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Per le ceneri dei padri

PER LE CENERI DEI PADRI Olympias ha realizzato il suo vivere nella Casa-tra-le-Stelle, un'utopia di pace, tolleranza tra specie, non-­violenza e incredibili tecnologie. Tutto molto diverso da Abisso, il suo pianeta natale, in cui la violenza e la ferocia sono le uniche armi a disposizione di chi vuole sopravvivere. Quando suo padre Philippos muore, Olympias è costretta a tornare su Abisso, e questo le cambierà la vita. Impossibile proteggere se stessi e la propria famiglia, se non ci si adegua alle spietate leggi di quel pianeta. Per non soccombere, accetterà di rinunciare ai propri principi e di combattere, sfruttando il potere tecnologico acquisito nello spazio?

313 pages, Kindle Edition

Published October 4, 2023

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About the author

Davide Del Popolo Riolo

33 books16 followers
Davide Del Popolo Riolo, classe 1968, ha trascorso l’infanzia ad Asti. Svolge la professione di avvocato a Cuneo. Appassionato sin da bambino di fantascienza e storia, ha esordito come scrittore nel 2014 con il romanzo «De Bello Alieno» (Delos), con cui ha vinto il Premio Odissea e il Premio Vegetti. Da allora ha pubblicato altri due romanzi: «Non ci sono dei oltre il tempo», vincitore del Premio Kipple dell’omonima casa editrice, e «Ubermensh» (Delos), già finalista al Premio Urania, oltre a numerosi racconti, grazie ai quali ha vinto il Trofeo Cassiopea e il Premio Viviani. Con il romanzo «Il pugno dell’Uomo» ha vinto il Premio Urania 2019.

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13 (30%)
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2 stars
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1 star
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Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Luca Ozzano.
Author 7 books11 followers
November 17, 2023
Avevo già letto dei racconti brevi di Del Popolo Riolo che mi erano piaciuti, ed ero molto curioso di leggere questo romanzo, vincitore del Premio Urania 2022. Non sono rimasto deluso, il libro è molto bello, sicuramente al livello delle migliori cose straniere pubblicate da Urania.
Un aspetto che ho apprezzato molto è il tema del romanzo, incentrato sul contrasto fra la vita in un mondo utopico post-scarsità e in un mondo distopico dove regnano la forza e la disuguaglianza. E' una tematica che ho sempre trovato molto appassionante e il modo in cui è sviluppata ricorda - in senso buono - il Banks di Inversioni o di Matter. Il world building del romanzo è sviluppato molto bene, l'intreccio è credibile e lo sviluppo dei personaggi, in particolare la protagonista principale, è molto interessante. Il finale è forse, in parte, prevedibile, ma la storia è portata avanti molto bene con gli stacchi tra due linee temporali e due personaggi, quindi si arriva alla fine in modo molto fluido.
Giudizio complessivo molto positivo, sicuramente leggerò altre cose dell'autore.
Profile Image for Fabio Carta.
Author 15 books35 followers
February 23, 2024
Proseguo nella mia esplorazione della fantascienza italiana e ho letto "Per le ceneri dei padri" di Del Popolo Riolo, vincitore del premio Urania 2022, acclamato a tal punto che qualcuno (non meglio specificato) si rammarica che sia giunto solo a una "semplice" pubblicazione in una collana da edicola, qual è per l'appunto Urania, potendo ambire, per qualità letteraria, a ben altro. Permettetemi di dire, in via del tutto preliminare: bah!

Purtroppo abbiamo qui solo uno dei tanti, bei compitini da sottobosco fantascientifico, nel migliore dei casi, molto cinematografico, pieno di cliché eroici, buoni sentimenti, stereotipi, introspezione un tanto al chilo e, di tanto in tanto, un po' di ironia. Una di quelle copie di copie di cui da tempo non si sente più le necessità, se mai qualcuno l'ha avvertita. Insomma, siamo nel 2024! Basta dare un'occhiata alle serie televisive, ai loro script, al loro montaggio, per farsi un'idea di quello che oggi piace. Copiate questo, non filmacci action anni '90, se proprio ritenete di dover scrivere imitando la settima arte, ignorando il valore dell'esclusività letteraria che, guarda il caso, ci si aspetterebbe da qualcosa scritto su carta!

