Scultore, orafo, musico e scrittore, autore di una delle più celebri e avvincenti autobiografie della storia dell’arte, Benvenuto Cellini rappresenta il volto più controverso e sofferto di tutto il Rinascimento. Forse più ancora di quella di Caravaggio, la sua esistenza è stata segnata dalla violenza, dal crimine e dalla provocazione, ricca di colpi di scena, di avventure e leggendari cimenti. Il protagonista di questo racconto è capace di grandi imprese e di atti eroici, come la coraggiosa difesa di Roma dalle mura di Castel Sant’Angelo durante il Sacco del 1527, ma anche di memorabili scontri con i pontefici Clemente vii e Paolo III, che pur non risparmiando riconoscimenti al suo genio artistico, gli procurarono sofferenze e delusioni. Incarcerato nelle segrete della Mole Adriana e liberato grazie all’intervento del re di Francia, Benvenuto Cellini conobbe onori e gloria con la realizzazione di capolavori come la Saliera di Francesco i, oggi nel Kunsthistorisches Museum di Vienna, o, successivamente, con la straordinaria impresa della fusione in bronzo del Perseo, realizzato a Firenze per il duca Cosimo I. Alessandro Masi, attraverso le parole dell’orafo fiorentino, ripercorre le incredibili gesta di un uomo privo di scrupoli, assassino e ladro all’occorrenza, omosessuale dichiarato e per questo più volte processato, condannato e una vita maledetta, insospettabile e al contempo modernissima.«Infinite sono le gioie e le pene di questa mia scellerata vita che non se ne possono contare».
Interessante la vita di Cellini, meno come é stata proposta dall'autore: tra scorci di citazioni della "Vita" di Cellini ai commenti e digressioni storiche su quanto accadeva. Appare più come un commento a tali citazioni che una trattazione olistica sulla sua vita. Personaggio ambiguo e dal carattere indecifrabile; uomo forte nelle avversità. Avrei preferito un approccio più storico-narrativo (simile allo stile di R. Mercadini) e meno a compartimento stagno in cui ogni capitolo affronta una finestra di eventi e nello stesso termina tale finestra temporale, senza collegamenti chiari e introspezioni personali verso il prossimo capitolo (se non in alcuni capitoli). Se avessi voluto leggere i riferimenti diretti alla "Vita" di Cellini avrei letto la sua autobiografia piuttosto che una biografia simil Vasari.