Parigi, futuro prossimo. Mentre la città è sconvolta da una lunga scia di attentati, un gruppo di dissidenti contesta le politiche reazionarie della nuova Presidente della Repubblica, che proclama la necessità di “ridare la priorità ai francesi” e vuole “far scomparire immigrati e terroristi”. Contro i programmi di “Orgoglio Nazionale” i partecipanti a manifestazioni e flash mob alzano in aria lo schermo bianco dei cellulari, divenuto un simbolo di rivolta. Tra loro Sistine, bella ed eccentrica, figlia di un celebre architetto scomparso in circostanze misteriose. E Salvo, un immigrato italiano che ha con lei una travagliata relazione sentimentale. Il giorno in cui Salvo riesce incredibilmente a scampare a un attacco terroristico in metropolitana, si troverà suo malgrado invischiato in un complotto che mina le sue certezze e il ventre della città in cui vive. Lo schermo bianco, avvincente opera di esordio di Enrico Pinto, con un segno irrequieto e personalissimo ci trascina in una realtà in cui le metropoli sono sul punto di deflagrare, tra spinte xenofobe, controllo sociale e speculazione edilizia. Ma dove i sentimenti, come in giardini lasciati incolti, non smettono mai di attecchire.
Ho amato alla follia questo capolavoro. I disegni, la trama, i dialoghi, la sensibilità dell'autore, l'attenzione ai dettagli, il parlare dell'attualità e di grandi temi (di morte, potere, responsabilità di chi plasma la città e di chi ci vive, di greenwashing e della speranza di un futuro migliore) attraverso la storia di pochi. Super consigliato.