Perché mai leggere la Commedia? Con questa domanda si apre il racconto sorprendente che Claudio Giunta fa dell’Inferno dantesco. L’intento è rompere con le convenzioni di una lettura scolastica che ci ha costretto a ricordare infiniti simboli e nozioni, a scapito del piacere di leggere i versi e apprezzare la capacità di Dante di dare voce all’esperienza umana. I versi della Commedia si intrecciano al commento dell’autore e a riferimenti non solo ai classici conosciuti al tempo del poeta fiorentino, ma anche a opere successive, da Madame Bovary al Processo di Kafka. Un dialogo continuo tra passato e presente che disegna l’affresco di un’umanità sempre uguale, eppure in continuo mutamento, e che ci permette di vedere come sono cambiati i costumi, le abitudini, ma anche la concezione della violenza, della morte, dell’amore, delle stagioni e del tempo che passa. Così il testo prende vita, e l’Inferno viene restituito come un bellissimo racconto al lettore contemporaneo, mentre si addentra in un mondo allo stesso tempo vicino e distante. Perché leggere ancora la Commedia? Perché Dante dà risposta, ieri come oggi, ai problemi che assillano gli esseri umani dall’inizio dei tempi, e lo fa con stupefacente originalità e bellezza.
Leggere o rileggere la Commedia di Dante è senza dubbio un’impresa che rischia di lasciare scoraggiati molti tra coloro che la tentano: il mondo da cui proviene, quello del 1300, sembra troppo distante. In aiuto di chi vuole provarci arriva il libro di uno studioso – specialista della poesia italiana tra Due e Trecento – che della chiarezza ha sempre fatto uno dei suoi punti di forza. Giunta accompagna i lettori con la massima cura, nel senso che scrive sotto l’egida di un criterio a cui tiene fede: risultare sempre comprensibile. Grazie a una selezione delle terzine dantesche, limita sapientemente i riferimenti a quello che serve per orientarsi nel viaggio di Dante, ma anche per contestualizzarlo nel suo tempo e sottolineare le distanze dal nostro. Dopo aver letto il volume, sarà più semplice trovare una risposta a chi chiede perché, ancora oggi, abbia senso leggere la Commedia di Dante Alighieri. Chissà se Giunta vorrà fare lo stesso anche col resto del poema, accompagnando i lettori nella lettura delle altre due cantiche, ancora più complesse e meno conosciute.
Quando il purgatorio? E il paradiso? Giulio ci accompagna nel regno infernale dantesco con un occhio contemporaneo. Le spiegazione, la parafrasi e i suoi commenti arricchiscono il canto e permettono al lettore di capire il contesto, il perché di un certo stile, di una parola e di un riferimento. Grazie!
Claudio Giunta, grazie di esistere. Avrei voluto questo libro durante le superiori. E vorrei che Giunta fosse mio zio, per attingere al suo pozzo di sapienza alle cene di famiglia.
Grazie a questo libro ho conosciuto parti della Commedia che non ci avevano fatto mai leggere a scuola e sono riuscita ad apprezzare la potenza quasi cinematografica della poesia di Dante. Le spiegazioni dell'autore sono puntuali, coinvolgenti e mai retoriche o ampollose. Ma non ci aspettavamo di meno da lui.