Quello che intendo dire è che, tolta un po' di italianità che traspare da una qual certa nostalgia del liceo (soprattutto nei nomi) e dalle polpette (sic!) sembra di vedere/leggere la caricatura di John Scalzi, e cioè un'americanata all'ennesima potenza. Le parole scorrono su descrizioni asciutte e superflue come su diagrammi di una prevedibilità agghiacciante; eventi e personaggi incasellati in quei terribili schemi da mestieranti pseudo-strutturalisti: prologo, incidente iniziale, azione crescente, ostacoli e rivelazioni, crisi o altra crisi, azione discendente, agnizione, risoluzione e fine. Eddai, che rottura! 

Il romanzo comincia con un curioso prologo in seconda persona, che usa il solito stratagemma dell'ospite/neofita a cui tutto va spiegato per introdurci alla Casa-tra-le-stelle, ovvero un planetoide artificiale alieno in cui tutte le razze della galassia possono essere accolte, dopo attenta valutazione, per vivere in pace. In seguito ci aspetteranno le alternanze schizoidi di altri POV, quello principale, interno e melenso al limite del patetico, e un altro in prima persona, quello dell'amante della protagonista, venuto su Abisso in cerca della sua compagna.

Il primo capitolo ha il sapore acerbo di un romanzo giovanile, con tanti pensieri rabbiosi e virgolettati fatti dall'eroina costretta ad abbandonare la Casa-tra-le-stelle per tornare sul suo primitivo pianeta di origine; e poi descrizioni e considerazioni inutili e ripetitive che ribadiscono soltanto quanto la nostra eroina detesti tornare a casa; l'accoglierà zia Berenice con la sua grossa rivoltella (dalla lunga canna) che sa di vecchio film western, se non peggio...Le premesse fantascientifiche, tra alter ego digitali, naniti borg e altro, non brillano per originalità. Le tematiche prettamente umane, invece? E lo stile usato per parlarne? Bah, di nuovo.

L'accoglienza virile, le descrizioni di ambienti rudi, i sentimenti ruspanti e sinceri, tutto di una banalità cinematografica che lascia senza parole. "Sapevo che saresti tornata". Capite che intendo? Si continua a leggere e non dice nulla, proprio nulla. Si ripetono le stesse cose, gli stessi concetti o temi all'infinito: la violenza dei locali, il padre inarrivabile. Papà, papà e ancora papà... nei terribili e fin troppo frequenti discorsi indiretti liberi. Su circa 70.000 parole nell'intero romanzo, "piangere", "lacrime", "padre" e "papà" compaiono circa 200 volte. Può non vuol dire molto, ma se si pensa che ogni 400 parole troverete qualcuno che piange o invoca il padre, questo dà la misura della ristrettezza delle tematiche.  



Una space opera che sembra più che altro space-Gomorra: povera, molto semplice, quasi stupida. Roba per adolescenti pieni di testosterone, per cui la rivoltella enorme è una proiezione di qualcos'altro e le donne guerriere indossano sempre tacchi a spillo. In bilico tra un anime da feticisti (per i tacchi) e Riddick (per la semplicità). Non potevano mancare i duelli all'arma bianca, una ritualità presunta esotica che mi ha annoiato al limite dell'irritazione, probabilmente perché mi ha ricordato Luna Nuova di Ian McDonald, altro romanzo che non mi ha entusiasmato. Per niente. E poi armature e gessati da gangster ovunque. Gessati!  C'è pure la ricetta delle polpette da battaglia, non scherzo, con bacio finale sulle dita da vero chef italiano (all'estero). Mio Dio... ci mancano Super Mario che fa la pizza e Al Capone con il mandolino. Argh!

