Ferro, oro, sale. Il terzo e ultimo volume di questa trilogia fantastica diversa da tutte le altre ritrova i quattro giovani che abbiamo imparato a conoscere, amare e forse talvolta detestare, di fronte alla sfida più importante di tutte: non perdersi mentre tutto intorno esplode. L'anno del sale è l'anno della guerra, in cui si sgretola ogni consuetudine fin qui accumulata, in cui le alleanze si fanno e si disfano e il potere è aleatorio. Seguiremo per l'ultima volta Key, Luk, Leila e Kam, li vedremo farsi strada dentro e fuori dall'Accademia, a dorso di drago o con le proprie gambe, in mezzo ai conflitti e ai confini politici e strategici del loro mondo che cambiano, con tutti gli stravolgimenti che certe transizioni comportano. Tutti, nessuno escluso, dovranno affrontare, definitivamente, le proprie scelte e il proprio destino.
A volte, finendo una saga, si ha come l'impressione di salutare degli amici. Non si sa se per un addio o un arrivederci.
"L'anno del sale" ultimo volume della trilogia de "La Dorsale" di @rinofurioso, edito @_effequ_ per me è stato un libro dolceamaro. Ho adorato ogni singola pagina ma sapere che al termine non avrei più letto di Kam, Luc, Kay e Leila mi ha fatto un po' male. Ho visto crescere i personaggi creati dall'immaginazione di Maria Gaia: da bambini sono diventati adulti. Da figli si sono trasformati in genitori, hanno fatto la guerra e hanno preso in mano l'Accademia. Ai narratori "storici" in questo volume si aggiunge la voce di Sher, la figlia "ribelle" di Kamy e Kay.
Maria Gaia da un Finale (la maiuscola non è casuale) inaspettato a questa storia che ci riporta alla Navale, per un'ultima emozionante corsa. Mi ha fatto emozionare, mi ha fatto piangere e soprattutto mi ha ricordato che le storie, specialmente quelle che parlano di draghi, devono sempre essere raccontate.
Finisce l'avventura sulla dorsale. Mi è piaciuta molto l'idea di accompagnare i personaggi principali fino all'età adulta, quando ormai i figli sono adulti a loro volta. Ci sono tutte le sfaccettature della vita, gli intrighi tra vecchi amici, la consapevolezza che non si può avere sempre un lieto fine. Lo stile dell'autrice è tra i migliori che io abbia letto di recente. Probabilmente è una trilogia che rileggerò. P.S. La lettera di Key a Kam mi ha spaccato il cuore.
adesso che sono arrivato alla fine, posso dire che è la miglior saga italiana che abbia mai letto. in particolare l'Anno del Sale diventerà uno dei miei libri preferiti di sempre. è un'opera eccezionale, tanto più perché l'autrice è esordiente: non cala mai, non rallenta mai, non ha una virgola fuori posto, ti coinvolge e ti appassiona. avevo rimandato le ultime pagine perché avevo paura che finisse troppo in fretta, però poi le ho lette tutte di fila, non riuscivo a staccarmi, mi sono commosso, ho adorato i personaggi e i dialoghi, reali come pochi altri.
questo libro è così vivo, così reale, così originale e così inaspettato che il fatto che esista è quasi troppo bello per essere vero
Principalmente che le cose succedono e hanno sempre delle conseguenze e il buon modo di mostrarle sempre. Poi ottimo in ogni personaggio e nelle sue motivazioni. In effetti, praticamente nessun comportamento è inaspettato, ma da qui nasce lo stupore. Personaggi che si conoscono talmente nel profondo da sapere che si stanno comportando precisamente come si devono comportare, perché si sa come ognuno sia rotto. Divertente la scrittura. Poi il racconto della guerra: rifiutare ogni eroismo, e raccontare la fame, la malattia, la scomodità, la paura.