Il libro descrive la vicenda storica di Cicely Saundersw, forse la prima a cominciare a pensare a come "trattare" il fine vita, dando umanità agli Hospice. Tema oggi molto sentito, che ancora - a quasi un secolo dalle vicende lì narrate - non riesce a trovare terreno tranquillo di discussione, ma solo fazioni opposte in schieramenti apparentemente armati, che non portano da nessuna parte. Come se non toccasse a tutti, prima o poi, avere a che fare con questo tipo di istanze...
il suo carattere brusco si sia fatto persino più ruvido, è proprio un carattere da vecchia. E infatti è la cocca di Mrs Gatlin. Perciò l’hanno ribattezzata Nonna perché della nonna le ha proprio tutte: passa molto tempo da sola, non pranza in mensa con loro nemmeno quando piove, va a passeggio per i fatti suoi e soprattutto legge, legge tanto. Studia sempre e non si capisce quello che pensa perché non parla quasi mai. E quando invece parla lo si capisce anche troppo, perché spara senza badare alle conseguenze, anche se si tratta di cose delicate, fino a essere cattiva. E poi ha quella fastidiosa sicurezza, ti guarda dritto in faccia come per sfidarti a sostenere il contrario
I medici non ti guardano mai in faccia, puntano dritti al problema come i meccanici quando setacciano un motore. Ammesso e non concesso che poi capiscano davvero cos’è che non va, perdi il tuo nome e ti affibbiano quello della patologia. In pratica ti sposano con la tua malattia. Non sei più quella donna o quell’uomo, sei il glaucoma, il cancro, l’otite, la gotta. Chissà quale sarà il suo nuovo nome.
Ogni anno all’arrivo della primavera fioriscono tutti gli alberi di Londra tranne lui. [...] Poi, chissà perché, decide che è venuto il suo momento e nel giro di una notte o poco più si fa esplodere in una nuvola di verde. E dentro, come in una vera nuvola carica di pioggia, ci scoppiettano anche i lampi bianchi dei fiori che sbucano e svaniscono nel verde seguendo il dondolio della chioma. Ma in ritardo, sempre in ritardo, quando decide lui.
“Ne uccide più la lingua che la spada, dice il proverbio. E purtroppo è vero. Ma per lo stesso potere la lingua può anche aiutare a guarire, come il bisturi e a volte anche di più.”
“E chi vuoi che sia, scusa? Malati, e chi se no? Richieste di ricovero, cominciano ad arrivare anche da fuori Londra. Si è sparsa la voce.”
Chris appoggia la scatola sul tavolino e prende un mazzetto di buste, lo sfoglia. Legge gli indirizzi. Pensa che nessun economista potrebbe negare che esista una domanda, una domanda bella grossa.
Lund è un prete, e dei preti non bisogna fidarsi troppo. “Tenendo doverosamente presente che da qualche centinaio di anni la fede non riguarda più tutti. E io voglio rispettare tutti. Tutti compresa me stessa, intendiamoci. Non voglio imporre la mia fede a nessuno, ma non voglio nemmeno nasconderla.
E così Cicely si ritrova a pensare male di sé mentre brucia di parole e al tempo stesso le perde. All’inizio ne scriveva qualcuna sul primo pezzo di carta che trovava, per non dimenticarle, ma ha smesso quasi subito perché ha scoperto che le parole tornano, succede che tornano.
La speranza è fatta di cose che non si capiscono.
È fatta di limiti.