Unica, ma veramente unica nota positiva sono le statistiche e i sondaggi di gradimento dell'opinione pubblica che si esprime sulla guerra tra mafiosi: solo un breve spiraglio di originalità, un baluginio di cinica e brutale ironia sociale alla Verhoeven, per capirci. Però si finisce lì. La guerra stessa è narrata a distanza, per temi generici, tra riunioni operative e noiosi bilaterali faccia a faccia. Il tutto viene trattato come fosse la partita online di un gioco RTS: ci sono persino le statistiche su arruolamento, risorse e popolarità. Nemmeno l'aspetto strategico è spiegato a dovere, nulla che ci dica qualcosa della storia, della società o dell'economia del pianeta Abisso. Nulla che possa stimolare la curiosità e far magari perdonare in parte l'insulsaggine del resto. 

Non me ne vogliano i sostenitori di cui sopra, che magari si sono fatti suggestionare dalla bella epigrafe, da cui ritengo venga il titolo del romanzo, ma a mio modesto avviso "Per le ceneri dei padri" è un raccontino di fantascienza meno che mediocre, banale nel merito e piatto nella forma. Mi riservo di leggere altro dell'autore, ma posso garantirvi che questa esperienza scoraggia moltissimo ogni ulteriore approfondimento.
Profile Image for Matteo Colombo.
4 reviews
September 21, 2025
La casa-tra-le-stelle è un’enorme nave spaziale, un luogo paradisiaco nel quale tante, diverse specie senzienti – compresi alcuni esser umani – vivono in pace, in totale libertà, senza gerarchie, denaro o doveri. Tra questi fortunati c’è anche Respiro di Giada, una donna che ormai da venti anni vive nella casa-tra-le-stelle, da quando era bambina. Improvvisamente, viene richiamata dalla zia Berenice a casa, sul lontano pianeta Abisso: suo padre e suo fratello sono stati uccisi.
È questo l’incipit de Per le ceneri dei padri, romanzo di Davide Del Popolo Riolo vincitore del premio Urania nel 2022, e pubblicato l’anno seguente.

Respiro di Giada torna su Abisso. Il pianeta a causa delle radiazioni letali sulla superficie è abitato solamente nel sottosuolo, in grandi caverne dove la penombra è costante. Olympias, questo il vero nome della donna prima di cambiarlo una volta arrivata nella casa-tra-le-stelle, è cresciuta protetta tra le mura della grande villa della sua famiglia. Di ritorno su Abisso, scopre che l’amorevole padre che ricordava era in realtà un potente criminale, al comando di una delle Imprese – cioè organizzazioni malavitose – più importanti di Abisso, ed è stato ucciso dal leader di un’Impresa rivale. Tutte le sue certezze vanno in pezzi, mentre si scontra con la dura realtà della vita su Abisso, fatta di violenza costante, dove tutti girano armati e dove non c’è un vero potere a garantire l’ordine, se non la legge del più forte e i costanti scontri tra Imprese. La Zia Berenice l’ha fatta tornare per chiederle di aiutarla nella conduzione dell’Impresa, messa a dura prova dopo la morte del pater familias e del figlio più grande.

Inizialmente, Olympias è scandalizzata: il contrasto con la pace della casa-tra-le-stelle è troppo forte, troppo brutale. Accetta di rimanere e dare una mano, pur non riuscendo in alcun modo ad adattarsi alle consuetudini di Abisso, per provare a tutelare i suoi due fratelli gemelli più piccoli.
Per le ceneri dei padri è un romanzo nel quale si assiste alla progressiva “caduta” di Olympias, che da donna incapace di comprendere il perché di tanto male, cede progressivamente nell’inevitabile legge della violenza. La società di Abisso sembra senza speranza: non può cambiare, non si può sradicare l’intrinseca violenza della sua matrice etica, per la quale è onorevole il morire in battaglia, il combattere fieramente, l’onorare la propria Impresa fino alla fine. Olympias non riesce a far la differenza, la pace sperimentata nella casa-tra-le-stelle diventa progressivamente qualcosa di sfumato, di lontano.

