Il tema del gender alimenta nel nostro paese accesi dibattiti tra insegnanti, educatori, genitori e amministratori pubblici, nei contesti più diversi, che vanno dalla famiglia al lavoro, dalla stampa ai social. In questa edizione aggiornata, Rossella Ghigi fa il punto sulla educazione di genere, sugli stereotipi che può innescare e disinnescare, sul ruolo della scuola e su come potremmo affrontare questi temi in quanto genitori, educatori o semplici adulti. Una cosa è disfare la disuguaglianza significa costruire un ambiente inclusivo per le differenze, un ambiente cioè adatto alla libera espressione delle singolarità e dei talenti. Il che, in una società complessa, rappresenta l'ingrediente fondamentale per una convivenza democratica e civile.
" Quella sessuale è la connotazione per così dire fondativa della nostra identità : la prima differenza su cui si innestano le altre"
Questo brevissimo saggio affronta quelle che sono le differenze di genere e il loro ruolo all'interno dell'educazione. Sottolinea l'importanza di un'educazione di genere all'interno delle scuole fin dalla prima infanzia e i numerosi effetti positivi che essa produce. Mostra il ruolo che un educatore/insegnante ha nella relazione con i bambini e genitori che incontra e l'importanza di svolgere tale compito con consapevolezza al fine di poter "fare la differenza".
"In una relazione educativa è di grande importanza aprire il varco alla possibilità"
L'autrice, inoltre, confuta i movimenti no gender spiegando l'inesattezza delle loro convinzioni attraverso studi e ricerche accreditate.
Nel complesso lettura breve, ma interessante anche per chi si sta approcciando al tema.
Nota positiva:nelle ultime 3 pagine vengono dati suggerimenti di letture per approfondire il tema con prospettive differenti.
Se si vuole contrastare la disuguaglianza, bisogna lavorare sul modo in cui la differenza si rivela disuguaglianza e la disuguaglianza si giustifica con la differenza.
♀️ Lo commento solo con alcune delle mille citazioni che ho evidenziato perché vorrei incollarlo qui tutto quanto affinché chiunque apra questa recensione possa leggerselo!!
Ci sembra naturale che il rosa sia associato alla femminilità. Non è forse un colore dolce, innocuo, delicato, accogliente, così come lo è una bambina? Eppure se guardiamo alla storia sociale di questo colore scopriamo che soltanto dalla seconda metà del '900 è stato considerato adatto alle femmine, prima era ritenuto al contrario un colore forte e dunque maschile.
Ricordatevi che i colori non hanno genere, sono solo COLORI 📣 Lo ripeteró fino allo sfinimento.
Si tratta semplicemente di allenare i bambini a fare i padri accudenti e partecipi e permettere loro di conoscere una maschilità a cui piace prendersi cura degli altri, che fa esperienza dell’accudimento solitamente escluso dalla definizione stereotipica di maschilità.
Ancora oggi si tende ad attribuire, a parità di rendimenti in matematica, il successo delle ragazze all’impegno e alla continuità nello studio e quello dei ragazzi all’intuito, alla generalità e ad un’inclinazione innata.
Shot out per tutte le girls nelle STEM 👩🏼🔬👩🏿🔬👩🏾🔬 È brutale là fuori, ma siete meravigliose 🫶
Questo può diventare l’occasione per un discorso più ampio su quanto ci si possa sentire stretti entro le maglie di una cultura che esaspera la propensione all’emozione nel femminile e la propensione al razioncino nel maschile. Quanto è difficile per un ragazzo essere in contatto con le proprie emozioni e verbalizzarle, se ha interiorizzato nella propria definizione di sé il fatto che il maschile sia sinonimo di controllo e ragionamento? A quali costi per una ragazza è possibile affermarsi entro terreni competitivi ma cercando di sentirsi femminile?
Attuale, necessario e consigliato a tutte e tutti ♀️🙌
1 Il genere si può insegnare? 2 Perché serve l'educazione di genere. 3 Come si fa educazione di denere. 4 L'educazuine di genere nella prima infanzia. 5 Coscienze di classe: il genere a scuola. 6 Fare e disfare il "no gender" 7 Educare gli adulti fa una bella differenza.
Questi sono i titoli dei capitoli. La trattazione non è pesante, è molto scorrevole e le parole non sono troppo tecniche. È una saggistica per prendere approccio a queste tematiche. Consigliato. Anche per rifarsi la reale idea di femminismo. Molto chiaro sul perché ha senso informarsi. E con questo libro è comodo. Buona lettura.
Un saggio sintetico ma estremamente efficace nel fare una panoramica dell’educazione di genere, facendo riferimenti a studi di diverse discipline e a evidenze scientifiche. Molto utili le parti dedicate a esempi pratici e all’implementazione dell’educazione di genere nelle diverse fasi di vita (dall’infanzia all’età adulta). Si parla di stereotipi di genere, femminismo, mascolinità ma anche (criticamente) di ideologia gender e delle paure rivolte al discorso legato al genere, soprattutto nei sistemi educativi formali. Una risorsa molto utile soprattutto per iniziare ad approcciarsi al tema ma anche una valida risorsa per professionistə per un ripasso.