È da un po’ che Celeste vive da sola, in un palazzone freddo e semivuoto, incapace di provare sentimenti e di comunicarli. Ha ricordi confusi del passato, ha delle brutte cicatrici sulle braccia ed è lì per guarire, le hanno detto. Sta bene solo quando scrive, perché chi la controlla le permette di dimenticare. Celeste scrive, e aspetta il vuoto. Ma non le basta: il palazzo è pieno di persone come lei, rotte, graffiate, distrutte, che non riescono a smettere di cercarsi, di amarsi. Di farsi del male. Una notte si sveglia, e trova nel suo appartamento la creatura: ha un volto, una pelle, ma non ha una voce. I suoi occhi sono neri. Ma chi è, se davvero è, e che cosa cerca da Celeste, da Nikki, da Connor? Matteo Grilli ci regala una storia ad alto contenuto emotivo che parla d’amore, dolore e catarsi, in un immaginario che attinge a piene mani dai grandi anime e manga che hanno segnato intere generazioni, e le fa sue, come solo i grandi autori sanno fare.
In un luogo dove, a decine di persone, doveva essere succhiata via la tenebra affinché potessero vivere, essere funzionali, essere riportate nelle rispettive case. Persone a cui le emozioni facevano male, persone prive di pelle e di difese, persone che dovevano farsi mangiare via il cuore per avere una speranza.
Guardarsi dentro per tirare fuori qualcosa ma che cazzo di paura, e se dentro non c’è niente? Il terrore ancestrale di sentirsi soli, anche per cinque minuti.
Nell’abisso ci affondiamo, dall’abisso riemergiamo. Brucianti, trionfanti.
Perché cazzo mi metto a leggere certi libri? Perché devo soffrire cosi tanto? Lo so perché, porco mondo, lo so e lo continuerò a fare, perché nel dolore traggo la forza per continuare, dal dolore riesco a riemergere e, prendo in prestito le parole di un amico :" In fondo la luce, alla fine del tunnel, c'è sempre anche se il tunnel si allunga a dismisura"
come al solito mi sono dimenticato di copincollare il commento che avevo scritto sulla storia instagram, comunque libro pazzesco, bellissimo, poetico e sordido e tutto quello che vuoi, un libro per spazi liminali e cuori forti. da leggere se vuoi crepare ma soprattutto se vuoi vivere
I mostri esistono e la cosa clamorosa è che per qualcuno va bene così. Anzi fa bene. Matteo Grilli dopo Crocevia allarga la mappa degli orrori e racconta che tutto è bene quel che finisce o che forse può permettersi di non finire mai.
ho deciso che non faccio manco l’esame di settembre, ho messo tutto via stivato e stipato in obliquo in un per sempre oblio dell’armadio, che facessero pace, quei libri, con le pareti di quel mobile ikea e con quelle di sto sentimento che ha il colore del buio, muri che si stringono e mi schiacciano; peccato che sono io a non farci pace, invece, con me. l’anno prossimo ri seguirò un altro corso del secondo anno per sostituire questo, che comunque mi invento che no non è stato tempo buttato, anche se porcodio lo è stato, ma spero solo che sarò capace di non SENTIRMI MORIRE DI MALE in quei momenti che sarò incastrato indietro e di stare comunque bene impipandomene di quelli che vanno sempre (più) avanti mostrandomi il loro peloso culo, persone che ho anche amato un botto, seguito, inseguito, con cuore tessendo come trame di seta un cordone ombelicale che poi è diventato invisibile e infine rimasto legato alla cazzo di cane solo al mio corpo anoressico. lorenzo starai bene e senza il vomito e senza l’aria che ti manca e senza tre pasticche di en che vorresti iniettate con l’agocannula in poliuretano nella colonna vertebrale, perché giuro mi prometto che la vita è altro: sono le persone che avrò pur e per sempre attorno, le cose che faccio e non faccio, le cose i libri i giochi i film i posti che mi piacciono, ogni giorno e ogni giorno infiniti modi per averci accanto in infiniti mondi incisi di dolore, rabbia, sangue, merda. Internet e escrementi e curiosità tetra. Duecento ore di screentime e nessuna di sonno, sperma colloso perché mangi sigarette e fumi cibo infimo. c’è graves che ha scritto che “questi sogni a occhi aperti continueranno come una vita alternativa [puntini puntini]” e me la son sempre fatta andare sta favoletta, però adesso, in un agosto termonucleare sepolto nel cemento come un tappo di birra, penso di ricascarci dentro alla storiaccia che la vita è sempre un DEVO DEVO DEVO, e io non ce la faccio. io non funziono, sono rottissimo, mi viene da vomitare adesso, di nuovo. e bisogna andare avanti: sì okay: ma avanti dove, avanti come? drammatiche domande. l’unica cosa che mi salva, per ora e mi sa (non) per sempre, sei TU: celeste, nikki, matteo grilli: la vita non è una crisalide di immobile felicità, è un decorso biologico che non si ferma, ma nel mezzo talvolta ho sentito esserci una bellezza: era il contatto. l’unica esistenza che sopporto è quella che ha spazio per strati di contatto. poter amare le schifezze di merda delle vite degli altri, dato che odio a morte la mia; e spero valga per qualcun3 il viceversa. allora, vi prego, con-tattiamoci.
ci stiamo vicini?, vogliamoci bene, non restiamo sol3, coi nostri incubi, qui, non sparire, o almeno spariamo(ci) insieme, ci facciamo compagnia?
perché per il resto noi così ci siamo nate, ci facciamo divorare, siamo incapaci a fare un cazzo, ed è okay - poco utile far storie. ma chi l’ha detto che devo risolvere qualcosa, nella vita? matteo grilli, sei ancora qui?, nonostante tutto il porco di mondo?, or ora un po’ penso anche a te, a celeste, nikki, quando mi va di morire: e allora ecco che non muoio davvero, ma muoio romantico.
Amo i romanzi sperimentali ed effettivamente questo lo è. L'ho letto in due giorni, quindi scorre davvero veloce. L'unico difetto è paradossale: è troppo incasinato. Segui la mente di personaggi fuori di testa, perciò ci sta e ha senso, ma decifrare/dare un'interpretazione al finale è complesso. Ho adorato il pov di Celeste e Nikki ma quello di Connor mi ha sempre annoiata. Bellissimi gli estratti delle canzoni fra i capitoli.