Jump to ratings and reviews
Rate this book

Quando i diavoli si svegliano dèi

Rate this book
«Mentre bevo un caffè caldo, nero, / rovesci di ghiaccio sferzano la finestra, / un gattino di sei mesi sonnecchia mordendo / la mano di chi scrive queste righe, / e una cagna di nove anni dorme, / acciambellata ai suoi piedi, / grata per la vita.» Protagonista di questa raccolta in versi di Jón Kalman Stefánsson è la quotidianità, vissuta in una stanza ai confini del mondo, a Reykjavík, con le incombenze da gestire, il chiasso dei vicini, i fiordi in lontananza e le montagne che non possono fare altro che brillare di neve. Ma anche in questo angolo appartato e all’apparenza protetto irrompe il dolore, sotto forma delle grandi tragedie del nostro i ghiacciai che si sciolgono, i mari punteggiati di plastica, i naufragi al largo della Sicilia, un attentato terroristico, il campo profughi di Lesbo. In un mondo che cambia e spaventa, pronto a inghiottire anche il microcosmo islandese, le poesie sono «notizie dalla vita» che la morte non può sconfiggere. E se i piedi del poeta sono ben piantati nella realtà, il suo sguardo la trascende, è rivolto all’amore, all’infinito e all’eterno. È in quella fessura tra la ragione e il sogno che la poesia sa guardare, anche quando ha gli occhi ormai ciechi di Borges. È lì che basta un disco di Nina Simone perché da un comune appartamento di città si apra una finestra sull’assoluto. Dopo decenni da romanziere, Stefánsson ritorna al primo amore, la scrittura in versi, con piccoli distillati di humour ed epifanie sull’arte e l’esistenza in cui echeggiano i suoi miti, dai Beatles a Tom Waits fino a Wisława Szymborska.

160 pages, Kindle Edition

First published January 1, 2021

6 people are currently reading
142 people want to read

About the author

Jón Kalman Stefánsson

57 books1,319 followers
Jón moved to Keflavík when he was 12 and returned to Reykjavík in 1986 with his highschool diploma. From 1975 – 1982 he spent a good deal of his time in West Iceland, where he did various jobs: worked in a slaughterhouse, in the fishing industry, doing masonry and for one summer as a police officer at Keflavík International Airport. Jón Kalman studied literature at the University of Iceland from 1986 until 1991 but did not finish his degree. He taught literature at two highschools for a period of time and wrote articles and criticism for Morgunblaðið newspaper for a number of years. Jón lived in Copenhagen from 1992 – 1995, reading, washing floors and counting buses. He worked as a librarian at the Mosfellsbær Library near Reykjavík until the year 2000. Since then he has been a full time writer.

His first published work, the poetry collection, Með byssuleyfi á eilífðina, came out in 1988. He has published two other collections of poetry and a number of novels. His novel Sumarljós, og svo kemur nóttin (Summer Light, and Then Comes the Night) won The Icelandic Literature Prize in 2005. Three of his books have also been nominated for The Nordic Council's Literature Prize.

He was the recipient of the Per Olov Enquists Prize for 2011, awarded at the book fair in Gautaborg in September 2011.

