Probabilmente il fatto di dover riassumere e studiare questo libro per un esame universitario mi ha influenzato nella sua lettura così come mi starà influenzando ora nella sua valutazione.
Il concetto del tempo mi ha sempre affascinato dal punto di vista artistico e filosofico, ma anche la parte storica ha decisamente un suo perché. Mai avrei immaginato che per l'organizzazione della misura del tempo ci fossero voluti tanti decreti, dibattiti e, ovviamente, anni. Il libro permette di riflettere su qualcosa che siamo avvezzi a dare per assodato: il tempo pubblico moderno. Grazie a questo studio tuttavia,.si scopre che in realtà, per essere quello che noi conosciamo, il tempo pubblico ha dovuto attendere quasi due secoli e mezzo (e attraversare Rivoluzione Francese, età napoleonica, Risorgimento, Unità d'Italia fino alla Prima guerra mondiale). Un percorso interessante in grado di illustrare concetti ed episodi spesso trascurati dalle classiche lezioni di storia contemporanea.
L'unica pecca forse sono le innumerevoli opinioni di scienziati e pensatori poste una dopo l'altra quasi per capitoli interi. Riconosco naturalmente la necessità di doverle esporre per fornire una visione del problema generale da più punti di vista... ma si trattava, ahimè, dei momenti in cui mi distraevo di più.