Cassandra Gold - per RFS
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Salve a tutti, oggi vorrei parlarvi di un libro che mi ha molto colpito per i suoi toni dolci e delicati. Una storia romantica, ma anche densa di significato per le tematiche sociali trattate.
Garrison è da poco tornato dall’Uganda, dove ha trascorso diversi anni, impegnato in opere di beneficenza. Questo a causa di un violento attacco di malaria contratto in Africa per colpa di una terapia medica non seguita correttamente. Tornato a Vancouver si trova a tirare le somme della sua vita e, nonostante il prodigarsi per il prossimo, la sua anima non è serena. Sente la mancanza di sua nonna che l’ha amato e cresciuto dopo la perdita dei suoi genitori. A tenerlo lontano da lei, uno stuolo di felini che la vecchina ha adottato dopo la partenza per il college di suo nipote. A Garrison i gatti non sono mai piaciuti e, a peggiorare le cose, vi era stata una forte allergia che devastava il poveretto alla vicinanza di qualunque felino. Così, per forza di cose, le visite a casa di sua nonna si erano fatte sempre più esigue. Anche adesso che era tornato dalla missione in Uganda, dopo essersi trattenuto per molto tempo, aveva fatto giusto un saluto veloce alla sua vecchia casa, con la promessa di prodigarsi di più in un secondo momento. Una promessa purtroppo che non avrebbe potuto mantenere. Infatti, in una giornata qualunque, il nostro protagonista riceve la chiamata dall’avvocato di sua nonna che lo informa di un triste evento. L’anziana signora è venuta a mancare lasciandogli il compito di trovare una casa ai suoi amati gatti. Per le fortunate famiglie, che accoglieranno i trovatelli, verrà stanziata una somma di diecimila dollari. Realizzati i desideri della defunta, Garrison potrà avere diritto alla sua eredità. La notizia lo lascia basito, possibile che la nonna abbia pensato ai suoi gatti e non a lui? Ma i lungimiranti pensieri dell’anziana vecchina, avevano costruito un espediente per riportare suo nipote a casa a Vancouver, dove sapeva che avrebbe potuto trovare quell’amore e quella stabilità, che ancora non aveva trovato. Fu così che cercando casa ai vari micioni a lui affidatogli, Garrison, per volere del destino, scopre di non poter fare a meno di uno di loro, Harry, che entrandogli nel cuore lo congiunge anche a Cara, una ragazza che arriva a conoscere nella ricerca delle famiglie adottive a cui affidare i piccoli. La sua cara nonna, infatti, tra le clausole testamentarie, aveva anche introdotto i precetti secondo i quali i suoi gatti sarebbero dovuti andare a famiglie stabili che avessero una casa di proprietà e una solidità economica. Cara s’innamora di Harry, purtroppo però Garrison non glielo può affidare a causa della mancanza di alcuni dei requisiti. La cosa turba molto la ragazza, già affezionata al micio, dandole però la scusa per stringere ancora di più i rapporti con il nostro protagonista. Tornato nella sua vecchia città, Garrison alla fine capirà che i suoi sogni, archiviati per bisogni economici, possono ancora realizzarsi; basta un po’ d’aiuto da parte del buon Dio.
Un romanzo tenero e dolcissimo; una di quelle storie che ti scalda il cuore, tipiche proprio delle feste natalizie. Ho amato sin dall’inizio il gatto Harry che secondo me rappresenta veramente il cuore della vicenda. Un angelo custode che, con la sua lungimiranza, veglia sul destino delle persone prescelte per lui. Le descrizioni del luogo e della gente che lo abita e lo spirito comunitario mi hanno coinvolta regalandomi un senso di familiarità. Le famiglie di Vancouver ti aprono la porta di casa, invitandoti a entrare per fare parte della loro vita, aiutandoti e prendendosi cura di te e perché no… rimproverandoti al bisogno. Mi è piaciuto molto vedere come ogni gatto trovasse la sua nuova famiglia andando a sopperire alla solitudine, al disagio e alla mancanza d’amore nell’abitazione che, accogliendolo, è diventata per magia una casa vera, piena di calore e di sentimento. Un bambino ha imparato a confrontarsi con gli altri, un anziano signore ha trovato conforto e una ragazza è uscita da quello stato d’irrequietezza tipico della sua età. L’anziana signora dall’alto era come se sapesse quale ruolo ognuno dei suoi cuccioli dovesse andare a sopperire, portando quell’amore e quella completezza alle persone in cerca di una consolazione. Una storia da leggere in una giornata di pioggia, con la coperta sulle gambe, un thè in mano e ovviamente il tuo gatto acciambellato vicino. Unica nota dolente, avrei dato più spazio al finale, che sembra invece un po’ tirato via. Un vero peccato, per un libro dalla storia così toccante.
Per oggi è tutto mie Fenici. Vi auguro una buona giornata, da trascorrere con Garrison e suoi splendidi gattini.