L’ultimo libro di questa saga mi è piaciuto, ma tra i tre quello che mi ha intrattenuto di più è stato il primo, sicuramente il protagonista maschile che preferisco è lui Dunford, uno dei pochi protagonisti maschili che ha anche grandi amicizie femminili, infatti è stato l’amico e confidente delle due protagoniste femminili dei libri precedenti. Se devo essere sincera però non ho amato altrettanto la protagonista femminile Henry, tralasciando il fatto che la vedo un po’ troppo anacronistica per l’epoca in cui viene ambientato il romanzo, ma nello stesso momento anche il fatto che lei non riesca mai a parlare con gli altri, a confidarsi a spiegare cosa gli succede o cosa pensa. È stata presentata inizialmente come una protagonista forte, ma che in realtà di forte non ha nulla, perché nel momento in cui ha un dubbio invece che parlarne scappa e fa casino… Non lo so non mi è piaciuto il modo. Diciamo che questa volta il libro aveva moltissime potenzialità, ma non sono state sfruttate al meglio a mio parere.
Anche lo spin off delle due sorelle l’ho trovato molto frettoloso, un’aggiunta quasi non necessaria. Carina l’idea ma sarebbe stato bello che venisse approfondita di più, perché no con un libro suo. Non mi è dispiaciuta lo ammetto, ma qualche dettaglio in più sarebbe stato utile perché è stato tutto troppo frettoloso. Non vi dico cosa succede perché praticamente se no spoilero completamente la fine per chi non l’ha letto, ma è successo letteralmente dal giorno alla notte, o meglio dalla notte al giorno…
Rimane comunque un buon libro e la degna conclusione di questa trilogia.