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C'era la guerra in Cecenia

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«Questo diario di una straordinaria vicenda di guerra, di distruzione e di liberazione, non è stato pubblicato per più di venticinque anni, per una la paura di mettere in pericolo qualcuna o qualcuno dei personaggi coinvolti di quella tormentata parte di mondo. Viene pubblicato a distanza di più di venticinque anni per una c’è la guerra in Ucraina».

A.S.

154 pages, Kindle Edition

Published October 24, 2023

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About the author

Adriano Sofri

41 books9 followers
Adriano Sofri (Trieste, 1º agosto 1942) è un saggista, giornalista e scrittore italiano ex leader di Lotta Continua, condannato a ventidue anni di carcere – dopo un lungo iter giudiziario – quale mandante, assieme a Giorgio Pietrostefani, dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972. Sofri è stato scarcerato (dal 2005 scontava la pena in regime di detenzione domiciliare a causa di problemi di salute) nel gennaio 2012 per decorrenza della pena, ridotta a 15 anni per effetto dei benefici di legge. Pur assumendosi la corresponsabilità morale dell'omicidio, a causa della campagna di stampa diretta contro il commissario portata avanti assieme agli altri membri di Lotta Continua, Sofri si è sempre proclamato innocente per quanto riguarda l'accusa penale, così come affermato anche dai coimputati, a eccezione del reo confesso Marino.
Scrive su Il Foglio e i suoi interventi sono ripresi anche da una pagina Facebook intitolata Conversazione con Adriano Sofri.

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Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
August 28, 2024
Risvolto
Nel 1996, per «L’Espresso» e il programma televisivo «Mixer», andai avventurosamente nel Caucaso, in Cecenia. C’era una guerra spietata e insieme inverosimile: la Federazione russa contro un paese grande, cioè piccolo, come una media regione italiana, con una popolazione di poco superiore al milione. La cosa più inverosimile è che la Cecenia vinse quella guerra. Poco dopo bisognò chiamarla Prima guerra cecena, perché intanto era scoppiata la Seconda, e Eltsin aveva ceduto il posto a Putin, il quale proclamò che avrebbe stanato i ceceni fin dentro i cessi. Nel mio soggiorno feci una stretta conoscenza con persone civili, coi combattenti e i loro capi, e viaggiai per lungo e per largo, dalla capitale Grozny ai villaggi di montagna. Passò qualche mese, si era raggiunta una tregua delle armi, e un’auto che portava tre volontari italiani, due medici e un organizzatore, impegnati con l’associazione Intersos, fu fermata da banditi armati al confine fra Inguscezia e Cecenia, e i tre furono rapiti. Il sequestro si protraeva e i servizi russi e italiani mostrarono di non avere alcuna capacità di misurarsi con quella situazione. I famigliari dei sequestrati mi chiesero di usare del mio legame recente con la Cecenia, era più o meno una pazzia, partii. Per mio conto: confidando nella piena ostilità delle autorità competenti.
Il secondo viaggio fu ancora più romanzesco e rocambolesco, e drammatico: il miraggio di valere a salvare delle vite è seducente, la probabilità di fallire e addirittura di nuocere è un incubo. Finì bene. Ci aiutarono in tantissimi. Fra loro i più autorevoli comandanti, che ora erano diventati massime autorità di uno Stato riconosciuto, il ragionevole Aslan Maschadov, il leggendario Shamil Basaev, perfino il famigerato intruso Ibn al-Khattab, e di lì a poco avrebbero tenuto i primi posti nelle classifiche del terrorismo mondiale.
Questo diario di una straordinaria vicenda di guerra, di distruzione e di liberazione, non è stato pubblicato per più di venticinque anni, per una ragione: la paura di mettere in pericolo qualcuna o qualcuno dei personaggi coinvolti di quella tormentata parte di mondo. Viene pubblicato a distanza di più di venticinque anni per una ragione: c’è la guerra in Ucraina.
A.S..
Profile Image for Simone Bortoli.
5 reviews
October 11, 2025
Sofri pubblica il diario delle sue due visite in Cecenia nel 1996 con l’esplicito intento di evocare il legame tra le vicende della guerra in Cecenia di allora e quelle della guerra in Ucraina di oggi.
Il diario sarebbe pieno di spunti interessantissimi su quella guerra, sul confronto tra quella e le altre guerre fondamentali degli anni Novanta (Grozny come Sarajevo), più in generale sulla regione del Caucaso e la sua ricchezza etnica e culturale, ma è molto difficile da seguire poiché si tratta di appunti personali invero assai sconclusionati.
Tra mille nomi e informazioni, traspaiono due cose, in particolare, che mi sono rimaste impresse. Da una parte, l’enorme intreccio di vicende e persone che porta alla liberazione dei cooperanti italiani - che restituisce solo un’idea di quanto possa essere difficile e intricato liberare gli italiani che vengono presi in ostaggio nel mondo. Dall’altra, la simpatia di Sofri per i ceceni - che colpisce se si considera che noi ne abbiamo avuto conoscenza solo come un popolo di picchiatori e terroristi. Difficile giudicarla, ma Grozny non è proprio Sarajevo… oppure è la storia che poi ha preso una piega diversa?
6 reviews
December 10, 2024
Il libro in se è interessante, ma essendo chiaramente una pubblicazione di appunti non è agevole la lettura; anche per il vasto numero di persone incontrate da Sofri in Cecenia, tra i quali praticamente tutti i leader indipendentisti
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