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
54 (36%)
4 stars
69 (46%)
3 stars
22 (14%)
2 stars
5 (3%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 16 of 16 reviews
Profile Image for Ellis ♥.
1,001 reviews10 followers
September 19, 2023
Non ci sono parole che riescano a esprimere appieno quanto mi sia piaciuto questo libro, tuttavia, ci proverò.
Innanzitutto, dovete sapere che Jón Kalman Stefánsson è uno dei miei scrittori preferiti di sempre, letteralmente folgorata dalla bellezza del suo inarrivabile “Paradiso e inferno” ho iniziato a recuperare via via (quasi) tutta la sua produzione letteraria. So bene che egli nasce poeta e solo più avanti sceglie di dedicarsi alla prosa; perciò, quando due anni fa uscì “La prima volta che il dolore mi salvò la vita” - silloge che comprende tre antologie scritte dall’autore in gioventù - mi sono precipitata a leggerlo; quelli erano componimenti, seppur un po’ acerbi, che già davano una chiara idea della cifra stilistica dell’autore.
In “Quando i diavoli si svegliano dèi” ho trovato uno Stefánsson più consapevole e, anche se questo può sembrare un eufemismo, perfino più profondo rispetto ad altre sue opere che sono riuscite comunque a toccare le corde del mio cuore.
L’autore riesce a traslare esistenzialismo, sacralità della vita, imperfettibilità dell’uomo e, perfino, uno scorcio di Islanda stemperata della sua glacialità in poche e mirate battute.
Gli echi di Wisława Szymborska, indicati nella sinossi, li ho percepiti davvero visto che si tratta di poesia del quotidiano e del transeunte, versi intimi che diventano istantanee di stati emotivi limpidissimi.
La poetica delle piccole cose diventa la sua postura nel mondo fregiandola di pacata razionalità con dentro anche un sottile humor.
Un grazie di cuore alla traduttrice, Silvia Cosimini, che dà la possibilità a noi lettori italiani di immergerci nell’abbacinante splendore della lirica dello scrittore scandinavo.
Profile Image for Irina Bordogna.
112 reviews2 followers
October 24, 2023
Tante volte ha fatto giorno da quando te ne sei andata
tante volte ha nevicato
sulla mia vita senza di te
che ho paura di tornare
a essere felice

Il dolore è il ricordo
che lega me alla morte
e te alla vita
["Anche la felicità porta le cicatrici del dolore", p. 25]

il paradosso è anche
che nasciamo con molte vite
ma solo due direzioni, una si chiama
coraggio di scegliere,
l'altra si chiama niente
["A volte sembra una vecchia canzonetta", p. 39]


Borges è morto,
è morto cieco

eppure vedo il mondo coi suoi occhi,
decine di anni dopo, in un altro secolo,
in un altro continente -

credo che questo ci dica qualcosa

Non so esattamente che cosa,
ma forse, spero,
che la vita vince incessantemente
che vince di continuo

sulla morte
["Probabilmente lo sai che il mondo è vario", p. 47]

promettimi di sopravvivere
al quotidiano, alla musica brutta, ai cattivi politici,
all'impatto tra meteoriti, agli agguati del destino,
al dolore, sopravvivi al dolore e diventerai
un nuovo monte
e diventerai

una nuova alba
["Quando qualcuno se ne va", p. 81]

Arriva l'autunno, di nuovo,
perché il tempo scorre, ovunque, nel nostro mondo,
eppure mai con velocità costante, con grande
rigore sulla terra, in superficie,
in pianura, ma con più swing, più spensierato
se non frenetico sui monti
nella nostra testa
["Non so se morire sia il fondo del mare o la cima di un monte", p. 103]

una volta desideravo solo
paragonare il tuo sorriso
a una stella cometa

che fende il cielo in due con la sua luce
e la sua forza, avvampando
lo fende in due
e gli dà uno scopo
lo trasforma in un avvenimento
["Credo sia bello paragonare un sorriso a una stella cometa", p. 115]
Profile Image for Daniele.
15 reviews
September 25, 2025
[...] abito più vicino al cielo e quindi vedo
il sole del mattino sui monti lontani
vedo i giorni destarsi in luoghi a me ignoti


Il primo libro letto a Bologna non poteva che essere suo. L'ultimo che mi mancava, in aggiunta.
La sua poesia è evoluta notevolmente rispetto alla raccolta "La prima volta che il dolore mi salvò la vita" e la stessa crescita la si può vedere anche nei suoi romanzi.

Stefansson diventa consapevole di essere un cittadino nel mondo, una persona con dei doveri nei confronti degli altri e nei confronti di sé stesso.
La poesia è estremamente attuale, allarmante, ma ugualmente confortevole.

