un'ottantina di brevi capitoli monotoni, poco coinvolgenti, farciti di voli pindarici barocchi. Si parla addosso e si piace tanto ascoltarsi. Esempi a caso:
"Mentre il vento pascolava le greggi del sole, noi filavamo la nostra traccia”
“neve è la pelle del cielo scuoiato sulla terra.”
“Il terreno calcareo odorava di luce.”
“La neve aveva trasformato la materia in sostanza, reinventato il reale, ricreato il mondo fino al cielo."
“La montagna fumava, filamenti biancastri guizzavano sui suoi fianchi: serpenti che gettavano nel panico il versante”
E tante, tante altre frasi "poetiche", che a me sembrano kitsch. A me piace lo stile di Hemingway, può piacermi una sbrodolata simile?
Forse, ma forse, utili per chi volesse ripetere la traversata, le specifiche, giorno per giorno, del punto di partenza, quello di arrivo in un bivacco o rifugio, dislivello in salita e distanza in chilometri.
Da bravo passatista ce l'ha con la tecnologia, ma lui e i compagni seguono il percorso tramite il GPS; immagino che non vada in giro con sci di legno ma con sci leggeri in titanio; e gli scarponi, pesanti in cuoio o tecnologici in Grilamid, il maglione di lana della nonna o la giacca in piumino e goretex? E naturalmente accompagnato dal cellulare, niente piccioni viaggiatori. L'ho trovato molto ipocrita ma questo lato reazionario a parole l'avevo già incontrato nel suo "Sentieri neri".
Poi incoccio in questa frase: “Per tutto l’anno l’umanità aveva combattuto l’infezione generale. Per i governi la lotta contro il Covid-19 era stata l’occasione per allenarsi al controllo delle masse. Le autorità avevano confinato le popolazioni in nome della salute privata e della salubrità pubblica. La burocrazia aveva trovato un campo di sperimentazione, preparato da vent’anni di ipnosi cibernetica. Quando una società vive dietro a uno schermo, non è difficile farle mettere una mascherina. E questo aveva prodotto risultati insperati. Nel giro di ventiquattr’ore gli arresti domiciliari erano stati accettati. Il parco umano era ancora più malleabile del previsto.”e altre 2 o 3 complottiste e populiste simili: zio, le nostre strade si dividono qui!
Questo è il terzo Tesson che leggo, mi è piaciuto abbastanza Nelle foreste siberiane, poco Sentieri neri, per niente questo. E' difficile scrivere di montagna senza sforare in sentimentalismo o al contrario in machismo tutto d'un pezzo, il nostro Tesson non c'è riuscito.
(Per il traduttore: non so in Francia, dove il computer si chiama ordinateur, ma in tutto il resto del mondo i "coltelli" per lo scialpinismo si chiamano "rampant", suvvia!)