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C'era la guerra in Cecenia

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«Questo diario di una straordinaria vicenda di guerra, di distruzione e di liberazione, non è stato pubblicato per più di venticinque anni, per una ragione: la paura di mettere in pericolo qualcuna o qualcuno dei personaggi coinvolti di quella tormentata parte di mondo. Viene pubblicato a distanza di più di venticinque anni per una ragione: c’è la guerra in Ucraina».
A.S.

224 pages, Paperback

Published October 24, 2023

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Adriano Sofri

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Adriano Sofri (Trieste, 1º agosto 1942) è un saggista, giornalista e scrittore italiano ex leader di Lotta Continua, condannato a ventidue anni di carcere – dopo un lungo iter giudiziario – quale mandante, assieme a Giorgio Pietrostefani, dell'omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, avvenuto nel 1972. Sofri è stato scarcerato (dal 2005 scontava la pena in regime di detenzione domiciliare a causa di problemi di salute) nel gennaio 2012 per decorrenza della pena, ridotta a 15 anni per effetto dei benefici di legge. Pur assumendosi la corresponsabilità morale dell'omicidio, a causa della campagna di stampa diretta contro il commissario portata avanti assieme agli altri membri di Lotta Continua, Sofri si è sempre proclamato innocente per quanto riguarda l'accusa penale, così come affermato anche dai coimputati, a eccezione del reo confesso Marino.
Scrive su Il Foglio e i suoi interventi sono ripresi anche da una pagina Facebook intitolata Conversazione con Adriano Sofri.

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Profile Image for Simone Bortoli.
10 reviews
October 11, 2025
Sofri pubblica il diario delle sue due visite in Cecenia nel 1996 con l’esplicito intento di evocare il legame tra le vicende della guerra in Cecenia di allora e quelle della guerra in Ucraina di oggi.
Il diario sarebbe pieno di spunti interessantissimi su quella guerra, sul confronto tra quella e le altre guerre fondamentali degli anni Novanta (Grozny come Sarajevo), più in generale sulla regione del Caucaso e la sua ricchezza etnica e culturale, ma è molto difficile da seguire poiché si tratta di appunti personali invero assai sconclusionati.
Tra mille nomi e informazioni, traspaiono due cose, in particolare, che mi sono rimaste impresse. Da una parte, l’enorme intreccio di vicende e persone che porta alla liberazione dei cooperanti italiani - che restituisce solo un’idea di quanto possa essere difficile e intricato liberare gli italiani che vengono presi in ostaggio nel mondo. Dall’altra, la simpatia di Sofri per i ceceni - che colpisce se si considera che noi ne abbiamo avuto conoscenza solo come un popolo di picchiatori e terroristi. Difficile giudicarla, ma Grozny non è proprio Sarajevo… oppure è la storia che poi ha preso una piega diversa?
8 reviews
December 10, 2024
Il libro in se è interessante, ma essendo chiaramente una pubblicazione di appunti non è agevole la lettura; anche per il vasto numero di persone incontrate da Sofri in Cecenia, tra i quali praticamente tutti i leader indipendentisti
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