Nei giorni prima che iniziassero le lezioni, quando ancora non conoscevo nessuno e mi sentivo sperso in questa città, le sue poesie sono state il mio conforto per farmi sentire meno minuscolo.
Profile Image for Stephi.
201 reviews1 follower
September 17, 2024
“al dolore, sopravvivi al dolore e diventerai
un nuovo monte
e diventerai

una nuova alba”

Stefánsson si è appena preso un altro pezzo del mio cuore.
Profile Image for Simona~ pagine_e_inchiostro.
669 reviews14 followers
October 16, 2023
Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro:
Quando i diavoli si svegliano Dei é una raccolta di poesie di uno degli scrittori nordici più amati, grazie alla sua penna evocativa: Jón Kalman Stefànsson.

Stefánsson nasce come autore di poesie, ma ho sempre trovato una lucidità e, persino, una poetica maggiore non tanto nelle sue raccolte poetiche, quanto nella sua prosa.
Se la prima raccolta di Stefánsson (La prima volta che il dolore mi salvò la vita) non mi ha convinta del tutto, con Quando i diavoli si svegliano Dei ho ritrovato la magia dell’autore. Meno acerbo e più consapevole rispetto alla sua prima raccolta poetica, qui Stefánsson parte dalle piccole cose del quotidiano per spiegare il significato dell’universale. Tra humor, riferimenti al suo amato Nord e la sua curiosità verso i grandi temi della vita, l’autore sfiora una corrente esistenziale, ispirandosi allo stile di una poetessa immensa: Wisława Szymborska. Tra il chiasso dei vicini, i gelidi paesaggi scandinavi, le tragedie e le vittorie del nostro tempo, l’autore getta uno sguardo sull’eterno, con uno sguardo che ha origine dal suo incantevole microcosmo.
Profile Image for Elisa.
105 reviews1 follower
January 8, 2024
Iniziamo l’anno con una raccolta di poesia, l’ultima uscita di un autore incredibile che ho scoperto soltanto a metà 2023 ma che è entrato a gamba tesa nella lista dei miei autori preferiti in assoluto.

Non conoscevo le sue poesie, ho letto i suoi romanzi - che sono già poesia - quindi ho letto questa raccolta con aspettative altissime e grande curiosità. E che dire, meravigliose!

Come i suoi romanzi sono poesia, così le sue poesie sono racconti, istantanee dettagliate, lucide, profonde e reali.

In questa raccolta Stefanson racconta in versi intimi e cristallini, stati d’animo, quotidianità, esistenzialismo, umanità, vita e anche Islanda (che sono sempre più curiosa di visitare), e come al solito riesce a toccare con delicatezza le corde del cuore.

Consiglio questa raccolta a tutti, anche a chi solitamente non legge poesia, perchè scalda il cuore! E intanto ne approfitto per augurarvi buon anno con questi versi: 🥰

“promettimi di sopravvivere
al quotidiano, alla musica brutta, ai cattivi politici,
all'impatto tra meteoriti, agli agguati del destino,
al dolore, sopravvivi al dolore e diventerai
un nuovo monte
e diventerai
una nuova alba."

“vivere è una responsabilità, una danza, una china, un contatto, un caffè che si scalda, tu che mi guardi”

Profile Image for Ilaria_ws.
974 reviews76 followers
December 24, 2023
"perchè l'essere umano sopravvive sempre
deve farlo
promettimi di sopravvivere
al quotidiano, alla musica brutta, ai cattivi politici,
all'impatto tra meteoriti, agli agguati del destino,
al dolore, sopravvivi al dolore e diventerai
un nuono monte
e diventerai
una nuova alba."