Due sono i temi che, in particolare, emergono: il ruolo della società nella formazione della persona, e l’inevitabilità della violenza per rispondere alla violenza. La prima è ben descritta dalla ricostruzione che l’autore offre della società su Abisso: chi viene da un altro pianeta non riesce a comprendere il perché di tanto male, così come gli abissali non capiscono il senso di una vita senza lotta. Anche chi desidera, se non la pace, almeno la tranquillità non può esimersi dal cedere alle leggi di Abisso: e anche Olympias, per proteggere i suoi fratelli – e se stessa – non sarà da meno.

In fondo, sembra che non sia possibile cambiare: non è possibile combattere il male con il bene, non è possibile spezzare l’inevitabile spirale discendente della violenza. Si può, al limite, maturare un cinismo tale da sopravvivere, anche se non si condividono gli schemi valoriali di Abisso. Un romanzo che quindi parla anche all’attualità, caratterizzata da conflitti crescente tra Stati e dentro la stessa società civile. E che non offre ad essi una speranza per la pace, mentre rimarca la profondità nella quale si annida la radica del male dentro l’uomo.
This entire review has been hidden because of spoilers.
378 reviews10 followers
January 8, 2025
Se hai DNA Italico e vuoi parlare di una società malata, corrotta e dominata da imprese famigliari che mescolano il poco lecito con il molto illecito affermando ipocritamente di seguire codici d’onore il destino sembra già tracciato. Ma forse parlare di picciotti e padrini in fantascienza sarebbe banale e così come in altre opere, l’autore scatena il suo funambolico estro e la sua guizzante creatività: al codice paramafioso aggiunge nomi ellenici, un ethos guerriero spartano-norreno e una corruzione da Messico dei Cartelli. Sul pianeta Abisso, nomen omen, i buoni non ci sono. Ma non basta; l’autore, che conosce langhe e masche, cava dal mazzo della cultura classica un ultimo jolly e si gioca anche la carta dell’Ananke. la Necessità con l’iniziale maiuscola che nelle tragedie greche portava i protagonisti alle più turpi e folli cose per progredire, volenti o nolenti, nel loro percorso emozionale di catarsi o distruzione. Ma cosa potrebbe succedere se la Necessità venisse unita ad una assoluta Razionalità? Che gli dèi ci salvino da padrini o presidenti capaci di una siffatta sintesi, che ci salvino dal destino di Abisso. Di grande riflessione una volta chiuso l’e-reader. Ad maiora

Profile Image for Michele (Mikecas).
283 reviews8 followers
January 30, 2024
Un romanzo migliore di quanto mi aspettassi, perché non ho mai molte aspettative per le opere di fantascienza di autori italiani, aspettandomi sempre con molta speranza di essere smentito.
Questa volta sono stato smentito solo in parte.
La trama mi ha immediatamente ricordato The Green Bone Saga di Fonda Lee, che mi era molto piaciuta, anche se nei romanzi della Lee l'aspetto fantastico è un poco superiore, facendolo scivolare nel Fantasy. Ma i temi principali sono sostanzialmente gli stessi, solo che nella trilogia della Lee sono molto più complessi e ovviamente di maggiore soddisfazione.
Per le Ceneri dei Padri è un romanzo ben scritto, ma sostanzialmente semplice, con personaggi che sembrano schematizzati, un colpo di scena comprensibile dall'inizio, e una filosofia sostanziale molto italiana...
Profile Image for Daniele.
17 reviews1 follower
February 17, 2025
Estratto dalla pagina IG "Pane Asimov"

BREVE COMMENTO: una storia tutto sommato semplice, ma intrigante, che brilla grazie a un sapiente world-building e ad un ritmo in crescendo, come quello del Sirtaki. Solo che qui la gente non balla: muore.

Parole chiave: antica Grecia, futuristica Grecia, distopia, mafia, famiglia

Chi dovrebbe leggerlo:
Chi, leggendo la lista di elementi qua sopra, ha provato
un certo brividino di piacere

Chi dovrebbe starne alla larga:
Chi è troppo legato alla classica sci-fi e non è pronto
per provare la sci-fi classica
89 reviews3 followers
April 11, 2024
Più belli i racconti del romanzo, a parer mio.
Displaying 1 - 7 of 7 reviews