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Sulla pelle viva: Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont

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Nel libro che ha ispirato l'Orazione civile di Marco Paolini e il film di Enzo Martinelli, Tina Merlin racconta con toccante lucidità gli eventi che portarono alla "tragedia annunciata" del Vajont, e le sue conseguenze negli anni successivi. Prima giornalista a denunciare dalle colonne de «l'Unità» la pericolosa situazione che si stava creando nella valle sopra Longarone. I suoi articoli le costarono un processo per “diffusione di notizie false e tendenziose”. Tina Merlin fa un ritratto più che mai attuale del potere e dei mostri che può gnerare, dando voce per prima all'attonito sdegno di chi, la tragedia del Vajont, l'ha vissuta sulla sua “pelle viva”.

172 pages, Kindle Edition

Published October 23, 2023

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About the author

Tina Merlin

7 books2 followers
Nata a Trichiana, era figlia di Cesare Merlin e di Rosa Dal Magro. La madre aveva avuto due figli dal precedente matrimonio con Benvenuto Tacca e, dopo essere rimasta vedova, si era risposata con Merlin nel 1910. Prima di Tina, l'ultimogenita, vennero alla luce Ida, Giuseppe Benvenuto, Remo, Antonio ("Toni") e Giuseppina. Antonio sarebbe diventato poi partigiano, organizzatore e comandante del battaglione "Manara", successivamente assorbito nella brigata partigiana autonoma "7º Alpini". Come lui, morto in combattimento, anche Tina fu coinvolta nella resistenza, partecipandovi dal luglio 1944 come staffetta.
Nel 1949 sposò il partigiano Aldo Sirena, tra i primi organizzatori del CLN Belluno, da cui ebbe il figlio Antonio. La sua carriera di giornalista cominciò con la pubblicazione di racconti nella Pagina della donna de l'Unità. Dal 1951 al 1982 fu corrispondente a Belluno, Milano, Vicenza e Venezia, sempre per lo stesso quotidiano. Nel 1957, sul Pioniere, furono pubblicati tre suoi racconti sulla resistenza: Storia di Alfredo, Quell'autunno del 1943 e La beffa di Baffo. Nel frattempo partecipava anche alla vita politica come consigliere provinciale del PCI (1964-1970). Nel 1965 fu tra i soci fondatori dell'Istituto Storico Bellunese della Resistenza, l'attuale ISBREC (Istituto Storico Bellunese della Resistenza e dell'Età Contemporanea). In seguito ha collaborato con altre riviste e ha pubblicato numerosi saggi, dedicati soprattutto al ruolo delle donne nella resistenza.
Viene ricordata, più che per la sua pur ricca produzione letteraria, per avere aiutato, con caparbietà e ostinazione, a mettere in luce la verità sulla costruzione della diga del Vajont. Dando voce alle denunce degli abitanti di Erto e Casso, riuscì a mostrare i pericoli che avrebbero corso i due paesi se la diga fosse stata effettivamente messa in funzione. Inascoltata dalle istituzioni, nel 1959 il conte Vittorio Cini, ultimo presidente della SADE, fece denunciare la giornalista dai carabinieri di Erto per "diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l'ordine pubblico" tramite i suoi articoli, ma lei fu processata e assolta il 30 novembre 1960 dal giudice Angelo Salvini del tribunale di Milano perché il fatto non costituiva reato.
In seguito al disastro del Vajont, verificatosi nella notte del 9 ottobre 1963, tentò di pubblicare un libro sulla vicenda, Sulla Pelle viva. Come si costruisce una catastrofe. Il caso del Vajont, che tuttavia trovò un editore solo nel 1983. In tribunale, all'epoca, vigevano delle gerarchie di tipo militare o militaresco, e inoltre la Merlin non era gradita in quanto corrispondente dell'Unità. Conobbe il giudice istruttore di Belluno, Mario Fabbri, e siccome entrambi avevano avuto lutti in famiglia a causa della guerra, pretese che come gli altri giornalisti de Il Gazzettino e de Il resto del Carlino, anche lei accedesse al tribunale per raccogliere le sue informazioni.
Ormai da circa dieci anni in pensione, morì dopo un anno di tumore il 22 dicembre 1991 a Belluno a 65 anni. Le sue esequie si tennero con rito civile il giorno successivo presso il cimitero cittadino.

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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Michela.
Author 4 books4 followers
March 23, 2025
Il Vajont è una di quelle storie che immobilizzano e ti lasciano lì, senza più sapere cosa dire. Come si reagisce davanti a una tragedia annunciata? Come si gestisce la rabbia di fronte all’annientamento del bene dei singoli a favore degli interessi di un monopolio statale?
Il lavoro che Tina Merlin ha instancabilmente portato avanti all’epoca, è stato fondamentale per imputare ai colpevoli le loro responsabilità e le loro mancanze (quantomeno morali). Il disastro occupa appena un paio di facciate, la tragedia inizia ben prima di quel 9 ottobre 1963 d’altronde.
Questo è un reportage di denuncia che ricorda al lettore l’importanza di non dimenticare, perché no, il caso Vajont non è qualcosa di lontano, di sporadico e provocato da cause naturali, no, il caso Vajont è forse il caso più emblematico di omicidio volontario, ma non è certo l’unico né l’ultimo.
Profile Image for Fabo.
220 reviews1 follower
October 26, 2025
Si potrebbe dire che è un racconto doloroso che fa parte della nostra storia.
Si potrebbe dire che è un esempio di come andrebbe fatto giornalismo.
Si potrebbe dire che è lo specchio di quello che è sempre stata la società italiana.

Ma voglio sottolineare la capacità narrativa, fatta di scelte lessicali potentissime, in un climax frenetico fino al momento della discesa del Toc nell'invaso.
Parole scelte e pesanti che innescano una cieca rabbia in risposta alla violenza verso le vittime di questo assassinio di Stato.

Questo è scrivere
Profile Image for Jonathan Livingston.
5 reviews
September 28, 2025
un libro eccezionale che spiega la tragedia ed i risvolti successivi, scritto egregiamente e molto interessante nella sua realtà
60 reviews
January 2, 2026
Sconvolgente!! Tutto quello che non si sa sulla strage del Vajont!! Assolutamente da leggere e riflettere: utile anche nei nostri giorni.
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