Una raccolta di poesie magica, impalpabile come una carezza ma profondissima.
Il senso della vita, l'amore, la morte, il dolore, la tragedia, la quotidianità delle piccole cose, l'amatissima Islanda, meravigliosa e selvaggia, che si erge sullo sfondo.
Molto, molto bello.
Un plauso anche alla traduzione che restituisce tutta la musicalità della lingua originale.
Profile Image for letizia.
116 reviews2 followers
October 16, 2024
Il mio approccio alla poesia contemporanea inizia da un autore islandese che mi è stato consigliato da un’appassionata. Sono rimasta sorpresa dalla mia reazione di fronte a queste poesie. Ho amato le tematiche quotidiane e vicine alla mia personale esperienza, sono riuscita a entrare a fondo nel sentimento dell’autore, grazie alle forti immagini di vita che usa per parlare di temi universali come il rimpianto, la morte, l’abbandono. La letteratura islandese, a cui ho iniziato ad avvicinarmi quest’anno, si conferma tassello essenziale della cultura
Profile Image for Silvia Pevato.
136 reviews1 follower
December 14, 2023
Un libro di poesie islandesi contemporanee è fatto di luce e di ombra, di vita e di morte, di cani, vicini, idraulici, città ma anche natura.
Soprattutto di morte, in effetti, ma di come la morte e i morti parlano nel quotidiano, sfiorando l’assoluto.
Stefánsson è bravissimo o forse lo è anche di più la traduttrice Silvia Cosimini, che rende l’Islanda un paese del cuore.
Molto molto bello, da leggere.
Profile Image for Stefania Di Tommaso.
53 reviews2 followers
December 29, 2023
“Abito al terzo piano
perche bisogna sempre puntare al cielo
dove il tempo scorre più lento
si distrae nel blu, si assopisce
nel buio tra le stelle,
abito più vicino al cielo e quindi vedo
il sole del mattino sui monti lontani
vedo i giorni destarsi in luoghi a me ignoti”


“Tante volte ha fatto giorno da quando te ne sei andata
tante volte ha nevicato
sulla mia vita senza di te
che ho paura di tornare
a essere felice.

Il dolore è il ricordo
che lega me alla morte
e te alla vita”
Profile Image for Þorvaldur Sigurbjörn Helgason.
Author 9 books64 followers
September 23, 2023
Óður til lífs og dauða (Fréttablaðið, 7. desember 2021)

Nýjasta bók Jóns Kalmans Stefánssonar heitir Djöflarnir taka á sig náðir og vakna sem guðir. Það eru ekki öll skáld sem kæmust upp með að gefa út bók með jafn dásamlega ljóðrænum og dramatískum titli, en Jón Kalman er auðvitað nokkuð sér á báti þegar kemur að því að fjalla um ólgusjó mannlegrar tilveru. Bókin er fyrsta ljóðabók Jóns Kalmans í 28 ár, sem út af fyrir sig eru tíðindi, og mætti segja að með henni sé skáldið komið aftur á heimaslóðir þar sem það hóf ferilinn með ljóðaþríleik sem kom upprunalega út á árunum 1988-1993 og var endurútgefinn í fyrra í einni bók. Þessar fyrstu bækur voru nokkuð góðar en misjafnar, en Jón Kalman hefur sjálfur sagst hafa verið svo óánægður með þær á sínum tíma að hann henti restinni af upplaginu í Sorpu.

Yrkisefnin í Djöflarnir taka á sig náðir eru klassískur Kalman; dauðinn, ástin, skáldskapurinn og þessi harmræni, yfirþyrmandi óður til lífsins sem virðist einkenna allt höfundarverk hans. Fá skáld geta leikið sér jafn fimlega að mörkum harmleiks og melódramatíkur eins og Jón Kalman. Þetta sést vel á titli bókarinnar og kaflaheitunum sem eru álíka þrungnir af ljóðrænu; Þú veist líklega að heimurinn er allskonar; … og þá ertu hér; Það hefur svo margt verið sagt, svo margt skrifað, um það að lifa og Ljós sem klýfur myrkrið. Það eru fá núlifandi skáld sem geta ort af jafnmikilli einlægni um tilfinningalíf manneskjunnar án þess að detta í klisjur eða kaldhæðni. En einhvern veginn tekst honum þetta alltaf jafn vel.

Bókin er uppfull af hauströkkri og greinilegt að skáldið er að gera upp bæði ævina og að vissu leyti ferilinn. Hér er ort um látna ástvini, gamlar glæður, tímann, vatnið og gildi skáldskaparins. Líkingamálið er gjarnan sótt til náttúruaflanna og jafnvel himintunglanna. Þannig verður bros ástkonu eins og halastjarna, tilfinningar eins og fjöll og dauðinn umbreytir fólki í ljós. Eitt hjartnæmasta ljóð bókarinnar fjallar um tík ljóðmælanda. Hundar eru ekki óséðir gestir í kveðskap, Hallgrímur Helgason skrifaði til að mynda heila ljóðabók upp úr göngutúrum með tíkinni Lukku. En ég tel óhætt að segja að sex blaðsíðna lofgjörð þar sem tíu ára gamalli tík er líkt við „ljós sem klýfur myrkrið“ sé ein mesta upphefð sem besti vinur mannsins hefur hlotið á síðum íslenskra bókmennta. „Tíkin mín er rúmlega tíu ára, ég fimmtíu og eitthvað, samt erum við jafngömul – þannig er stærðfræði tímans.“

Það sem gerir bókina svo vel heppnaða er næmi skáldsins fyrir mikilvægi hins hversdagslega í stóra samhenginu. Dýnamíkin á milli þess stóra og þess smáa er í fullkomnu jafnvægi. Skáldið tekur sértæk atvik úr daglegu lífi og umbreytir þeim í algildan sannleika. Iðnaðarmenn að leggja gangstéttarhellur vekja vangaveltur um tvíþætt eðli guðs, börn að bíða eftir grænu gangbrautarljósi verða myndlíking fyrir eðli tímans. Það er þó ekki þar með sagt að bókin sé fullkomin, enda er sannur skáldskapur það sjaldnast. Kápuhönnunin er til að mynda nokkuð daufleg, nánast sú sama og á endurútgáfunni frá því í fyrra nema að í staðinn fyrir svartan er hún leiðinlega grábrún á lit. Undirritaður hefði alveg verið til í að sjá útgefanda splæsa í aðeins líflegri kápu sem hefði sæmt innihaldinu betur, enda er þar um mikil tíðindi að ræða.

Nokkuð er um endurtekningar á milli ljóða, sumar myndlíkingar á borð við fjöllin hið innra eru endurnýttar og eflaust hefði verið hægt að slípa einhver hinna mælskari ljóða til, þótt ekkert sé endilega víst að slíkt hefði bætt bókina. Það er nefnilega stór partur af galdrinum hversu áríðandi og ástríðufullur tónn hennar er. „Því meir sem við lifum, ég meina, af meiri hita, innileika, tign, af ást, þolinmæði, þeim mun dýpri söknuð, sárari harm skiljum við eftir okkur.“ Ljóðmælandi er svo innblásinn að það er nánast eins og lífið sjálft liggi undir hverri einustu setningu. Og auðvitað er það svo því eins og segir í síðasta ljóði bókarinnar eru „ljóðin tíðindi lífsins“. Jafn afdráttarlaus yfirlýsing um gildi skáldskapar á tímum þegar sífellt fleiri fréttir eru fluttar af minnkandi bóklestri ætti að vera öllum ljóðaunnendum fagnaðarefni.

Niðurstaða: Meistari prósans snýr aftur á heimavöll ljóðsins. Mögnuð bók sem fjallar um hið stóra í hinu smáa og hið smáa í hinu stóra.
Displaying 1 - 16 of 16 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.